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Ma ho detto anziana!

22 Set

Ritagliarsi dei momenti per stare soli con ognuna di Loro non è, logisticamente parlando, semplice, specie con la Media che per una ragione o per l’altra si aggrega sempre “tra le grandi” o “tra le piccole”.
L’inizio delle scuole e i diversi orari di inserimentooltre ad averci portato alla completa follia hanno fatto sì che finalmente potessi godere solo della sua compagnia: un’intera ora al giorno per una settimana in cui nessuno la interrompesse, strattonasse o zittisse hanno fatto emergere il meglio di Lei.
Spettacoli di ballo e canto, racconti dettagliati (“Cos’hai fatto a Scuola?” “Niente” “Hai conosciuto qualcuno?” “No”/”Ssì, ma non mi licoldo come ssi chiamava”) e finalmente il seggiolino del carrello della spesa tutto per Lei nonostante i 15 kg siano già stati sforati (ma di poco, dai!).
La sua solita timidezza si è fatta un po’ da parte, sta emergendo la signorina che c’è in Lei e perché non dimostrarlo in ogni dove?
Perché non nel reparto biscotti dell’ipermercato quando passeggiando inizia a fissare una signora?
La guarda intensamente, in modo palese, assumendo una posizione del tutto innaturale, col busto ruotato.
Con lo sguardo segue il suo percorso da lontano, e quando finalmente i nostri carrelli si avvicinano, quando la suddetta Signora è a portata di orecchio, dice ad alta voce : “Mamma quella signora antziana sembla un uomo”
“Ma Media non si dice!” Le bisbiglio rabbiosa e super imbarazzata sottovoce senza farmi sentire e Lei con la faccia più innocente del mondo: “Ma ho detto antziana, mica vecchia!”

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Il Negozietto interessante

5 Set

Sono giorni intensi: acquisti per le nuove scuole e riunioni si intrecciano a lavori nella Casetta Verde e acquisti per la casa.
Non c’è molto tempo per sé e purtroppo nemmeno per giocare con le Donnine che si ritrovano due genitori sempre presi da questo o quel lavoro o, quando va bene, stanchi morti.
Le Maggiori in preda alla noia pura, stanche di sentirsi rispondere “Ora non riesco” e “Aspetta un attimo” si sono cimentate in un’attività tutta loro: il Negozietto interessante!
Perdono intere giornate in un banchetto sistemato in fondo al giardino (ancora da sistemare!), al di là della giungla e propongono ai tre passanti in croce di acquistare braccialetti (usati) o di colorare disegni (fatti dalla Grande).

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In realtà i Negozietti sarebbero due, quello della Media ha la sua sede sotto al porticato, ma il più delle volte la Media si assenta per aggregarsi alla Sorellona.

Hanno anche preteso, come ogni attività che si rispetti, un’insegna.
E il Marito, che è uno preciso, ha fatto le cose seriamente: gliel’ha fatta al computer e plastificata.

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Ogni mattina dopo la colazione salutano dicendo “Vado a lavorare” e occupano le loro postazioni.
E che non lo si definisca un gioco, mi raccomando!
La ZiaTeen oggi infatti all’ora di pranzo ha commesso questo errore dicendo “Grande è quasi ora di pranzo, se vuoi vai subito a giocare dal Negozietto Interessante che poi devi mangiare” e la Grande l’ha fulminata con lo sguardo rispondendole: “Zia guarda che non è mica un gioco, è un lavoro vero!”

Sono fermamente convinte che la loro attività sarà un successo e hanno preparato anche piccoli fogli di carta definiti scontrini da rilasciare al momento dell’acquisto.
Così ogni giorno durante i pasti la domanda che rivolgiamo Loro è sempre la stessa: “Allora com’è andata al Negozietto Interessante stamattina? Qualcuno ha comprato?”
Generalmente la risposta è “No, non hanno comprato”, ma oggi all’ora di pranzo c’è stato un cambiamento:
“Sì!” ha esclamato la Grande contenta.
“Davvero?!?! Cosa??” rispondiamo esterrefatti il Marito ed io.
“La Media ha comprato qualcosa da me e io da lei, ma senza soldi eh, solo con gli scontrini.”
🙂

Più male

19 Ago

Ultimamente la Media ha un’Amica immaginaria.

Non è una di quelle Amiche con cui fingere di parlare a quattrocchi, no, la Media è nata nel 2010, e da brava nativa digitale ha già compreso che al giorno d’oggi (ahimè) è più probabile comunicare con un Amico attraverso i mezzi di comunicazione moderni che davanti ad un caffè.
Ecco dunque che la si può ascoltare mentre tiene concitate conversazioni con il cellulare giocattolo (ma anche un pezzo di carta all’occorrenza può andare) appoggiato all’orecchio mentre cammina avanti e indietro.
A volte invece apre il suo computer portatile di Winnie the Pooh e finge videochiamare l’Amica, che di nome sembrerebbe far proprio Amica.
Capita che addirittura le intimi di non chiamare più e sbuffando ci dica “Mi chiama semple!”; oppure che richieda il nostro intervento per sedare alcune incomprensioni passandoci il telefono.

