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Pie illusioni…

17 Mag

La Grande, dopo i suoi ultimi due amori platonici (qui e qui), ha un nuovo fidanzatino.
Si chiama L, lo ha conosciuto in piscina.
Ha quasi 6 anni ed il prossimo anno inizierà anche Lui la scuola Primaria nella Vivace Cittadina Terremotata.

Prima lezione
“Mamma hai visto quel bimbo, assomiglia un po’ a Nicola…”
“Ma non mi pare ci assomigli molto Grande…”
“Siiii ha gli stessi occhi!!”
Nel frattempo la Media indignata osserva il padre del suddetto bimbo commentando ad alta voce: “Mamma ma pelché quel macchio ha la coda?! è da pemminaaa!”
Il Padre ride e io imbarazzatissima parto con la lezione sull’uguaglianza dei sessi e sui pari diritti applicabili anche alle acconciature.
Iniziamo bene…

Seconda lezione
“Mamma chiedi alla sua mamma come si chiama quel bimbo?”
“Ma Grande non ti devi vergognare, chiediglielo pure tu”
“Nooo, dai domandaglielo”
Fortuna volle che la Madre in questione stesse chiamando proprio in quel momento suo figlio “L, vieni”
L!
Ecco il suo nome.
Accidenti proprio come il mio ex, sarà felice il Marito! 😉

Terza lezione
Fissandolo.
“Mamma vieni qui, ti devo dire una cosa all’orecchio”
“Dimmi Grande”
Sempre fissandolo “Io e L ci stiamo guardando. Io gli ho fatto un sorrisone e anche lui!”
A casa la sera:
“Papà L è il mio moroso!”
“Grande per essere fidanzati bisogna essere d’accordo entrambi. a te piace L, ma non sai se anche tu gli piaci”
“Certo che gli piaccio, mi faceva i sorrisoni!”
“Forse hai ragione, ma forse è solo gentile, per scoprirlo devi parlargli”
“E se gli faccio un disegno con dei cuoricini?”

Quarta lezione
“Mamma dai questo disegno alla mamma di L che lo da a L?”
“Grande ma se lo dai direttamente tu a Lui?”
“Nooo, dai, mi vergogno, mettiglielo nello zaino!”

Quinta lezione
Sorrisoni e finalmente la Grande osa un “Ciao L”.

Sesta lezione
L ricambia con un disegno e la Grande torna a casa felicissima
Io pianifico con la consuocera a casa di chi passeremmo il prossimo Natale.

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Settima lezione
“Mamma come si chiama L di cognome?”
“Non lo so Grande”
“Chiedilo alla sua mamma dai.”

Ottava lezione
“Chiedi il numero di telefono di L.?”

Nona lezione
Si salutano, Lei gli sorride.
La Madre di L. ed io li guardiamo sghignazzanti.
Iniziano i primi dialoghi:
“Lo sai che questa è mia sorella?”
Va beh Grande, ritenta!

Decima lezione
Mentre la Madre di L ed io finiamo di asciugare la Media e la sorella minore di L i due quasi fidanzatini escono dal containatoio e iniziano a parlare.
Lui: “Sai che le lettere che ci sono nel tuo nome fanno il mio nome?”
“Sai che te sembri un cuore?”
“Sai che te sembri un fiore?”
“L, sai che mi piaci?”
“Sì, lo so. Sai che anche tu mi piaci”
Questo dialogo me lo ha raccontato emozionatissima la Grande in auto al ritorno dalla piscina.
Non so ancora quanto ci sia di vero, ma nonostante l’iniziale volubilità mi lascia ben sperare per il futuro: 10 appuntamenti prima di dichiararsi ufficialmente…!
Dite che mi sto illudendo?!
O.o

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…già ciucciata?!?

