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A te che stai crescendo

6 Set

A te che dopo 5 giorni di inserimento al Nido entri felice in Sezione, ma che quando mi devi salutare fai lo spappolino e piangi.
A te che ti lasci coccolare dalle tue Tate e giochi con gli Amichetti.
A te che oggi hai mangiato all’Asilo Nido per la prima volta.
A te che mi stringi forte quando torno a prenderti quasi a non volermi far andare più via mentre il tuo mento torna a tremare.
A te che ti sei addormentata di un sonno profondissimo da far invidia alla Bella Addormentata a pochi metri da casa.
A te che ti sei risvegliata urlando “Caccaaaaaaa” e hai preteso di essere portata sul water pur portando ancora il pannolino.
A te che avevi ragione a urlare “Caccaaaaaa” ed eri raggiante di gioia mentre mi mostravi le galleggianti prove (ma non ce n’era bisogno, erano già nell’aria).
A te che con il tuo faccino convinto gesticolando a suon di gutturali “Mmmmmm mm mmmm M!” cerchi di raccontarci quello che pensi.
A te che parli poco (o nulla), ma quando non ti accontento ti lamenti dicendo “Oio Papà!” e quello si capisce benissimo.
A te che sei gelosa quando le tue Sorelle abbracciano me ed il Marito e le spingi via con forza a suon di schiaffoni urlando “NoOooOo!”.
A te che non porti rancore e dopo averle malmenate elargisci baci a tutta la Famiglia, gatta inclusa se è nella stanza.
A te che pretendi di fare “Tzin tzin” con ogni commensale ad ogni pasto.
A te che sei spericolata e le prove sono ben visibili sul tuo corpo: dal dente scheggiato al bernoccolo in fronte.
A te che nel bel mezzo dell’ipermercato inizi ad urlare e ti corichi sul pavimento perché il carrello vuoi spingerlo tu!
A te con quei capelli dritti come spaghetti.
A te Nanetta kamikaze e cocciuta voglio dire che vederti crescere è bellissimo, ma anche bruttissimo.
Che quando vedo quello spappolino con mento tremolante e ti dico “Gioca qui con la Tata e gli Amichetti, la Mamma torna a prenderti dopo” sorrido, ma in realtà vorrei fare lo spappolino proprio come te e stringerti forte forte.
Ti voglio bene Piccola mia.

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PPPrrrt!

18 Mag

La stai cambiando prima del riposino pomeridiano.
La adagi sul fasciatoio, togli il pannolino pieno, la pulisci e stai per metterle quello pulito quando la trovi tutta concentrata che spinge ridendo.
PPrrrt!
“Ehi Piccola” le chiedi ridendo “Hai la cacca?”
Lei in tutta risposta spinge ancora.
La carpisci rapidamente e ti dirigi verso il vasino in bagno, fino a quel momento utilizzato solo come sedia relax.
Là seduta la Piccola se la ride, ma nulla di fatto.
La riporti in camera, la ri-adagi sul fasciatoio e le chiedi:
“Piccola, ma come ha fatto il tuo culetto prima? PPPrrt, vero?”
“Ahah PPPrrt!” replica Lei imitando il suono e ridendosela di brutto.
Poi la ritrovi concentrata, sempre col sorriso, ma intenta.
“Ma cosa fai?? Stai spingend…”
PPPrrrt!
“ahahaha” se la ride ancora!
“Ma dai Piccola, non si fanno le scoreggine così!”
E Lei in tutta risposta, sempre ridendo, spinge ancora e…
PPPrrrt!
“Ma Piccola smettila, stai male, spingi troppo!” le dici mentri richiudi velocemente il pannolino sperando che rivestita non trovi più così esilarante farle a comando!
Ma Lei spinge ancora e senti un suono inconfondibile, attutito dal pannolino, sì, ma è proprio lui:
ppprrrt!

Incredibile 18 mesi mercoledì è Lei se la ride facendo scoreggine a comando!
Non ci sono dubbi: è tutta suo Padre!!
😀

E finalmente il Battesimo!

8 Mag

Maggio 2012
Una neo Trimamma ricamava a tutt’andare 55 sacchettini porta confetti in onore del Battesimo della Terzogenita che si sarebbe tenuto di lì a poco: il 27 maggio.