L’altro ieri tra le due era in corso un acceso litigio. Una volta agganciato la media aveva il volto tutto corrucciato, così le abbiamo chiesto:
“Media perché litigavate tu e la tua Amica?”
“C’ho un allabbiata con la mia amica pelché le ho chiesso sse ha un flatellino, mi ha detto ssì e allola le ho detto di poltare il ssuo flatellino e non volela, ma poi le ho teletonato più male.”
“Eh?!?” 
“Più male!”
“No, non ho capito perché sei arrabbiata! Poi più male non si dice, si dice peggio.”
“Ah, peggio male!”
O.o

PS: poi ho capito che “Ma poi le ho teletonato più male” stava a significare che la linea del cellulare era disturbata!

Scene di ordinaria… gelosia!

7 Ago

Ore 7:20.
La Media chiama.
Stranamente non c’ha pipìììì/cacca (già fatte alle 4:10, stanotte), ma “Non voGLio più sstale a Nanna!”.
La Grande si associa e la Piccola si unisce al coro al suon di “Ppapàààà!”.
Il Marito non c’è, si è dovuto alzare all’alba per lavoro e io speravo di pelandreggiare almeno fino alle 7:45!

Pelandreggiare [pé-lan-drég-gia-re] v. intr. [io pelandreggio, tu pelandreggi ecc. ; aus. avere] 1 (fam.) propensione al riposo, scarsa volontà di agire
2 (fam.) avere poco desiderio di fare qualcosa preferendo dormire ⇒ Dal Maritese, deriv. di pelandra. ■ SIN. oziare, poltrire, poltroneggiare; bighellonare, vagabondare, trastullarsi, ciondolare CONTR. ingegnerizzarsi, lavorare, operare, agire, affannarsi
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2013)

Tento con la solita tecnica: fingo di non sentire.
Non funziona (ma ora che ci penso… ha mai funzionato?!).
Prendo il baby talk, premo Talk e dico Loro: “Ragazze Papà non c’è, venite un po’ qui, ci facciamo un po’ di coccoline”
Mi alzo, vado nella Loro cameretta e tolgo la Piccola, contrariata dalla non presenza paterna, dal lettino.
Torno nel lettone con tre rimorchi al seguito.
La Media si distende per prima e si mette alla mia sinistra, mentra la Piccola si arrampica sul lettone e si butta su di me a peso morto.
Mentre ci sbaciucchiamo e abbracciamo arriva la Grande; per ultima perché stava rassettando il suo letto.
Ci guarda, sale sul lettone e si posiziona nei 15-20 centimetri di distanza tra me e la Media, lamentandosi a più riprese di essere stata schiacciata ora da Una ora dall’Altra sorella.
Mi abbraccia escludendo la Media.
Ricambio l’abbraccio includendo anche la Sorella in seconda fila e la Grande si mostra palesemente infastidita.
Tento di smorzare l’acidità della Primogenita dandole il ruolo di principale coccolatrice dicendole:
“Guarda la Media, vuole proprio le tue coccole. Dalle un bacino…”
“No!” Risponde tutta seria
“Ma guardala, sembra un dolciume!” continuo io.
Lei ora ride, con quel suo sorriso da brighella e risponde:
“Non è un dolciume è un pattume

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Gli strani effetti della “bua”

16 Lug

Solitomare, ore 20:00 circa.
Le Donne di casa si stanno godendo un weekend lungo aprofittando della cucina presente (dettaglio non da poco vista la sua assenza nella Casetta Verde!) nella casa marittima dei Nonni delle calde temperature.
Sono sedute a tavola a cenare.
Sedute dalle 19:15.
La Madre, mentre cerca di spegnere l’entusiasmo della Piccola che ha deciso di pulire tuuuutto il tavolo con l’acqua del suo bicchiere, osserva i piatti delle Figlie Maggiori: ancora praticamente colmi!
Inizia a manifestare una evidente leggera irritazione ed esorta i bradipi le Figlie sedute (senza alcun ordine di simmetria, nè di logica di età) al suo fianco:
“Dai Ragazze, su! Per favore, possiamo fare più in fretta?! Media prendi in mano la forchetta almeno! E tu Grande, guarda, hai ancora il piatto quasi pieno!”
“Oh Mamma, non riesco ad andare veloce eh!” le risponde con quel piglio che sa sempre meno di bambina e sempre più di avvocato ragazzina (5 anni e mezzo… ma l’adolescenza?! O.O)
“Mi fanno male ai denti perché c’ho la bua qui sotto al mento dove sono caduta!” esclama indicando l’enorme livido che le si è formanto sotto al mento.

