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PiZZa

11 Mag

Ci sono momenti in cui ti accorgi che la tua Bimba sta crescendo.
Sono momenti magari sciocchi e banali, ma in quegli attimi viaggiare con la mente è inevitabile.
Così ti fermi a ricordare.
La ricordi un anno fa, ancora piccola, ancora bambina…

Per dormire indossavi ancora il pannolino e ti rannicchiavi nel lettino.
Sì, il lettino, quello con le sbarre!
Avevamo appena tolto quella laterale e tu ti sentivi così grande…
Ti coricavi sorridente, felice di ritrovare lì ad aspettarti il tuo Orsetto ed il tuo ciuccio.
Abbracciando Orsetto col ciuccio in bocca, in quegli istanti tra la veglia e il sonno, producevi un suono ritmico, di gola “MMc”, “MMc”.
Sentirti della radiolina era buffissimo.

Eri già una testona, ma non avevi ancora abbastanza forza per impuntarti come fai ora.
Timida lo sei sempre stata.
“Vergognina” ti chiamiamo noi.
Ancora oggi quando una situazione ti imbarazza ti nascondi fra le gambe e vocalizzi suoni da bimba piccola: “Gnegnegne”
Come se il fingerti piccola ti aiuti, ti faccia sentire più protetta.

A volte sembri davvero tu la piccola del gruppo.
Poi arriva l’ora di dormire, vuoi le coccole, ma dopo due minuti reclami il tuo letto.
Sai essere così dipendente, così bisognosa di contatto, e allo stesso tempo indipendente.
A volte mi spiazzi.
Mi fai impazzire con la tua cocciutaggine.
Poi mi guardi con i tuoi occhioni, sorridi, vedo quella fossetta…

E cresci.
Siamo al mare, ti togli il pannolino in 2 giorni e abbandoni il ciuccio.
Per convincerti ti ho mentito (Scusa) dicendoti che non lo trovavo, ma che potevi ugualmente fare il tuo suono.
Non hai fatto storie, sei stata bravissima.
Un mese fa ti ho confessato la verità. Mi hai guardata e mi hai chiesto di darti il ciuccio!

Passa l’inverno arriva la primavera, ti diamo la bici di tua sorella.
Trascorro un pomeriggio intero a spiegarti che movimento devi fare con le gambe.
Tu ti arrabbi sostenendo “Non lietzcooooo”.
Mi arrendo.
Torniamo fuori il giorno successivo e tu salì in sella col tuo zainetto porta bebè in spalla e dal nulla inizi a pedalare.
Una parte di me ti osserva orgogliosa (l’altra ti darebbe una testata, sappilo).

E stasera…
Stasera è stato uno di quei momenti in cui ho pensato “È grande”.
Stasera quando vi abbiamo chiesto “Cosa dite Bimbe, mangiamo la pizza o il pollo?”
tu non hai risposto il tuo solito “Pitzza”.
Con nonchalance, senza nemmeno rendertene conto, tu mia cara Media hai detto “Pizza”.

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Perché a noi piace stare in compagnia

18 Apr

Come sapete lunedì pomeriggio in casa abbiamo avuto ospiti.
Dopo un iniziale voglia di fuggire a gambe levate dal salotto occupato mi sono ricordata di avere una figlia dormiente al piano di sopra mi sono fatta forza e ho combattuto il nemico.
Alle 16 ho affidato la Piccola alla ZiaTeen con il divieto di entrare nella stanza (anche perché la Nanerottola è in piena fase “mangio tutto”…quindi non si sa mai!) per portare le Maggiori in Piscina lasciando un cantiere aperto in salotto.
Al rientro ho smollato gentilmente chiesto alla mia Mamma di tenere la mia progenie a cena e con il Marito abbiamo definitivamente risolto il problema :
“Dai sposta la libreria, oddio eccone un’altro! Ammazzalo ammazzalo!”
“Ma dici che quel prodotto funziona?”
“Beh, serve per le mosche, loro mosche lo saranno tra un po’, proviamoci!”

