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Interessanti perle

24 Mag

È un venerdì mattina come tanti.
Beh, non proprio come tanti: stanotte la Media ha bagnato il letto e anche la Piccola nonostante il pannolone.
Maledetta prima anguria della stagione!
Con la Grande abbiamo giocato d’anticipo: l’abbiamo accompagnata dormiente in bagno.
Il tutto è stato accompagnato da un melodioso concerto le cui voci principali erano il COF COF alternato, pressoché continuo della Grande e della Media e il FIUUUUUU del vento fortissimo che soffiava all’esterno.
“Niente scuola oggi, troppa tosse” è stato il verdetto genitoriale stamattina al risveglio.
Data la mancanza di orari da rispettare e la rocambolesca nottata noi Donne di casa ce la siamo presa comoda: salutato il Marito ci siamo concesse una colazione lenta e rilassata, con tanto di musica in sottofondo.
Il clima disteso, la sonnolenza e la musica a cui aimè non siamo abituate (con tre bimbe in casa la miglior musica a volte è il silenzio!) hanno contribuito alla manifestazione di forme di delirio interessanti perle.

La Media.
“Mamma, quetzta canzone è un po’ tliste e un po’ felitze quiddi si fa cotzì”
e utilizzando la mimica facciale ha iniziato a simulare, alternandoli rapidamente, prima un sorriso poi un volto triste, poi ancora un sorriso e un volto triste.
Buffissima!

La Grande
“Grande stai bevendo il tuo latte?”
“No, ma sto ballando il naso” allargando e stringendo le narici a tempo di musica.
O.o

Con un inizio così non si può che ritrovare il sorriso!
Buon venerdì a tutti!

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PiZZa

11 Mag

Ci sono momenti in cui ti accorgi che la tua Bimba sta crescendo.
Sono momenti magari sciocchi e banali, ma in quegli attimi viaggiare con la mente è inevitabile.
Così ti fermi a ricordare.
La ricordi un anno fa, ancora piccola, ancora bambina…

Per dormire indossavi ancora il pannolino e ti rannicchiavi nel lettino.
Sì, il lettino, quello con le sbarre!
Avevamo appena tolto quella laterale e tu ti sentivi così grande…
Ti coricavi sorridente, felice di ritrovare lì ad aspettarti il tuo Orsetto ed il tuo ciuccio.
Abbracciando Orsetto col ciuccio in bocca, in quegli istanti tra la veglia e il sonno, producevi un suono ritmico, di gola “MMc”, “MMc”.
Sentirti della radiolina era buffissimo.

Eri già una testona, ma non avevi ancora abbastanza forza per impuntarti come fai ora.
Timida lo sei sempre stata.
“Vergognina” ti chiamiamo noi.
Ancora oggi quando una situazione ti imbarazza ti nascondi fra le gambe e vocalizzi suoni da bimba piccola: “Gnegnegne”
Come se il fingerti piccola ti aiuti, ti faccia sentire più protetta.

A volte sembri davvero tu la piccola del gruppo.
Poi arriva l’ora di dormire, vuoi le coccole, ma dopo due minuti reclami il tuo letto.
Sai essere così dipendente, così bisognosa di contatto, e allo stesso tempo indipendente.
A volte mi spiazzi.
Mi fai impazzire con la tua cocciutaggine.
Poi mi guardi con i tuoi occhioni, sorridi, vedo quella fossetta…

E cresci.
Siamo al mare, ti togli il pannolino in 2 giorni e abbandoni il ciuccio.
Per convincerti ti ho mentito (Scusa) dicendoti che non lo trovavo, ma che potevi ugualmente fare il tuo suono.
Non hai fatto storie, sei stata bravissima.
Un mese fa ti ho confessato la verità. Mi hai guardata e mi hai chiesto di darti il ciuccio!

Passa l’inverno arriva la primavera, ti diamo la bici di tua sorella.
Trascorro un pomeriggio intero a spiegarti che movimento devi fare con le gambe.
Tu ti arrabbi sostenendo “Non lietzcooooo”.
Mi arrendo.
Torniamo fuori il giorno successivo e tu salì in sella col tuo zainetto porta bebè in spalla e dal nulla inizi a pedalare.
Una parte di me ti osserva orgogliosa (l’altra ti darebbe una testata, sappilo).

E stasera…
Stasera è stato uno di quei momenti in cui ho pensato “È grande”.
Stasera quando vi abbiamo chiesto “Cosa dite Bimbe, mangiamo la pizza o il pollo?”
tu non hai risposto il tuo solito “Pitzza”.
Con nonchalance, senza nemmeno rendertene conto, tu mia cara Media hai detto “Pizza”.