Poi il 20 maggio:
BBBBBRRRRRRRUUUUUU
BBBBRRRRUUUUU
bbbrrrrruuuu
BBBBRRRUUUUU
La terra trema, trema e ritrema.
Scappano fuori casa spaventati e successivamente Lei, insieme ad una torta che non piace a nessuno, trae in salvo anche i famosi sacchettini (gliene mancavano ancora 7, mica può lasciare 7 invitati senza sacchettino!) e, forse per cercare una sorta di normalità, un filo che la legasse alla sua vita preterremoto, continua a ricamare tra una scossa e l’altra.

Ma non ce la fa, quel terremoto le fa tremare l’anima, fa vacillare le sue sicurezze così col Marito siedono le Figliolette in auto, caricano l’indispensabile (ok, visto le cose che ho tratto in salvo ammetto che la mia visione di “indispensabile” possa non essere poi così universale) rimandano il Battesimo a data da destinarsi e partono alla volta del Solitomare, da cui ormai allo stremo la fortunata Trimamma tornerà esaurita abbronzata (ok, vista la sua carnagione… diciamo sbiavda eterea “abbronzata” è una parola grossa, facciamo… non più cadaverica!) 4 mesi più tardi.

Maggio 2013
Finalmente la data è stata scelta: il battesimo sarà il 5 maggio.
Va beh, non sarà in Chiesa, ma tanto ci sarà bel tempo dai e all’interno del tendone adibito a chiesa si starà benissimo!
Poi il suo Parroco l’ha caldamente rassicurata dicendole:
“Speriamo che non piova o ci sarà un Battesimo anche da sotto!”
“…Perché Don?”
“Eh, quando piove l’acqua filtra sotto le assi, si formano di quelle chiazze di fango… Poi se i bambini ci saltano sopra schizzano ovunque!”
“Ah…che bello…!”

Poi il 3 maggio: un tornado danneggia la casa dei suoceri.
“Marito che facciamo lo spostiamo ancora il Battesimo?!”
“Boh…ma a quando? Ormai ha 17 mesi!”
“Marito… ma non è che è la Piccola che… come dire… se le tira le sfortune?! Facciamo la cerimonia, al massimo salta il rinfresco. Questa ci conviene Battezzarla, se rimandiamo ancora qui ci scappa anche l’alluvione!”

Così il Battesimo è stato fatto e anche il rinfresco!
Alle 17 sono arrivati nel tendone, un po’ tesi, un po’ sorridenti e un po’ no: il cielo era grigio, di un grigio sospetto e tirava un po’ di vento…
Il vento non gli piace più molto, specie abbinato al grigiume…
Una volta dentro ha iniziato a piovere, a piovere e a piovere.
Durante la cerimonia il Marito e la Trimamma si guardavamo preoccupati: entrambi stavano sicuramente elaborando mentalmente un piano di salvataggio in caso di tornado: Allora, lo spingo verso le Maggiori e ci buttiamo su di loro! ok, ma…il nostro peso basterà a non farle volare via? Ma una persona può volare via con un tornado? Oh mamma speriamo smetta…..
L’acqua penetrava come preannunciato, ma fortunatamente nessun bambino ha avuto la splendida idea di saltare.
La Piccola è stata bravissima e forse ha stabilito un record personale: stare ferma per 45 minuti di fila!
Poi verso la fine della cerimonia l’acqua ha smesso di scendere.
Tutti si sono tranquillizzati e sono riusciti a recarsi al luogo del rinfresco perfettamente asciutti!
Hanno mangiato in compagnia, hanno sorriso e si sono anche dimenticati per un po’ dei problemi.
Finalmente, alla veneranda età di 17 mesi anche la Piccola ha avuto il suo battesimo.