29 Apr

25 aprile, le Donnine dormono dopo la giornata intensa trascorsa a Vulandra ed il Marito ed io pensiamo a cosa poter fare nel weekend.
“Che facciamo sabato? Dai, andiamo allo zoo di Bussolengo.”
“Ma ormai ci andiamo tutti gli anni!”
“Andiamo al SolitoMare nella casa dei Nonni?”
“Ancora?! Ma no, sempre là, ci siamo stati anche a Pasqua!”
“Allora andiamo in una città; facciamo Venezia! Mettiamo la Piccola nel marsupio a zainetto e le portiamo là. Deve essere bello per loro.”
“Ma sì dai, una gita a Venezia. Se il tempo lo permette però.”
“Facciamo che sabato ci svegliamo presto che tanto queste Scimmie hanno la sveglia interna puntata alle 7 in punto e a seconda delle previsioni scegliamo dove andare”

Sabato mattina.
Come previsto sveglia alle 7 (e te pareva?!).
Consultiamo il meteo.
Bussolengo: pioggia.
Venezia: pioggia.
SolitoMare: sole con qualche nubi.
Eh va bene, vada per il SolitoMare!
In viaggio spieghiamo alle entusiaste Bambine che no, non si può fare il bagno in piscina e nemmeno in mare. No, niente costume non è ancora estate, è primavera (vogliamo chiamarla così?!) e probabilmente non ci saranno nemmeno le solite Amichette.
La Grande allora riflette:
“Papà, ma ci sono già i Pirati nel mare anche se non è estate?”
“Non ancora, non ci sono ancora abbastanza turisti da derubare o a cui tagliare la gola”
“Tagliano anche la gola?!”
“Certo, ti aprono la pancia e ti rubano anche quello che hai mangiato!”
“…già ciucciata?!”

Relazioni

4 Apr

“Mamma oggi siamo andati alle scuolementari in pulmino, ma la Media no, c’eravamo solo noi grandi”
“Sì Grande, me lo ricordo, però si dice scuola E-lementare o, ancora meglio, Scuola Primaria. Beh, com’è andata?”
“Bene, era bello. C’erano tutti i nostri amici dell’anno scorso, c’era anche Nicola…”
“Dai, Nicola! E cosa ti ha detto?”
“Non è stato tanto gentile sai, diceva sottovoce nell’orecchio di Niccolò La Grande è un culo e rideva, ma io sentivo”
“Ma proprio Ni-culo chiamava te culo?!? che brutto Grande! Non è stato per niente gentile, culo poi non è una bella parola, te lo ricordi cosa vuol dire?”
“È un modo brutto di chiamare il sedere?”
“Sì esatto. Quindi non vuol proprio dire niente quello che ti diceva, come fai a essere un sedere, sei una bimba! Ma tu ci sei rimasta male?”
“Un po’, ma l’Alice V mi ha difeso e poi…a me Nicola non piace più, siamo solo amici, ma se fa così non siamo più neanche amici!”
“Brava Grande, così si fa! E se lo fa ancora tu cosa fai?”
“Se lo fa ancora io lo spezzo in due!”
O_o

De gustibus…

26 Mar

“Bimbe, oggi si va in piscina!”
“Tzììì!”
“Sìììì”
Ebbene sì, finalmente la piscina è un luogo amato da entrambe le figlie; la Media si sta lasciando andare e riesce a divertirsi, la Grande è una sirenetta e ogni tanto riesce pure a saltare l’appuntamento fisso degli ultimi dieci minuti di lezione col wc (a quanto pare l’acqua le smuove la cacca…no comment!).
“Allora vi faccio un bel panino con la Nutella per quando uscite dall’acqua?”
“TZìììììì!!!”
“No, io non lo voglio con la nutella, non mi piace tanto”
COOOOSAAAAA?!?!
“Ah!” rispondo basita “….e allora con cosa lo vorresti Grande?”
“Col burro, lo vorrei col burro e basta”
BLEAH!
Va beh che de gustibus non disputandum est, ma il burro?!

PS: wordpress mi informa che questo è il mio 100esimo post! Auguri al blog!

