Tag Archives: serenità

Quando il Papi non c’è…

18 Feb

Questo weekend il Marito è andato a sciare con i suoi vecchi amici.
Non è la prima volta, temevo il peggio, avevo già visioni riguardanti l’apocalisse casalingo che si sarebbe svolto di lì a poco, ma…
Esatto, ma, perché a differenza dell’altra volta le bimbe stavano bene, fuori splendeva il sole ed il clima era sufficientemente caldo.
Insomma, la Primavera sta arrivando e rende tutto più facile.
Domenica sera non ero esaurita, nè distrutta, anzi, nonostante la naturale stanchezza, oltre le occhiaie, sorridevo.
C’è da dire che eravamo partite già bene prima dei saluti: sabato mattina prima che il Marito partisse siamo andati a fare colazione tutti insieme nella Vivace Cittadina Terremotata, il nostro nuovo futuro paese, e siamo stati dalla nostra nuova casetta in costruzione passeggiando nella futura via, salutando i futuri vicini come fossero amici di vecchia data (sono sicura che qualcuno avrà pensato “Ma chi è ‘sta pazza?!”) e impezzando i malcapitati a spasso con i figli.
Durante il pisolino il Marito è partito ed io ho preparato cupcake al cioccolato ricoperti di marshmallows e cocco da portare alla cena organizzata con le altre Mamme smollate rimaste a casa con la prole (i cupcake erano buoni eh, ma la padrona di casa mi ha suggerito minacciandomi di morte di evitarli la prossima volta visto che ha dovuto pulire a mo’ di Cenerentola le briciole di marshmallows ancorate seminate sul pavimento dai nostri Pollicini…ehm Scusa!).
La serata è volata tra un “Non spingerlo!”, “Attenti che lui È PICCOLO!” (detto proprio così, in crescendo a mano a mano che la distanza tra bimbo 1 e bimbo 2 diminuiva), “Basta baciarla, lasciala in pace” (eh eh, abbiamo amichetti latin lover noi!).
Tornate a casa la Grande ha voluto dormire con me nel lettone visto che non c’era Papà; “Vieni anche tu qui con noi Media?” “No, io tzto bene nel mio letto” (confido nel futuro, anche la Grande preferiva il suo letto fino ad 1 anno fa) ed è stato bellissimo perché stava vicina vicina e si è fatta abbracciare tutta notte, cosa assolutamente non da Lei.
Al mattino siamo uscite e la Grande è riuscita ad andare per la prima volta in giro in bici senza ruotine per lunghi tratti, senza timori. Era contentissima, abbiamo anche fatto un filmino da mandare subito al Papà.
Al pomeriggio poi in paese per le Maggiori c’è stato il Carnevale con gonfiabili apprezzato moltissimo dalla Grande che ha rincontrato NiCulo tutta emozionata e un po’ meno dalla Media che dopo aver rischiato a più riprese di essere calpestata e non aver ben compreso il funzionamento dei coriandoli mi ha chiesto varie volte “Quando anniamo a cadza?!”.
E poi, beh qui, insieme ad un’Amica, ho dato il meglio di me, guardare per credere!

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Della serie: Trova l’intrusa!.

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Come la Neve

14 Dic

Svegliarsi, sollevare le tapparelle e vedere tutto innevato è fantastico (specie se a scuola le bimbe le porta Lui con le gomme da neve!).
Tutto bianco, tutto ovattato, tutto silenzioso…
Da piccola adoravo la neve e, inutile precisarlo, non veniva mai.
Ora mi piace, ma ci sono momenti in cui la detesto! Perché?
Perché mi blocca in casa, perché cade nel momento sbagliato (e adesso i corrieri mi consegneranno in tempo i regali di Natale?!?), quando magari le figlie sono malate e quindi sono costretta ad ammirarla dalla finestra senza poter correre fuori ad annusarla, assaggiarla, senza sentire i fiocchi cadere sulla pelle.
Nonostante questi pensieri negativi ho scoperto che la neve mantiene ugualmente il suo potere su di me, mi rasserena, mi tranquillizza, basta saperla sfruttare nel modo giusto.
Appena le bimbe sono a letto io scappo davanti a casa, in silenzio vado a calpestare la neve non calpestata, annuso, ascolto quel rumore meraviglioso, un po’ ovattato, inconfondibile, dato dal calpestio, CROCK CROCK, mi tocco i capelli, freddi, li passo tra le dita, come facevo con quelli della mia Mamma quando mi prendeva in braccio, e respiro.
La assaggio, mi guardo intorno e penso, penso, penso.
Penso a come deve essere bello per Loro poter davvero associare il Natale alla neve.
Penso alla Loro faccia quando tiro fuori “le calpe della neie”, alla loro impazienza di indossarle, anche se sarà per poco.
Penso a quanto sarà bello poter condividere pienamente questa cosa con Loro senza paura di broncospasmi o raffreddori.
Penso a che cosa pensano Loro di me, di Noi. Chissà che ricordi conserveranno e cosa andrà perso quando saranno grandi.
Spero dimentichino le urla e le sgridate conservando gli insegnamenti; che magari rimanga loro in mente il mio odore annusato mentre le abbraccio, o perché no, la sensazione dei capelli tra le mani.
Penso che vederle crescere è davvero bello, ma a volte le vorrei già più grandi mentre altre vorrei poter congelare in tempo.
Penso che essere Mamma è davvero imprevedibile, ma davvero davvero bello, proprio come la Neve.

