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11

31 Ott

A quanto pare 11 non è un gran numero per la Piccola, diciamo pure che le porta proprio sfiga!
11 mesi e ieri déjà vu, come quando aveva solo 11 giorni un raffreddore in meno di 3 ore e nonostante 4 aerosol e il cortisone diventa “Corri corri all’ospedale che quasi non respira!”.
E così eccoci qua all’ospedale in piena fase di bombardamento chimico, medicinali ai massimi dosaggi e avanti tutta; scrivo dal cellulare (che ovviamente prende solo vicino alla finestra!) mentre lei dorme, con le orecchie puntate verso il suo respiro.
Ci sono infermiere dolcissime, fatine sorridenti, che si affacciano in punta di piedi ed elefanti che entrano incuranti dei ritmi di un bambino: alle 15:30 hanno il loro giro, che importa se dorme, che importa se stanotte ha fatto fatica a chiudere gli occhietti perché la luce delle camere ospedaliere a Lei, che è abituata ad addormentarsi al buio e nel suo letto, dava fastidio.
A gran voce criticano la scelta del passato di verdure per la sua cena perché ha già 11 mesi! (a parte che ha 2 denti fuori e 2 appena accennati, preferisco che qui in un posto diverso abbia un pasto semplice che sicuramente apprezza, poi per il resto assaggerà dal mio piatto e poi soprattutto sono o non sono ancora IO la Madre?!)
Stamane le Maggiori sono andate a Scuola “truccate” da streghe, il Papà con i miei trucchi (“Ma Amore cosa hai usato per truccarle?” “I tuoi trucchi!” “COSA?!?”) ha disegnato loro le occhiaie e le ha vestite di nero con abbinamenti improbabili e Noi siamo qui.
Almeno siamo più tranquilli, qui la controllano, però Piccola ti prego, guarisci in fretta e per favore smettila di farci prendere questi spaventi!

Promemoria: ricordarsi di prenotare un posto letto in una camera sterile posta in un monastero di clausura in un luogo dal clima mitigato tutto l’anno da utilizzare dagli 11 anni della Piccola fino al compimento dei 12. Non si sa mai che la maledizione dell’11 voglia colpirla ancora!