Il prodotto ha funzionato e martedì i nuovi inquilini non si sono presentati.
Finalment…DRRIIIIINNNN!!!!
“Pronto parla la Scuola dell’Infanzia”
“Buonasera…”Oddio le Donnine si son fatte male! Ah, no, è vero sono già a casa, ma allora che ca.. acciderbolina vogliono?!
“La maestra prima si è dimenticata di avvisarvi, dovete controllare i capelli della Grande e della Media perché oggi c’è stato un caso di pediculosi”
EH NO EH! ANCHE I PIDOCCHI NO!

Aggiornamento: per ora siamo salvi, ma ogni volta che ci penso mi gratto la cute…speriamo sia suggestione!

No telo dico!

9 Apr

Ore 20:45.
Le Donnine hanno fatto la doccia, si sono lavate i denti e sono pigiamate, manca solo una cosa:
“Media dai, vai a fare la pipì”
“Non te l’ho”
“Media, lo sai, un goccino c’è sempre e prima di dormire bisogna farla.”
“Noooo, non te l’hoooo”
“Media dai, per favore andiamo, se no poi succede come la settimana scorsa e te la fai addosso bagnando tutto il letto”
“NO TE L’HOOOOO”
“Ma proviamo, non la fai da tanto tempo. Dai, vengo con te e aspettiamo insieme che arrivi”
“Noooooo, aaahhhh”
Controvoglia mi segue verso il bagno, lamentandosi di continuo e ripetendo “Non te l’ho, non te l’ho, non te l’ho!”
Si siede sul water e io sto per sedermi nella sedia di fronte a Lei quando sento un rumore familiare.
PPPPSSSSS!
Fortuna che non c’era!
“Media, allora non c’è? Ma cos’è questo rumore?”
“…”
“Ehi, cos’è stato a far quel rumore?”
“No telo dico cot’è!”
Poco testona eh?!

Relazioni

4 Apr

“Mamma oggi siamo andati alle scuolementari in pulmino, ma la Media no, c’eravamo solo noi grandi”
“Sì Grande, me lo ricordo, però si dice scuola E-lementare o, ancora meglio, Scuola Primaria. Beh, com’è andata?”
“Bene, era bello. C’erano tutti i nostri amici dell’anno scorso, c’era anche Nicola…”
“Dai, Nicola! E cosa ti ha detto?”
“Non è stato tanto gentile sai, diceva sottovoce nell’orecchio di Niccolò La Grande è un culo e rideva, ma io sentivo”
“Ma proprio Ni-culo chiamava te culo?!? che brutto Grande! Non è stato per niente gentile, culo poi non è una bella parola, te lo ricordi cosa vuol dire?”
“È un modo brutto di chiamare il sedere?”
“Sì esatto. Quindi non vuol proprio dire niente quello che ti diceva, come fai a essere un sedere, sei una bimba! Ma tu ci sei rimasta male?”
“Un po’, ma l’Alice V mi ha difeso e poi…a me Nicola non piace più, siamo solo amici, ma se fa così non siamo più neanche amici!”
“Brava Grande, così si fa! E se lo fa ancora tu cosa fai?”
“Se lo fa ancora io lo spezzo in due!”
O_o

Di orsetti e risvegli poco simpatici

28 Mar

Ore 21:00
“Marito andiamo a letto presto: domani la Grande ed io dobbiamo svegliarci alle 6:50 per il suo primo prelievo.
Preparo tutto fuori dalla camera così non vi disturbiamo e potete dormire fino alle 7:30, tanto non c’è scuola [n.d.a. siamo ancora tutti accampati nella stessa camera causa terremoto]. Anzi per fare ancora meno rumore metto la Grande a letto con noi, avrò un po’ freddo visto che mi scopre di continuo, ma almeno non la devo calare giù dal letto a castello di peso rischiando di svegliare le sorelle!”

Ore 23:00
Twitto con Mamme blogger di vaccini, mi do un tono, sto attenta a ciò che scrivo (che rendere un concetto in 140 caratteri non è mica facile), poi arriva lui: il correttore automatico!
Volevo scrivere “Non vaccinare è corretto?”, ma diventa “Non vaccinare è ORSETTO?”.
BUM!
Perdo immediatamente credibilità e il discorso degenera.
Complici la tarda ora e la stanchezza e la ridarola prende il sopravvento.
Si sa, dalla ridarola alla follia il passo è breve e da lì iniziano una serie di frasi deliranti riguardanti orsetti che finiranno solo all’1:00.
Fortuna che dovevo andare a letto presto!