Ora che la sua Anima è purificata il pericolo esondazione del Po dovremmo averlo scansato, no?!
😉

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Evoluzioni

15 Feb

La Piccola mi sorprende sempre.
So bene che ha quasi 15 mesi e che quindi buona parte delle cose che scriverò sono del tutto adeguate al suo sviluppo intellettuale, ma che ci volete fare, non sono più abituata, non me lo aspetto.
Aggiungete che il ricordo più recente di bimba 15mesenne è della Media e Lei era principalmente una gran osservatrice, non ci teneva a testare le cose sulla sua pelle nell’immediato, si faceva andar bene qualsiasi cosa senza protestare (poi sono arrivati i terrible two anche per Lei eh), di fronte a Lei potevi mangiare qualsiasi cosa senza che lo pretendesse.
Ecco la Piccola non è così, ricorda più la Grande: vuole testare, sperimentare, arrampicarsi ovunque, non accetta un no, quindi se vuoi che Lei non faccia quella determinata cosa devi far sparire gli strumenti per eseguirla (con le scale risulta difficile farle sparire effettivamente, ma basta chiudere le porte ;-P).
Come la Grande non puoi mangiare niente che Lei non possa assaggiare, perché se ti vede masticare lo vorrà, anzi pretenderà indicandosi la bocca col suo ditino a suon di “Pappa, am, am, pappa, pappa” pronunciati con tono di voce in crescere.
Quando poi apprezza sempre col dito indice si tocca la guancia e ruotandolo, con quel sorriso da birichina, dice “Mmmm”.
Come la Media è molto affettuosa e le piace essere coccolata da noi, cerca gli abbracci, si adagia sulla spalla quando la prendi in braccio, ma mentre la Media era titubante per via della sua timidezza la Piccola osa, si lancia: se ti trova seduta per terra corre ad abbracciarti pronunciando un “Ahhhh” rilassato e distensivo, spesso rincorre le sorelle per baciarle e stringerle, ma soprattutto ci bacia già di sua spontanea iniziativa.
Ti guarda dritto negli occhi in un modo inconfondibile, lo sguardo da bacio, e poi SMACK! ti schiocca il suo bacio seguito da abbraccio!
Intendiamoci anche le Maggiori ci baciano eh, ma a 15 mesi eravamo sempre noi a chiedere i baci, o erano in concomitanza di riconciliazioni, più rituali che spontanei.

Prima mi stavo spalmando il burrocacao e lei mi ha chiamata indicandosi le sue labbra “Piccola, lo vuoi anche tu?” ha annuito in quel suo modo lento, ben scandito che sembra un po’ significare “Te lo faccio piano così tu, stordita, capisci che sto parlando proprio con te e con questo cenno voglio affermare la mia risposta positiva”, si è messa con la bocca in una buffissima posa scimmiottandomi e se lo è fatto spalmare, dopo di che ha indicato la guancia perché lo voleva anche là.
Ora può sembrare che la Piccola non abbia capito una mazza della reale funzione del burrocacao, ma in realtà l’astuta infante lo pretendeva anche in quella zona perché proprio ieri mi aveva visto spalmarlo anche su di una macchia di allergia che ho proprio sulla guancia!

La Grande ha una passione per Peter Pan e a forza di imporlo suggerirlo anche alla Media e riuscita nell’intento di farglielo piacere, quindi durante gli aerosol quale sarà la scelta del film trasmesso è scontata.
La settimana scorsa erano tutte malate, tre aerosol almeno a testa al giorno per tre figlie fanno 9, aggiungiamo che la Piccola non ha ancora potere decisionale sulla scelta avremo 2 pazze figlie che optano a ripetizione per lo stesso.Identico.Film.
Stamane la Piccola ha trovato il libro di Peter Pan per terra lo ha portato dalle fissate sorelle indicando insistentemente il disegno rappresentante il loro eroe dicendo “Ata ata ata” che, visto il caratterino che sta dimostrando, mi piace credere significasse “Guarda, qui c’è il vostro idolo, quello che mi tocca sorbirmi tutte le volte che si attiva l’aerosol, quello che sinceramente ha pure fracassato un po’ le balle! Toh, beccatevelo pure su ‘sto libro e cambiate programma la prossima volta, rompipalle!”.

Dimmi quanti anni hai e ti dirò come ti ammalerai

12 Dic

Ci siamo ancora eh!
I regali di Natale, rigorosamente online, e la prole malata stanno assorbendo tutto il tempo a mia disposizione.
Anche questa volta abbiamo visto come l’età influisca sul livello di malattia.