PS delle 14:30: andando a prendere le Maggiori a scuola sono rovinosamente scivolata a terra… ecco in quel momento la neve era un po’ come il “C’ho agione io!” della Media!

Oggi so

9 Ott

Ecco, lo confesso, io sono una di quelle che Mamma lo è sempre voluta diventare, mi sono sempre sentita tale, con gli amici, con i fidanzati…
Sono una che adorava “Una Mamma per Amica” e diciamocelo pure, una parte di me sognava di essere lei.
Non ho mai avuto paura della maternità, l’ho sempre immaginata come naturale per me.
E in effetti così è stato, quando il test fu positivo quella prima volta le mie paure erano molte (ma come farò con l’università?? e la psicologa! farò mai la psicologa?! e dove vivremo adesso?? e i soldi?), ma nessuna c’entrava con quell’esserino che cresceva dentro di me, anzi da quel punto di vista sentivo che tutto era perfetto.
Le mie paure erano razionali, oggettive, un po’ imposte dalla società, ma io ero su un altro pianeta ed ero Felice.
Terribilmente, innegabilmente, Felice.
Ho letto tantissime cose durante l’attesa sulla gravidanza e sui bambini, ma non per insicurezza nelle mie capacità, mi fidavo ciecamente del mio istinto, ma perché volevo essere Mamma, con la maiuscola, volevo dare il meglio alle mie figlie (e ormai posso usare il femminile, che tanto si sa, i pistolini non fanno per noi!).
Quando è nata la Grande io ero totalmente a mio agio con lei, mi sentivo al posto giusto al momento giusto; quando le madri a fianco a me storcevano in naso quando rispondevo alla fatidica domanda “Quanti anni hai?” (ne avevo 23 e mezzo se lo volete sapere) o quando in giro sentivo dire “‘Arda, ‘na putina co’ la so putina” (trad. “Guarda una bambina con la sua bambina”) io mi offendevo. Sì, mi offendevo!
Mi sentivo capace e non capivo perché l’età doveva valere di più delle mie azioni!
Ricordo che mia suocera vedendomi dopo il parto con la mia bambina tra le braccia disse stupita della mia tranquillità “Sembra che sia sempre stata mamma” ed è vero, io mi sentivo proprio così.
Per me crescere la Grande è stato facile, facevamo tutto insieme, la portavo ovunque.
Non ricordo nessun dubbio, ho sempre saputo cosa fare, ero davvero sintonizzata con lei.
Non mi sono mai sentita in gabbia e sinceramente non capivo affatto le madri che dicevano il contrario.

Poi è arrivata la Media, la malattia perenne e con essa la segregazione!
E lì ho iniziato a capire quelle mamme. 😉
Con la Piccola non parliamone, apoteosi dell’esilio, e con esso la voglia di una valvola di sfogo.

Oggi non mi sento sicura come allora, i bisogni della Grande sono cambiati, tra di noi c’è una sorta di competizione (ma si può parlare di competizione con una 4enne?!?) e le mie paure ora sono legate alla loro educazione, a ciò che stiamo dando loro, ai modelli che rappresentiamo.
Oggi ogni tanto per essere felice sento il bisogno di essere ME, non solo Noi, non solo Mamma, ma solo ME e mi accorgo che quando sono Me, la Grande mi guarda con occhi diversi, occhi di ammirazione, e questo mi piace.
Oggi so che quella sensazione di onnipotenza che provavo purtroppo non è perenne, che ogni tanto la voglia di scappare anche solo a fare la spesa viene anche a chi Mamma lo è sempre stata nel cuore.
Oggi so che puoi essere Mamma da quando sei nata, ma la pazienza non è mai abbastanza!

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Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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