Ore 6:00
“UUUaaaaaaaUUUaaaaa”
Fa un freddo boia, la Grande mi ha scoperto per l’ennesima volta e la Piccola si lamenta rompendo svegliando tutti.
La Media deve andare a fare la cacca.
La Grande è emozionata per il suo primo prelievo e non vede l’ora di alzarsi.
Il Marito ed io facciamo finta di non sentire.

Ore 6:05
“Maaaaammaaaaaa, c’ho la caccaaaaa”
Niente da fare, devo accompagnarla.
“Che bello, ci alziamo?!”
“No, Grande, porto in bagno la Media, tu torna a dormire, è troppo presto!”
La Piccola riprende a lamentarsi.
Le tappo la bocca con metto il ciuccio, la corico nel lettino e raggiungo la Media in bagno e accanto a Lei c’è la Grande pimpante come un grillo!
“Grande torna a letto non è ora!”
Va in camera malvolentieri, nel frattempo la Media fa quel che deve, la lavo, si torna a letto.

Ore 6:15
La Piccola continua a parlare in un’idioma sconosciuto ai più.
La Media vuole che allontani la Piccola dalla stanza “Mamma pottala, mi dittulba”.
La Grande continua a chiedere tra quanto ci alzeremo.
Il Marito ed io fingiamo di esserci già riaddormentati.

Ore 6:20
“Papapapppaaaa tatata”
“Mammaaaaaa, mi dittulbaaaaa”
“Adesso ci alziamo?!”

6:30
“Pa pa pa ta ta ta”
“Mamma adesso è ora?”
“Batttaaaaa mi dittulbateeee”

Ore 6:40
“Mamma andiamo?”
“UUUUaaaaaaaaa”
zzzzzzz

Ore 6:50
zzzzzzz
zzzzzzz
zzzzzzz
E ovviamente suona la sveglia!
La Grande si alza immediatamente e va in bagno.
La Media la segue perché “C’ho ancola cacca”
La Piccola non ci sta, si sente esclusa e si lamenta.
Lavo la Media e la rispedisco in camera insieme alla Piccola urlante ed il Marito.
La Grande ed io ci vestiamo e ci defiliamo alla velocità della luce.

Ore 8:20
Di ritorno dal prelievo, sono stanchissima.
La loro prima giornata di vacanza è appena iniziata.
Ed è pure giovedì!
Tanti auguri a me!

Un nuovo idolo

24 Mar

Ci sono voluti mesi, ci sono voluti tentativi, ci sono volute suppliche, ci sono volute strategie e finalmente oggi la Grande dopo il pisolino ha finalmente affermato ciò che in casa ci auguravamo da tempo:
“Papà sai una cosa? A me non piace più Peter Pan!”
Finalmente!
Il suo idolo è stato soppiantato, dopo averle mostrato durante le lunghe malattie invernali film su film, la mia opera è riuscita.
Lei ha scelto il suo nuovo idolo:
“Mamma possiamo guardare Star Wars?”
“Va bene Grande, quale preferisci?”
“A me piace di più quando Dart Fener ha il casco”
Wow, una vera tradizionalista, è per la trilogia classica.
“Ah ok, allora guardiamo uno di quelli?”
“No, mi piace, però guardiamo quello dove ha ancora i ricciolini”
Ah, tradizionalista, ma mica scema! Anakin è un certo gnocco con i ricciolini!
Per l’occasione ha costruito una spada laser e si è vestita di tutto punto, ovviamente tutta in dark!

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Meglio quando adorava Peter Pan forse era?!

PS: ma lo vedo solo io o davvero i capelli della Grande hanno preso la forma del famoso casco?! O_o

Il razzismo e i bambini

21 Mar

Oggi è il 21 marzo.
Tutti sappiamo che è il primo giorno di Primavera, ma forse non tutti sanno che è anche la Giornata Internazionale contro il razzismo (o come dice Wikipedia per l’eliminazione della discriminazione razziale).
Per ricordarla e celebrarla ecco un aneddoto sull’argomento!