La Grande
Faccia smunta, colorito cadaverico (ebbene sì, difficile a credersi, ma più del solito) con occhiaie ultra marcate, talmente marcate che se un assistente sociale ci avesse incontrate per strada avrebbe potuto, sulla base di quelle, dedurre che io mia figlia me la portavo in discoteca e mettere in dubbio le mie capacità genitoriali.
“Grande, ma… ti senti bene? Sei stanca?”
“Un po’”
Finita lì.

La Media
Inizia col naso colante, di quelli leggeri eh, quelli che se la porti fuori ti dicono “Ma va là, non è niente!”, ma noi lo conosciamo bene e quando vediamo quel muco iniziamo già a prepararci psicologicamente per la notte: sta per iniziare la tosse!
Eh sì, non importa se non ha tossito mezza volta durante tutto l’arco della giornata, sta pur sicuro che appena si coricherà si scatenerà l’inferno.
A volte è pure simpatica: non inizia subito, ti fa credere che “‘stavolta c’è andata bene!” e invece NO! Dopo mezz’ora, o nei casi più fetenti, due ore, ecco che la tosse inizia e con lei i mille risvegli perché “Mammaaaaaaa, COF COF COF, c’ho totze io” seguito da “COF COF mi dai acqua?” e quando proprio non si calma “COF COF COF c’ho vomito!” e il seguito potete immaginarlo…BLEAH!

La Piccola
Credevamo che le bustine di Montelukast anti broncospasmo fossero invincibili: un mese senza aerosol, un vero record eguagliato solo durante il mese di luglio!
Ma il freddo, la neve, la trasferta a trovare i cuginetti sul Lago e la Media che le tossiva in faccia le hanno battute: la Piccola ha preso l’influenza.
Anche per Lei abbiamo iniziato con un bel naso colante, seguito a ruota dalla tosse (finalmente sta imparando a tossire) e da litri e litri di catarro; se in casa c’è silenzio si può pensare che fuori stia passando un trattore o che la pentola sul fuoco stia bollendo “Ehi, ma non ho messo su l’acqua” e infatti no, è SOLO la Piccola che respira.
Le bustine hanno tenuto botta i primi due giorni, ma poi è arrivata la febbre e il fischio è diventato insopportabile: il Broncovaleas è dovuto rientrare nelle nostre vite (e anche l’antibiotico, tiè!).
Per ora niente cortisone (ecco! me la sono tirata!), chissà se il Montelukast riuscirà a vincere almeno questa battaglia…

PS: ovviamente per gli uomini la teoria “Più cresci, meno manifesti” non vale eh, anzi credo che per loro valga il contrario 😉

1 anno

22 Nov

1 anno.
Wow… non mi sembra vero.
Sembra l’altro ieri e invece è già passato un anno dal momento in cui ho visto per la prima volta il tuo corpicino bagnato in quella vasca, un anno da quando ci siamo guardate negli occhi abbandonandoci l’una nell’altra e ora sei lì in piedi davanti a me che balli con le mani alzate scimmiottando le tue Sorellone.
In questo tempo sono successe tante cose e se devo essere proprio sincera sei davvero la più sfigata sfortunata tra le nostre Donnine: sempre malata con i bronchi sgualciti, malmenata da due Sorelle che ti credono la loro bambola e anche terremotata quando dovevi essere battezzata.
Nonostante tutto ciò tu ridi, ridi sempre, ridi come un grande, imiti le nostre risate e i tuoi occhi sono felici anche mentre fai gli aerosol, anche se è il sesto della giornata.
Ridi con tutti, ma non vai in braccio a nessuno se non ti va e se inizi a piangere…apriti cielo! Hai l’ugola d’ora Piccola Mia!
Ancora non so qual’è il tuo segno zodiacale e non ti abbiamo tutt’ora battezzata.
Ci coccoli buttando la tua testolina su di noi ed emettendo un suono di abbandono “Aaahhhhh“, ci accarezzi prendendoci a mazzate un po’ troppo vigorosamente, mentre ti ho in braccio mi mordi la spalla, già ridendo, e ridi ancora di più quando me ne accorgono e dico “Ahi!”, cerchi le tue sorelle appena ti svegli, corri, a modo tuo, incontro al Papà quando rientra da lavoro e pretendi che ti prenda in braccio subito.
Credo che per ora il tuo gioco preferito sia accarezzare (vedi sopra) la gatta; non credo valga lo stesso per lei.
Sei coccolina come la Media, ma sveglia come la Grande.
Assomigli a entrambe e a nessuna perché tu sei TU e sei speciale così come sei.
Buon Primo Compleanno Piccola.

