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Ho scordato qualcosina?!

17 Giu

Venerdì, ore 19 circa.
Il Marito è da poco rientrato dal lavoro e si sta lavando, le Maggiori si stanno vestendo dopo la doccia, la Piccola vaga per la camera e io cerco di fare le valige perché dopo cena si parte per il Solitomare.
2 giorni tutti insieme, 3 solo noi Donne (compresa la Gatta eh)!
“Ragazze per favore, mi devo concentrare su ciò che serve, non chiamatemi ogni 10 secondi”
“Va bene Mamma”
“Okkkkei”
Bene, allora cosa ci serve? Costumi? Già in valigia, ciabatte già là. Poi, vediamo, ci fermiamo solo 5 giorn
“MAMMAAA”
“Sìììì”
“Dov’è la mia maglia?”
“Sul letto Grande!”
Allora dov’ero rimasta?
Ah sì, 5 giorni, quindi meglio portare 6 paia di mutande, beh, per la Media 7 che non si sa mai. Per il Marito due tanto si ferma solo fino a domen

“MAMMMAAAAAA”
“Sììììììì”
“Dove sssono i miei tandali?”
“I saldali Media? Guarda sotto al letto!”
“Non ci ssono!”
“Guarda meglio”
Magliette! Sì allora non devo portarle bianche che se no con la crema solare poi diventano gialline. E le canotte intime? Ma si qualcuna la port
“MAMMAAAAAA”
“Sììììììììì”
“Metti in valigia anche questo mio vestitino carino per favore”
“Va bene Grande, mettilo vicino alla valigia però ora lasciatemi un attimo riflettere Ragazze, se mi chiamate di continuo non riesco a pensare a ciò che ci serve e magari dimentico i pantaloni!”
“Va bene Mamma”
I pantaloni! Poi ha ragione, magari meglio portare qualcosa di carino per tutti, così magari domani sera usciamo a cen
“MAMMAAAAA!”
“EEEHHHH! Che cosa c’è?!?”
“La Piccola sta tirando fuoi tutti i vestiti dalla valigia!”
“NUUOOOO! Piccola non si fa, dobbiamo mettere i vestiti dentro la valigia, non fuori! Vai a giocare in autostrada con i tuoi giochini, dai!”
“UUUAAAAHHHHHHH”
“MARITOOOOOOOO! Vieni a prenderti ‘ste cozze Porta la nostra adorata Prole al piano di sotto o giuro che casualmente scorderò il tuo intimo obbligandoti a indossare i jeans senza mutande!!”

Avrò scordato qualcosina?!

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Il weekend da Morosini

29 Gen

Ce l’abbiamo fatta.
Per la prima volta siamo riusciti a smollare affidare la prole ai Nonni e partire solo Lui ed Io.
Le bambine erano contentissime, i Nonni addestrati, Noi… beh per Noi e stato molto strano.
Un po’ come quando uscendo dimentichi il cellulare a casa e per tutto il giorno lo cerchi nelle tasche; ti senti libero perché nessuno può rintracciarti o sapere dove sei e nello stesso tempo ti manca tantissimo.
Ci siamo divertiti, ci siamo riposati, ma una parte di Noi era con Loro.
Durante l’aperitivo nel locale c’era una giovane coppia con il figlio, avrà avuto pochi mesi più della Piccola, e i genitori lo rincorrevano in giro per il locale . Alla centesima vasca il sorriso dei due, inutile precisarlo, era diventato un po’ tirato e ho notato che ci osservavano.
Noi eravamo lì, liberi di guardarci negli occhi e chiacchierare senza nessuna interruzione sorseggiando il nostro prosecco e ai loro occhi saremmo sembrati una giovane coppia spensierata.
Ecco rendermi conto che per gli altri eravamo solo quello un po’ mi ha infastidito, noi non siamo solo quello. Prima di tutto io mi sento la Mamma delle mie figlie. Avrei voluto sventolare la foto delle mie bimbe a tutte quelli che ci guardavano.
Mi sentivo quasi declassata!
In realtà ci voleva un po’ di relax, sono davvero felice del nostro weekend da morosini, anche se devo ammetterlo: vedendo un mms con le Bimbe durante la cena ci sono scappate le lacrimucce.
Eh sì, è inutile negarlo: le bimbe ci hanno davvero cambiato la vita!
Siamo stanchi, diciamo pure esausti, non riusciamo mai a finire un discorso, per partire bisogna organizzarsi nei minimi dettagli, ma senza di loro siamo persi.
Hanno cambiato il nostro modo di vedere le cose, le nostre priorità piazzandosi al primo posto della classifica delle cose più importanti.
Da quando vedi per la prima volta quegli occhietti a gonfi e a mandorla (perché è così, tutti i neonati sembrano un po’ cinesini, ci avete mai fatto caso?) sei finito, magari non te ne rendi ancora conto consapevolmente, ma tutto ruoterà intorno a Loro, anche la tua felicità.
Crescere un figlio è la cosa più stancante, faticosa e allo stesso tempo meravigliosa che ci sia, con Loro si crea un legame indissolubile, e ogni tanto è bello avere l’opportunità di apprezzarlo ancora di più.
Questo weekend ci ha aiutati a ricaricare un po’ le pile, a ritrovarci come coppia e non solo genitori, ma anche a renderci conto che noi ora siamo la Mamma e il Papà di e che questo ci piace proprio tantissimo!

