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A volte ritornano…

2 Apr

Capita che la vita “vera” ti risucchi.

Il tempo passa risucchiandoti come un vortice.

Tu vorresti fare, scrivere leggere, ma devi scegliere.

O leggi o scrivi. Leggo!

O pulisci casa (che la tanto amata L che passava ogni mercoledì mattina ad aiutarmi qui mica viene!) o scrivi. Pulisco?!?

O vai a prenderle a scuola o scrivi. Ok vado, vado!

La vita nella VivaceCittadinaTerremotata a volte è più semplice che qui, ma altre volte più difficile.

Nuovi vicini, nuove dinamiche, nuove amicizie, nuove scuole, nuovi orari.

Avere le Amiche lontane geograficamente non aiuta e a volte la solitudine bussa; inizia piano, delicatamente, come il grattare sul vetro del gatto che vuole entrare in casa, ma si fa sempre più forte e più che un grattare delicato assomiglia ad uno stridio.

Ho cercato in questi mesi di concentrarmi sulla Vita reale, di conoscere persone.

Non volevo rifugiarmi nel web e così ho trascurato il mio blog.

Ora qualche Amica ce l’ho anche qui, la mia rete si sta espandendo e sono pronta a tornare.

Piano piano, ogni tanto, ma non come rifugio, come espansione di me.

A presto.

 

 

Ricette che fanno casa: i Sugoli

29 Ott

Ci sono odori che sanno di buono, di calore, di nido, di casa.
Ti avvolgono riscaldandoti il cuore e richiamano alla mente vecchi ricordi, stralci di memoria senza un ordine preciso: una luce giallognola che illumina la cucina di legno, il marmo scuro, la tua Nonna col grembiule, la tua Mamma che mescola…

Non avevo intenzione di partecipare all’iniziativa delle Instamamme “Ricette che fanno casa”, non sapevo cosa scrivere, poi la mia Mamma è passata a trovarci e ci ha portato il Mosto.
Ogni autunno nella mia casa natale si preparano i Sugoli, li ho sempre adorati e ogni anno la Mia Mamma me li faceva trovare pronti, ma quest’anno invece delle solite ciotoline già preparate ho ricevuto l’ingrediente principale (complice il fatto che fosse più comodo trasportare una bottiglia contenente il liquido piuttosto che una decina di ciotoline) il Mosto appunto.

Domenica mattina mentre mescolavo l’intruglio magico la nostra casa si è riempita dell’odore dei sugoli e in un attimo…eccomi nella mia vecchia casa!
“Ecco, questa è una ricetta che fa casa!” mi sono detta e così eccomi qua!
testo

I Sugoli

Per prima cosa occorre preparare il Mosto (che fortunatamente io ho ricevuto già pronto).
Per farlo occorre dell’uva da vino nera, “Ua dora” l’ha definita la mia Mamma (Uva d’oro).
Stacchiamo dal grappolo e laviamo molto bene gli acini e mettiamoli in una grossa pentola sul fuoco per farli bollire; non occorre aggiungere acqua, infatti col calore le bucce scoppiano liberando il liquido all’interno.
Una volta che ogni acino è scoppiato lasciamo bollire per 3-5 minuti (si sa, le ricette delle Nonne sono sempre a spanne, o meglio, “a occhio”).
Scoliamo il tutto e conserviamo il liquido ottenuto, il Mosto appunto, in bottiglie di vetro (si possono anche congelare in questo modo).
E con i resti avanzati nel colino?
La mia Mamma li utilizza solo se ha intenzione di fare subito i Sugoli passandoli nel passaverdura e unendoli al Mosto, se invece prepara il Mosto per conservarlo butta i resti poichè si depositano sul fondo e…non le piace!

E ora prepariamo i Sugoli.
Collochiamo il Mosto in una pentola capiente; per ogni mestolo di mosto (mestoli da circa 200 ml) prepariamo a parte un cucchiaio di farina e la metà o poco più di cucchiai di zucchero (dipende dal grado di dolcezza preferito).

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Lo zucchero lo aggiungiamo subito al mosto e accendiamo a fuoco medio-basso, mentre la farina la addizioniamo piano piano, mescolando e aiutandoci con un setaccio (o un colino per chi come me non è dotata di accessori da vera cuoca!) per evitare la formazione di grumi.
Ecco, sentite anche voi l’aroma dolciastro dell’uva diffondersi nella vostra cucina?

