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Grazie Angeli…

15 Ott

Oggi è il giorno in cui ricordare è davvero inevitabile.
I pensieri ti inondano e la malinconia avvolge tutto.
Come sarebbe stato se? Come sarebbe se fosse cresciuto?
Pensieri irrazionali, probabilmente inutili, ma che ogni tanto affiorano.

Il 15 ottobre è il giorno dedicato al Lutto Perinatale, la Giornata Mondiale della Commemorazione e questa sera dalle 19 alle 20 anche noi parteciperemo all’Onda di Luce accendendo le nostre candele per celebrare, ricordare e ringraziare i Nostri Angeli.
Già, ringraziare, perché non mi stancherò mai di ripetere (e ripetermi) che la Nostra Famiglia, non sarebbe quella che è ora senza la perdita del nostro Primo Angioletto e di Filippo.

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Per scacciare i pensieri tristi voglio condividere un gioco che ci ha proposto ieri la Grande.
Mi ha dato carta e penna e mi ha chiesto di scrivere ciò che mi piaceva, non riguardante le mie Donnine, ma tutta la mia vita.
Terminato io l’ho riproposto a Lei e insieme lo abbiamo domandato anche alla Media e al Marito (per la Piccola dobbiamo attendere un incremento del volcabolario, la sua lista ora sarebbe “PeppaPip, Bibba, Pappa”- Peppa Pig, Bimba la sua bambola del cuore da una settimana a questa parte e la pappa!-).

Ecco il risultato.

MammAlessia
Mi piace quando parlo con le mie Bimbe, quando facciamo cose insieme.
Mi piace leggere e fare delle cose con le mie mani.
Mi piace cucinare dolci con la musica.
Mi piace quando Papà mi guarda e sorride.
Mi piace quando la mia famiglia mi fa le coccoline.
Sono felice.

La Grande
Mi piace andare in montagna poi pattinare sul ghiaccio (“Ma non lo hai mai fatto!” “Eh, però mi piace!”).
Poi mi piace sciare (“Non lo hai mai fattooo” “Eh va beh!”).
Mi piace fare i disegni poi abitare in nuove case.
Poi mi piace giocare con le mie Sorelle, mi piace dormire, mi piace scrivere, mi piace giocare.
Mi piace giocare con nuovi Amici.

La Media
Mi piace fare (inteso come disegnare) le antenne, fare le bimbe che pattinano.
Mi piace giocare, dormire fare i regalini, andare fuori, quando c’è la pioggia che invitiamo i bimbi.
E poi quando hanno finito di preparare la mia casa invitare l’A.
Andare dalla Nonna a giocare col pongo.
fare i quadretti della felicità.
Fare i compiti e tagliare e fare i disegni.
Mettermi le collane, fare le collane con le perline da grande, mangiare tutto così divento grande.
Andare a dormire e vestire le mie bimbe.

Il Marito
Bimbe Famiglia
Casa
Giardino
Mare bello
Montagna
Sciare
Mangiare bene (ehm…urge corso di cucina!)
Inventare cose
Macchine Moto
Regali Mamma e Bimbe

E a voi cosa piace?
Combattete la tristezza insieme a Noi ricordando cosa c’è di bello nella vostra Vita.

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Un senso di te

16 Nov

Ho trovato una lettera oggi tra le foto da sistemare.
É datata 19 aprile 2007 e non parla delle nostre tre Donnine, ma parla del nostro primo Angioletto, il nostro Gamberetto, quello che il 21 dello stesso mese, due giorni dopo quella lettera, ci ha lasciati.
È una lettera che trasuda felicità, ma anche paura di non essere all’altezza.
Ricordo che ascoltavo una canzone Eppure Sentire (un senso di te) di Elisa.