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No telo dico!

9 Apr

Ore 20:45.
Le Donnine hanno fatto la doccia, si sono lavate i denti e sono pigiamate, manca solo una cosa:
“Media dai, vai a fare la pipì”
“Non te l’ho”
“Media, lo sai, un goccino c’è sempre e prima di dormire bisogna farla.”
“Noooo, non te l’hoooo”
“Media dai, per favore andiamo, se no poi succede come la settimana scorsa e te la fai addosso bagnando tutto il letto”
“NO TE L’HOOOOO”
“Ma proviamo, non la fai da tanto tempo. Dai, vengo con te e aspettiamo insieme che arrivi”
“Noooooo, aaahhhh”
Controvoglia mi segue verso il bagno, lamentandosi di continuo e ripetendo “Non te l’ho, non te l’ho, non te l’ho!”
Si siede sul water e io sto per sedermi nella sedia di fronte a Lei quando sento un rumore familiare.
PPPPSSSSS!
Fortuna che non c’era!
“Media, allora non c’è? Ma cos’è questo rumore?”
“…”
“Ehi, cos’è stato a far quel rumore?”
“No telo dico cot’è!”
Poco testona eh?!

La poesia per il Papà

19 Mar

La versione della Media
Ho petato tatto ala tua tetta
che ancola un po’ mi gilala la tetta.
Pel l’ottadone…pel l’ottadone…

Adetzo coza tz’è Glande?

quest’anno ho creato…
ho cleato un laloletto motto azeccato.

è l’ors..
è l’otetto Bunetto
un potta matite davvelo petetto.

attaccalo…
Attacalo pule dole vuoi tu
e di quetta gionnata non toldalti mai più!

La versione della Grande
Ho pensato tanto alla tua festa
che ancora un po’ mi girava la testa.
Per l’occasione quest’anno ho creato
un lavoretto davvero aZZeccato.
è l’orsetto Brunetto
un porta matite davvero perfetto.
Attaccalo pure dove vuoi tu
e di questa giornata non scordarti mai più!

Non si sa il perché, sarà la fretta, sarà, l’emozione, ma la Media nel dire le poesie riesce a taroccare le parole come nemmeno agli esordi sapeva fare.
Speriamo che questo effetto passi con la crescita…
In ogni caso nonostante non si capisse ‘na mazza la faccia del Marito di fronte alle sue Donnine tutte emozionate che recitavano per Lui era davvero orgogliosa e piena di Amore!
Buona festa Marito, sei un super Tripapà!
E soprattutto buona festa anche al mio Papà che mi ha insegnato a essere la testona donna che sono oggi!

Epilogo
10 anni dopo, scuole medie.
“Media, oggi che è anche la festa del Papà, dimmi qual è la poesia che il Pascoli scrisse pensando all’omicidio del padre”
Dieci agosto professoressa”
“Bene, ora recitamela”
“Tan Lolezo,
Io lo to pecché tatto di telle pel alia tachilla alde e cade
pecchè ti gan piatto ne cocavo telo tatilla
Tonnana una l’oddine al tetto,
L’uttidelo, cadde ta pini
….”
😉

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Datele la Nutella

12 Mar

Ieri siamo tornate in piscina.
La Grande, che aveva saltato la lezione di mercoledì scorso per il suo incidente e aveva scordato la disavventura della prima lezione, era carichissima e non vedeva l’ora di immergersi.
In effetti è stata bravissima, una vera sirenetta!
Lo stesso non si può dire della Media…

Mercoledì scorso infatti la Media ed io siamo andate al corso come previsto.
Per me è stata una pacchia: una sola figlia, una sola testa da pettinare e asciugare, più calma e meno caldo.
Lei invece, forse complice lo spavento della sera prima e la conseguente mancanza della sorellona, non ha apprezzato più di tanto…
Tutto il tragitto casa-piscina di 20 minuti e il tempo trascorso in spogliatoio lo aveva passato ripetendomi “Non vollio andale in pissina”; una volta in vasca, seppur piagnucolante, ha resistito per la bellezza di 5 minuti e poi è voluta uscire.
Il maestro l’ha accontentata dicendole che sarebbe stata la sua aiutante, quindi ha passato tutto il corso con una cozza bambina per mano.
A nulla sono valsi i suoi e miei tentativi di convincerla a rientrare in acqua.
Poi, a 2 minuti dalla fine, nel momento dei tuffi, l’illuminazione!
Potevo tentare con Lui, il metodo antieducativo per eccellenza, quello infimo e subdolo, quello che non dovrebbe mai essere applicato: il ricatto.
“Media, dai, fai i tuffi e vedrai che dopo per ricaricarti di energia ti do un bel panino con la nutella”
“Non vollio andale in pissina”
“Allora niente panino, la nutella ti ridà le energie, ma se non vai in acqua non sarai stanca e non ti servirà…”
“Okkei”