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Mescoliamo fino a bollore, togliamo la pentola dal fuoco e disponiamo il preparato in ciotoline di vetro.
Facciamo raffreddare a temperatura ambiente e una volta che hanno smesso “di fumare” ricopriamo i contenitori con la pellicola trasparente e li sistemiamo in frigorifero.
Aspettiamo che siano belli sodi e…voilà gustatevi i Sugoli!

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Grazie Angeli…

15 Ott

Oggi è il giorno in cui ricordare è davvero inevitabile.
I pensieri ti inondano e la malinconia avvolge tutto.
Come sarebbe stato se? Come sarebbe se fosse cresciuto?
Pensieri irrazionali, probabilmente inutili, ma che ogni tanto affiorano.

Il 15 ottobre è il giorno dedicato al Lutto Perinatale, la Giornata Mondiale della Commemorazione e questa sera dalle 19 alle 20 anche noi parteciperemo all’Onda di Luce accendendo le nostre candele per celebrare, ricordare e ringraziare i Nostri Angeli.
Già, ringraziare, perché non mi stancherò mai di ripetere (e ripetermi) che la Nostra Famiglia, non sarebbe quella che è ora senza la perdita del nostro Primo Angioletto e di Filippo.

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Per scacciare i pensieri tristi voglio condividere un gioco che ci ha proposto ieri la Grande.
Mi ha dato carta e penna e mi ha chiesto di scrivere ciò che mi piaceva, non riguardante le mie Donnine, ma tutta la mia vita.
Terminato io l’ho riproposto a Lei e insieme lo abbiamo domandato anche alla Media e al Marito (per la Piccola dobbiamo attendere un incremento del volcabolario, la sua lista ora sarebbe “PeppaPip, Bibba, Pappa”- Peppa Pig, Bimba la sua bambola del cuore da una settimana a questa parte e la pappa!-).

Ecco il risultato.

MammAlessia
Mi piace quando parlo con le mie Bimbe, quando facciamo cose insieme.
Mi piace leggere e fare delle cose con le mie mani.
Mi piace cucinare dolci con la musica.
Mi piace quando Papà mi guarda e sorride.
Mi piace quando la mia famiglia mi fa le coccoline.
Sono felice.

La Grande
Mi piace andare in montagna poi pattinare sul ghiaccio (“Ma non lo hai mai fatto!” “Eh, però mi piace!”).
Poi mi piace sciare (“Non lo hai mai fattooo” “Eh va beh!”).
Mi piace fare i disegni poi abitare in nuove case.
Poi mi piace giocare con le mie Sorelle, mi piace dormire, mi piace scrivere, mi piace giocare.
Mi piace giocare con nuovi Amici.

La Media
Mi piace fare (inteso come disegnare) le antenne, fare le bimbe che pattinano.
Mi piace giocare, dormire fare i regalini, andare fuori, quando c’è la pioggia che invitiamo i bimbi.
E poi quando hanno finito di preparare la mia casa invitare l’A.
Andare dalla Nonna a giocare col pongo.
fare i quadretti della felicità.
Fare i compiti e tagliare e fare i disegni.
Mettermi le collane, fare le collane con le perline da grande, mangiare tutto così divento grande.
Andare a dormire e vestire le mie bimbe.

Il Marito
Bimbe Famiglia
Casa
Giardino
Mare bello
Montagna
Sciare
Mangiare bene (ehm…urge corso di cucina!)
Inventare cose
Macchine Moto
Regali Mamma e Bimbe

E a voi cosa piace?
Combattete la tristezza insieme a Noi ricordando cosa c’è di bello nella vostra Vita.

