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Ciao Ciao Scuola

14 Ott

Stamattina hanno demolito la mia Scuola Elementare (eh sì, perché quando ci andavo io si chiamava così).
Sono stati costretti, il terremoto aveva fatto troppi danni e non si poteva sistemare.
I miei genitori mi hanno raccontato che un tempo era la vecchia dogana di confine tra stato pontificio e lombardo-veneto; successivamente i nonni del paese narrano che divenne caserma e infine, da più di 100 anni fino al 20 maggio, scuola elementare.
Sono convinta che sia giusto così, era un pericolo per le case vicine in caso di altra scossa; sistemarla sarebbe costato troppo, troppi soldi in un paese di 1200 anime e con una quarantina di bambini.
Sono convinta che per i bambini sia più sicura la “scuola” (3 aule!) prefabbricata antisismica che il comune ha deciso di costruire (si spera) anche se per ora questi studenti sono costretti a fare i pendolari mentre aspettano.
Sono anche consapevole del fatto che non sarebbe stata la scuola delle mie figlie: il prossimo anno ci trasferiremo e la Grande inizierà la scuola primaria nel nuovo paese.
So tutte queste cose e non volevo vedere la demolizione, non lo ritenevo importante per me, ma quando da casa nostra, che dista dalla scuola 100 metri circa, ho sentito il rumore di calcinacci che cadono a terra ho provato qualcosa.
Dovevo vedere.
La Grande e la Media erano già andate con il loro Papà, li ho raggiunti con la Piccola e una volta arrivata là, una volta che ho visto la mia scuola, la scuola di mio padre e di mio nonno, squarciata a metà, nuda, sono arrivate le lacrime.
Non credevo, non volevo vedere, faceva male, perché quello era un pezzo della mia infanzia.
Là ho imparato a leggere e scrivere.
Ricordo ancora i mal di pancia scolastici che mi venivano in prima elementare, quelli per cui la maestra, anche se dubbiosa, chiamava la mamma.
Ricordo la prima interrogazione di storia in terza elementare con la maestra Sonia, non avevo studiato a casa, non avevo ancora capito come funzionasse, ma avevo preso “Brava” perché in classe ero stata attenta.
Ricordo che la maestra Giuliana invece di farci fare educazione motoria ci faceva fare sempre temi, tanti temi, su ogni cosa!
Ricordo l’odore del das usato per fare un porta oggetti per la festa del Papà durante i primi pomeriggi.
Ricordo che il giovedì era diventato il giorno del tempo prolungato e oggi se mi si chiede qual è il giorno che mi sta più antipatico così, di getto, rispondo “Il giovedì”.
Ricordo il gusto del passato di verdure della mensa, lo mangiavo solo là e mi piaceva anche molto.
Ricordo che la maestra Rosanna era davvero bassa, talmente bassa che dalla quarta elementare Chiara, la più alta della classe, era più alta di lei.
Oggi davanti alla scuola in demolizione c’era anche la maestra Rosanna, ci siamo guardate. Cinque anni della mia vita stavano crollando, molti di più della sua; entrambe con gli occhi velati di tristezza.
Dentro le aule si vedevano ancora i disegni dei bambini appesi ai muri che svolazzavano…
Anche la Grande si è un po’ commossa quando mi ha vista triste però non capiva, le ho spiegato che là c’era un pezzo della mia vita e anche se sapevo che la demolizione probabilmente era la cosa giusta il mio cuorino era triste lo stesso.
Cara Grande, quante volte succederà anche a te che la testa e il cuore non vadano dalla stessa parte…
Sono dovuta tornare a casa.
L’ho salutata, la scuola, e me ne sono tornata a casa con il rumore di calcinacci nelle orecchie e un po’ di malinconia nel cuore.
Ciao Scuola…

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Scuola: le sorprese non finiscono mai

4 Ott

Ecco il 24 inizio scuola materna, pardon, dell’infanzia, con una settimana di ritardo causa adeguamenti strutturali dopo il terremoto (perché si sa, dal 20 maggio ad oggi mica ci sono stati 4 mesi per fare i lavori…facciamoli all’ultimo e lasciamo l’ebrezza ai genitori di non sapere fino a 2 giorni prima quando inizierà la scuola!); quest’anno inizia anche la Media, ma come anticipataria (è di gennaio), nessun problema mi dissero a febbraio al momento dell’iscrizione (nota bene, loro mi mandarono a casa una lettera informativa che diceva che essendo nata prima del 30 aprile potevo già iscriverla, allora perché no, è pure con la sorella!).
Ma, perché in ogni storia che si rispetti c’è un “ma”, 2 giorni prima dell’inizio dell’anno alla riunione di inizio la maestra con nonchalance mi dice “Ah, probabilmente la Media dovrà iniziare a gennaio al compimento dei 3 anni” COSA?!?
E me lo dici 2 giorni prima?? NO, NO, NO!
Io ho bisogno della scuola, sono 4 mesi che le ho a casa con me, ed è vero che “me le sono fatta e me le tengo”, ma mica credevo che le estati sarebbero state così lunghe e solitarie! Nessuno mi aveva informato che un terremoto mi avrebbe guastato i programmi! Come dite? “Se leggevo l’asterisco in fondo al contratto di genitore, quello scritto in microscopico avrei scoperto che gli imprevisti con un figlio, figurati con 3, sono all’ordine del giorno, astenersi maniaci del controllo?? Ah!”
Chiamo inviperita la segreteria di sabato mattina (che queste notizie mica possono dartele ad orari lavorativi normali, se no hai diritto di replica e non vale) dopo aver cercato in internet le leggi di riferimento, cito date, anni, modifiche e precedenti (tra cui la Grande che è di febbraio!) e ricordo loro che all’atto dell’iscrizione mi risposero “Certo signora, nessun problema, inizierà a settembre” (promemoria: ricordarsi di portare un registratore audio alle prossime iscrizioni scolastiche).
La segretaria ascolta e subisce la mia sfuriata stile soap opera senza fiatare (che classe, davvero) e risponde calma e gentilissima (ecco, ora mi sento uno schifo per averli insultati!) che la preside non c’è, quindi il lunedì la Media non avrebbe potuto iniziare, ma mi avrebbe richiamato il prima possibile per darmi notizie.
Lunedì accompagno la Grande a scuola e al ritorno mi dicono che il giorno dopo la Media può iniziare (ola per me ragazzi!). Inserimento durato…2 minuti? Con la Grande si sente al sicuro e già dopo 2 giorni me la tengono per pranzo!
A casa un bel pranzetto a 3 “Amore, ma ti ricordi quando eravamo solo così? Solo noi 2 e una nana?” “Ma chi?? Noi?? Ma va, mai successo, guarda che ti sbagli!”, le andiamo a prendere nella stessa scuola, loro cariche e io più rilassata..Ah! Che pacchia!
ALT! ERRORE! ABBASSAMENTO LIVELLI DI ATTENZIONE! CATACLISMA DIETRO L’ANGOLO!
Notte da incubo, la Piccola si ammala e fa una nottata in bianco (io con lei ovviamente) causa mega raffreddore e febbriciattola seguiti a ruota da asma come solito: e via con gli aerosol!
Le altre 2 la seguono a ruota e io pure e fu così che da lunedì loro sono a casa malate e io ho la goccia perenne al naso…
Ma questo è tutto un altro post…

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