Un nuovo idolo

24 Mar

Ci sono voluti mesi, ci sono voluti tentativi, ci sono volute suppliche, ci sono volute strategie e finalmente oggi la Grande dopo il pisolino ha finalmente affermato ciò che in casa ci auguravamo da tempo:
“Papà sai una cosa? A me non piace più Peter Pan!”
Finalmente!
Il suo idolo è stato soppiantato, dopo averle mostrato durante le lunghe malattie invernali film su film, la mia opera è riuscita.
Lei ha scelto il suo nuovo idolo:
“Mamma possiamo guardare Star Wars?”
“Va bene Grande, quale preferisci?”
“A me piace di più quando Dart Fener ha il casco”
Wow, una vera tradizionalista, è per la trilogia classica.
“Ah ok, allora guardiamo uno di quelli?”
“No, mi piace, però guardiamo quello dove ha ancora i ricciolini”
Ah, tradizionalista, ma mica scema! Anakin è un certo gnocco con i ricciolini!
Per l’occasione ha costruito una spada laser e si è vestita di tutto punto, ovviamente tutta in dark!

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Meglio quando adorava Peter Pan forse era?!

PS: ma lo vedo solo io o davvero i capelli della Grande hanno preso la forma del famoso casco?! O_o

Il razzismo e i bambini

21 Mar

Oggi è il 21 marzo.
Tutti sappiamo che è il primo giorno di Primavera, ma forse non tutti sanno che è anche la Giornata Internazionale contro il razzismo (o come dice Wikipedia per l’eliminazione della discriminazione razziale).
Per ricordarla e celebrarla ecco un aneddoto sull’argomento!

Europei 2012.
Decidiamo di far vedere un po’ della partita alle bimbe perché, pur non amando particolarmente il calcio, dei mondiali e degli europei abbiamo gran bei ricordi; ci fanno sentire più italiani, più uniti, sono magici.
Spieghiamo alle bimbe che quello che stanno per sentire è l’Inno d’Italia, la canzone degli Italiani e che quella squadra in azzurro è la nostra squadra.
Ed ecco che inquadrano Balotelli e la Grande chiede: “Perché è così?”
Il Marito inizia a spiegarle che lui ha la pelle così scura perché i suoi genitori ce l’hanno così, come Lei ha i capelli uguali alla Mamma, ma che il colore della sua pelle non lo rende diverso, è come tutti noi… e continua con un elogio sull’uguaglianza dei popoli.
Lei lo guarda perplessa e io capisco:
“Ehm Marito, fermo un attimo” blocco la sua filippica e rilancio “Grande, secondo te come ha la pelle la tua amica I. (compagna d’asilo di origini africane, dalla pelle color marrone chiaro)?”
Lei ci pensa un attimo, è chiaro che non si è mai posta il problema prima, poi risponde sicura: “Come la Media!”
“Ahahahah Marito, lei trovava strana la cresta bionda di Balotelli, non il colore della sua pelle!”

I bambini non hanno pregiudizi, ma sono spugne.
Vedono diverso ciò che noi gli insegniamo a notare come diverso.
Temono ciò che noi gli insegniamo, anche involontariamente, a temere e come disse il Maestro Yoda (questa Andre è per te!) “La paura conduce all’ira, l’ira all’odio e l’odio conduce alla sofferenza”.
Insegniamo ai nostri figli a rispettare e apriamo le loro menti verso la bellezza che la diversità può offrire.
Per fare ciò dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: il miglior modo per insegnare ad un bambino è agire noi stessi come vorremmo che lui agisca.
Quindi impariamo a rispettare, impariamo ad accettare, impariamo a non temere ed il Mondo allora diventerà un posto più bello.

Signorine con borsette attente a voi!