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A te che stai crescendo

6 Set

A te che dopo 5 giorni di inserimento al Nido entri felice in Sezione, ma che quando mi devi salutare fai lo spappolino e piangi.
A te che ti lasci coccolare dalle tue Tate e giochi con gli Amichetti.
A te che oggi hai mangiato all’Asilo Nido per la prima volta.
A te che mi stringi forte quando torno a prenderti quasi a non volermi far andare più via mentre il tuo mento torna a tremare.
A te che ti sei addormentata di un sonno profondissimo da far invidia alla Bella Addormentata a pochi metri da casa.
A te che ti sei risvegliata urlando “Caccaaaaaaa” e hai preteso di essere portata sul water pur portando ancora il pannolino.
A te che avevi ragione a urlare “Caccaaaaaa” ed eri raggiante di gioia mentre mi mostravi le galleggianti prove (ma non ce n’era bisogno, erano già nell’aria).
A te che con il tuo faccino convinto gesticolando a suon di gutturali “Mmmmmm mm mmmm M!” cerchi di raccontarci quello che pensi.
A te che parli poco (o nulla), ma quando non ti accontento ti lamenti dicendo “Oio Papà!” e quello si capisce benissimo.
A te che sei gelosa quando le tue Sorelle abbracciano me ed il Marito e le spingi via con forza a suon di schiaffoni urlando “NoOooOo!”.
A te che non porti rancore e dopo averle malmenate elargisci baci a tutta la Famiglia, gatta inclusa se è nella stanza.
A te che pretendi di fare “Tzin tzin” con ogni commensale ad ogni pasto.
A te che sei spericolata e le prove sono ben visibili sul tuo corpo: dal dente scheggiato al bernoccolo in fronte.
A te che nel bel mezzo dell’ipermercato inizi ad urlare e ti corichi sul pavimento perché il carrello vuoi spingerlo tu!
A te con quei capelli dritti come spaghetti.
A te Nanetta kamikaze e cocciuta voglio dire che vederti crescere è bellissimo, ma anche bruttissimo.
Che quando vedo quello spappolino con mento tremolante e ti dico “Gioca qui con la Tata e gli Amichetti, la Mamma torna a prenderti dopo” sorrido, ma in realtà vorrei fare lo spappolino proprio come te e stringerti forte forte.
Ti voglio bene Piccola mia.

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Hula Hoop

21 Lug

Alla Casetta Verde è ora di pranzo.
Ovviamente il solito pranzo freddo (e per fortuna che siamo in estate!) perché la cucina ancora non si vede!
Il menù del giorno per i genitori prevede tonno, fagioli, cipolla tropea, pomodorini, valeriana e pecorino; la variante Donnine invece non include cipolla e valeriana perché in genere “Mamma, non mi piace la cipolla! Picca” (Indipendentemente dal fatto che picchi davvero o meno, la frase è standard) e “Bleah l’insalata!“.
Ovviamente i suddetti alimenti, di solito non graditi, quando presenti nei piatti altrui destano un enorme attrattiva: “Mamma voglio anche io le foglioline e la cipolla!”.
Uniformati i menù l’effetto è stato il seguente:
La Piccola ha assaggiato cipolla e valeriana e le ha bella mente sputate.
La Media ha mangiato volentieri (coi suoi tempi eh!) la valeriano e sputato la cipolla (che comunque non piccava).
La Grande ha mangiato la valeriana elogiandone la bontà e piluccato la cipolla.
E con la cipolla restante?
Beh, ci si può sempre divertire!

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Vicini avvisati…

2 Lug

La Grande non ha mai legato molto con i bambini qui nel Paesello.
Ovviamente mai fino ad ora, quando il trasloco è alle porte!
Lei è la Media hanno infatti scoperto quanto è bello giocare con la vicina di casa A che ha 8 anni, quasi 9.
È una bambina molto gentile ed educata: non urla, non si arrabbia e, forse perché sa di essere la più grande e preferisce accontentarle, fatica a dire No alle mie Figlie.
Negli anni scorsi la differenza di età si faceva troppo sentire, ma quest’anno A ha, malauguratamente per se stessa, deciso che le interessava giocare con le Vicine cozze moleste più piccole (?!).
Ogni momento libero, indipendentemente dall’orario, le suddette Vicine cozze moleste più piccole corrono verso il confine gridando il nome della sfortunata vicina.
Il primo giorno sicuramente ne sarà stata felice.
Il secondo lusingata.
Il terzo rassegnata.
Il quarto avrà tentato in tutti i modo di convincere i genitori che un cambio di residenza non era poi così male come idea.
Il quinto avrà giocato la carta del “Ma quando partiamo per le vacanze?!”
Il sesto si è arresa.
Ogni giorno viene risucchiata nel vortice della Grande e della Media e a sua volta le invita a casa propria.
Beh, le invita… Diciamo che acconsente dopo un pressing da interrogatorio tenuto rigorosamente, senza rispetto per gli altrui spazi vitali, a 2 cm di distanza dal suo volto.
“Giochiamo da te o da me?”
“Mah come vuoi”
“Vuoi che vengo a casa tua?”
“Grande deve essere lei a chiamarti a casa sua, poi tu è meglio che resti qui oggi così giocate anche con le tue sorelle”
“Ma viene anche la Media!”
L’ammaliatrice, coinvolgendo anche la famiglia di A, è riuscita anche a rimediare un invito a cena per Lei è la Sorella di mezzo!