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1 passo avanti (letteralmente!) e… 2 indietro!

10 Nov

É ufficiale: la Piccola cammina!
Abbiamo 3 figlie che camminano, 3 figlie interattive che giocano insieme e si rincorrono, 3 figlie che mangiano quello che mangiamo noi (più o meno), 3 figlie grandi insomma.
Siamo fuori dal tunnel dei neonati, ma, perché in ogni storia che si rispetti c’è un ma, stiamo scoprendo l’altra faccia della sorellanza, siamo entrati in un tunnel molto più impervio e ricco di insidie: il tunnel della gelosia.
Perché qui da noi le Donnine sono sì molto legate le une alle altre, si cercano tanto, anche troppo forse, ma questi cambiamenti, questi traguardi di autonomia sono vissuti inevitabilmente dalle Maggiori, e dalla Grande in special modo, come minacce, come un attacco al proprio territorio.
Così ora ci ritroviamo a dover accompagnare la Grande in bagno perché ha paura o a gestire i suoi capricci della serie “No, tu no!”.
Un attimo prima le trovi abbracciate sul divano e il secondo dopo a litigare.
Bisogna saper dosare la comprensione e le punizioni, le coccole a una e i complimenti all’altra, valorizzare i loro pregi senza farle sentire in difetto se sono diversi da quelli della sorella, farle sentire uniche e speciali, ma non per questo superiori.
Che faticaaaaaaa!
Bei tempi quelli della cacca gialla e delle poppate notturne…

Ancora qui, ancora Noi

4 Nov

La Piccola ed io siamo ancora in ospedale, la sua situazione è notevolmente migliorata, si può quasi definirla guarita, ma a quanto pare resteremo qui ancora un po’.
“Forse domani…”, la frase che ogni mattina i pediatra ci ripetono, così, lasciandola proprio in sospeso, quasi che quei puntini di sospensione si potessero vedere mentre fluttuano nell’aria e toccare dal gran che sono densi di aspettative.
In tutto ciò c’è un lato positivo, l’essere costretta a stare chiusa in una stanza con lei mi ha riportato a quei giochi, quel contatto, quel modo di giocare più infantile a cui non ero più abituata per via delle Sorelle; ci siamo rincorse a gattoni sul pavimento, abbiamo cantato e battuto le manine e ci stiamo esercitando nei primi passi, perché proprio in questi giorni la Piccola sta facendo le sue prove.
Ok, queste sono le cose belle, ma c’e anche un altro aspetto: che noiaaa!
E va bene giochiamo, e va bene ci coccoliamo, e va bene camminiamo, e cantiamo, ma la giornata è davvero lunga da passare senza nient’altro da fare segregate in questi 18 mq circa!
Perché se provo a varcare la soglia con la Piccola mi cazziano consigliano gentilmente di rientrare.
Ieri poi in un faccia a faccia con Lei le ho detto “Piccola, ti voglio un gran bene, ma almeno fossi stata qui con la Grande avrei potuto giocare a carte!”. Questo è essere alla frutta!