A un passo dal possibile
a un passo da te
paura di decidere
paura di me
di tutto quello che non so
di tutto quello che non ho
eppure sentire nei fiori tra l’asfalto
nei cieli di cobalto c’è
eppure sentire i sogni in fondo a un pianto
nei giorni di silezio c’è
un senso di te
c’è un senso di te

La ascoltavo pensando che quel te della canzone si riferisse al nostro Gamberetto, la paura di me, di volere una cosa che non conoscevo fino in fondo, di non potergli dare quello di cui aveva bisogno al di là del mio desiderio. Il senso di te era la voglia che avevamo di averlo con noi, di conoscerlo, era quel senso che giustificava tutto, che annullava le paure.
Dissipata infatti quella nebbia di paure ci sembrava che finalmente ogni cosa fosse andata al suo posto, che tutto fosse perfetto.

Non ce lo aspettavamo, avevo qualche perdita marrone e la sera prima, 7 settimane esatte, a causa di quelle perdite avevamo fatto un controllo: la ginecologa di allora mi aveva detto che potevano capitare, potevano essere normali quelle perdite, anche se… che dovevamo controllare che si fosse attaccato bene perché per l’epoca gestazionale era molto piccolo, il battito c’era ma… “Ma sì poi siete giovani…”
Un turbinio di frasi non terminate, di cose non dette.
Non mi aveva messo a riposo, non mi aveva mostrato le cose come stavano, con chiarezza: il nostro Gamberetto non si era attaccato bene e per questo probabilmente lo avrei perso.
Io non lo sapevo, non lo immaginavo, sapevo che i primi tre mesi di gravidanza sono delicati, ma continuavo a ripetermi che ero giovane, 22 anni, “Figurati se succede qualcosa!”
Ce lo ha detto dopo, quando l’ho chiamata per disdire l’appuntamento successivo “Lo immaginavo sai che non sarebbe andata avanti la gravidanza, si capiva che qualcosa non andava”, ma non prima.

E poi le perdite sono diventate rosse. Tante.
Non mi aveva preparata. Non ero pronta.
Eravamo al mare, siamo corsi al pronto soccorso. Mi hanno fatto un’ecografia e di quel cerchio con all’interno quella lineetta pulsante non c’era più traccia. La ginecologa di turno triste ha detto “Mi dispiace non c’è più nulla” e per me è stato come uno schiaffo, ha parlato di aborto spontaneo, di raschiamento; io annuivo e intanto piangevo.
Ricordo la sensazione dopo, mi sentivo vuota, inutile, rotta, non capivo perché era successo a me.
Tutto era insulso, niente aveva più senso, la mia via com’era prima di aspettare il nostro Gamberetto mi sembrava insignificante.
Volevamo la Nostra famiglia, la volevamo anche se eravamo giovani con un futuro incerto perché era la cosa che più ci aveva reso felici in tutta la nostra vita.
Quell’embrioncino ci aveva fatto capire quale strada volevamo percorrere, ci aveva fatto trovare la via della felicità, ora toccava a noi percorrerla.
Due mesi dopo il test di gravidanza era ancora positivo, stava arrivando la Grande.

Onda di luce

15 Ott

Io non sono solo Mamma delle mie 3 Donnine.
Io Mamma lo sono anche di 2 Angeli.
Due Angeli che in momenti e modi diversi mi hanno abbandonata spezzandomi il cuore, lasciando un vuoto.
Lo chiamano aborto spontaneo ed è quando il tuo futuro bimbo, ancora gamberetto se ne va trascinato via da un fiume di sangue e tu non puoi far nulla per fermarlo.
Lo chiamano aborto interno, quando tu nemmeno te ne accorgi, perché non c’è il sangue ad avvisarti, semplicemente il cuoricino smette di battere e tu lo saprai solo durante un’ecografia, un’ecografia che ti gelerà il cuore.
Oggi, 15 Ottobre, è la giornata internazionale della consapevolezza della perdita dei bambini e alle 19 ci sarà l’Onda di Luce Globale e anche noi parteciperemo con 2 candeline per ricordare il nostro primo Angelo senza nome e Filippo, il nostro maschietto.
Se la nostra famiglia è quella che è oggi è anche grazie alla loro perdita.
Grazie Angioletti, nel mio cuore c’è un posticino anche per voi.

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