18 Mar

Annoiati da un’uggiosa e ventosa domenica pomeriggio ieri sera abbiamo deciso di portare le Bimbe a cena fuori e dove se non al McDonald’s, quello in città con quella fantastica costruzione di tre piani al suo interno?!
Tra una patatina tra i capelli, una sorpresa dell’Happy Meal volata per aria e un’avventura nella costruzione si sono fatte le 20:30.
Giubbotto, berretto sciarpa, usciamo e…
“Mamma ho la cacca!”
“Io pipì!”
Ecco, te pareva?!
Mentre il Marito va in macchina con la Piccola torno dentro con le Maggiori.
Ci stipiamo, incastrandoci a mo’ di tetris, in un bagno di un metro per uno in tre; ripeto circa 10 volte ciascuna le frasi “Media non toccare niente” e “Media non ti appoggiare al muro”, ma alla fine ce la facciamo.
Usciamo, raggiungiamo il Marito e si va verso casa!
Siamo tranquilli in auto quando:
“Guardate! Ho visto una signorina con una borsetta che passeggiava sotto la pioggia! Ma perché?!”
Attimi di panico. Cose le avevamo spiegato l’ultima volta?!
“Grande ti ricordi che una volta abbiamo parlato delle prostitute?”
Nell’abitacolo in quel momento si possono sentire quasi distintamente due rumori: il suo cervello che macina e il nostro cuore che batte un po’ più veloce del solito.
“Sì, quelle signorine che vogliono i soldini per far vedere il sederino”
Ah, ok, tutto qui! fiuuuu
“Ecco sì, quella signorina sotto la pioggia è una prostituta. Probabilmente tra un po’ si fermerà una macchina e le chiederà quanti soldini vuole per mostrare il suo sederino. Non è un bel lavoro ed è anche molto triste.”
“Ma perché deve farlo là sotto la pioggia?”
“Perché qui in Italia non si può fare quel lavoro. Se la vedono i carabinieri sgridano sia lei che il signore che le ha dato i soldini.”
“Allora dovevamo prendere il numero!”
“Che numero Grande?”
“Il numero della macchina (alias targa) così poi chiamavamo i carabinieri e lo trovavano e poi, quando vedevano quel signore che le dava i soldini, li portavano in galera!”
Hai capito la paladina della giustizia?! Attente a voi signorine con la borsetta!
😉

