Tag Archives: parole

Più male

19 Ago

Ultimamente la Media ha un’Amica immaginaria.

Non è una di quelle Amiche con cui fingere di parlare a quattrocchi, no, la Media è nata nel 2010, e da brava nativa digitale ha già compreso che al giorno d’oggi (ahimè) è più probabile comunicare con un Amico attraverso i mezzi di comunicazione moderni che davanti ad un caffè.
Ecco dunque che la si può ascoltare mentre tiene concitate conversazioni con il cellulare giocattolo (ma anche un pezzo di carta all’occorrenza può andare) appoggiato all’orecchio mentre cammina avanti e indietro.
A volte invece apre il suo computer portatile di Winnie the Pooh e finge videochiamare l’Amica, che di nome sembrerebbe far proprio Amica.
Capita che addirittura le intimi di non chiamare più e sbuffando ci dica “Mi chiama semple!”; oppure che richieda il nostro intervento per sedare alcune incomprensioni passandoci il telefono.

L’altro ieri tra le due era in corso un acceso litigio. Una volta agganciato la media aveva il volto tutto corrucciato, così le abbiamo chiesto:
“Media perché litigavate tu e la tua Amica?”
“C’ho un allabbiata con la mia amica pelché le ho chiesso sse ha un flatellino, mi ha detto ssì e allola le ho detto di poltare il ssuo flatellino e non volela, ma poi le ho teletonato più male.”
“Eh?!?” 
“Più male!”
“No, non ho capito perché sei arrabbiata! Poi più male non si dice, si dice peggio.”
“Ah, peggio male!”
O.o

PS: poi ho capito che “Ma poi le ho teletonato più male” stava a significare che la linea del cellulare era disturbata!

Annunci

PiZZa

11 Mag

Ci sono momenti in cui ti accorgi che la tua Bimba sta crescendo.
Sono momenti magari sciocchi e banali, ma in quegli attimi viaggiare con la mente è inevitabile.
Così ti fermi a ricordare.
La ricordi un anno fa, ancora piccola, ancora bambina…

Per dormire indossavi ancora il pannolino e ti rannicchiavi nel lettino.
Sì, il lettino, quello con le sbarre!
Avevamo appena tolto quella laterale e tu ti sentivi così grande…
Ti coricavi sorridente, felice di ritrovare lì ad aspettarti il tuo Orsetto ed il tuo ciuccio.
Abbracciando Orsetto col ciuccio in bocca, in quegli istanti tra la veglia e il sonno, producevi un suono ritmico, di gola “MMc”, “MMc”.
Sentirti della radiolina era buffissimo.

Eri già una testona, ma non avevi ancora abbastanza forza per impuntarti come fai ora.
Timida lo sei sempre stata.
“Vergognina” ti chiamiamo noi.
Ancora oggi quando una situazione ti imbarazza ti nascondi fra le gambe e vocalizzi suoni da bimba piccola: “Gnegnegne”
Come se il fingerti piccola ti aiuti, ti faccia sentire più protetta.

A volte sembri davvero tu la piccola del gruppo.
Poi arriva l’ora di dormire, vuoi le coccole, ma dopo due minuti reclami il tuo letto.
Sai essere così dipendente, così bisognosa di contatto, e allo stesso tempo indipendente.
A volte mi spiazzi.
Mi fai impazzire con la tua cocciutaggine.
Poi mi guardi con i tuoi occhioni, sorridi, vedo quella fossetta…

E cresci.
Siamo al mare, ti togli il pannolino in 2 giorni e abbandoni il ciuccio.
Per convincerti ti ho mentito (Scusa) dicendoti che non lo trovavo, ma che potevi ugualmente fare il tuo suono.
Non hai fatto storie, sei stata bravissima.
Un mese fa ti ho confessato la verità. Mi hai guardata e mi hai chiesto di darti il ciuccio!

Passa l’inverno arriva la primavera, ti diamo la bici di tua sorella.
Trascorro un pomeriggio intero a spiegarti che movimento devi fare con le gambe.
Tu ti arrabbi sostenendo “Non lietzcooooo”.
Mi arrendo.
Torniamo fuori il giorno successivo e tu salì in sella col tuo zainetto porta bebè in spalla e dal nulla inizi a pedalare.
Una parte di me ti osserva orgogliosa (l’altra ti darebbe una testata, sappilo).

E stasera…
Stasera è stato uno di quei momenti in cui ho pensato “È grande”.
Stasera quando vi abbiamo chiesto “Cosa dite Bimbe, mangiamo la pizza o il pollo?”
tu non hai risposto il tuo solito “Pitzza”.
Con nonchalance, senza nemmeno rendertene conto, tu mia cara Media hai detto “Pizza”.