Reduce dall’esperienza quindi per ieri ho preparato un altro bel panino con la nutella e all’entrata in piscina ho esordito così: “Ricorda Media, ti ho fatto un bel panino con la nutella e se starai tutto il tempo in acqua sarà tutto tuo”
Ho ripetuto la medesima frase quando ha iniziato a piagnucolare per fare la doccia e anche quando dopo un po’ ha detto di voler uscire.
Risultato? Ha fatto tutta la lezione, obbedendo al maestro.
Ovviamente appena è uscita dall’acqua, ancora grondante mi ha guardata dicendomi:
“Dol’è il mio panino?”

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Notare la posa della Grande…

Nascondino

25 Feb

Sabato sera.
In casa il Marito gioca a nascondino con le sue Donnine.
Conta la Media.
“Uno, due, tre, otto, sei, dieci!”
Va beh, magari meglio far contare qualcun’altro eh.
Conta la Grande.
“Uno, due, tre, quattro…dieci!”
La Media si nasconde sotto ad una sedia, il Papà va in garage, la Piccola vagabonda lungo il corridoio.
La Grande tana subito il Papà a causa del rumore causato dalla porta del garage, scova la Media che si lascia scappare una risatina e la Piccola, beh, non era difficile direi!
Conta il Papà.
“Uno, due, tre, quattro…dieci!”
La Grande si nasconde sotto lo stendi panni, la Media dietro di me, la Piccola vedi sopra.
Il Marito non vede la Grande davvero ben nascosta, finge di non vedere la Media dietro di me e le due fanno una bella tana.
Tocca ancora Lui!
“Uno, due, tre…dieci!”
La grande si nasconde dietro ad una porta, la Media dietro all’attaccapanni dei giubbotti.
Il Papà inizia a cercare, passa di fianco all’attaccapanni non vedendo davvero la Media, lo oltrepassa, sta quasi per entrare in cucina quando una vocina, proprio da dietro ai giubbotti alle sue spalle, esclama “Non tz’è nettzuno dietlo ai giubini!”.
Tana per la Media!

Son problemi

24 Gen

La Media non è una bambina che si lamenta quando si fa male.
O meglio non si lamenta finché qualcuno non glielo fa notare!
Un paio di settimane fa per esempio stava giocando con il pongo; lo tagliuzzava come solo Lei sa fare con la loro forbicina quando mi dice tranquilla e serena: “Guadda Mamma, il pongo si è poccato”
“Ma Media con cosa l’hai sporcato, col pennarello?”
“Tzì”
“Ma non hai in mano il pennarello rosso…Ehm Media fammi vedere bene quel dito… È sangue, Media ti sei fatta un tagliettino!”
“AHHHHH!!! Mi ta male!!” pianto isterico “Mettimi un telotto!!!! UAHHHHHHH”
-_-
Quel tagliettino nei giorni a seguire è diventato il protagonista di ogni sua interazione sociale.
“Maetta mi tono talliata, guadda”
“Nonna, guadda. Mi tono talliata”
“Papà, mi tono tatta male al dito.”
“Si lo so Media, me lo hai già detto ieri (e anche l’altro ieri e il giorno prima ancora e….)”
Per giorni ha tediato chiunque con il suo dito, finché una sera:
“Papà guadda, è quadzi gualito il dito”
“Oh, bene Media, finalmente! Ti fa ancora male?”
“No, non mi ta male. Tzolo un po’ quando metto le dita nel nadzo!”