Passi avanti

22 Gen

Come dicevo ieri, 30!
Sembra proprio il numero giusto per festeggiare in grande, no?
Poi la Grande ha quasi 5 anni, la Media 3 e la Piccola, proprio oggi fa, 14 mesi.
Direi che è arrivato il momento giusto per osare quindi come regalo ho organizzato un weekend a sorpresa.
Senza. Figlie.
In montagna in un centro benessere, solo Lui ed io per bensì una giornata e mezzo come non accadeva dal lontano 2007.
Prenotare è stato strano, difficile anche, ma l’avevo detto: imparare a smollare e un po’ di tempo soli soletti.
Il Marito non se lo aspettava proprio ed entrambi proviamo quel misto di eccitazione, preoccupazione e senso di colpa, come bambini che possono andare alla loro prima festicciola senza i genitori, ma non invitano l’amico del cuore.
So che in realtà sarà più difficile per Noi che per le Donnine; Loro, Piccola compresa, stravedono per i Nonni e la Grande si è già lamentata del fatto che una notte è troppo poco.
Per gestire la nostra ansia da separazione stiamo già stillando una piccola lista di raccomandazioni da portare ai Nonni insieme alle Figlie, la maggior parte del tutto inutili ovviamente!

Francese, maroccolo e idiomi fantasiosi

9 Gen

Una volta guarite, o almeno notevolmente migliorate, le Donnine abbiamo potuto visitare i parco giochi le cittadine vicine.
Nel cantone in cui eravamo in vacanza e dintorni si parlava il francese e ciò ha fatto sì che le nostre figlie si siano scontrate con la barriera linguistica: avrebbero volentieri tentato l’approccio con i bimbi locali, ma dopo un timido “Ciao…” si rendevano conto di non essere comprese.
Tutto ciò ha scatenato in loro un turbinio di riflessioni.

“Papà, voglio imparare il francese!”
“Bene, ripeti: bongiurr, sa va? ge m’apell…”
“Ehm Marito non è che a tua pronuncia sia proprio francese eh, diciamo pure che tu stavi palesemente parlando in dialetto! Grande, forse è meglio che te lo insegni la Nonna il francese…”

“Mamma lo tzai che la Tzotia palla in maloccolo
“In Marocco se mai!”
“Media, Grande forse volevate dire che la Sofia parla in arabo. Lei viene dal Marocco, è uno stato, come voi venite dall’Italia”

E ciliegina sulla torta una sera a cena la Grande ci ha detto che Lei ha una lingua tutta sua che non è maroccolo, nè arabo, nè francese, nè italiano.
“Ah davvero Grande, ma dicci un po’ com’è questa tua lingua!”
“Albero si dice albor
“Ah, è un po’ come il latino, bello”
“Media di dice Mediuzza, sì nella mia lingua si dice sica e no nou
Furba la ragazza, se ne inventa direttamente una tutta sua, per la serie non è che sono io a non capire loro, sono loro che non sanno la mia lingua!
Poco egocentrica… O_o