20130512-010803.jpg

La poesia per il Papà

19 Mar

La versione della Media
Ho petato tatto ala tua tetta
che ancola un po’ mi gilala la tetta.
Pel l’ottadone…pel l’ottadone…

Adetzo coza tz’è Glande?

quest’anno ho creato…
ho cleato un laloletto motto azeccato.

è l’ors..
è l’otetto Bunetto
un potta matite davvelo petetto.

attaccalo…
Attacalo pule dole vuoi tu
e di quetta gionnata non toldalti mai più!

La versione della Grande
Ho pensato tanto alla tua festa
che ancora un po’ mi girava la testa.
Per l’occasione quest’anno ho creato
un lavoretto davvero aZZeccato.
è l’orsetto Brunetto
un porta matite davvero perfetto.
Attaccalo pure dove vuoi tu
e di questa giornata non scordarti mai più!

Non si sa il perché, sarà la fretta, sarà, l’emozione, ma la Media nel dire le poesie riesce a taroccare le parole come nemmeno agli esordi sapeva fare.
Speriamo che questo effetto passi con la crescita…
In ogni caso nonostante non si capisse ‘na mazza la faccia del Marito di fronte alle sue Donnine tutte emozionate che recitavano per Lui era davvero orgogliosa e piena di Amore!
Buona festa Marito, sei un super Tripapà!
E soprattutto buona festa anche al mio Papà che mi ha insegnato a essere la testona donna che sono oggi!

Epilogo
10 anni dopo, scuole medie.
“Media, oggi che è anche la festa del Papà, dimmi qual è la poesia che il Pascoli scrisse pensando all’omicidio del padre”
Dieci agosto professoressa”
“Bene, ora recitamela”
“Tan Lolezo,
Io lo to pecché tatto di telle pel alia tachilla alde e cade
pecchè ti gan piatto ne cocavo telo tatilla
Tonnana una l’oddine al tetto,
L’uttidelo, cadde ta pini
….”
😉

20130319-134528.jpg

Francese, maroccolo e idiomi fantasiosi

9 Gen

Una volta guarite, o almeno notevolmente migliorate, le Donnine abbiamo potuto visitare i parco giochi le cittadine vicine.
Nel cantone in cui eravamo in vacanza e dintorni si parlava il francese e ciò ha fatto sì che le nostre figlie si siano scontrate con la barriera linguistica: avrebbero volentieri tentato l’approccio con i bimbi locali, ma dopo un timido “Ciao…” si rendevano conto di non essere comprese.
Tutto ciò ha scatenato in loro un turbinio di riflessioni.

“Papà, voglio imparare il francese!”
“Bene, ripeti: bongiurr, sa va? ge m’apell…”
“Ehm Marito non è che a tua pronuncia sia proprio francese eh, diciamo pure che tu stavi palesemente parlando in dialetto! Grande, forse è meglio che te lo insegni la Nonna il francese…”

“Mamma lo tzai che la Tzotia palla in maloccolo
“In Marocco se mai!”
“Media, Grande forse volevate dire che la Sofia parla in arabo. Lei viene dal Marocco, è uno stato, come voi venite dall’Italia”

E ciliegina sulla torta una sera a cena la Grande ci ha detto che Lei ha una lingua tutta sua che non è maroccolo, nè arabo, nè francese, nè italiano.
“Ah davvero Grande, ma dicci un po’ com’è questa tua lingua!”
“Albero si dice albor
“Ah, è un po’ come il latino, bello”
“Media di dice Mediuzza, sì nella mia lingua si dice sica e no nou
Furba la ragazza, se ne inventa direttamente una tutta sua, per la serie non è che sono io a non capire loro, sono loro che non sanno la mia lingua!
Poco egocentrica… O_o

Natale sta arrivando e con Lui i saggi Natalizi!