Auguri Media

15 Gen

3 anni fa alle 13:22 nascevi Tu.
Tu che tra le nostre figlie sei quella che mi somiglia di più nei lineamenti, ma di meno caratterialmente.
Tu che hai quei grandi occhi scuri e quella fossetta marcatissima che noi chiamiamo il tuo buchino.
Tu che hai un certo caratterino, ma la maggior parte delle volte per non far arrabbiare la Grande gliela lasci vinta.
Tu che come ogni secondogenito stai imparando a fare la spia con Mamma e Papà accusando la Grande anche di cose in cui lei non centra nulla (La Piccola cade a 2 metri da voi? Ma è stata la Grande!).
Tu che quando ti sgridiamo ci dici “Non tzei allabbiato con me!” o “Non mi glidale pecché tze no a me vene da pangere” e quando sgridiamo le tue sorelle le difendi urlando “Non glidale mia tzolella!” e se piangono diventi triste e dici “Pelò a me vene da pangele”.
Tu che ogni mattina scendi dal tuo letto e corri nel nostro ad abbracciarci e a farci le coccoline con una grazia degna di un elefante.
Tu che ogni sera prima di dormire devi bere un “tocchino d’acqua” e ripetere “Ti adolo e ti volio bene ciao!” tutto d’un fiato.
Tu che fortunatamente non sai ancora cosa significhi la parola “gelosia” perché per te è normale essere in due e perché no, anche in tre.
Tu che quando mi vedi triste mi abbracci e se per gioco mi dici “Blutta!” e io faccio il broncio corri a darmi un bacio dicendo “No, non tzei blutta, tzei bella!”.
Tu che sei la sorella di mezzo, il ruolo più difficile, oggi compi 3 anni!
Tanti Auguri Media!

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Natale sta arrivando e con Lui i saggi Natalizi!

21 Dic

In questi giorni c’è gran fermento: ieri c’era il mini saggio di danza/ginnastica artistica della Grande e oggi ci sarà la recita di Natale di Lei e della Media alla Scuola dell’Infanzia.
Come potete ben immaginare in queste ultime settimane quindi la Grande si aggirava per casa ballando (dove il mio ruolo era ovviamente quello di spettatore/jubox) scimmiottata dalla Media o ripetendo in continuazione le battute della recita di Natale dove rappresenterà Fiocchina, un fiocco di neve che ha due fratelli: Fiocchetta e Fiocchino (fantasy family, peggio di Noi che abbiamo scelto tre nomi tutti con la stessa iniziale!).
“Grande allora tu fai Fiocchetta eh, e la Media?”
“La Media fa un fiocco di neve piccolo” detto con una punta di superiorità
“Ah, e cosa deve dire?”
“Niente!” idem come sopra.
Va beh, è nei Piccoli ed è pure anticipataria
Invece la Grande è nel gruppo dei Grandi, quindi ha più battute; se ne rende conto e le si legge negli occhi l’orgoglio, snobba un po’ il ruolo della Media, come a suo tempo i grandi di allora fecero con Lei.
Alla fine però ieri si è scoperto che la timidissima Media (ebbene sì, in pubblico è super timida) in realtà una battuta la dovrà dire.
“Mamma Mamma, la Media ha una battuta!” esclama la Grande con entusiasmo, quasi come se si trattasse di Lei.
Che bello, l’orgoglio fraterno ha battuto la superiorità.
“Ah Media, che bello! Allora anche tu devi dire qualcosa, cosa devi dire?”
Lei, imbarazzatissima (andiamo bene, siamo solo noi qui in casa ora): “Tiocchina e Tiocchetta, tiete tettittime. Adete la punta losa! Tome adete tatto?”
“…”
“Ha detto: Fiocchina e Fiocchetta siete bellissime avete la punta rosa come avete fatto” interviene la Grande, sciorinando le parole proprio così, senza punteggiatura.
“Ah ok, bella battuta Media! Ma scusa, non hai parlato molto bene sai, prova a dirlo un po’ meglio, così capiscono tutti”
“Tiocchina e Tiottetta, tziete tellittime. Avet”
“Ehm Media aspetta, scusa se ti interrompo, ma non si capisce ancora. Tu sai dirlo meglio bellissime
“Non liecco! Io lo dico codzì!”
“Ma sì che riesci! Dì belle
“Belle”
“Vedi, sai dire perfettamente belle e bellissime è quasi uguale, dai prova, vedrai”
“Tellitzime”
“Eh, dai, già meglio… Ma senti un po’, se dicessi molto belle invece di bellissime?!”

Unità di misura

19 Dic

Sera, ora della Nanna.
Il Papà è chino sulla Media, la coccola, la sbaciucchia e li si sente pronunciare le frasi di rito, quasi sempre le solite, tutte le sere, ma sempre speciali.
Ogni tanto c’è qualche piccola variante e sono proprio queste Loro varianti a farci cogliere come vedono il mondo, uno spiraglio del Loro punto di vista, del Loro Universo.
Media: “Ti volio bene”
Papà: “E da cosa si capisce che mi vuoi bene?”
“Dal mio pantzone!” disse la Media indicando la sua panciotta tonda e piena!
“…”

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E se mamma…

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Robyberta Smilemaker

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