Tag Archives: stramberie

Mal comune…

12 Giu

Domenica mattina.
È il nostro primo vero weekend estiveggiante al Solitomare.
Il primo in cui le ho dovute incremare, in cui poter andare a prendere l’ombrellone al Solitobagno, in cui ritrovare i compagni d’estate.
Insomma è arrivato il momento della prova costume!

Tutti insieme ci stiamo incamminando verso la Spiaggia: io spingo il passeggino con la Piccola e davanti a me ci sono il Marito con due tubetti di crema ambulanti la Grande e la Media.
La loro pelle scintilla per la crema non ancora totalmente assorbita.
La Grande tiene il Marito per mano, la Media si è arresa, non è più abituata a camminare per lunghi tragitti e ha lamentato un dolore alla pancia così il Marito l’ha caricata in groppa.

Mano a mano che ci si avvicina al Solitobagno la tensione per la prova costume inizia a farsi sentire.
Io ormai ostento la mia pancetta abbastanza serenamente: alcuni a volte, specie dopo i pasti, osano chiedermi se aspetto un quarto figlio in verità, ma basta una simpatica occhiataccia occhiata per chiarire ogni dubbio.
Poi ho pur sempre la giustificazione dai: ho tre figlie!
Il Marito a volte tenta di rubarmi la scusa attribuendo la sua pancetta alla tripla paternità: insomma se uno ha un’attività e tre figlie mica ha tempo di andare in palestra!
…o no?
Ma ora la pancetta è bella in evidenza grazie al tipico pallore invernale.
Inoltre aver sistemato il ville petto non ha aiutato: è ancor più accentuata!
Il Marito verbalizza le sue insicurezze, ma niente paura, la Grande prontamente, con tono deciso, lo rassicura:
“Papà non rimanerci male per la tua pancetta! Alla fine tutti i Papà ce l’hanno come te!”
Ah beh, allora…

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Sei un ciclista?

10 Giu

Il Marito odia i ciclisti.
Non per lo sport in sè.
Non il ciclista che gironzola solitario.
Odia i ciclisti in gruppo.
Li odia perché occupano l’intera carreggiata e Lui, da Maschio qual è, non sopporta che limitino il suo macchinone.
Odia che non lo lascino superare occupando anche l’altra corsia solo per il gusto di farlo attendere.

Ogni volta la storia è la stessa.
“Maledetti Ciclisti!”
“Perché Papà?”
“Perché occupano tutta la strada, è pericoloso!” è la risposta più sensata, quella che va per la maggiore, ma a volte, in momenti di ira funesta le motivazioni lasciano poco posto alla razionalità:
“Perché indossano quelle tutine aderenti!”
O ancora meglio:
“Perché si depilano le gambe!”

Sabato avevamo deciso di andare al mare, quindi il marito appena sveglio va in bagno e con il rasoio elettrico decide di accorciare la peluria del suo ville petto.
Zzzzzzzzzzzzzzz
Accorcia qui, accorcia lì nel frattempo entra in bagno la Media.
Si siede sul trono, lo osserva pensierosa e domanda:
“Papà, ma tu ssei un ciclissta?”

Luca, Gioggia e …

3 Giu

Il Marito e la Media si coccolano post doccia sul letto.
Lui la avvolge tra le sue enormi braccia e si guardano intensamente negli occhi.
Fantasticano insieme.
“Chissà come sarà la Media quando sarà vecchia…”
“Ma tzono io la Mediaaaa!”
“Lo so, chissà come sarai quando sarai vecchia. Avrai dei bambini?”
….”Tzi!”
“E come li chiamerai?”

Lei riflette, si concentra.
Non vuole dare una risposta qualsiasi, ci crede:
“Luca, Gioggia e …Balù!”