Europei 2012.
Decidiamo di far vedere un po’ della partita alle bimbe perché, pur non amando particolarmente il calcio, dei mondiali e degli europei abbiamo gran bei ricordi; ci fanno sentire più italiani, più uniti, sono magici.
Spieghiamo alle bimbe che quello che stanno per sentire è l’Inno d’Italia, la canzone degli Italiani e che quella squadra in azzurro è la nostra squadra.
Ed ecco che inquadrano Balotelli e la Grande chiede: “Perché è così?”
Il Marito inizia a spiegarle che lui ha la pelle così scura perché i suoi genitori ce l’hanno così, come Lei ha i capelli uguali alla Mamma, ma che il colore della sua pelle non lo rende diverso, è come tutti noi… e continua con un elogio sull’uguaglianza dei popoli.
Lei lo guarda perplessa e io capisco:
“Ehm Marito, fermo un attimo” blocco la sua filippica e rilancio “Grande, secondo te come ha la pelle la tua amica I. (compagna d’asilo di origini africane, dalla pelle color marrone chiaro)?”
Lei ci pensa un attimo, è chiaro che non si è mai posta il problema prima, poi risponde sicura: “Come la Media!”
“Ahahahah Marito, lei trovava strana la cresta bionda di Balotelli, non il colore della sua pelle!”

I bambini non hanno pregiudizi, ma sono spugne.
Vedono diverso ciò che noi gli insegniamo a notare come diverso.
Temono ciò che noi gli insegniamo, anche involontariamente, a temere e come disse il Maestro Yoda (questa Andre è per te!) “La paura conduce all’ira, l’ira all’odio e l’odio conduce alla sofferenza”.
Insegniamo ai nostri figli a rispettare e apriamo le loro menti verso la bellezza che la diversità può offrire.
Per fare ciò dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: il miglior modo per insegnare ad un bambino è agire noi stessi come vorremmo che lui agisca.
Quindi impariamo a rispettare, impariamo ad accettare, impariamo a non temere ed il Mondo allora diventerà un posto più bello.

La poesia per il Papà

19 Mar

La versione della Media
Ho petato tatto ala tua tetta
che ancola un po’ mi gilala la tetta.
Pel l’ottadone…pel l’ottadone…

Adetzo coza tz’è Glande?

quest’anno ho creato…
ho cleato un laloletto motto azeccato.

è l’ors..
è l’otetto Bunetto
un potta matite davvelo petetto.

attaccalo…
Attacalo pule dole vuoi tu
e di quetta gionnata non toldalti mai più!

La versione della Grande
Ho pensato tanto alla tua festa
che ancora un po’ mi girava la testa.
Per l’occasione quest’anno ho creato
un lavoretto davvero aZZeccato.
è l’orsetto Brunetto
un porta matite davvero perfetto.
Attaccalo pure dove vuoi tu
e di questa giornata non scordarti mai più!

Non si sa il perché, sarà la fretta, sarà, l’emozione, ma la Media nel dire le poesie riesce a taroccare le parole come nemmeno agli esordi sapeva fare.
Speriamo che questo effetto passi con la crescita…
In ogni caso nonostante non si capisse ‘na mazza la faccia del Marito di fronte alle sue Donnine tutte emozionate che recitavano per Lui era davvero orgogliosa e piena di Amore!
Buona festa Marito, sei un super Tripapà!
E soprattutto buona festa anche al mio Papà che mi ha insegnato a essere la testona donna che sono oggi!

Epilogo
10 anni dopo, scuole medie.
“Media, oggi che è anche la festa del Papà, dimmi qual è la poesia che il Pascoli scrisse pensando all’omicidio del padre”
Dieci agosto professoressa”
“Bene, ora recitamela”
“Tan Lolezo,
Io lo to pecché tatto di telle pel alia tachilla alde e cade
pecchè ti gan piatto ne cocavo telo tatilla
Tonnana una l’oddine al tetto,
L’uttidelo, cadde ta pini
….”
😉

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Signorine con borsette attente a voi!