Quella maledetta cannuccia

6 Mar

Ieri sera ci è successa una cosa brutta.
Poteva essere una cosa orrenda, catastrofica, di quelle che ti fanno sbattere la testa al muro per il reso della tua vita, ma per fortuna è finita bene.
La protagonista è la Grande e ieri sera ha vinto una chiamata al Centro Antiveleni di Milano (a proposito, casomai vi servisse il numero è 02.66101029) e una gita al Pronto Socorso!
Ma procediamo con ordine.
Erano le 20:00, avevamo appena finito di cenare e la Grande voleva provare uno dei regali ricevuti in onore del suo compleanno: un bellissimo kit della Clementoni della serie Scienza & Gioco per fare le bolle di sapone dotato di vari accessori per farne di diversa grandezza e resistenza.
Col Papà inizia a preparare l’acqua saponata come da istruzioni: 10 ml di acqua distillata, 20 ml di detersivo per i piatti, 3 mini cucchiaini di zucchero e 3 di glicerina vecetale (in dotazione nella scatola). Il tutto avrebbe dovuto riposare una notte in un contenitore chiuso in frigo, ma la Grande e la Media volevano sperimentare subito, così abbiamo detto Loro che avrebbero potuto giocarci in bagno prima della doccia.
La Media sceglie tra gli accessori il classico cerchio, ma formato gigante, mentre la Grande sceglie la cannuccia che va inserita dentro una bolla preesistente per fargliene una all’interno.
Tutti attrezzati partiamo verso il bagno al primo piano; il corteo è guidato dal Marito seguito dalla Media e dalla Grande.
La Piccola ed io ci attardiamo un attimo in cucina, saliamo, entro in camera deposito la Piccola, mi giro verso il bagno e vedo il Marito spaventato che strappa dalle mani della Grande il contenitore con l’acqua saponata e la cannuccia e la Grande che non riesce a repirare paonazza; le si legge il terrore negli occhi.
Non ho capito quello che era successo, ma la prendo al volo, me la appoggio sul ginocchio ed effettuo la manovra di disostruzione delle vie aeree dandole 5 colpi con fuga laterale sulla schiena come mi è stato insegnato dalla croce rossa al corso di disostruzione delle prime vie aeree (Genitori, fate quel corso, è indispensabile!).
5 colpi e niente.
Altri 5 e niente.
Fa un urlo, ma continua a non riuscire a respirare.
Altri 5 e intanto il Marito, che ha capito, le dice di urlare ancora.
Urla e riesce a liberarsi e respirare.
Lei è in lacrime, spaventatissima.
Il marito mi spiega: ha bevuto il liquido saponato.
Sapeva di non doverlo fare, Lui glielo aveva appena ricordato, ma voleva fare le bolle con la cannuccia e le è venuto istintivo risucchiare, non lo ha fatto apposta, è stato naturale, spontaneo: cannuccia, risucchi.
In realtà la manovra di disostruzione in quel caso era inutile, non c’era nessun corpo estraneo solido, ma ai miei occhi Lei si stava affogando e quella era l’unica cosa che sapevo fare.
La Grande respira, ma il problema rimane: ha bevuto qualcosa di nocivo seppur in piccola quantità.
Dico al Papà di non farla bere (ricordavo che introdurre acqua può aumentare la schiuma e quindi il pericolo), ma erroneamente gli dico di farla vomitare; nel frattempo corro al piano terra e consulto il mio promemoria appuntato il cucina sulle sostanze nocive (Lo potete vedere sotto. Grazie Donna Moderna, grazie!).
Leggo di non farla bere, ok fatto, ma nemmeno vomitare perché risalendo la sostanza nociva può aumentare i danni a carico dell’esofago!
Urlo al marito di non farla vomitare, ma lui non mi sente.
Mentre chiamo il centro antiveleni, che mi tiene in attesa, mi precipito di nuovo al primo piano dove la Grande trema in lacrime cercando di vomitare, la Media la osserva spaventata e la Piccola la imita (ebbene sì, la prendeva bellamente per il culo in giro).
Blocco il Marito, ma Lei ormai vomita naturalmente.
Continua a sputare e a urlare piangendo in preda al panico “Papà, mi passerà mai questa cosa??”, “Non voglio andare in ospedale”.
Finalmente prendo la linea con l’operatore del centro antiveleni; mi risponde un uomo (non proprio gustosissmo in realtà, anzi…), parla piano e con la confusione che c’è in casa non capisco molto.
Enuncio i fatti, mi dice in malo modo che la manovra non serviva e di andare al Pronto Soccorso.
Ma va?!
Sta per riagganciare, ma lo blocco!
Insomma, siamo nel nulla qui, a più di 20 km dal primo ospedale, vorrei delucidazioni sul da farsi nell’immediato!
Mi chiede se in casa ho del Mylicon (alias Dimeticone ho poi ho scoperto all’ospedale), rispondo di no, ma che ho letto che in caso di ingestione di detersivo di alleviare i sintomi con del Malox prima di recarsi in ospedale.
Mi risponde che non serve il Malox con quel detersivo, e ripete di andare al Pronto Soccorso.
Chiamiamo i Nonni, corrono da Noi.
Rassicuriamo la Media preoccupata per la sorella maggiore, salutiamo la Piccola, prendiamo su tutti i prodotti e le istruzioni del kit con le proporzioni e andiamo al pronto soccorso.
La Grande nel frattempo continua a sputacchiare saliva, dice che sente le bollicine e le brucia la gola e un po’ la pancia, ma inizia a calmarsi.
Al Pronto Soccorso ci fanno andare in pediatria dove la dottoressa ci riconosce per il ricovero della Piccola.
Anche le infermiere mi conoscono già: una mi ha fatto compagnia durante il luuungo travaglio notturno della Grande (e ancora mi prende in giro perché continuavo a “fare l’hulaop” col bacino per farla incanalare meglio) e l’altra, oltre che essere del mio Paesino, era di turno durante la nascita della Grande (e se lo ricorda bene visto che durante le spinte le ho disintegrato la mano che mi aveva gentilmente porto).
Nota: essere riconosciute e salutate calorosamente dal personale ospedaliero pur non lavorandoci può sembrare una bella cosa, ma in realtà vuol dire che sei davvero, davvero, davvero sfigata sfortunata!
Spieghiamo cosa è successo, la visitano e auscultano per bene poi consultano il Centro Antiveleni e il responso è 80 gocce di Dimeticone, che occorre per evitare il formarsi di schiuma, e dopo un’ora sciroppo randitidina per aiutare lo stomaco.
Durante l’ora di attesa varie sono state le battute fatte alla Grande da parte di tutto il personale medico sulle conseguenze dell’ingestione di bolle di sapone come “Adesso quando sbadiglierai farai le bolle dalla bocca”, “Farai la cacca profumata”, “Attenta alle scoreggine perché ti faranno scappare delle bolle dal culetto” (a quest’ultima la Grande ci aveva pure un po’ creduto!).
Ci dimettono alle 23 circa (e solo perché la quantità ingerita era minima) con la raccomandazione di tenerla controllata durante la notte e di riportarla immediatamente in caso di difficoltà respiratorie o altri sintomi in quanto c’è il rischio che manifesti una polmonite da ab ingestis o polmonite da aspirazione (in pratica una sostanza estranea viene respirata, entra a contatto con i polmoni e li lesiona causando possibili rigonfiamenti, infiammazioni o infezioni).
La Grande viene depositata nel lettone in mezzo a Noi dove dorme serenamente (Lei, non Noi visto che ci scopriva di continuo!).
Sembra tutto a posto, abbiamo ovviamente buttato la cannuccia incriminata e ne abbiamo parlato tutti insieme a colazione; il Marito ha enunciato un po’ di situazioni apparentemente sciocche ma potenzialmente pericolose da evitare come “aprire lo shampo o altri saponi con la bocca” e la pace sembra tornata in casa, ma dietro ai sorrisi, dietro al va tutto bene, aleggia ancora la paura e oggi la Grande mentre era in bagno mi ha detto una cosa che mi ha fatto davvero tanta tenerezza.
“Sai Mamma ieri sera mi dispiaceva tanto mentre mi stavo affogando perché il Papà mi aveva appena detto di non berlo e io, anche se non ho fatto apposta, l’ho bevuto.”
“Ohh, cara… E quindi ti dispiaceva perché sembrava che non lo avessi ascoltato?”
“Sì”
Non respirava, aveva il terrore stampato in faccia, ma era triste perché pensava di aver deluso il suo Papà…