Interessanti perle

24 Mag

È un venerdì mattina come tanti.
Beh, non proprio come tanti: stanotte la Media ha bagnato il letto e anche la Piccola nonostante il pannolone.
Maledetta prima anguria della stagione!
Con la Grande abbiamo giocato d’anticipo: l’abbiamo accompagnata dormiente in bagno.
Il tutto è stato accompagnato da un melodioso concerto le cui voci principali erano il COF COF alternato, pressoché continuo della Grande e della Media e il FIUUUUUU del vento fortissimo che soffiava all’esterno.
“Niente scuola oggi, troppa tosse” è stato il verdetto genitoriale stamattina al risveglio.
Data la mancanza di orari da rispettare e la rocambolesca nottata noi Donne di casa ce la siamo presa comoda: salutato il Marito ci siamo concesse una colazione lenta e rilassata, con tanto di musica in sottofondo.
Il clima disteso, la sonnolenza e la musica a cui aimè non siamo abituate (con tre bimbe in casa la miglior musica a volte è il silenzio!) hanno contribuito alla manifestazione di forme di delirio interessanti perle.

La Media.
“Mamma, quetzta canzone è un po’ tliste e un po’ felitze quiddi si fa cotzì”
e utilizzando la mimica facciale ha iniziato a simulare, alternandoli rapidamente, prima un sorriso poi un volto triste, poi ancora un sorriso e un volto triste.
Buffissima!

La Grande
“Grande stai bevendo il tuo latte?”
“No, ma sto ballando il naso” allargando e stringendo le narici a tempo di musica.
O.o

Con un inizio così non si può che ritrovare il sorriso!
Buon venerdì a tutti!

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Signorine con borsette attente a voi!

18 Mar

Annoiati da un’uggiosa e ventosa domenica pomeriggio ieri sera abbiamo deciso di portare le Bimbe a cena fuori e dove se non al McDonald’s, quello in città con quella fantastica costruzione di tre piani al suo interno?!
Tra una patatina tra i capelli, una sorpresa dell’Happy Meal volata per aria e un’avventura nella costruzione si sono fatte le 20:30.
Giubbotto, berretto sciarpa, usciamo e…
“Mamma ho la cacca!”
“Io pipì!”
Ecco, te pareva?!
Mentre il Marito va in macchina con la Piccola torno dentro con le Maggiori.
Ci stipiamo, incastrandoci a mo’ di tetris, in un bagno di un metro per uno in tre; ripeto circa 10 volte ciascuna le frasi “Media non toccare niente” e “Media non ti appoggiare al muro”, ma alla fine ce la facciamo.
Usciamo, raggiungiamo il Marito e si va verso casa!
Siamo tranquilli in auto quando:
“Guardate! Ho visto una signorina con una borsetta che passeggiava sotto la pioggia! Ma perché?!”
Attimi di panico. Cose le avevamo spiegato l’ultima volta?!
“Grande ti ricordi che una volta abbiamo parlato delle prostitute?”
Nell’abitacolo in quel momento si possono sentire quasi distintamente due rumori: il suo cervello che macina e il nostro cuore che batte un po’ più veloce del solito.
“Sì, quelle signorine che vogliono i soldini per far vedere il sederino”
Ah, ok, tutto qui! fiuuuu
“Ecco sì, quella signorina sotto la pioggia è una prostituta. Probabilmente tra un po’ si fermerà una macchina e le chiederà quanti soldini vuole per mostrare il suo sederino. Non è un bel lavoro ed è anche molto triste.”
“Ma perché deve farlo là sotto la pioggia?”
“Perché qui in Italia non si può fare quel lavoro. Se la vedono i carabinieri sgridano sia lei che il signore che le ha dato i soldini.”
“Allora dovevamo prendere il numero!”
“Che numero Grande?”
“Il numero della macchina (alias targa) così poi chiamavamo i carabinieri e lo trovavano e poi, quando vedevano quel signore che le dava i soldini, li portavano in galera!”
Hai capito la paladina della giustizia?! Attente a voi signorine con la borsetta!
😉

Son problemi

24 Gen

La Media non è una bambina che si lamenta quando si fa male.
O meglio non si lamenta finché qualcuno non glielo fa notare!
Un paio di settimane fa per esempio stava giocando con il pongo; lo tagliuzzava come solo Lei sa fare con la loro forbicina quando mi dice tranquilla e serena: “Guadda Mamma, il pongo si è poccato”
“Ma Media con cosa l’hai sporcato, col pennarello?”
“Tzì”
“Ma non hai in mano il pennarello rosso…Ehm Media fammi vedere bene quel dito… È sangue, Media ti sei fatta un tagliettino!”
“AHHHHH!!! Mi ta male!!” pianto isterico “Mettimi un telotto!!!! UAHHHHHHH”
-_-
Quel tagliettino nei giorni a seguire è diventato il protagonista di ogni sua interazione sociale.
“Maetta mi tono talliata, guadda”
“Nonna, guadda. Mi tono talliata”
“Papà, mi tono tatta male al dito.”
“Si lo so Media, me lo hai già detto ieri (e anche l’altro ieri e il giorno prima ancora e….)”
Per giorni ha tediato chiunque con il suo dito, finché una sera:
“Papà guadda, è quadzi gualito il dito”
“Oh, bene Media, finalmente! Ti fa ancora male?”
“No, non mi ta male. Tzolo un po’ quando metto le dita nel nadzo!”

Francese, maroccolo e idiomi fantasiosi

9 Gen

Una volta guarite, o almeno notevolmente migliorate, le Donnine abbiamo potuto visitare i parco giochi le cittadine vicine.
Nel cantone in cui eravamo in vacanza e dintorni si parlava il francese e ciò ha fatto sì che le nostre figlie si siano scontrate con la barriera linguistica: avrebbero volentieri tentato l’approccio con i bimbi locali, ma dopo un timido “Ciao…” si rendevano conto di non essere comprese.
Tutto ciò ha scatenato in loro un turbinio di riflessioni.

“Papà, voglio imparare il francese!”
“Bene, ripeti: bongiurr, sa va? ge m’apell…”
“Ehm Marito non è che a tua pronuncia sia proprio francese eh, diciamo pure che tu stavi palesemente parlando in dialetto! Grande, forse è meglio che te lo insegni la Nonna il francese…”

“Mamma lo tzai che la Tzotia palla in maloccolo
“In Marocco se mai!”
“Media, Grande forse volevate dire che la Sofia parla in arabo. Lei viene dal Marocco, è uno stato, come voi venite dall’Italia”

E ciliegina sulla torta una sera a cena la Grande ci ha detto che Lei ha una lingua tutta sua che non è maroccolo, nè arabo, nè francese, nè italiano.
“Ah davvero Grande, ma dicci un po’ com’è questa tua lingua!”
“Albero si dice albor
“Ah, è un po’ come il latino, bello”
“Media di dice Mediuzza, sì nella mia lingua si dice sica e no nou
Furba la ragazza, se ne inventa direttamente una tutta sua, per la serie non è che sono io a non capire loro, sono loro che non sanno la mia lingua!
Poco egocentrica… O_o

Unità di misura

19 Dic

Sera, ora della Nanna.
Il Papà è chino sulla Media, la coccola, la sbaciucchia e li si sente pronunciare le frasi di rito, quasi sempre le solite, tutte le sere, ma sempre speciali.
Ogni tanto c’è qualche piccola variante e sono proprio queste Loro varianti a farci cogliere come vedono il mondo, uno spiraglio del Loro punto di vista, del Loro Universo.
Media: “Ti volio bene”
Papà: “E da cosa si capisce che mi vuoi bene?”
“Dal mio pantzone!” disse la Media indicando la sua panciotta tonda e piena!
“…”

I love Pizza!