Futuri vicini della VivaceCittadinaTerremotata, siete avvisati: state alla larga da Quelle Due!
😉

Stralci di vacanza

20 Giu

E così siamo siamo state al Solitomare.
Solo Noi, le Donne di casa, Gatta inclusa.
E quando dico inclusa intendo anche nel tour al centro commerciale del ritorno ovviamente.
Se ieri in un centro commerciale avete notato ‘na pazza con Gatta in gabbia e tre Figlie al seguito che acquistava costumi da bagno, ciao! Ero io!
Ma tornando alla gestione Prole in spiaggia: mi aspettavo fosse più difficile e invece mi hanno stupita.
Capricci ce ne sono stati eh! Pianti pure, ma tutto sommato è andata bene.

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La Grande nei suoi 5 anni e quasi mezzo si è dimostrata sempre più una Donnina vera: è bastato guardarla dritto negli occhi e spiegarle bene la situazione.
La Media ha deciso che quest’anno teme il fondale marino e i suoi abitanti, ma credo tema di più la solitudine visto che l’abbiamo convinta a fare ugualmente il bagno.
La Piccola aveva bisogni semplici: bagnarsi, mangiare (anche la merenda delle Sorellone) e ingurgitare sabbia (ma lo scrub intestinale farà bene?!).
Sono anche riuscita a sedermi (non coricarmi, per carità, per quello serviranno ancora 1 annetto o due!) sotto all’ombrellone a parlare con le mie amiche della spiaggia: le Nonne delle Amichette.
Che vi credevate? Mi immaginavate già a bagolare ad orario aperitivo sorseggiando mojto con le mie amiche 30enni?! Ma va!
Poi i miei amici Nonni mi aiutano sempre.
Non ho ancora capito se per stima o per pietà in verità, ma va beh.
La Media vuole uscire prima dal bagno?
“Non preoccuparti, te la guardo io la Grande” mi rassicura la Nonna di A. dall’ombrellone davanti.
La Media non ne vuole sapere di alzarsi dal lettino e seguirci dalle docce?
“Le do’ un occhiata io” propone il Nonno di C dall’ombrellone dietro.
I vantaggi di essere una Mamma socievole!
Sono sicura che se i miei Amici non avessero notato l’appetito famelico della Piccola avremmo rimediato anche un invito a cena!

Ho scordato qualcosina?!

17 Giu

Venerdì, ore 19 circa.
Il Marito è da poco rientrato dal lavoro e si sta lavando, le Maggiori si stanno vestendo dopo la doccia, la Piccola vaga per la camera e io cerco di fare le valige perché dopo cena si parte per il Solitomare.
2 giorni tutti insieme, 3 solo noi Donne (compresa la Gatta eh)!
“Ragazze per favore, mi devo concentrare su ciò che serve, non chiamatemi ogni 10 secondi”
“Va bene Mamma”
“Okkkkei”
Bene, allora cosa ci serve? Costumi? Già in valigia, ciabatte già là. Poi, vediamo, ci fermiamo solo 5 giorn
“MAMMAAA”
“Sìììì”
“Dov’è la mia maglia?”
“Sul letto Grande!”
Allora dov’ero rimasta?
Ah sì, 5 giorni, quindi meglio portare 6 paia di mutande, beh, per la Media 7 che non si sa mai. Per il Marito due tanto si ferma solo fino a domen

“MAMMMAAAAAA”
“Sììììììì”
“Dove sssono i miei tandali?”
“I saldali Media? Guarda sotto al letto!”
“Non ci ssono!”
“Guarda meglio”
Magliette! Sì allora non devo portarle bianche che se no con la crema solare poi diventano gialline. E le canotte intime? Ma si qualcuna la port
“MAMMAAAAAA”
“Sììììììììì”
“Metti in valigia anche questo mio vestitino carino per favore”
“Va bene Grande, mettilo vicino alla valigia però ora lasciatemi un attimo riflettere Ragazze, se mi chiamate di continuo non riesco a pensare a ciò che ci serve e magari dimentico i pantaloni!”
“Va bene Mamma”
I pantaloni! Poi ha ragione, magari meglio portare qualcosa di carino per tutti, così magari domani sera usciamo a cen
“MAMMAAAAA!”
“EEEHHHH! Che cosa c’è?!?”
“La Piccola sta tirando fuoi tutti i vestiti dalla valigia!”
“NUUOOOO! Piccola non si fa, dobbiamo mettere i vestiti dentro la valigia, non fuori! Vai a giocare in autostrada con i tuoi giochini, dai!”
“UUUAAAAHHHHHHH”
“MARITOOOOOOOO! Vieni a prenderti ‘ste cozze Porta la nostra adorata Prole al piano di sotto o giuro che casualmente scorderò il tuo intimo obbligandoti a indossare i jeans senza mutande!!”