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Grande VS Mamma

1 Mar

In questi giorni la Media si è ammalata.
Ha fatto giusto in tempo a presenziare ai festeggiamenti scolastici della sorella maggiore, durante i quali al massimo ci scappava un colpo di tosse, ma nel pomeriggio è arrivata la febbre.
“Ragazze domani la Media non verrà a scuola, è malata, ma tu Grande puoi andare.”
“Nooo, dai Mamma posso rimanere a casa anche io?”
“E va bene, ma ti accontento solo perché oggi è il tuo compleanno, venerdì andrai.”
L’indomani ovviamente la scena si ripete:
“Grande, domani tu andrai a scuola, ma la Media ancora no: deve guarire per bene così da poter venire alla festa del tuo compleanno sabato.”
La Grande non ci sta e protesta vigorosamente “Io non voglio andare all’asilo senza le mie sorelle!”
Capisco il suo disappunto, ma cerco di dissuaderla, non sarà certo la prima né l’ultima volta che affrontano le cose separatamente “Ma l’anno prossimo come farai? Tu andrai in una scuola e la Media in un’altra.”
La Grande, con tono supponente, un tono da se proprio non ci arrivi da sola te lo spiego, mi risponde “E infatti l’anno prossimo sarò più grande!”
Ma io non ci sto, le sfide di dialettica con la prole per una maestrina inside testarda combattente come me sono troppo allettanti e rilancio utilizzando il suo stesso tono di voce convinta di metterla a tappeto “E scusa e l’anno scorso che tu andavi in una scuola e Lei in un’altra?”
Lei mi guarda con quello sguardo di chi sa di aver già la vittoria in pugno “E infatti l’anno scorso ero più piccola e non capivo!”
Sfida di dialettica: Grande VS Mamma 1-0!