La notte scorsa alle 2 circa infatti un enorme urlo ha squarciato il silenzio.
Era la Grande che piangeva disperata perché cadendo dal letto aveva pesantemente sbattuto il mento.
La prova la si poteva chiaramente notare anche nella penombra della camera: sotto il mento stava prendendo forma un enorme bernoccolo!
“Ah già, scusa Grande, mi ero scordata! Vai pure con la tua velocità, ma mangia tutto.”

La Media ovviamente deve dire la sua (è capricorno, lo avevo già detto?!):
“Anche a me mi fanno un pochino male i denti perché c’ho una bua qui” sbirciando sotto alla tovaglia e indicando un punto imprecisato “sotto al piede!
-.-

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Buonatelaaaaaaa

15 Lug

Ci siamo, è ufficiale.
Siamo ufficialmente abitanti della VivaceCittadinaTerremotata.
La Casetta Verde è la nostra nuova residenza.

La casa è ancora piena di scatoloni, la cucina è in ritardo, ma in fondo è estate, w le insalatone, i pranzi a scrocco dai Nonni e le cene da asporto!
In più abbiamo un fatiscente fornello da campeggio prestatoci sotto minaccia gentilmente dal mobilificio in ritardo con la cucina.

Dietro alla nostra Casetta Verde, per la gioia delle nostre moleste Donnine, passa una pista pedonale.
Quale gioia: passanti da importunare salutare a ripetizione fino alla loro scomparsa dietro la linea dell’orizzonte (e abitiamo in pianura!) come nella vecchia abitazione!
Come da tradizione ecco quindi che dopo cena le Sorelle si appostano nel campo arato giardino ad attendere le prime ignare vittime fortunate persone.
Ecco, all’orizzonte una signora con cane.
No, no, ha curvato prima di casa nostra.
Pazienza, Loro non si arrendono e attendono.
Non è che la suddetta pista sia frequentatissima, ma la loro pazienza viene premiata!
Eccolo, eccolo!
Un signore!
“TZAOOOO!
“TAOOOO!”
“BUONASERAAAA!” e bisbigliando “Media, non lo conosci, si dice buonasera!”
“Ehhh, mi ssono bagliata! BUONASELAAAA!”
Nulla, il signore non coglie.
Nel vecchio paesino tutti le conoscevano, e ormai erano preparati a questo rito serale, ma qui no.
La Grande si arrende, la Piccola pure, ma la Media no, non ci sta!
Mi guarda e domanda stupita “Perché non litzponde?!”
“Forse non ti ha sentita.”
BUONATELAAAAAAAA!!
Niente.
“Forse non ha capito che dici con lui, non ti conosce.”
“Ma dico buonatela!” mi dice delusa e ritenta, ancora più forte “BUONATELAAAAA
Niente.
La Media si gira e sul suo volto la delusione lascia spazio ad un altra emozione: l’indignazione.
“Fotze è maleducato! Gli ho detto buonatela!”

Intestino Svizzero

24 Giu

La Nonna paterna, come vi ho già narrato, è denominata NonnaSvizzera.
Non solo per la precisione e la puntualità che la contraddistinguono e per il ligio rispetto delle regole, ma anche, e soprattutto, perchè Lei è proprio nata là, in Suisse in un cantone francese che rende le sue movenze e la sua parlata tutt’oggi affascinate agli occhi di chi la osserva.
Questa sua origine ha lasciato un impronta nelle donnine.
La Grande infatti grazie ai suoi geni svizzeri ha sviluppato un inspiegabile amore ai limiti dell’ossessione per il burro: mettetele davanti nutella e burro e Lei sceglierà quest’ultimo!
O.o
La Media invece ha sviluppato una caratteristica da tutti associata per eccellenza alla Confederazione Elvetica: la puntualità.
Non che sappia leggere l’orologio ancora, questo no.
Al mattino non si prepara in fretta e furia per poter essere in orario all’appuntamento con la scuola.
Nè dimostra memoria per gli eventi ai quali deve presenziare.
Ha un modo di dimostrare la sua precisione tutto suo, una sorta di puntualità biologica.
Il suo corpo si è programmato quasi come fosse impostato manualmente come uno dei più efficienti impianti di irrigazione: ogni mattina Lei in un orario compreso tra le 6:58 e le 7:02 chiama.
Non importa che la sera prima sia andata a dormire alle 21:30, come d’abitudine in estate, o che sia crollata alle 23 dopo aver fatto baldoria al Luna Park del Solitomare: Lei, il suo corpo, in quel lasso di tempo, in quei 4 minuti, ha una sorta di richiamo interno, deve rispettare un appuntamento.
La Media alle 7 circa ogni mattina apre gli occhi e sussurra (beh sussurrare in realtà è un concetto che le mie figlie non hanno assimilato molto bene) “Mamma….mammaaa….mammaaa”
Dall’oltre tomba la sottoscritta e il Marito mugugnano un “Mmmmmhhhh” proforma, già rassegnati.
Sappiamo già cosa ci aspetta, quale sarà sarà la frase successiva.
Come ogni mattina la Media ci chiama perché il suo corpo la richiama all’ordine, non può proprio sottrarsi, ha un appuntamento ben preciso.
Lei, alle 7 ogni mattina, indipendentemente da ciò che ha mangiato la sera prima, deve fare la cacca!