Avrò scordato qualcosina?!

Festeggiando

7 Giu

Ieri c’è stata la festa di fine anno alla scuola dell’infanzia delle Maggiori.
La prima per la Media che frequenta il primo anno, ma anche la prima per la Grande!
Durante il suo primo anno infatti eravamo in vacanza, e nel secondo… beh, l’anno scorso c’è stato il terremoto.
I Bambini hanno recitato Il Mago di Oz.
La Grande, carica come una mina, era Dorothy Gale (dal Kansas eh!).

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La Media faceva parte del popolo dei Ghiottoni.
Si deve essere immedesimata davvero molto nel ruolo perché durante il buffet finale continuava ad attingere dal vassoio delle pizzette O.o!

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A seguire i Bambini si sono cimentati in un percorso atletico a coppie con tanto di telecronaca degna di Bruno Pizzul.
Ma roba seria: slalom veloce tra gli ostacoli, saltelli nei cerchi, rotolate a terra, passaggi a terra di palla, tentativi di passaggi aerei e i temutissimi, raso terra altissimi ostacoli da saltare!

Poi per ultimo il momento tanto atteso. Quello per cui il Marito ed io ci emozionavamo al sol pensiero.
Quello che ogni genitore sogna per il proprio figlio: la consegna del diploma!

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Ho pianto ragionevolmente poco tutto sommato anche perché avevo già dato a casa.

È grande davvero!
Ricordo il primo giorno, quando la fotografai con i leggins a righe e la giacca a vento viola.
Tre anni di scuola dell’infanzia.
E ora è una signorina e il prossimo anno ci aspetta la Scuola Primaria.

A incrementare il momento lacrimoso tanti pensieri.
Questo è stato l’unico anno in cui sono state nella stessa sezione.

L’unico anno insieme.

Ed il prossimo tutto sarà diverso: il paese, le scuole, gli amichetti, la casa…

Crescono ogni giorno di più, le cose cambiano e con esse i Loro bisogni.
Noi Le osserviamo a volte stremati, a volte affascinati.

È strano essere Genitore.
Vi sono attimi in cui vorresti vederle grandi, sapere cosa diventeranno, chi ameranno.
Altri in cui vorresti congelare il tempo, averle sempre così, bambine.

