Tag Archives: casa

La Casetta Verde

2 Ago

Agosto.
Erano 28 anni che i miei agosto li trascorrevo al Solitomare.
Ora di anni ne ho 29.
La Casetta Verde ora ha bisogno di noi e noi di Lei.
Esploriamo la VivaceCittadinaTerremotata sentendoci un po’ ospiti, un po’ a casa.
Passeggiamo per la nostra via elargendo sorrisi amichevoli e ripetendo “Buongiorno”, “Buon pomeriggio” e “Buonasera” a qualsiasi abitante (ahhhh, ecco da chi hanno preso le Donnine!).

Se sei un passante o semplicemente stai aprendo le imposte di casa proprio durante il nostro passaggio se oltre al canonico saluto di risposta temporeggi o ci sorridi, attento!
Rischi l’abbordaggio!

Ripetiamo a estranei, per nulla interessati, “Ci siamo appena trasferiti. Abitiamo là in fondo alla via, nella Casa(etta) Verde“.
E dirlo ha un suono così dolce che è difficile smettere.
Sa di Noi, sa di Casa!

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Ode al caro Uccellino

16 Apr

Attenzione, questo post potrebbe causare voltastomaco!

Caro uccellino,
tu che volavi alto e libero nel cielo.
Tu che iniziavi ad assaporare
l’aria di questa tardiva primavera.
Tu che probabilmente in preda agli ormoni
hai perso la giusta via.
Tu che ti sei ritrovato a precipitare
in un oscuro, lungo, stretto buco nero.
Tu che hai provato ad uscire senza riuscirvi
grattando le pareti di quel lungo e stretto tunnel.
Tu che non trovando via d’uscita
ti sei arreso
e il tuo armonioso corpicino si è trasformato:
da vita in un’altra trentina di vite.
Piccole, bianche, striscianti, viscide, elastiche.
Così striscianti ed elastiche
da poter passare sotto ad un battiscopa.
Così bianche da non poter passare inosservate.

Oh mio caro uccellino,

ma proprio nella canna fumaria
dentro al muro del mio salotto dovevi precipitare?!
Nella prossima vita comprati un GPS!

Casa dolce casa (?)

6 Nov

Siamo tornate a casa!
Dobbiamo continuare con gli aerosol e l’antibiotico, ma siamo a casa!
Siamo arrivate ieri alle 16, appena entrate in casa le Maggiori si sono svegliate e giustamente volevano ognuna la sua dose di attenzioni.
“Ok, aspet”
“Va bene, la merenda, ma dev”
“Do la medicina alla Piccola e arriv”

Insomma non riuscivo a dire e fare una cosa che venivo prontamente interrotta.
Anche Scarli ha dimostrato tutto il suo affetto arrampicandosi su per la mia gamba “AHHH! Le sono ricresciute le unghie! Che ti venisse!” e mordendomi tutta la mano (ma un normale gatto che si struscia no eh?!).
Fatta anche la Parmigiana di Verdure di Marco Bianchi (Tesoro salviamo i ragazzi) con grandi soddisfazioni: “Ma no questa pappa! Mi fa schifo!”, “Ta chito Mamma!” (poi però hanno cambiato idea assaggiandola, dai ;-)).
Finalmente arrivano le 21:30, sono a Nanna, finalmente mi godrò un bel telefilm col Maritino sul divano.
Fingo di non vedere la montagna di panni da lavare (e per fortuna che la mia Mamma e il Maritino mi hanno aiutato, se no mi sa che più che una montagna ci sarebbe stata una vera e propria catena montuosa!) e finalmente… “Mammaaaaaa! Rono giuttata male!”
Ok, respira, spingo talk nelle radioline (quante scale mi ha risparmiato quel tasto!) “Media aggiustati e dormi, è ora di Nanna, sogni d’oro!”
Bene, cosa guardiamo? Mentalist? CSI?
“Mammaaaaaa! Ho caldo!”
talk e risponde il Papà “Togli i pantaloni del pigiama”
Dai facciamo CSI New York, abbiamo 2 puntate (Grazie My Sky, grazie), tanto so già che la seconda me la dormirò.
“Papàààààà, ho ancora caldo!”
Respira, inspira, respira, inspira, sono emozionate, siamo tornate a casa, sono da capire, talk “Grande, scopriti allora. Vedrai che appena ti metti calma ti passa”
Ovviamente sono serviti altri 5 richiami con talk e un bel “Adesso basta! Fate la Nanna!” urlato lungo le scale prima di riuscire a vedere CSI, ma ce l’abbiamo fatta (io ovviamente durante la seconda puntata ero già nel mondo dei sogni).
La Piccola ha anche dormito tutta notte, sono riuscita a darle l’antibiotico senza svegliarla, peccato che sia tarata con gli orari dell’ospedale e alle 6:30 si sia svegliata col pannolino pieno zeppo.
E non di pipì.
Buongiorno!