11

31 Ott

A quanto pare 11 non è un gran numero per la Piccola, diciamo pure che le porta proprio sfiga!
11 mesi e ieri déjà vu, come quando aveva solo 11 giorni un raffreddore in meno di 3 ore e nonostante 4 aerosol e il cortisone diventa “Corri corri all’ospedale che quasi non respira!”.
E così eccoci qua all’ospedale in piena fase di bombardamento chimico, medicinali ai massimi dosaggi e avanti tutta; scrivo dal cellulare (che ovviamente prende solo vicino alla finestra!) mentre lei dorme, con le orecchie puntate verso il suo respiro.
Ci sono infermiere dolcissime, fatine sorridenti, che si affacciano in punta di piedi ed elefanti che entrano incuranti dei ritmi di un bambino: alle 15:30 hanno il loro giro, che importa se dorme, che importa se stanotte ha fatto fatica a chiudere gli occhietti perché la luce delle camere ospedaliere a Lei, che è abituata ad addormentarsi al buio e nel suo letto, dava fastidio.
A gran voce criticano la scelta del passato di verdure per la sua cena perché ha già 11 mesi! (a parte che ha 2 denti fuori e 2 appena accennati, preferisco che qui in un posto diverso abbia un pasto semplice che sicuramente apprezza, poi per il resto assaggerà dal mio piatto e poi soprattutto sono o non sono ancora IO la Madre?!)
Stamane le Maggiori sono andate a Scuola “truccate” da streghe, il Papà con i miei trucchi (“Ma Amore cosa hai usato per truccarle?” “I tuoi trucchi!” “COSA?!?”) ha disegnato loro le occhiaie e le ha vestite di nero con abbinamenti improbabili e Noi siamo qui.
Almeno siamo più tranquilli, qui la controllano, però Piccola ti prego, guarisci in fretta e per favore smettila di farci prendere questi spaventi!

Promemoria: ricordarsi di prenotare un posto letto in una camera sterile posta in un monastero di clausura in un luogo dal clima mitigato tutto l’anno da utilizzare dagli 11 anni della Piccola fino al compimento dei 12. Non si sa mai che la maledizione dell’11 voglia colpirla ancora!

La Piccola

24 Ott

piccola
Ebbene sì, oggi parlerò della Piccola.
Occhi indefiniti nonostante abbia ormai 11 mesi: grigi per lo più, ma con delle leggere sfumature marroni all’interno; sfumature che abbiamo potuto notare solo attraverso una fotografia (questo rende bene l’idea di quanto stia ferma…).
La gravidanza della Piccola è stata perfetta, sono ingrassata 9 chili solamente e anche il giorno prima del parto caricavo entrambe le sorelle in braccio facendo tranquillamente le scale senza lasciarci un polmone.
É nata in acqua, un bellissimo parto; ricordo ancora che appena me l’hanno mostrata aveva gli occhi chiusi e le sue ciglia erano così lunghe che bagnate le vedevi chiaramente appiccicate alla guancia diafana.
Quando me l’hanno portata in camera asciutta aveva tanti capelli scuri, lunghi per essere una neo-neonata e drittissimi in piedi sul capo e come i capelli anche le sopracciglia sembravano elettrizzate.
Ad oggi può vantare già due tagli di capelli dopo i quali è diventata castana chiara.
Subito torturata amata dalle sorelle che con lei volevano giocare alle mammine; ammalata dopo 11 giorni di vita.
Tutto sommato brava, ma non una bambola è diventata sempre più decisa, sempre sorridente, anche quando i sibili dell’asma non le davano pace riusciva a ridere durante le visite con la pediatra.
Mai stata ferma, mai amato la sdraietta e capace di andare in apnea durante il pianto, tanto da arrivare ad un episodio di spasmo affettivo (quelli che simpaticamente ti bloccano il respiro e ti fanno sembrare stecchito per intenderci).
Il suo divezzamento è avvenuto una settimana dopo il terremoto, ma questo non le ha guastato l’appetito, in compenso l’esilio che ne è conseguito l’ha portata ad essere la più mammona tra le figlie.
Sorride agli altri, ma piange appena provano a prenderla in braccio.
Vuole camminare, ma non sa farlo da sola.
Chiama le sorelle “Ata” e “Tzi” da un po’ di tempo, saluta dicendo “Tàtà” o quando è in buona “Tàtao”, quando vede la pappa inizia a dire “am am am” e “pappapa”, imita il verso di Scarli e lunedì per la prima volta quando si è svegliata e si è alzata in piedi nel suo lettino ha usato le sillabe “Mamma” e “Papà” non per sentire la sua voce, ma per chiamarci.

POLO MOD

La wiki di lavoro per chi opera nel polo bibliotecario modenese

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

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Diario di una trimamma

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Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

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La Terremo-mamma, una mamma terremotata

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io imparo con la felicità

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I Magnifici 20 in Cucina

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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