21 Dic

In questi giorni c’è gran fermento: ieri c’era il mini saggio di danza/ginnastica artistica della Grande e oggi ci sarà la recita di Natale di Lei e della Media alla Scuola dell’Infanzia.
Come potete ben immaginare in queste ultime settimane quindi la Grande si aggirava per casa ballando (dove il mio ruolo era ovviamente quello di spettatore/jubox) scimmiottata dalla Media o ripetendo in continuazione le battute della recita di Natale dove rappresenterà Fiocchina, un fiocco di neve che ha due fratelli: Fiocchetta e Fiocchino (fantasy family, peggio di Noi che abbiamo scelto tre nomi tutti con la stessa iniziale!).
“Grande allora tu fai Fiocchetta eh, e la Media?”
“La Media fa un fiocco di neve piccolo” detto con una punta di superiorità
“Ah, e cosa deve dire?”
“Niente!” idem come sopra.
Va beh, è nei Piccoli ed è pure anticipataria
Invece la Grande è nel gruppo dei Grandi, quindi ha più battute; se ne rende conto e le si legge negli occhi l’orgoglio, snobba un po’ il ruolo della Media, come a suo tempo i grandi di allora fecero con Lei.
Alla fine però ieri si è scoperto che la timidissima Media (ebbene sì, in pubblico è super timida) in realtà una battuta la dovrà dire.
“Mamma Mamma, la Media ha una battuta!” esclama la Grande con entusiasmo, quasi come se si trattasse di Lei.
Che bello, l’orgoglio fraterno ha battuto la superiorità.
“Ah Media, che bello! Allora anche tu devi dire qualcosa, cosa devi dire?”
Lei, imbarazzatissima (andiamo bene, siamo solo noi qui in casa ora): “Tiocchina e Tiocchetta, tiete tettittime. Adete la punta losa! Tome adete tatto?”
“…”
“Ha detto: Fiocchina e Fiocchetta siete bellissime avete la punta rosa come avete fatto” interviene la Grande, sciorinando le parole proprio così, senza punteggiatura.
“Ah ok, bella battuta Media! Ma scusa, non hai parlato molto bene sai, prova a dirlo un po’ meglio, così capiscono tutti”
“Tiocchina e Tiottetta, tziete tellittime. Avet”
“Ehm Media aspetta, scusa se ti interrompo, ma non si capisce ancora. Tu sai dirlo meglio bellissime
“Non liecco! Io lo dico codzì!”
“Ma sì che riesci! Dì belle
“Belle”
“Vedi, sai dire perfettamente belle e bellissime è quasi uguale, dai prova, vedrai”
“Tellitzime”
“Eh, dai, già meglio… Ma senti un po’, se dicessi molto belle invece di bellissime?!”

La Sarda

17 Dic

Ho parlato del misterioso accento Milanese della Grande, abbiamo dato la colpa alla cadenza linguistica percepita dal ventre materno. Ci può stare.
Ma ora qualcuno i deve spiegare com’è che la Media parla Sardo senza che io sia mai stata in Sardegna (effettivamente però avevo le coinquiline sarde…).
Quando per esempio ha bisogno di una mano grida Aiutu! Aiutu!, se deve insultare qualcuno esclama Buttu! (brutto)”.
A tavola, le rare volte ormai in cui vuota il piatto senza fare storie, si vanta dicendoci: “Ho maggiato tuttu.
Al mattino se il Papà le fa pressione per salutarmi al volo, uscire e andare a scuola lei risponde “Apetta che la salutu!”.
Ora poi che è tempo di pandoro abbiamo anche scoperto una nuova chicca:
“Mamma ci metti lo Zucculu?”

Miei, tuei, suei…

21 Nov

Cena, tutti a tavola.
Grande: “Questi sono mii!”
“Ma Grande MII?? Pensaci bene dai, come si dice?”
Lei, ridendo, con faccia da finta stordita: “Si dice mii”
La Media pignoletta quanto la madre con tono da mestrina (chissà da chi avrà preso): “Tzi ditce miei!”
“Brava Media, ma la Grande lo sa, si era sbagliata, ma lo sa”
La Media non è soddisfatta, lei è maestrina inside, deve essere sicura di essersi spiegata bene, deve avere la certezza che la Grande abbia compreso appieno, ci tiene a ribadire il concetto: “Pito? Devi dile miei, pecché tono tuei”
TUEI?!
Ok Media, forse era meglio se lasciavi stare…

Un nuovo paio di…

29 Ott

Durante l’estate trascorsa la Media era in pieno periodo di taroccamento.

taroccamento [ta-roc-cà-mèn-to] n. m. [pl. -i] 1 (fam.) loquace discorso tenuto con parole incomprensibili ai più 2 (fam.) borbottio incomprensibile dall’interlocutore ⇒ Deriv. di tarocco
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2012)

