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Topi grandi come il comodino

11 Ott

Ore 00:02
Camera padronale
La Moglie sta leggendo attenta nell’ipad il libro di Crepet “L’autorità perduta”: venerdi prossimo l’autore parlerà del suddetto volume proprio qui nella VivaceCittadinaTerremotata e Lei non vuole perderselo e nemmeno arrivare impreparata! (L’avevo gia accennato della sua mania del controllo?!).
Il Marito dorme accanto a Lei quando…
Frush frush sbum tum tum
La Moglie grazie al bagliore dell’ipad nota che il Marito, con un gesto degno di un ninja, dalla posizione prona si mette a sedere, afferra il cuscino e da due vigorose cuscinate al comodino.
Stupita e anche un po’ preoccupata pone la mano sulla spalla del Marito chiedendogli “Tutto bene?”
All’istante il Marito ritrova la posizione del sonno e bofonchia “C’erano due topi grandi come il comodino, ma ora li ho mandati via” e come niente fosse riprende a dormire.
Inutile sottolineare che la Moglie se l’è quasi fatta sotto dalle risate, ha mollato Crepet e si è fiondata qui a condividere…

Ma ho detto anziana!

22 Set

Ritagliarsi dei momenti per stare soli con ognuna di Loro non è, logisticamente parlando, semplice, specie con la Media che per una ragione o per l’altra si aggrega sempre “tra le grandi” o “tra le piccole”.
L’inizio delle scuole e i diversi orari di inserimentooltre ad averci portato alla completa follia hanno fatto sì che finalmente potessi godere solo della sua compagnia: un’intera ora al giorno per una settimana in cui nessuno la interrompesse, strattonasse o zittisse hanno fatto emergere il meglio di Lei.
Spettacoli di ballo e canto, racconti dettagliati (“Cos’hai fatto a Scuola?” “Niente” “Hai conosciuto qualcuno?” “No”/”Ssì, ma non mi licoldo come ssi chiamava”) e finalmente il seggiolino del carrello della spesa tutto per Lei nonostante i 15 kg siano già stati sforati (ma di poco, dai!).
La sua solita timidezza si è fatta un po’ da parte, sta emergendo la signorina che c’è in Lei e perché non dimostrarlo in ogni dove?
Perché non nel reparto biscotti dell’ipermercato quando passeggiando inizia a fissare una signora?
La guarda intensamente, in modo palese, assumendo una posizione del tutto innaturale, col busto ruotato.
Con lo sguardo segue il suo percorso da lontano, e quando finalmente i nostri carrelli si avvicinano, quando la suddetta Signora è a portata di orecchio, dice ad alta voce : “Mamma quella signora antziana sembla un uomo”
“Ma Media non si dice!” Le bisbiglio rabbiosa e super imbarazzata sottovoce senza farmi sentire e Lei con la faccia più innocente del mondo: “Ma ho detto antziana, mica vecchia!”

Deliri da genitore: la vigilia

19 Set

Domenica 15 settebre. Ore 7:05.

“Marito, sveglia, sveglia è giovedì (ma poi perché ho detto giovedì?!?)! Sono già le 7:05, dobbiamo alzarci o la Grande arriverà tardi a scuola!”
“Ale, è domenica, dormi.”
“Ah…davvero? Sicuro?”
“Sì”
“….ok….”

Dite che ero emozionata?!

Scene di ordinaria… gelosia!

7 Ago

Ore 7:20.
La Media chiama.
Stranamente non c’ha pipìììì/cacca (già fatte alle 4:10, stanotte), ma “Non voGLio più sstale a Nanna!”.
La Grande si associa e la Piccola si unisce al coro al suon di “Ppapàààà!”.
Il Marito non c’è, si è dovuto alzare all’alba per lavoro e io speravo di pelandreggiare almeno fino alle 7:45!

Pelandreggiare [pé-lan-drég-gia-re] v. intr. [io pelandreggio, tu pelandreggi ecc. ; aus. avere] 1 (fam.) propensione al riposo, scarsa volontà di agire
2 (fam.) avere poco desiderio di fare qualcosa preferendo dormire ⇒ Dal Maritese, deriv. di pelandra. ■ SIN. oziare, poltrire, poltroneggiare; bighellonare, vagabondare, trastullarsi, ciondolare CONTR. ingegnerizzarsi, lavorare, operare, agire, affannarsi
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2013)

Tento con la solita tecnica: fingo di non sentire.
Non funziona (ma ora che ci penso… ha mai funzionato?!).
Prendo il baby talk, premo Talk e dico Loro: “Ragazze Papà non c’è, venite un po’ qui, ci facciamo un po’ di coccoline”
Mi alzo, vado nella Loro cameretta e tolgo la Piccola, contrariata dalla non presenza paterna, dal lettino.
Torno nel lettone con tre rimorchi al seguito.
La Media si distende per prima e si mette alla mia sinistra, mentra la Piccola si arrampica sul lettone e si butta su di me a peso morto.
Mentre ci sbaciucchiamo e abbracciamo arriva la Grande; per ultima perché stava rassettando il suo letto.
Ci guarda, sale sul lettone e si posiziona nei 15-20 centimetri di distanza tra me e la Media, lamentandosi a più riprese di essere stata schiacciata ora da Una ora dall’Altra sorella.
Mi abbraccia escludendo la Media.
Ricambio l’abbraccio includendo anche la Sorella in seconda fila e la Grande si mostra palesemente infastidita.
Tento di smorzare l’acidità della Primogenita dandole il ruolo di principale coccolatrice dicendole:
“Guarda la Media, vuole proprio le tue coccole. Dalle un bacino…”
“No!” Risponde tutta seria
“Ma guardala, sembra un dolciume!” continuo io.
Lei ora ride, con quel suo sorriso da brighella e risponde:
“Non è un dolciume è un pattume

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Hula Hoop

21 Lug

Alla Casetta Verde è ora di pranzo.
Ovviamente il solito pranzo freddo (e per fortuna che siamo in estate!) perché la cucina ancora non si vede!
Il menù del giorno per i genitori prevede tonno, fagioli, cipolla tropea, pomodorini, valeriana e pecorino; la variante Donnine invece non include cipolla e valeriana perché in genere “Mamma, non mi piace la cipolla! Picca” (Indipendentemente dal fatto che picchi davvero o meno, la frase è standard) e “Bleah l’insalata!“.
Ovviamente i suddetti alimenti, di solito non graditi, quando presenti nei piatti altrui destano un enorme attrattiva: “Mamma voglio anche io le foglioline e la cipolla!”.
Uniformati i menù l’effetto è stato il seguente:
La Piccola ha assaggiato cipolla e valeriana e le ha bella mente sputate.
La Media ha mangiato volentieri (coi suoi tempi eh!) la valeriano e sputato la cipolla (che comunque non piccava).
La Grande ha mangiato la valeriana elogiandone la bontà e piluccato la cipolla.
E con la cipolla restante?
Beh, ci si può sempre divertire!

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Gli strani effetti della “bua”

16 Lug

Solitomare, ore 20:00 circa.
Le Donne di casa si stanno godendo un weekend lungo aprofittando della cucina presente (dettaglio non da poco vista la sua assenza nella Casetta Verde!) nella casa marittima dei Nonni delle calde temperature.
Sono sedute a tavola a cenare.
Sedute dalle 19:15.
La Madre, mentre cerca di spegnere l’entusiasmo della Piccola che ha deciso di pulire tuuuutto il tavolo con l’acqua del suo bicchiere, osserva i piatti delle Figlie Maggiori: ancora praticamente colmi!
Inizia a manifestare una evidente leggera irritazione ed esorta i bradipi le Figlie sedute (senza alcun ordine di simmetria, nè di logica di età) al suo fianco:
“Dai Ragazze, su! Per favore, possiamo fare più in fretta?! Media prendi in mano la forchetta almeno! E tu Grande, guarda, hai ancora il piatto quasi pieno!”
“Oh Mamma, non riesco ad andare veloce eh!” le risponde con quel piglio che sa sempre meno di bambina e sempre più di avvocato ragazzina (5 anni e mezzo… ma l’adolescenza?! O.O)
“Mi fanno male ai denti perché c’ho la bua qui sotto al mento dove sono caduta!” esclama indicando l’enorme livido che le si è formanto sotto al mento.

La notte scorsa alle 2 circa infatti un enorme urlo ha squarciato il silenzio.
Era la Grande che piangeva disperata perché cadendo dal letto aveva pesantemente sbattuto il mento.
La prova la si poteva chiaramente notare anche nella penombra della camera: sotto il mento stava prendendo forma un enorme bernoccolo!
“Ah già, scusa Grande, mi ero scordata! Vai pure con la tua velocità, ma mangia tutto.”

La Media ovviamente deve dire la sua (è capricorno, lo avevo già detto?!):
“Anche a me mi fanno un pochino male i denti perché c’ho una bua qui” sbirciando sotto alla tovaglia e indicando un punto imprecisato “sotto al piede!
-.-

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Buonatelaaaaaaa

15 Lug

Ci siamo, è ufficiale.
Siamo ufficialmente abitanti della VivaceCittadinaTerremotata.
La Casetta Verde è la nostra nuova residenza.

La casa è ancora piena di scatoloni, la cucina è in ritardo, ma in fondo è estate, w le insalatone, i pranzi a scrocco dai Nonni e le cene da asporto!
In più abbiamo un fatiscente fornello da campeggio prestatoci sotto minaccia gentilmente dal mobilificio in ritardo con la cucina.

Dietro alla nostra Casetta Verde, per la gioia delle nostre moleste Donnine, passa una pista pedonale.
Quale gioia: passanti da importunare salutare a ripetizione fino alla loro scomparsa dietro la linea dell’orizzonte (e abitiamo in pianura!) come nella vecchia abitazione!
Come da tradizione ecco quindi che dopo cena le Sorelle si appostano nel campo arato giardino ad attendere le prime ignare vittime fortunate persone.
Ecco, all’orizzonte una signora con cane.
No, no, ha curvato prima di casa nostra.
Pazienza, Loro non si arrendono e attendono.
Non è che la suddetta pista sia frequentatissima, ma la loro pazienza viene premiata!
Eccolo, eccolo!
Un signore!
“TZAOOOO!
“TAOOOO!”
“BUONASERAAAA!” e bisbigliando “Media, non lo conosci, si dice buonasera!”
“Ehhh, mi ssono bagliata! BUONASELAAAA!”
Nulla, il signore non coglie.
Nel vecchio paesino tutti le conoscevano, e ormai erano preparati a questo rito serale, ma qui no.
La Grande si arrende, la Piccola pure, ma la Media no, non ci sta!
Mi guarda e domanda stupita “Perché non litzponde?!”
“Forse non ti ha sentita.”
BUONATELAAAAAAAA!!
Niente.
“Forse non ha capito che dici con lui, non ti conosce.”
“Ma dico buonatela!” mi dice delusa e ritenta, ancora più forte “BUONATELAAAAA
Niente.
La Media si gira e sul suo volto la delusione lascia spazio ad un altra emozione: l’indignazione.
“Fotze è maleducato! Gli ho detto buonatela!”

(Pas) secret

7 Lug

Tra le doti della Grande non figura di sicuro la riservatezza.
Acquistando un regalo in sua compagnia si può tranquillamente evitare di incartarlo tanto il diretto interessato avrà il piacere di scoprire cosa contiene molto prima di scartarlo.
Fino ad oggi i vari tentativi atti a eliminare l’inconveniente sono stati vani.

Abbiamo tentato con la spiegazione base: “Non si dice cosa contiene il regalo, deve scoprirlo il festeggiato!”

Con la semplice promessa: “Ok, ti dico cosa abbiamo comprato per Papà, ma prometti che questa volta non glielo dici?”

In ultimo abbiamo giocato anche la subdola carta del bluff per metterla alla prova: “Gli abbiamo regalato un bel profumo” (indicando un pacco contenente palesemente un maglione…)

Questa volta il Marito ha deciso di ritentare, in fondo ormai ha 5 anni e mezzo:
“Ho preso il regalo alla Mamma, ti dico cos’è, ma ricordati: se lo spifferi togli il bello della sorpresa che rende il regalo ancora più bello!”

Sembrava funzionasse.
Mancava un giorno solamente.
Poi…
Poi ieri sera gli occhietti si fanno furbetti, ride, si guarda intorno.
Il Marito e le Sorelle minori sono fuori, si avvicina.
“Sai cosa c’è?” mi svela tutto d’un fiato bisbigliando “È una macchina che attacca le cose al fogli!”
“Cosa?!”
Si guarda le spalle e ripete:
“Il tuo regalo, é una macchina che attacca le figure ai fogli! Ih ih ih”
Poi scappa fuori verso il Marito e, forse per liberarsi la coscienza, gli confida:
“Ho detto il regalo alla Mamma IH IH IH!”

