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Il Negozietto interessante

5 Set

Sono giorni intensi: acquisti per le nuove scuole e riunioni si intrecciano a lavori nella Casetta Verde e acquisti per la casa.
Non c’è molto tempo per sé e purtroppo nemmeno per giocare con le Donnine che si ritrovano due genitori sempre presi da questo o quel lavoro o, quando va bene, stanchi morti.
Le Maggiori in preda alla noia pura, stanche di sentirsi rispondere “Ora non riesco” e “Aspetta un attimo” si sono cimentate in un’attività tutta loro: il Negozietto interessante!
Perdono intere giornate in un banchetto sistemato in fondo al giardino (ancora da sistemare!), al di là della giungla e propongono ai tre passanti in croce di acquistare braccialetti (usati) o di colorare disegni (fatti dalla Grande).

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In realtà i Negozietti sarebbero due, quello della Media ha la sua sede sotto al porticato, ma il più delle volte la Media si assenta per aggregarsi alla Sorellona.

Hanno anche preteso, come ogni attività che si rispetti, un’insegna.
E il Marito, che è uno preciso, ha fatto le cose seriamente: gliel’ha fatta al computer e plastificata.

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Ogni mattina dopo la colazione salutano dicendo “Vado a lavorare” e occupano le loro postazioni.
E che non lo si definisca un gioco, mi raccomando!
La ZiaTeen oggi infatti all’ora di pranzo ha commesso questo errore dicendo “Grande è quasi ora di pranzo, se vuoi vai subito a giocare dal Negozietto Interessante che poi devi mangiare” e la Grande l’ha fulminata con lo sguardo rispondendole: “Zia guarda che non è mica un gioco, è un lavoro vero!”

Sono fermamente convinte che la loro attività sarà un successo e hanno preparato anche piccoli fogli di carta definiti scontrini da rilasciare al momento dell’acquisto.
Così ogni giorno durante i pasti la domanda che rivolgiamo Loro è sempre la stessa: “Allora com’è andata al Negozietto Interessante stamattina? Qualcuno ha comprato?”
Generalmente la risposta è “No, non hanno comprato”, ma oggi all’ora di pranzo c’è stato un cambiamento:
“Sì!” ha esclamato la Grande contenta.
“Davvero?!?! Cosa??” rispondiamo esterrefatti il Marito ed io.
“La Media ha comprato qualcosa da me e io da lei, ma senza soldi eh, solo con gli scontrini.”
🙂

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Scene di ordinaria… gelosia!

7 Ago

Ore 7:20.
La Media chiama.
Stranamente non c’ha pipìììì/cacca (già fatte alle 4:10, stanotte), ma “Non voGLio più sstale a Nanna!”.
La Grande si associa e la Piccola si unisce al coro al suon di “Ppapàààà!”.
Il Marito non c’è, si è dovuto alzare all’alba per lavoro e io speravo di pelandreggiare almeno fino alle 7:45!

Pelandreggiare [pé-lan-drég-gia-re] v. intr. [io pelandreggio, tu pelandreggi ecc. ; aus. avere] 1 (fam.) propensione al riposo, scarsa volontà di agire
2 (fam.) avere poco desiderio di fare qualcosa preferendo dormire ⇒ Dal Maritese, deriv. di pelandra. ■ SIN. oziare, poltrire, poltroneggiare; bighellonare, vagabondare, trastullarsi, ciondolare CONTR. ingegnerizzarsi, lavorare, operare, agire, affannarsi
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2013)

Tento con la solita tecnica: fingo di non sentire.
Non funziona (ma ora che ci penso… ha mai funzionato?!).
Prendo il baby talk, premo Talk e dico Loro: “Ragazze Papà non c’è, venite un po’ qui, ci facciamo un po’ di coccoline”
Mi alzo, vado nella Loro cameretta e tolgo la Piccola, contrariata dalla non presenza paterna, dal lettino.
Torno nel lettone con tre rimorchi al seguito.
La Media si distende per prima e si mette alla mia sinistra, mentra la Piccola si arrampica sul lettone e si butta su di me a peso morto.
Mentre ci sbaciucchiamo e abbracciamo arriva la Grande; per ultima perché stava rassettando il suo letto.
Ci guarda, sale sul lettone e si posiziona nei 15-20 centimetri di distanza tra me e la Media, lamentandosi a più riprese di essere stata schiacciata ora da Una ora dall’Altra sorella.
Mi abbraccia escludendo la Media.
Ricambio l’abbraccio includendo anche la Sorella in seconda fila e la Grande si mostra palesemente infastidita.
Tento di smorzare l’acidità della Primogenita dandole il ruolo di principale coccolatrice dicendole:
“Guarda la Media, vuole proprio le tue coccole. Dalle un bacino…”
“No!” Risponde tutta seria
“Ma guardala, sembra un dolciume!” continuo io.
Lei ora ride, con quel suo sorriso da brighella e risponde:
“Non è un dolciume è un pattume