5 anni

27 Feb

Ricordo, ricordo…
Ricordo una coccinella.
Coccinella, sai era così che il Papà mi chiamava, era il mio nomignolo, il nostro simbolo e per riconquistarmi me ne regalò anche una piccolina luccicante di Swarovski.
5 anni fa, mentre aspettavo che l’induzione facesse il suo dovere facendo partire il travaglio, una piccola coccinella era là con Noi in quella stanza di ospedale e lo trovai di ottimo auspicio.
Farti nascere non è stato facile, è stato lungo, doloroso (l’induzione è davvero una brutta roba!), ma non abbiamo mai perso la carica: presto saresti stata tra le nostre braccia.
Ricordo che ero sveglia da 24 ore, le contrazioni erano forti, ogni 10 minuti, e tra l’una e l’altra mi addormentavo, vaneggiavo con l’ostetrica, sognavo.
Poi finalmente verso le 9:30 era arrivato il momento di spingere; il Papà mi incitava tantissimo, mi sosteneva, faceva il tifo stupito dalla mia forza.
E poi sei nata, erano le 12:56, ti vedevo la più bella bambina del mondo, ma riguardando le foto ora…beh…bella bella non lo eri con quella testa a punta!
Nel momento in cui ti ho stretto sapevo esattamente cosa fare, tu eri mia, ma soprattutto io ero tua. È stato come ritrovarsi, ci conoscevamo già da qualche parte, ci stavamo solo aspettando.

Ricordo quando avevi 1 anno e mezzo, il tuo caratterino, la tua vocina, la tua indipendenza.
Avevi un modo bellissimo di riferirti a noi genitori: dicevi sempre “PapàMamma” così, tutto attaccato, pronunciato velocemente, come fossimo un’unica entità impossibile da scindere.
Ricordo la prima volta che mi hai detto ti voglio bene: eri nel lettone a fare il pisolino con me perché io ero incinta della Media e avevo deciso di riposare con te. Di solito non eri molto coccolona, preferivi il tuo letto, ma quel giorno mi abbracciasti e con la tua vocina dicesti “Io bene Mamma”.

E ora guardati, 5 anni!
Mi dici “Mamma, no, no e NO! Ho detto no!”
Balli come una signorina, ma senza malizia.
Ti piace truccarti (leggi scarabocchiarti) e travestirti.
Il prossimo anno andrai a scuola e dici che hai voglia di imparare a leggere così racconterai tu le storie alle tue sorelle, ma so che questa cosa ti piace perché vorrà dire che tu lo saprai fare e loro no.
Vuoi bene ai tuoi amici, ti affezioni, ma non hai ancora Amiche vere, un po’ perché tanto a casa ci sono le tue sorelle un po’ perché se una bimba ti fa un torto non dimentichi in fretta.
Fai la dura, ma hai tanto bisogno di conferme, di sentirti unica e speciale.
Dici che ti piace avere due sorelle, addirittura a volte ne chiedi un’altra, ma non ti piace quando la Media ti copia.
Sei la nostra Grande, sei colei che ci ha fatto scoprire quanto è bello essere genitori e quanto grande può essere l’Amore.
Buon Compleanno A.

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Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

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