Niente da fare, sarà anche Svizzerotta inside per l’Ammmmmore verso il burro, ma dai suoi avi Elvetici non ha certamente ereditato la discrezione!

AAA memoria fotografica cercasi

28 Giu

Visto l’imminente trasloco la sera prima Moglie e Marito hanno inscatolato compulsivamente tutto ciò che era contenuto nei mobili del salotto.
Dove, ovviamente, hanno sta per: la Moglie inscatola, il marito prepara scatoloni e li sigilla…
In tutto ciò c’è qualcosa di molto poco equo, ma che ci volete fare, su certi fronti la mania di controllo della Moglie deve ancora smollarsi “Poi chissà come mi mette via le candele o le bomboniere! E poi come le ritrovo?!?”
Che si sa, candele e bomboniere, inutili durante tutto l’arco dell’anno diventano di vitale importanza nel momento del trasloco.
Buona parte degli scatoloni è stata depositata di fianco alla porta di accesso al salotto dove ogni mattina la Famiglia fa colazione.

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Nel muro di sinistra l’Expedit piange svuotata.
Libri, riviste, puzzle, e cianfrusaglie soprammobili giacciono ora negli scatoloni di cui sopra.

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La nuova giornata è ormai iniziata e come ogni mattino la Prole entra nella stanza per consumare la prima colazione.
Entrambe le Figlie passano a fianco del nuovo muro di scatoloni, ma niente.
Vedono, o almeno dovrebbero vedere, l’Expedit svuotata, ma niente.
Poi si accomodano a tavola, esprimono desideri sulla temperatura del latte e finalmente la Maggiore delle tre esclama contrariata:
“Ma avete tolto tutti i DVD!”

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Tre Sherlock Holmes in erba, a loro non sfugge niente proprio…
O.o

Intestino Svizzero

24 Giu

La Nonna paterna, come vi ho già narrato, è denominata NonnaSvizzera.
Non solo per la precisione e la puntualità che la contraddistinguono e per il ligio rispetto delle regole, ma anche, e soprattutto, perchè Lei è proprio nata là, in Suisse in un cantone francese che rende le sue movenze e la sua parlata tutt’oggi affascinate agli occhi di chi la osserva.
Questa sua origine ha lasciato un impronta nelle donnine.
La Grande infatti grazie ai suoi geni svizzeri ha sviluppato un inspiegabile amore ai limiti dell’ossessione per il burro: mettetele davanti nutella e burro e Lei sceglierà quest’ultimo!
O.o
La Media invece ha sviluppato una caratteristica da tutti associata per eccellenza alla Confederazione Elvetica: la puntualità.
Non che sappia leggere l’orologio ancora, questo no.
Al mattino non si prepara in fretta e furia per poter essere in orario all’appuntamento con la scuola.
Nè dimostra memoria per gli eventi ai quali deve presenziare.
Ha un modo di dimostrare la sua precisione tutto suo, una sorta di puntualità biologica.
Il suo corpo si è programmato quasi come fosse impostato manualmente come uno dei più efficienti impianti di irrigazione: ogni mattina Lei in un orario compreso tra le 6:58 e le 7:02 chiama.
Non importa che la sera prima sia andata a dormire alle 21:30, come d’abitudine in estate, o che sia crollata alle 23 dopo aver fatto baldoria al Luna Park del Solitomare: Lei, il suo corpo, in quel lasso di tempo, in quei 4 minuti, ha una sorta di richiamo interno, deve rispettare un appuntamento.
La Media alle 7 circa ogni mattina apre gli occhi e sussurra (beh sussurrare in realtà è un concetto che le mie figlie non hanno assimilato molto bene) “Mamma….mammaaa….mammaaa”
Dall’oltre tomba la sottoscritta e il Marito mugugnano un “Mmmmmhhhh” proforma, già rassegnati.
Sappiamo già cosa ci aspetta, quale sarà sarà la frase successiva.
Come ogni mattina la Media ci chiama perché il suo corpo la richiama all’ordine, non può proprio sottrarsi, ha un appuntamento ben preciso.
Lei, alle 7 ogni mattina, indipendentemente da ciò che ha mangiato la sera prima, deve fare la cacca!

POLO MOD

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Nascere a Mirandola, una scelta naturale

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I Magnifici 20 in Cucina

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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