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Hula Hoop

21 Lug

Alla Casetta Verde è ora di pranzo.
Ovviamente il solito pranzo freddo (e per fortuna che siamo in estate!) perché la cucina ancora non si vede!
Il menù del giorno per i genitori prevede tonno, fagioli, cipolla tropea, pomodorini, valeriana e pecorino; la variante Donnine invece non include cipolla e valeriana perché in genere “Mamma, non mi piace la cipolla! Picca” (Indipendentemente dal fatto che picchi davvero o meno, la frase è standard) e “Bleah l’insalata!“.
Ovviamente i suddetti alimenti, di solito non graditi, quando presenti nei piatti altrui destano un enorme attrattiva: “Mamma voglio anche io le foglioline e la cipolla!”.
Uniformati i menù l’effetto è stato il seguente:
La Piccola ha assaggiato cipolla e valeriana e le ha bella mente sputate.
La Media ha mangiato volentieri (coi suoi tempi eh!) la valeriano e sputato la cipolla (che comunque non piccava).
La Grande ha mangiato la valeriana elogiandone la bontà e piluccato la cipolla.
E con la cipolla restante?
Beh, ci si può sempre divertire!

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Gli strani effetti della “bua”

16 Lug

Solitomare, ore 20:00 circa.
Le Donne di casa si stanno godendo un weekend lungo aprofittando della cucina presente (dettaglio non da poco vista la sua assenza nella Casetta Verde!) nella casa marittima dei Nonni delle calde temperature.
Sono sedute a tavola a cenare.
Sedute dalle 19:15.
La Madre, mentre cerca di spegnere l’entusiasmo della Piccola che ha deciso di pulire tuuuutto il tavolo con l’acqua del suo bicchiere, osserva i piatti delle Figlie Maggiori: ancora praticamente colmi!
Inizia a manifestare una evidente leggera irritazione ed esorta i bradipi le Figlie sedute (senza alcun ordine di simmetria, nè di logica di età) al suo fianco:
“Dai Ragazze, su! Per favore, possiamo fare più in fretta?! Media prendi in mano la forchetta almeno! E tu Grande, guarda, hai ancora il piatto quasi pieno!”
“Oh Mamma, non riesco ad andare veloce eh!” le risponde con quel piglio che sa sempre meno di bambina e sempre più di avvocato ragazzina (5 anni e mezzo… ma l’adolescenza?! O.O)
“Mi fanno male ai denti perché c’ho la bua qui sotto al mento dove sono caduta!” esclama indicando l’enorme livido che le si è formanto sotto al mento.

La notte scorsa alle 2 circa infatti un enorme urlo ha squarciato il silenzio.
Era la Grande che piangeva disperata perché cadendo dal letto aveva pesantemente sbattuto il mento.
La prova la si poteva chiaramente notare anche nella penombra della camera: sotto il mento stava prendendo forma un enorme bernoccolo!
“Ah già, scusa Grande, mi ero scordata! Vai pure con la tua velocità, ma mangia tutto.”

La Media ovviamente deve dire la sua (è capricorno, lo avevo già detto?!):
“Anche a me mi fanno un pochino male i denti perché c’ho una bua qui” sbirciando sotto alla tovaglia e indicando un punto imprecisato “sotto al piede!
-.-

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(Pas) secret

7 Lug

Tra le doti della Grande non figura di sicuro la riservatezza.
Acquistando un regalo in sua compagnia si può tranquillamente evitare di incartarlo tanto il diretto interessato avrà il piacere di scoprire cosa contiene molto prima di scartarlo.
Fino ad oggi i vari tentativi atti a eliminare l’inconveniente sono stati vani.

Abbiamo tentato con la spiegazione base: “Non si dice cosa contiene il regalo, deve scoprirlo il festeggiato!”

Con la semplice promessa: “Ok, ti dico cosa abbiamo comprato per Papà, ma prometti che questa volta non glielo dici?”

In ultimo abbiamo giocato anche la subdola carta del bluff per metterla alla prova: “Gli abbiamo regalato un bel profumo” (indicando un pacco contenente palesemente un maglione…)

Questa volta il Marito ha deciso di ritentare, in fondo ormai ha 5 anni e mezzo:
“Ho preso il regalo alla Mamma, ti dico cos’è, ma ricordati: se lo spifferi togli il bello della sorpresa che rende il regalo ancora più bello!”