La Vacanzeide (terza parte)

7 Gen

Non ricordo di aver vissuto così tante situazioni diverse in una sola notte!
Nell’ordine ho flashback di risvegli nel nostro letto, nel letto matrimoniale delle maggiori con la Piccola febbricitante spalmata addormentata addosso e le altre a fianco, nel letto delle bimbe senza la Piccola, nel lettone al posto del Marito.
Fine primo tempo, intervallo, dovuto ad un attacco di tosse con annesso vomito della Media.
La Piccola continua a dormire con una bella tachipirina nel… (beh, ci siamo capiti no?) e i restanti membri della famiglia arzilli é reattivi sistemano le cose: la Grande si lamenta, Papà la lava e riveste e io cambio lenzuolo improvvisando un bucato nella vasca da bagno (che la lavatrice mica c’era, ovvio).
Mentre la Media aspetta seduta in corridoio che l’attacco di tosse svanisca ecco un’altra vomitata e replica del lavala/cambiala.
Decidiamo di farle il letto sul divano accanto al nostro letto (almeno in caso di vomito i danni sarebbero stati meno ingenti) e io vado a coricarmi nel letto delle bimbe senza la Media tenendo per mano la Grande così da avere a portata di orecchio la Piccola.
Finita qui?
Eh no, poi è stato il turno del divano, raggomitolata in uno spazio di 30×100 cm a fianco alla Media, e successivamente ancora del letto delle bimbe con la Grande (dove il Papà ci ha lasciate dormire sorbendosi le minori dalle 8 fino alle 9!).
Ricordo inoltre di aver a più riprese insultato, la tosse, la febbre, il vomito e il suo odore, la lavatrice e la sua assenza, la Svizzera, la genetica e Mendel e di aver giurato al Marito che il giorno dopo saremmo ripartiti!
Non l’abbiamo fatto, ho convinto il Marito a stare in casa con le malate mentre la Grande ed io, con la scusa della spesa (“Dovremo pur comprare qualcosa di sano, dai, mancano i mandarini, i tuoi preferiti…!”) e di un possibile contagio (“Non le vorrai mica tutte e 3 malate?!”), abbiamo passeggiato e al pomeriggio siamo rimasti chiusi in appartamento a guardare programmi in tedesco e in francese (che se no che gusto c’è? Potevamo rimanercene in Italia!).
Complice forse il clima migliore la situazione è migliorata velocemente tanto che la Piccola il giorno successivo era sfebbrata e la notte dopo ci sono stati solo un paio di risvegli per la tosse.
Finalmente la nostra vacanza poteva riprendere!

La Vacanzeide (seconda parte)

4 Gen

Dopo la nottata rigenerante (non per il Marito) abbiamo beneficiato del favoloso effetto ombra delle Alpi: tramonto ritardato, sveglia bimbe alle 9:15!
Grazie Alpi, grazie!
Piove, quindi optiamo per una visita nei centri commerciali dove ovviamente scazziamo sbagliamo ogni possibile combinazione: parcheggiamo nel sotteraneo così non ci bagnamo, ma andiamo al centro piccolo credendo di essere in quello mega e prendiamo il carrello.
Va beh, qui il carrello è abbastanza inutile visto che ci sono 3 negozi, quindi ne approfittiamo per fare la spesa più stupida della storia (solo il latte alzava la media) e intanto passa la mattinata.
Al pomeriggio non ci facciamo fregare e, per non sbagliare entrata, parcheggiamo fuori.
“Ci bagneremo un po’ per entrare, dai fa niente, mettigli sciarpe e berretto”
“Prendiamo il passeggino o il marsupio?”
“Niente, tanto ci sarà il carrello!”
Il carrello non c’è.
Nel Centro commerciale ci sono circa 30°C (o forse sono quelli che percepisco io con il piumino indosso e la Piccola versione biscia in braccio).
Il Marito, mosso da pietà per la grondante consorte, raccoglie tutti i giubbotti (che messi insieme formano la mole di un altro essere vivente) e li porta per tutta la permanenza.
Salire e scendere le scale mobili sarà l’unica attività del pomeriggio, reiterata à gogo ovviamente.
Passiamo tutto il tempo su e giù, giù e su anche perché siamo troppo imbacuccati per entrare in un negozio (ci abbiamo provato) e al piano 0 dove si trovava un bar carinissimo entra una tremenda puzza di gas di scarico che dà abbastanza fastidio a me e rende difficile la respirazione al resto della famiglia facile al broncospasmo.
“Va beh Papi, da domani hanno messo sole, ci rifaremo.”
Disse la sprovveduta prima di rendersi conto che i colpi di tosse della Media si stavano sempre più intensificando e la fronte della Piccola diventava sempre più caaaalda….
[TO BE CONTINUED…]