Vivere in campagna

19 Ott

A quanto pare io non ho mezze misure.
Nessun figlio e poi 3 tutte vicine.
Quando leggo un libro lo devo leggere tutto in un soffio.
Per fare le pulizie mi serve una mattinata intera senza Pupe, se no non ha senso farle a metà durante i loro riposini, piuttosto è meglio chiamare qualcuno che le fa per te in tutta calma ;-).
Nella mia vita ho vissuto fino ai 19 anni in un paesino di 1200 abitanti, in piena Pianura Padana, circondato da campagna, città più vicina 34 km; finito il liceo 4 anni a Milano.
Come ho detto ieri nei primi periodi la città era fantastica, dalle stalle alle stelle.
Raggiungere il cinema a piedi mi sembrava un sogno.
Il Mc Donald dietro l’angolo mi chiamava con voce suadente.
L’automobile non era più un appendice indivisibile dal mio corpo.
Successivamente però ho iniziato a sentire la mancanza degli sguardi amici per strada, del fornaio che ti chiama per nome, anzi soprannome, con cui scambiare 4 chiacchiere e così mio Marito ed io abbiamo deciso che crescere dei figli sarebbe stato più facile nei nostri paesi d’origine, vicino ai Nonni, agli Amici di una vita.
Maledettaquellavolta!
Qui c’è l’imbarazzo della scelta, nel senso che sei in imbarazzo quando devi scegliere perché non hai nessuna scelta!
Scuole? Prima del terremoto fino alle elementari (con multi-classe eh!) poi vattele a cercare altrove.
Piscina? Ma va!
Palestra? C’è! Si può seguire un ottimo corso di ginnastica dolce (facile immaginare l’età media).
Treno? Non pervenuto.
Ai tempi i 18 anni erano un traguardo, la patente l’obiettivo della vita, il biglietto per la libertà.
Una volta dotata di automobile il mio paese non mi sembrava poi così male, in fondo in 60 minuti potevi raggiungere 5 città bellissime; in mezzora arrivavi in qualsiasi discoteca, insomma era l’ombelico del mondo, ci si poteva stare!
Un’ora di auto con le amiche passava in un soffio, ma oggi con me ci sono Loro:
Quanto manca?
Dove andiamo?
UUUEEEEEEEE!!!
Ho la pipì!
C’ho cacca io!
Vollo acqua!
Ogni spostamento richiede un’organizzazione che aumenta esponenzialmente con i km da percorrere.
Bisogna programmare soste e avere salviette sempre a portata di mano perché la cacca quando arriva arriva (come il Natale!) e non puoi mica essere troppo schizzinosa (quante aiuole hanno concimato…).
Per il pediatra? 15 km (già al giorno d’oggi le visite a domicilio sono un miraggio, con 15 km figurarsi!).
La Maestra della scuola dell’infanzia non ti piace? Pazienza, c’è solo quella!
Non vuoi che le tue figlie siano nella stessa sezione? Sezione? What is sezione? Sorry, I don’t understand this word.
Insomma noi viviamo qui dove tanto per gradire è anche venuto il terremoto.
Internet è la porta sul mondo, fortuna che l’anno scorso è arrivata l’adsl…
Come dici Marito Adorato?? A noi non serve?!?

PS: ringrazio l’adsl dei miei genitori che ogni tanto, credo spinta da pietà nei miei confronti, si fa agganciare anche da casa nostra!

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

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Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

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Blog di cucina di Aria

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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1000 Awesome Things

A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

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