Sembrava funzionasse.
Mancava un giorno solamente.
Poi…
Poi ieri sera gli occhietti si fanno furbetti, ride, si guarda intorno.
Il Marito e le Sorelle minori sono fuori, si avvicina.
“Sai cosa c’è?” mi svela tutto d’un fiato bisbigliando “È una macchina che attacca le cose al fogli!”
“Cosa?!”
Si guarda le spalle e ripete:
“Il tuo regalo, é una macchina che attacca le figure ai fogli! Ih ih ih”
Poi scappa fuori verso il Marito e, forse per liberarsi la coscienza, gli confida:
“Ho detto il regalo alla Mamma IH IH IH!”

Niente da fare, sarà anche Svizzerotta inside per l’Ammmmmore verso il burro, ma dai suoi avi Elvetici non ha certamente ereditato la discrezione!

Vicini avvisati…

2 Lug

La Grande non ha mai legato molto con i bambini qui nel Paesello.
Ovviamente mai fino ad ora, quando il trasloco è alle porte!
Lei è la Media hanno infatti scoperto quanto è bello giocare con la vicina di casa A che ha 8 anni, quasi 9.
È una bambina molto gentile ed educata: non urla, non si arrabbia e, forse perché sa di essere la più grande e preferisce accontentarle, fatica a dire No alle mie Figlie.
Negli anni scorsi la differenza di età si faceva troppo sentire, ma quest’anno A ha, malauguratamente per se stessa, deciso che le interessava giocare con le Vicine cozze moleste più piccole (?!).
Ogni momento libero, indipendentemente dall’orario, le suddette Vicine cozze moleste più piccole corrono verso il confine gridando il nome della sfortunata vicina.
Il primo giorno sicuramente ne sarà stata felice.
Il secondo lusingata.
Il terzo rassegnata.
Il quarto avrà tentato in tutti i modo di convincere i genitori che un cambio di residenza non era poi così male come idea.
Il quinto avrà giocato la carta del “Ma quando partiamo per le vacanze?!”
Il sesto si è arresa.
Ogni giorno viene risucchiata nel vortice della Grande e della Media e a sua volta le invita a casa propria.
Beh, le invita… Diciamo che acconsente dopo un pressing da interrogatorio tenuto rigorosamente, senza rispetto per gli altrui spazi vitali, a 2 cm di distanza dal suo volto.
“Giochiamo da te o da me?”
“Mah come vuoi”
“Vuoi che vengo a casa tua?”
“Grande deve essere lei a chiamarti a casa sua, poi tu è meglio che resti qui oggi così giocate anche con le tue sorelle”
“Ma viene anche la Media!”
L’ammaliatrice, coinvolgendo anche la famiglia di A, è riuscita anche a rimediare un invito a cena per Lei è la Sorella di mezzo!

Futuri vicini della VivaceCittadinaTerremotata, siete avvisati: state alla larga da Quelle Due!
😉

Mal comune…

12 Giu

Domenica mattina.
È il nostro primo vero weekend estiveggiante al Solitomare.
Il primo in cui le ho dovute incremare, in cui poter andare a prendere l’ombrellone al Solitobagno, in cui ritrovare i compagni d’estate.
Insomma è arrivato il momento della prova costume!

Tutti insieme ci stiamo incamminando verso la Spiaggia: io spingo il passeggino con la Piccola e davanti a me ci sono il Marito con due tubetti di crema ambulanti la Grande e la Media.
La loro pelle scintilla per la crema non ancora totalmente assorbita.
La Grande tiene il Marito per mano, la Media si è arresa, non è più abituata a camminare per lunghi tragitti e ha lamentato un dolore alla pancia così il Marito l’ha caricata in groppa.

Mano a mano che ci si avvicina al Solitobagno la tensione per la prova costume inizia a farsi sentire.
Io ormai ostento la mia pancetta abbastanza serenamente: alcuni a volte, specie dopo i pasti, osano chiedermi se aspetto un quarto figlio in verità, ma basta una simpatica occhiataccia occhiata per chiarire ogni dubbio.
Poi ho pur sempre la giustificazione dai: ho tre figlie!
Il Marito a volte tenta di rubarmi la scusa attribuendo la sua pancetta alla tripla paternità: insomma se uno ha un’attività e tre figlie mica ha tempo di andare in palestra!
…o no?
Ma ora la pancetta è bella in evidenza grazie al tipico pallore invernale.
Inoltre aver sistemato il ville petto non ha aiutato: è ancor più accentuata!
Il Marito verbalizza le sue insicurezze, ma niente paura, la Grande prontamente, con tono deciso, lo rassicura:
“Papà non rimanerci male per la tua pancetta! Alla fine tutti i Papà ce l’hanno come te!”
Ah beh, allora…

Festeggiando

7 Giu

Ieri c’è stata la festa di fine anno alla scuola dell’infanzia delle Maggiori.
La prima per la Media che frequenta il primo anno, ma anche la prima per la Grande!
Durante il suo primo anno infatti eravamo in vacanza, e nel secondo… beh, l’anno scorso c’è stato il terremoto.
I Bambini hanno recitato Il Mago di Oz.
La Grande, carica come una mina, era Dorothy Gale (dal Kansas eh!).