Ieri

30 Mag

Ci sono giorni in cui i tuoi impegni si incastrano tra di loro a mo’ di tetris con uno scarto tra l’uno e l’altro di pochi minuti circa, ma la cosa non ti pesa, anzi ti senti invincibile, super!
Ieri è stata una di quelle giornate.
Sveglia alle ore 7… e va bene, alle 7 si alza il Marito, tu verso le 7:10 quando una mandria di figlie (a quell’ora giuro che sembrano davvero una mandria) ti calpesta e schiaccia fino a farti preferire la posizione verticale a quella orizzontale.
Vestizione Prole con soliti annessi e connessi: “Io voglio le maniche lungheeeee”, “Non voglio i pantaloni di ieli sela!”, “Posso mettere le ballerine senza calze?”, “No, la telpa no, la metto dopo!”.
Si scende, dove ad aspettarvi c’è la colazione preparata dal Marito.
Donnine a tavola, tu fai la lavatrice quotidiana e li raggiungi.
Il resoconto della colazione può essere riassunto con una semplice frase: “Potto latziare l’ultimo gotzino di latte? Non mi piatze: ha le blitzoline.”
Solleciti la colazione perché hai fretta.
Dopo una cinquantina numerosi richiami siete pronti, stai mettendo loro il cappello quando…
“Mamma mi fai le treccine?”
“Ma no Grande dai è tardi!”
“Veloci veloci, dai, è per fare le prove dello spettacolo, lo sai che Dorothy deve avere le treccine”
(Lei, nel caso non si fosse capito, sarà Dorothy, è carichissima)
“Ma Amore puoi provare anche pettinata normale”
“Ma lo ha detto la maestra…” Ti ripete guardandoti con quegli occhi da cerbiattino, sei quasi certa che abbia anche sbattuto le ciglia, ma forse è un’impressione.
Ehselohadettolamaestra…
Fai le treccine alla Grande e già sai ciò che ti aspetta:
“Mamma anche io voglio le tleccine!”
Fai le treccine alla Media e odori un olezzo inconfondibile nell’aria: la Piccola ha fatto la cacca!
Ma porcadiquellamiseria!
Pronte tutte in macchina per accompagnare le Maggiori a Scuola.
Tu e la Piccola salutate le Sorellone e via più veloce della luce verso il mobilificio dove insieme all’arredatore devi definire in 60 minuti gli ultimi dettagli della nuova cameretta delle Donnine e comunicare tutti i colori scelti insieme a casa. Il tutto ovviamente allietato dalla presenza della Piccola modello kamikaze: sulla sedia, giù dalla sedia, sulla sedia, già dalla sedia, BUM! “AAAHHHHHHH”, sulla sedia, giù dalla sedia, sulla sedia…
Stabilite il tutto, ma sei costretta a tramutare il Viola scelto dalla Media in Fuxia perché: Viola non pervenuto.
Saluti, ringrazi e via, devi correre a una 30ina di km più a est perché la Piccola ha l’appuntamento (rimandato 4 volte causa malattia) per il tanto temuto vaccino: il morbillo-parotite-rosolia.
Via più veloce della lu RISERVA
Ok pausa diesel dove ovviamente c’è solo Self e tu hai finito i guantini usa e getta (Sì ok, uso i guantini e me li porto in macchina! Problemi?! Io odio l’odore di diesel sulle mani!).
Fai uno pseudo-guanto con la carta multiuso a disposizione e via che si riparte.
Arrivate in ambulatorio dove l’infermiera vi chiama appena vede la vostra ombra varcare la soglia.
Due belle punturine alla Piccola che esprime tutta la sua gioia e riconoscenza con una serie di mega acuti (ingrata…).
Attendete i 30 minuti in sala d’attesa e dopo un’iniziale e maniacale osservazione della Piccola per notare qualche possibile cambiamento in Lei ti rilassi e attacchi bottone alla mamma araba con decorazioni all’hennè su mani e piedi (Cioè se li è fatti da sola! Da. Sola!).
Allo scoccare del 30esimo minuto carichi la Piccola in auto e andate al supermercato: dovete acquistare la frutta per gli spiedini da portare al saggio di fine anno di danza/ginnastica artistica della Grande del pomeriggio.

Tornate a casa dove vi godete un pranzetto tête-à-tête perché il Marito oggi non torna.
La pulisci, cambi, pigiami e a nanna.
Lavi la frutta, tagli e fai i benedetti spiedini.
Ti connetti per controllare le ultime cose per la Rubrica di Star TV, invii gli ultimi documenti per le graduatorie scolastiche e sono già le 15:30.
Svegli la Piccola, carichi gli spiedini e la figlia e vai a recuperare le Maggiori a scuola.
Vi fiondate in palestra e vi godete lo spettacolo.
Godete?!? Il Marito non è potuto venire, quindi ti ritrovi a filmare, bloccare la Piccola kamikaze che si arrampica ovunque, controllare la Media che vaga per la tribuna e guardare lo spettacolo della Grande.
Eh ma finalmente arriva il momento del rinfresco!
Ora ti rilassi mangiando qualcosina.
Mangi sì, ma di relax manco l’ombra.
Dopo aver cercato di evitare il calpestamento della Piccola e finto di aiutare aiutato le ultime Mamme rimaste a riordinare andate finalmente a casa cariche di patatine e bibite mezze iniziate.
Eri davvero cotta, ma felice.
Felice di essere riuscita a fare tutto.
Felice di aver definito la cameretta.
Felice perché era una di quelle giornate appunto in cui la stanchezza ti faceva sentire bene.

Ecco dicevo appunto: ieri è stata una di quelle giornate in cui la stanchezza paradossalmente ti carica!
Oggi…
Oggi proprio no!
Scrisse guardando lo schermo con un solo occhio aperto, due borse extra large sotto agli occhi e la fascia della messa in piega in testa.

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