La Vacanzeide (prima parte)

3 Gen

In questi giorni siamo stati in Svizzera in un bellissimo posto, dove fino a pochi mesi fa viveva la Nonna del Marito, bisnonna delle Donnine nonché madre della NonnaSvizzera.
Ora la Nonna vive in Italia con una delle sue figlie e l’appartamento era a disposizione fino a fine gennaio, così (ecco spiegata la mia assenza) abbiamo passato là il nostro calvario le nostre vacanze!
Per raggiungerlo ci vogliono 6 ore di automobile (che con le bambine “C’ho pipì”, “C’ho cacca”, “Ho l’acqua -vomito- in bocca” diventano ovviamente 7), un repertorio di canzoncine ripetitive e noiosissime da cantare a mo’ repeat 1 per almeno 5 volte ciascuna per calmare la Piccola tra un pisolino e l’altro e tanta, taaaanta pazienza.
Per l’andata abbiamo optato per la partenza dopo pranzo (gentilmente offerto dai Nonni), “Che così fanno il pisolino e si perdono un po’ del viaggio”; principio a quanto pare ormai valido solo per la numero 3!
La Grande e la Media ovviamente si sono appisolate, garantendo così finalmente il silenzio nell’abitacolo, solamente nell’ultima ora di viaggio…ma va?!
L’andata tutto sommato comunque è andata bene, solo una sosta pipì/caffè, ma nell’area di servizio più inquietante della storia: per andare al bagno si doveva entrare al bar e poi uscire sul retro, all’esterno, percorrere un corridoio buio di un decina di metri e poi ecco i servizi.
Il bagno delle donne, da cui prima di me era uscito ovviamente un uomo, era deserto e dotato, come da cliché, di una simpatica luce sfarfallante (tipica scena da CSI insomma! Sinceramente mi aspettavo di ritrovare un cadavere da un momento all’altro).
Fortunatamente nessun ritrovamento (anche perché è stata la pipì più veloce della storia!) e il viaggio è potuto andare avanti.
Al nostro arrivo abbiamo deciso di pregustare subito i cibi locali da bravi turisti italiani: siamo andati al Mc Donald’s! (scandalosi, lo so)
Le bimbe si sono litigate la sorpresa (solito) e poi finalmente la tanto sognata vasca da bagno a casa della Bisnonna (noi a casa non l’abbiamo e per Loro è un sogno!) mentre il Papà svuotava il tir la macchina dai nostri esigui bagagli.
Le abbiamo immerse tutte e 3 “Che bello, guarda come si divert”
“No, volio talci io qui vitino alla Piccola!”
“Nooooo, Media fatti in là, ci sto io!”
“Maaaammaaaaaaa, ma la Grande mi pinge”
“BAAAASTAAAA! FUORI!”
Ok, durata bagno 3 minuti; la prima vasca non è stata il top (ma poi si sono rifatte, giuro!).
La nottata tutto sommato è andata bene, tranne per il Papà che dormendo nel lato del letto solitamente usato dalla Nonna ha beneficiato della sua forma scolpita nel materasso.
Ah, il giorno dopo ovviamente pioggia!
😉
[TO BE CONTINUED…]

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