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La Media faceva parte del popolo dei Ghiottoni.
Si deve essere immedesimata davvero molto nel ruolo perché durante il buffet finale continuava ad attingere dal vassoio delle pizzette O.o!

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A seguire i Bambini si sono cimentati in un percorso atletico a coppie con tanto di telecronaca degna di Bruno Pizzul.
Ma roba seria: slalom veloce tra gli ostacoli, saltelli nei cerchi, rotolate a terra, passaggi a terra di palla, tentativi di passaggi aerei e i temutissimi, raso terra altissimi ostacoli da saltare!

Poi per ultimo il momento tanto atteso. Quello per cui il Marito ed io ci emozionavamo al sol pensiero.
Quello che ogni genitore sogna per il proprio figlio: la consegna del diploma!

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Ho pianto ragionevolmente poco tutto sommato anche perché avevo già dato a casa.

È grande davvero!
Ricordo il primo giorno, quando la fotografai con i leggins a righe e la giacca a vento viola.
Tre anni di scuola dell’infanzia.
E ora è una signorina e il prossimo anno ci aspetta la Scuola Primaria.

A incrementare il momento lacrimoso tanti pensieri.
Questo è stato l’unico anno in cui sono state nella stessa sezione.

L’unico anno insieme.

Ed il prossimo tutto sarà diverso: il paese, le scuole, gli amichetti, la casa…

Crescono ogni giorno di più, le cose cambiano e con esse i Loro bisogni.
Noi Le osserviamo a volte stremati, a volte affascinati.

È strano essere Genitore.
Vi sono attimi in cui vorresti vederle grandi, sapere cosa diventeranno, chi ameranno.
Altri in cui vorresti congelare il tempo, averle sempre così, bambine.

Scherzetti in par condicio

27 Mag

Sera, post doccia.
Noi donne siamo tutte in camera, ci stiamo pigiamando, mentre il Marito va e viene dal bagno.
La Grande ha uno sguardo furbetto, ne sta pensando una, non c’è dubbio!
Infatti si avvicina, sempre ridacchiando, di quel riso incontenibile, che trabocca dagli occhi, tira tutto il viso e lascia la bocca dischiusa lasciando intravedere la sua agenesia dentale.
“Mamma, mamma ho un’idea!” mi dice sottovoce
“Dimmi Grande, che idea?”
“Fai uno scherzo al Papà! Un giorno nel cellulare scrivi Sei bellissima e poi dici davanti a Papà: Ma chi me lo ha scritto, mah? mah? Chi me lo avrà scritto? IH IH IH IH IH”
“Ah, che bello scherzetto, va bene dai, lo faremo!”
Poi zompetta verso il bagno dove c’è il Marito.
Sta ancora ridacchiando e lascia dietro di sè una scia di IH IH IH IH.
Dalla camera la sento bisbigliare:
“Papà, papà, ho un’idea!”
“Che idea Grande?”
“Un giorno scrivi nel cellulare Sei bellissimo e poi dici alla Mamma: Ma chi me lo avrà scritto? Mah? IH IH IH IH IH”
Malefica la Donnina…

Interessanti perle

24 Mag

È un venerdì mattina come tanti.
Beh, non proprio come tanti: stanotte la Media ha bagnato il letto e anche la Piccola nonostante il pannolone.
Maledetta prima anguria della stagione!
Con la Grande abbiamo giocato d’anticipo: l’abbiamo accompagnata dormiente in bagno.
Il tutto è stato accompagnato da un melodioso concerto le cui voci principali erano il COF COF alternato, pressoché continuo della Grande e della Media e il FIUUUUUU del vento fortissimo che soffiava all’esterno.
“Niente scuola oggi, troppa tosse” è stato il verdetto genitoriale stamattina al risveglio.
Data la mancanza di orari da rispettare e la rocambolesca nottata noi Donne di casa ce la siamo presa comoda: salutato il Marito ci siamo concesse una colazione lenta e rilassata, con tanto di musica in sottofondo.
Il clima disteso, la sonnolenza e la musica a cui aimè non siamo abituate (con tre bimbe in casa la miglior musica a volte è il silenzio!) hanno contribuito alla manifestazione di forme di delirio interessanti perle.

La Media.
“Mamma, quetzta canzone è un po’ tliste e un po’ felitze quiddi si fa cotzì”
e utilizzando la mimica facciale ha iniziato a simulare, alternandoli rapidamente, prima un sorriso poi un volto triste, poi ancora un sorriso e un volto triste.
Buffissima!

La Grande
“Grande stai bevendo il tuo latte?”
“No, ma sto ballando il naso” allargando e stringendo le narici a tempo di musica.
O.o

Con un inizio così non si può che ritrovare il sorriso!
Buon venerdì a tutti!

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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