18 Mar

Annoiati da un’uggiosa e ventosa domenica pomeriggio ieri sera abbiamo deciso di portare le Bimbe a cena fuori e dove se non al McDonald’s, quello in città con quella fantastica costruzione di tre piani al suo interno?!
Tra una patatina tra i capelli, una sorpresa dell’Happy Meal volata per aria e un’avventura nella costruzione si sono fatte le 20:30.
Giubbotto, berretto sciarpa, usciamo e…
“Mamma ho la cacca!”
“Io pipì!”
Ecco, te pareva?!
Mentre il Marito va in macchina con la Piccola torno dentro con le Maggiori.
Ci stipiamo, incastrandoci a mo’ di tetris, in un bagno di un metro per uno in tre; ripeto circa 10 volte ciascuna le frasi “Media non toccare niente” e “Media non ti appoggiare al muro”, ma alla fine ce la facciamo.
Usciamo, raggiungiamo il Marito e si va verso casa!
Siamo tranquilli in auto quando:
“Guardate! Ho visto una signorina con una borsetta che passeggiava sotto la pioggia! Ma perché?!”
Attimi di panico. Cose le avevamo spiegato l’ultima volta?!
“Grande ti ricordi che una volta abbiamo parlato delle prostitute?”
Nell’abitacolo in quel momento si possono sentire quasi distintamente due rumori: il suo cervello che macina e il nostro cuore che batte un po’ più veloce del solito.
“Sì, quelle signorine che vogliono i soldini per far vedere il sederino”
Ah, ok, tutto qui! fiuuuu
“Ecco sì, quella signorina sotto la pioggia è una prostituta. Probabilmente tra un po’ si fermerà una macchina e le chiederà quanti soldini vuole per mostrare il suo sederino. Non è un bel lavoro ed è anche molto triste.”
“Ma perché deve farlo là sotto la pioggia?”
“Perché qui in Italia non si può fare quel lavoro. Se la vedono i carabinieri sgridano sia lei che il signore che le ha dato i soldini.”
“Allora dovevamo prendere il numero!”
“Che numero Grande?”
“Il numero della macchina (alias targa) così poi chiamavamo i carabinieri e lo trovavano e poi, quando vedevano quel signore che le dava i soldini, li portavano in galera!”
Hai capito la paladina della giustizia?! Attente a voi signorine con la borsetta!
😉

Datele la Nutella

12 Mar

Ieri siamo tornate in piscina.
La Grande, che aveva saltato la lezione di mercoledì scorso per il suo incidente e aveva scordato la disavventura della prima lezione, era carichissima e non vedeva l’ora di immergersi.
In effetti è stata bravissima, una vera sirenetta!
Lo stesso non si può dire della Media…

Mercoledì scorso infatti la Media ed io siamo andate al corso come previsto.
Per me è stata una pacchia: una sola figlia, una sola testa da pettinare e asciugare, più calma e meno caldo.
Lei invece, forse complice lo spavento della sera prima e la conseguente mancanza della sorellona, non ha apprezzato più di tanto…
Tutto il tragitto casa-piscina di 20 minuti e il tempo trascorso in spogliatoio lo aveva passato ripetendomi “Non vollio andale in pissina”; una volta in vasca, seppur piagnucolante, ha resistito per la bellezza di 5 minuti e poi è voluta uscire.
Il maestro l’ha accontentata dicendole che sarebbe stata la sua aiutante, quindi ha passato tutto il corso con una cozza bambina per mano.
A nulla sono valsi i suoi e miei tentativi di convincerla a rientrare in acqua.
Poi, a 2 minuti dalla fine, nel momento dei tuffi, l’illuminazione!
Potevo tentare con Lui, il metodo antieducativo per eccellenza, quello infimo e subdolo, quello che non dovrebbe mai essere applicato: il ricatto.
“Media, dai, fai i tuffi e vedrai che dopo per ricaricarti di energia ti do un bel panino con la nutella”
“Non vollio andale in pissina”
“Allora niente panino, la nutella ti ridà le energie, ma se non vai in acqua non sarai stanca e non ti servirà…”
“Okkei”

Reduce dall’esperienza quindi per ieri ho preparato un altro bel panino con la nutella e all’entrata in piscina ho esordito così: “Ricorda Media, ti ho fatto un bel panino con la nutella e se starai tutto il tempo in acqua sarà tutto tuo”
Ho ripetuto la medesima frase quando ha iniziato a piagnucolare per fare la doccia e anche quando dopo un po’ ha detto di voler uscire.
Risultato? Ha fatto tutta la lezione, obbedendo al maestro.
Ovviamente appena è uscita dall’acqua, ancora grondante mi ha guardata dicendomi:
“Dol’è il mio panino?”

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Notare la posa della Grande…

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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