18 Dic

Io adoro la pizza, la mangerei ad ogni ora del giorno, 7 giorni su 7; non mi stancherei mai!
Con questo mio amore ho contagiato il Papà e in casa nostra si mangiava per due sere a settimana sicuro (e ci limitavamo solo per non ingrassare troppo, incinta osavo molto di più!).
Per risparmiare In genere la facciamo in casa: io preparo l’impasto in mattinata (col robot eh!) e il Papà la sera la tira e la inforna.
Beh le nostre figlie saranno felicissime, direte voi.
E invece no!
A causa loro abbiamo diminuito ad 1 sola sera a settimana (sigh) perché quando annunciamo loro “Questa sera pizza ragazze!” loro rispondono:
“Nooooo, io voglio la minestrina in brodo”
“Tzì blodo”
oppure
“Noooo, io vorrei la pasta in bianco”
Cioè l’unica sera in cui dobbiamo cucinare piatti differenti è la sera della pizza!
Queste. Non sono. Figlie. Mie!
Forse in gravidanza ho esagerato, le ho stongate.

stongare [ston-ga-re] v. tr. [io stongo, tu stonghi ecc. ; aus. avere] dialettale nauseare, disgustare dopo un eccessivo consumo (anche in senso figurato): quel cibo mi ha stongato; uno spettacolo stongoso stongarsi v. pron. [aus. essere] non poterne più, sentirsi rivoltare lo stomaco verso un determinato cibo a seguito di un eccessivo consumo dello stesso; disgustarsi, nausearsi (anche in senso figurato): mi sono stongato delle sue lamentele ⇒ Deriv. dal dialetto stungaras. ■ SIN. stomacare, ripugnare, disgustare, nauseare, ributtare, schifare CONTR. piacere.
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2012)

Comunque per ovviare a questo increscioso problema il Papà si è ingegnato e ha iniziato a proporre loro delle pizzette speciali: mini calzoni, maxi grissinini con sorpresa interna e, le loro preferite, brioches di pizza.

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Ora la apprezzano, peccato che il tempo di preparazione sia maggiore e ora che le mini brioches sono pronte e cotte si fa notte…
Pazienza, stasera niente lavaggio capelli!
“Come Papi? Sono un po’ unti e hanno pure un po’ di pomodoro?”
Bah, una bella coda e via! 😉

Facilmente influenzabili?

6 Ott

Il modo migliore per fare un aerosol ad un bimbo è abbinarlo a qualcosa che gli piaccia e cosa c’è di più allettante di un cartone animato?
L’inverno scorso Pippi Calzelunghe era la scelta più ricorrente (un grazie di cuore a DeaKids che la trasmetteva più o meno a tutte le ore!), ma quest’anno ci siamo evoluti: scegliamo DVD Disney.
Mentre l’anno scorso dovevo stare attenta che non provassero a riprodurre le strampalate imprese di Pippi quest’anno corrono in tondo per il salotto cantando “Cantare!… Sognare! Volare!…” (Cit. Rapunzel) con una sciarpa che simula la chilometrica chioma.
La Media così dal nulla mentre facciamo colazione mi chiede “Pecché Tin ha taliato i capelli di Aputel?” o durante la doccia “Pecché il piccipe è divettato un anocchio”.
E Ieri sera la Grande e il Papà a tavola durante la cena hanno avuto questo discorsetto:
“Sai Papà, la Media oggi ha fatto i capricci”
“Perché?”
“Perche… perche…La racconto come voglio io eh…. perché voleva lavarsi i denti, ma li aveva già lavati e urlava urlava come una matta e diceva: ueeeee, li voglio lavareeee, ueeee”
“Ma lo sappiamo che la Media è una testona e sappiamo anche da chi ha imparato…”
e lei, con aria di superiorità, gli sgancia questa risposta: “Si si, lo so, da me, VECCHIO MERLUZZO!” (Cit., rivisitata con sinonimi, di Peter Pan che insulta capitan Uncino dicendo “vecchio stoccafisso”)
Forse dovrei smetterla di far vedere la televisione alle mie figlie…

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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1000 Awesome Things

A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

Enjoying the Small Things

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LA PROVA DELL'ESISTENZA DI QUESTO

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Robyberta Smilemaker

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