Bzzzzzzzzzzzz

7 Ott

Se avessimo una segreteria telefonica potrebbe recitare il seguente messaggio: “Ciao, siamo momentaneamente NON INFLUENZATI, quindi abbiamo approfittato di questa gentile concessione del nostro organismo per uscire! Lasciate un messaggio dopo il bip!”
Madre, che sarei io, con dermatite allergica che si manifesta soprattutto nelle mani con un prurito allucinante e desquamazione dopo 1 cucchiaino di Nutella (mi chiedo perché non esista un’allergia ai broccoli…) e padre ex asmatico.
Oltretutto abbiamo voluto sfidare la sorte: abbiamo fatto nascere le nostre figlie in inverno inoltrato e come dice la pediatra “Se i soggetti broncolabili respirano con la bocca aria fredda si scatena il broncospasmo!” (nota bene: per la nostra pediatra “aria fredda” si intende dai 18°C in giù…).
Con la Grande ci era andata bene, ci eravamo illusi fosse forte visto che il primo raffreddore è arrivato a 9 mesi e mezzo; frequentato il nido ha iniziato ad ammalarsi un po’ di più, ma si sa, i dottori ti avvisano, il primo anno di scuola c’è la sindrome da asilo: sani il lunedì e martedì, mercoledì così così e malati dal giovedì alla domenica.
Poi nasce la seconda, per noi oggi la Media, e credi che nessuna ansia ti sfiorerà, sei preparata a tutto, ne hai già una, mica pizza e fichi, mica sono una novellina!
E invece no, perché Lei si ammala a 15 giorni di vita (ma come??? Le do solo il mio latte! Non era ricco di anticorpi bla bla bla, se allatti non si ammaleranno mai bla bla bla?!) e la pediatra, che è anche omeopata e tende a rimandare il più possibile le cure pesanti, le somministra antibiotico e cortisone, così senza pensarci 2 volte!
Da allora il cortisone nelle sue varie forme (già molto amato nella forma cremosa per le mani della suddetta) è entrato a far parte dei medicinali must have della casa.
Ai tempi per lo meno qualche raffreddore riusciva a rimanere tale, solo gocciolamento di naso e niente di più, la candela tipica dei bambini per intenderci!
Poi è arrivata Lei, la Piccola, ha voluto battere ogni record.
Ha voluto annientare ogni barlume di sicurezza materna in materia di malattie e uso dei farmaci in età pediatrica.
Ha voluto prepotentemente imporre la sua presenza del tipo “Che vi credevate, che essendo la terza e sempre femmina sarebbe stato più facile? EH?! Credete di potermi smollare là su quella sdraietta e non considerarmi fino alla prossima poppata o cambio pannolino?! No, no, no miei cari genitori! Io mi becco una bella BRONCHIOLITE (bronco-che?!?!) a, udite udite siori e siore, 11 giorni di vita!” (giubilo dei suoi fans e jingle finale del Guinness World Record di quando viene battuto il record in carica).
E quindi? Ricovero in neonatologia per 4 giorni dove mi daranno un’ottima notizia “Signora, ora la bimba sta bene, ma spesso gli episodi di bronchiolite nei bimbi così piccoli li rendono broncolabili, sarà il suo tallone d’Achille”
Tradotto significa un inverno di aerosol no stop e un legame sempre più intimo e profondo col cortisone (sia per Lei che per me ovviamente, perché le dermatiti allergiche insorgono maggiormente nei periodi di stress e vedere che la tua micro figlia fa fatica a respirare nuoce notevolmente al benessere).
Voi direte,”Beh, almeno hanno passato i 4 mesi estivi sane dai, di che ti lamenti?”
Eh no miei cari, no no, anche a metà luglio e a ferragosto si sono ammalate! Tanto per non farmi perdere l’allenamento, per ricordarmi che se volevo figlie sane dovevo utilizzare un ovulo di qualcun’altra e il seme non parliamone neppure, perché dal patrimonio genetico, non si scappa!
A proposito, sentite il brusio dell’aerosol in sottofondo?

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Facilmente influenzabili?

6 Ott

Il modo migliore per fare un aerosol ad un bimbo è abbinarlo a qualcosa che gli piaccia e cosa c’è di più allettante di un cartone animato?
L’inverno scorso Pippi Calzelunghe era la scelta più ricorrente (un grazie di cuore a DeaKids che la trasmetteva più o meno a tutte le ore!), ma quest’anno ci siamo evoluti: scegliamo DVD Disney.
Mentre l’anno scorso dovevo stare attenta che non provassero a riprodurre le strampalate imprese di Pippi quest’anno corrono in tondo per il salotto cantando “Cantare!… Sognare! Volare!…” (Cit. Rapunzel) con una sciarpa che simula la chilometrica chioma.
La Media così dal nulla mentre facciamo colazione mi chiede “Pecché Tin ha taliato i capelli di Aputel?” o durante la doccia “Pecché il piccipe è divettato un anocchio”.
E Ieri sera la Grande e il Papà a tavola durante la cena hanno avuto questo discorsetto:
“Sai Papà, la Media oggi ha fatto i capricci”
“Perché?”
“Perche… perche…La racconto come voglio io eh…. perché voleva lavarsi i denti, ma li aveva già lavati e urlava urlava come una matta e diceva: ueeeee, li voglio lavareeee, ueeee”
“Ma lo sappiamo che la Media è una testona e sappiamo anche da chi ha imparato…”
e lei, con aria di superiorità, gli sgancia questa risposta: “Si si, lo so, da me, VECCHIO MERLUZZO!” (Cit., rivisitata con sinonimi, di Peter Pan che insulta capitan Uncino dicendo “vecchio stoccafisso”)
Forse dovrei smetterla di far vedere la televisione alle mie figlie…

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