Sei un ciclista?

10 Giu

Il Marito odia i ciclisti.
Non per lo sport in sè.
Non il ciclista che gironzola solitario.
Odia i ciclisti in gruppo.
Li odia perché occupano l’intera carreggiata e Lui, da Maschio qual è, non sopporta che limitino il suo macchinone.
Odia che non lo lascino superare occupando anche l’altra corsia solo per il gusto di farlo attendere.

Ogni volta la storia è la stessa.
“Maledetti Ciclisti!”
“Perché Papà?”
“Perché occupano tutta la strada, è pericoloso!” è la risposta più sensata, quella che va per la maggiore, ma a volte, in momenti di ira funesta le motivazioni lasciano poco posto alla razionalità:
“Perché indossano quelle tutine aderenti!”
O ancora meglio:
“Perché si depilano le gambe!”

Sabato avevamo deciso di andare al mare, quindi il marito appena sveglio va in bagno e con il rasoio elettrico decide di accorciare la peluria del suo ville petto.
Zzzzzzzzzzzzzzz
Accorcia qui, accorcia lì nel frattempo entra in bagno la Media.
Si siede sul trono, lo osserva pensierosa e domanda:
“Papà, ma tu ssei un ciclissta?”

Festeggiando

7 Giu

Ieri c’è stata la festa di fine anno alla scuola dell’infanzia delle Maggiori.
La prima per la Media che frequenta il primo anno, ma anche la prima per la Grande!
Durante il suo primo anno infatti eravamo in vacanza, e nel secondo… beh, l’anno scorso c’è stato il terremoto.
I Bambini hanno recitato Il Mago di Oz.
La Grande, carica come una mina, era Dorothy Gale (dal Kansas eh!).

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La Media faceva parte del popolo dei Ghiottoni.
Si deve essere immedesimata davvero molto nel ruolo perché durante il buffet finale continuava ad attingere dal vassoio delle pizzette O.o!

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A seguire i Bambini si sono cimentati in un percorso atletico a coppie con tanto di telecronaca degna di Bruno Pizzul.
Ma roba seria: slalom veloce tra gli ostacoli, saltelli nei cerchi, rotolate a terra, passaggi a terra di palla, tentativi di passaggi aerei e i temutissimi, raso terra altissimi ostacoli da saltare!

Poi per ultimo il momento tanto atteso. Quello per cui il Marito ed io ci emozionavamo al sol pensiero.
Quello che ogni genitore sogna per il proprio figlio: la consegna del diploma!

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Ho pianto ragionevolmente poco tutto sommato anche perché avevo già dato a casa.

È grande davvero!
Ricordo il primo giorno, quando la fotografai con i leggins a righe e la giacca a vento viola.
Tre anni di scuola dell’infanzia.
E ora è una signorina e il prossimo anno ci aspetta la Scuola Primaria.

A incrementare il momento lacrimoso tanti pensieri.
Questo è stato l’unico anno in cui sono state nella stessa sezione.

L’unico anno insieme.

Ed il prossimo tutto sarà diverso: il paese, le scuole, gli amichetti, la casa…

Crescono ogni giorno di più, le cose cambiano e con esse i Loro bisogni.
Noi Le osserviamo a volte stremati, a volte affascinati.

È strano essere Genitore.
Vi sono attimi in cui vorresti vederle grandi, sapere cosa diventeranno, chi ameranno.
Altri in cui vorresti congelare il tempo, averle sempre così, bambine.

Luca, Gioggia e …

3 Giu

Il Marito e la Media si coccolano post doccia sul letto.
Lui la avvolge tra le sue enormi braccia e si guardano intensamente negli occhi.
Fantasticano insieme.
“Chissà come sarà la Media quando sarà vecchia…”
“Ma tzono io la Mediaaaa!”
“Lo so, chissà come sarai quando sarai vecchia. Avrai dei bambini?”
….”Tzi!”
“E come li chiamerai?”

Lei riflette, si concentra.
Non vuole dare una risposta qualsiasi, ci crede:
“Luca, Gioggia e …Balù!”

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Blog di cucina di Aria

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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1000 Awesome Things

A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

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