Ciò significa che lei parlava e parlava ma con un linguaggio incomprensibile alla maggior parte delle persone che non fossero abilitate all’insegnamento negli asili nido; per capire ciò che diceva occorreva seguire un corso che consisteva in interazioni con la Media 24 ore su 24 per 14 giorni di fila.
Si deduce facilmente che le uniche persone in grado di comprenderla erano Mamma, Papà, ma soprattutto la Grande che in numerose occasioni si è offerta a titolo gratuito come interprete quando nemmeno gli addormentati i sagaci genitori riuscivano a decifrare i suoi messaggi.
Sempre durante l’estate passata la qui presente Madre con prole a seguito è stata esiliata per 4 mesi al mare a causa del famoso terremoto (che ormai ha pure rotto le pall stancato!) e durante il primo mese di esilio, proprio nel periodo di massimo taroccamento, con noi era presente anche la Bisnonna con la badante a seguito.
Durante un weekend, nei quali i Nonni venivano a trovarci, la Media lasciata a giocare sulla sabbia con il Nonno è quasi riuscita a farlo impazzire chiedendogli la “Pala panata” (sabbia bagnata! Non era ovvio?!).
E se nemmeno i Nonni avevano accesso al suo dizionario, figuriamoci la Bisnonna!
Inutile specificare che la maggior parte delle richieste che la Media le formulava finivano con un bel sorriso della Bisnonna accompagnato a un “Sì bela, sì”.
Del tipo che se l’infante le avesse chiesto “Nonna potto taie pipì tu iano?” (Nonna posso fare pipì sul divano?”) la risposta sarebbe stata sempre “Sì Bela, sì”.
Credo che l’unica volta che la mia Nonna non utilizzò il suo standard “Sì Bela, sì” fu quando che la Media corse dalla Nonnina con la Grande e indicando lei e la sorella maggiore le disse “Adda Nonna, Puttane!”.
La Bisnonna mi guardò con gli occhi spalancati dicendo “Ma… Oia capì ben?!” (Ma ho capito bene?”).
Se la Bisnonna avesse aguzzato la vista avrebbe notato che ciò che la Media, con indosso solo un paio di nuovi slip intonati a quelli della sorella, indicava erano proprio i suddetti slip: si stava semplicemente vantando del loro nuovo paio di MUTANDE!
(Sul perché la parola mutande in Mediese si pronunciasse “Puttane” sono ancora in atto ricerche.)

La Piccola

24 Ott

piccola
Ebbene sì, oggi parlerò della Piccola.
Occhi indefiniti nonostante abbia ormai 11 mesi: grigi per lo più, ma con delle leggere sfumature marroni all’interno; sfumature che abbiamo potuto notare solo attraverso una fotografia (questo rende bene l’idea di quanto stia ferma…).
La gravidanza della Piccola è stata perfetta, sono ingrassata 9 chili solamente e anche il giorno prima del parto caricavo entrambe le sorelle in braccio facendo tranquillamente le scale senza lasciarci un polmone.
É nata in acqua, un bellissimo parto; ricordo ancora che appena me l’hanno mostrata aveva gli occhi chiusi e le sue ciglia erano così lunghe che bagnate le vedevi chiaramente appiccicate alla guancia diafana.
Quando me l’hanno portata in camera asciutta aveva tanti capelli scuri, lunghi per essere una neo-neonata e drittissimi in piedi sul capo e come i capelli anche le sopracciglia sembravano elettrizzate.
Ad oggi può vantare già due tagli di capelli dopo i quali è diventata castana chiara.
Subito torturata amata dalle sorelle che con lei volevano giocare alle mammine; ammalata dopo 11 giorni di vita.
Tutto sommato brava, ma non una bambola è diventata sempre più decisa, sempre sorridente, anche quando i sibili dell’asma non le davano pace riusciva a ridere durante le visite con la pediatra.
Mai stata ferma, mai amato la sdraietta e capace di andare in apnea durante il pianto, tanto da arrivare ad un episodio di spasmo affettivo (quelli che simpaticamente ti bloccano il respiro e ti fanno sembrare stecchito per intenderci).
Il suo divezzamento è avvenuto una settimana dopo il terremoto, ma questo non le ha guastato l’appetito, in compenso l’esilio che ne è conseguito l’ha portata ad essere la più mammona tra le figlie.
Sorride agli altri, ma piange appena provano a prenderla in braccio.
Vuole camminare, ma non sa farlo da sola.
Chiama le sorelle “Ata” e “Tzi” da un po’ di tempo, saluta dicendo “Tàtà” o quando è in buona “Tàtao”, quando vede la pappa inizia a dire “am am am” e “pappapa”, imita il verso di Scarli e lunedì per la prima volta quando si è svegliata e si è alzata in piedi nel suo lettino ha usato le sillabe “Mamma” e “Papà” non per sentire la sua voce, ma per chiamarci.

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Diario di una trimamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

firmatocarla

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

playgroundaroundthecorner

Italy with kids: stop at the playground

Mamma 360

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mamma fatta così

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

MakeUp_Fashion Blog_Life_Obsession

L'angolino di Ale

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Instamamme

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

agriturismocortepalazzina

Just another WordPress.com site

Sognando Cupcake

quando la dolcezza incontra la fotografia

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

E voi? Figli niente?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

smemomamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Ricomincio da quattro

il blog di Adriana

50 sfumature di mamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Goligoli.it

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

La Terremo-mamma, una mamma terremotata

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

io imparo con la felicità

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Blog di cucina di Aria

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mammagari

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Bendix – Il blog di Lia Celi

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

1000 Awesome Things

A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: