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AAA memoria fotografica cercasi

28 Giu

Visto l’imminente trasloco la sera prima Moglie e Marito hanno inscatolato compulsivamente tutto ciò che era contenuto nei mobili del salotto.
Dove, ovviamente, hanno sta per: la Moglie inscatola, il marito prepara scatoloni e li sigilla…
In tutto ciò c’è qualcosa di molto poco equo, ma che ci volete fare, su certi fronti la mania di controllo della Moglie deve ancora smollarsi “Poi chissà come mi mette via le candele o le bomboniere! E poi come le ritrovo?!?”
Che si sa, candele e bomboniere, inutili durante tutto l’arco dell’anno diventano di vitale importanza nel momento del trasloco.
Buona parte degli scatoloni è stata depositata di fianco alla porta di accesso al salotto dove ogni mattina la Famiglia fa colazione.

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Nel muro di sinistra l’Expedit piange svuotata.
Libri, riviste, puzzle, e cianfrusaglie soprammobili giacciono ora negli scatoloni di cui sopra.

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La nuova giornata è ormai iniziata e come ogni mattino la Prole entra nella stanza per consumare la prima colazione.
Entrambe le Figlie passano a fianco del nuovo muro di scatoloni, ma niente.
Vedono, o almeno dovrebbero vedere, l’Expedit svuotata, ma niente.
Poi si accomodano a tavola, esprimono desideri sulla temperatura del latte e finalmente la Maggiore delle tre esclama contrariata:
“Ma avete tolto tutti i DVD!”

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Tre Sherlock Holmes in erba, a loro non sfugge niente proprio…
O.o

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Intestino Svizzero

24 Giu

La Nonna paterna, come vi ho già narrato, è denominata NonnaSvizzera.
Non solo per la precisione e la puntualità che la contraddistinguono e per il ligio rispetto delle regole, ma anche, e soprattutto, perchè Lei è proprio nata là, in Suisse in un cantone francese che rende le sue movenze e la sua parlata tutt’oggi affascinate agli occhi di chi la osserva.
Questa sua origine ha lasciato un impronta nelle donnine.
La Grande infatti grazie ai suoi geni svizzeri ha sviluppato un inspiegabile amore ai limiti dell’ossessione per il burro: mettetele davanti nutella e burro e Lei sceglierà quest’ultimo!
O.o
La Media invece ha sviluppato una caratteristica da tutti associata per eccellenza alla Confederazione Elvetica: la puntualità.
Non che sappia leggere l’orologio ancora, questo no.
Al mattino non si prepara in fretta e furia per poter essere in orario all’appuntamento con la scuola.
Nè dimostra memoria per gli eventi ai quali deve presenziare.
Ha un modo di dimostrare la sua precisione tutto suo, una sorta di puntualità biologica.
Il suo corpo si è programmato quasi come fosse impostato manualmente come uno dei più efficienti impianti di irrigazione: ogni mattina Lei in un orario compreso tra le 6:58 e le 7:02 chiama.
Non importa che la sera prima sia andata a dormire alle 21:30, come d’abitudine in estate, o che sia crollata alle 23 dopo aver fatto baldoria al Luna Park del Solitomare: Lei, il suo corpo, in quel lasso di tempo, in quei 4 minuti, ha una sorta di richiamo interno, deve rispettare un appuntamento.
La Media alle 7 circa ogni mattina apre gli occhi e sussurra (beh sussurrare in realtà è un concetto che le mie figlie non hanno assimilato molto bene) “Mamma….mammaaa….mammaaa”
Dall’oltre tomba la sottoscritta e il Marito mugugnano un “Mmmmmhhhh” proforma, già rassegnati.
Sappiamo già cosa ci aspetta, quale sarà sarà la frase successiva.
Come ogni mattina la Media ci chiama perché il suo corpo la richiama all’ordine, non può proprio sottrarsi, ha un appuntamento ben preciso.
Lei, alle 7 ogni mattina, indipendentemente da ciò che ha mangiato la sera prima, deve fare la cacca!

Mal comune…

12 Giu

Domenica mattina.
È il nostro primo vero weekend estiveggiante al Solitomare.
Il primo in cui le ho dovute incremare, in cui poter andare a prendere l’ombrellone al Solitobagno, in cui ritrovare i compagni d’estate.
Insomma è arrivato il momento della prova costume!

Tutti insieme ci stiamo incamminando verso la Spiaggia: io spingo il passeggino con la Piccola e davanti a me ci sono il Marito con due tubetti di crema ambulanti la Grande e la Media.
La loro pelle scintilla per la crema non ancora totalmente assorbita.
La Grande tiene il Marito per mano, la Media si è arresa, non è più abituata a camminare per lunghi tragitti e ha lamentato un dolore alla pancia così il Marito l’ha caricata in groppa.

Mano a mano che ci si avvicina al Solitobagno la tensione per la prova costume inizia a farsi sentire.
Io ormai ostento la mia pancetta abbastanza serenamente: alcuni a volte, specie dopo i pasti, osano chiedermi se aspetto un quarto figlio in verità, ma basta una simpatica occhiataccia occhiata per chiarire ogni dubbio.
Poi ho pur sempre la giustificazione dai: ho tre figlie!
Il Marito a volte tenta di rubarmi la scusa attribuendo la sua pancetta alla tripla paternità: insomma se uno ha un’attività e tre figlie mica ha tempo di andare in palestra!
…o no?
Ma ora la pancetta è bella in evidenza grazie al tipico pallore invernale.
Inoltre aver sistemato il ville petto non ha aiutato: è ancor più accentuata!
Il Marito verbalizza le sue insicurezze, ma niente paura, la Grande prontamente, con tono deciso, lo rassicura:
“Papà non rimanerci male per la tua pancetta! Alla fine tutti i Papà ce l’hanno come te!”
Ah beh, allora…

Sei un ciclista?

10 Giu

Il Marito odia i ciclisti.
Non per lo sport in sè.
Non il ciclista che gironzola solitario.
Odia i ciclisti in gruppo.
Li odia perché occupano l’intera carreggiata e Lui, da Maschio qual è, non sopporta che limitino il suo macchinone.
Odia che non lo lascino superare occupando anche l’altra corsia solo per il gusto di farlo attendere.

Ogni volta la storia è la stessa.
“Maledetti Ciclisti!”
“Perché Papà?”
“Perché occupano tutta la strada, è pericoloso!” è la risposta più sensata, quella che va per la maggiore, ma a volte, in momenti di ira funesta le motivazioni lasciano poco posto alla razionalità:
“Perché indossano quelle tutine aderenti!”
O ancora meglio:
“Perché si depilano le gambe!”

Sabato avevamo deciso di andare al mare, quindi il marito appena sveglio va in bagno e con il rasoio elettrico decide di accorciare la peluria del suo ville petto.
Zzzzzzzzzzzzzzz
Accorcia qui, accorcia lì nel frattempo entra in bagno la Media.
Si siede sul trono, lo osserva pensierosa e domanda:
“Papà, ma tu ssei un ciclissta?”

Potevo essere io…

5 Giu

Parlarne non è facile.
Il piccolo Luca non è c’è più e dare la colpa al Padre non lo farà tornare indietro.
Immaginare cosa stanno vivendo quei genitori di Piacenza mi è quasi impossibile.
Non per scarsa empatia ma perché è un dolore talmente grande che la mia mente si rifiuta.
In genere quando sento notizie sconvolgenti su bambini ascolto veloce e non indago oltre: immagazzino e chiudo in un comparto stagno.
Fa troppo male.
Fa male pensare a quel Papà.
Fa male pensare agli attimi in cui si è reso conto che no, dall’asilo non era passato quella mattina, e Luca doveva essere ancora in auto.
Attimi in cui il panico cresce insieme alla speranza.
Una parte di te che spera “Dai non sarà successo nulla…”.
L’altra che si dispera “Oddio e se…”

Fa male pensare “E se fosse successo a me?”.

Un po’ di anni fa lessi un libro di Valentina Furlanetto intitolato “Si fa presto a dire Madre”.

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Narra 13 episodi, reali, riguardanti la vita di alcune Madri.
Alcuni danno speranza, parlano di vita.
Altri purtroppo di morte.
Tra questi ce n’è uno che tratta di Anna una madre che che scorda la sua piccola di 2 anni in auto.
Ricordo che più volte durante la lettura di quella particolare storia ho dovuto singhiozzante riporre il libro con gli occhi colmi di lacrime.
Non potevo leggere oltre, dovevo smettere.
Faceva troppo male.
Piangevo per Anna, piangevo come se io fossi Anna.
Le parole dell’autrice mi avevano fatto vivere per un istante con gli occhi di quella Mamma.
Per la prima volta mi sono resa conto dell’importanza di un istante.
Ho condiviso il racconto col Marito, faticosamente, lottando contro l’istinto di chiudere il libro e dimenticare.
Finito il libro l’ho riposto lontano dagli occhi: troppe emozioni.
Fino a ieri.
Fino alla notizia del piccolo Luca Albanese di Piacenza.

Ho letto molti commenti su Facebook.
Commenti crudi, duri, accusatori verso quel Padre vittima della vita frenetica di tutti i giorni, vittima di se stesso.
Certo è stato lui a dimenticare Luca in auto, ma credo che più che di cori che gridano “Assassimo!” avrebbe bisogno di persone accanto.
Credo che non occorrano le voci degli altri a ricordargli cosa è accaduto.
Lui lo ricorderà per sempre e chissà se riuscirà a perdonarsi.

Forse prima di leggere quel libro avrei giudicato anche io quel genitore ascoltando la notizia.
Avrei liquidato la faccenda con un “A me non potrebbe succedere mai!”.
È più semplice negare, voltare la faccia altrove, dimenticare che mettersi nei panni di quel genitore.
Valentina Furlanetto mi ha fatto capire che non è così semplice.
Tutte potremmo essere Anna, basta un istante.
Tutti potremmo essere Andrea.

Un abbraccio speciale a Luca e ai suoi genitori.
Nella speranza che un giorno possano convivere serenamente con questo atroce ricordo alle spalle.

Luca, Gioggia e …

3 Giu

Il Marito e la Media si coccolano post doccia sul letto.
Lui la avvolge tra le sue enormi braccia e si guardano intensamente negli occhi.
Fantasticano insieme.
“Chissà come sarà la Media quando sarà vecchia…”
“Ma tzono io la Mediaaaa!”
“Lo so, chissà come sarai quando sarai vecchia. Avrai dei bambini?”
….”Tzi!”
“E come li chiamerai?”

Lei riflette, si concentra.
Non vuole dare una risposta qualsiasi, ci crede:
“Luca, Gioggia e …Balù!”

Scherzetti in par condicio

27 Mag

Sera, post doccia.
Noi donne siamo tutte in camera, ci stiamo pigiamando, mentre il Marito va e viene dal bagno.
La Grande ha uno sguardo furbetto, ne sta pensando una, non c’è dubbio!
Infatti si avvicina, sempre ridacchiando, di quel riso incontenibile, che trabocca dagli occhi, tira tutto il viso e lascia la bocca dischiusa lasciando intravedere la sua agenesia dentale.
“Mamma, mamma ho un’idea!” mi dice sottovoce
“Dimmi Grande, che idea?”
“Fai uno scherzo al Papà! Un giorno nel cellulare scrivi Sei bellissima e poi dici davanti a Papà: Ma chi me lo ha scritto, mah? mah? Chi me lo avrà scritto? IH IH IH IH IH”
“Ah, che bello scherzetto, va bene dai, lo faremo!”
Poi zompetta verso il bagno dove c’è il Marito.
Sta ancora ridacchiando e lascia dietro di sè una scia di IH IH IH IH.
Dalla camera la sento bisbigliare:
“Papà, papà, ho un’idea!”
“Che idea Grande?”
“Un giorno scrivi nel cellulare Sei bellissimo e poi dici alla Mamma: Ma chi me lo avrà scritto? Mah? IH IH IH IH IH”
Malefica la Donnina…

Interessanti perle

24 Mag

È un venerdì mattina come tanti.
Beh, non proprio come tanti: stanotte la Media ha bagnato il letto e anche la Piccola nonostante il pannolone.
Maledetta prima anguria della stagione!
Con la Grande abbiamo giocato d’anticipo: l’abbiamo accompagnata dormiente in bagno.
Il tutto è stato accompagnato da un melodioso concerto le cui voci principali erano il COF COF alternato, pressoché continuo della Grande e della Media e il FIUUUUUU del vento fortissimo che soffiava all’esterno.
“Niente scuola oggi, troppa tosse” è stato il verdetto genitoriale stamattina al risveglio.
Data la mancanza di orari da rispettare e la rocambolesca nottata noi Donne di casa ce la siamo presa comoda: salutato il Marito ci siamo concesse una colazione lenta e rilassata, con tanto di musica in sottofondo.
Il clima disteso, la sonnolenza e la musica a cui aimè non siamo abituate (con tre bimbe in casa la miglior musica a volte è il silenzio!) hanno contribuito alla manifestazione di forme di delirio interessanti perle.

La Media.
“Mamma, quetzta canzone è un po’ tliste e un po’ felitze quiddi si fa cotzì”
e utilizzando la mimica facciale ha iniziato a simulare, alternandoli rapidamente, prima un sorriso poi un volto triste, poi ancora un sorriso e un volto triste.
Buffissima!

La Grande
“Grande stai bevendo il tuo latte?”
“No, ma sto ballando il naso” allargando e stringendo le narici a tempo di musica.
O.o

Con un inizio così non si può che ritrovare il sorriso!
Buon venerdì a tutti!

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PPPrrrt!

18 Mag

La stai cambiando prima del riposino pomeridiano.
La adagi sul fasciatoio, togli il pannolino pieno, la pulisci e stai per metterle quello pulito quando la trovi tutta concentrata che spinge ridendo.
PPrrrt!
“Ehi Piccola” le chiedi ridendo “Hai la cacca?”
Lei in tutta risposta spinge ancora.
La carpisci rapidamente e ti dirigi verso il vasino in bagno, fino a quel momento utilizzato solo come sedia relax.
Là seduta la Piccola se la ride, ma nulla di fatto.
La riporti in camera, la ri-adagi sul fasciatoio e le chiedi:
“Piccola, ma come ha fatto il tuo culetto prima? PPPrrt, vero?”
“Ahah PPPrrt!” replica Lei imitando il suono e ridendosela di brutto.
Poi la ritrovi concentrata, sempre col sorriso, ma intenta.
“Ma cosa fai?? Stai spingend…”
PPPrrrt!
“ahahaha” se la ride ancora!
“Ma dai Piccola, non si fanno le scoreggine così!”
E Lei in tutta risposta, sempre ridendo, spinge ancora e…
PPPrrrt!
“Ma Piccola smettila, stai male, spingi troppo!” le dici mentri richiudi velocemente il pannolino sperando che rivestita non trovi più così esilarante farle a comando!
Ma Lei spinge ancora e senti un suono inconfondibile, attutito dal pannolino, sì, ma è proprio lui:
ppprrrt!

Incredibile 18 mesi mercoledì è Lei se la ride facendo scoreggine a comando!
Non ci sono dubbi: è tutta suo Padre!!
😀

Pie illusioni…

17 Mag

La Grande, dopo i suoi ultimi due amori platonici (qui e qui), ha un nuovo fidanzatino.
Si chiama L, lo ha conosciuto in piscina.
Ha quasi 6 anni ed il prossimo anno inizierà anche Lui la scuola Primaria nella Vivace Cittadina Terremotata.

Prima lezione
“Mamma hai visto quel bimbo, assomiglia un po’ a Nicola…”
“Ma non mi pare ci assomigli molto Grande…”
“Siiii ha gli stessi occhi!!”
Nel frattempo la Media indignata osserva il padre del suddetto bimbo commentando ad alta voce: “Mamma ma pelché quel macchio ha la coda?! è da pemminaaa!”
Il Padre ride e io imbarazzatissima parto con la lezione sull’uguaglianza dei sessi e sui pari diritti applicabili anche alle acconciature.
Iniziamo bene…

Seconda lezione
“Mamma chiedi alla sua mamma come si chiama quel bimbo?”
“Ma Grande non ti devi vergognare, chiediglielo pure tu”
“Nooo, dai domandaglielo”
Fortuna volle che la Madre in questione stesse chiamando proprio in quel momento suo figlio “L, vieni”
L!
Ecco il suo nome.
Accidenti proprio come il mio ex, sarà felice il Marito! 😉

Terza lezione
Fissandolo.
“Mamma vieni qui, ti devo dire una cosa all’orecchio”
“Dimmi Grande”
Sempre fissandolo “Io e L ci stiamo guardando. Io gli ho fatto un sorrisone e anche lui!”
A casa la sera:
“Papà L è il mio moroso!”
“Grande per essere fidanzati bisogna essere d’accordo entrambi. a te piace L, ma non sai se anche tu gli piaci”
“Certo che gli piaccio, mi faceva i sorrisoni!”
“Forse hai ragione, ma forse è solo gentile, per scoprirlo devi parlargli”
“E se gli faccio un disegno con dei cuoricini?”

Quarta lezione
“Mamma dai questo disegno alla mamma di L che lo da a L?”
“Grande ma se lo dai direttamente tu a Lui?”
“Nooo, dai, mi vergogno, mettiglielo nello zaino!”

Quinta lezione
Sorrisoni e finalmente la Grande osa un “Ciao L”.

Sesta lezione
L ricambia con un disegno e la Grande torna a casa felicissima
Io pianifico con la consuocera a casa di chi passeremmo il prossimo Natale.

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Settima lezione
“Mamma come si chiama L di cognome?”
“Non lo so Grande”
“Chiedilo alla sua mamma dai.”

Ottava lezione
“Chiedi il numero di telefono di L.?”

Nona lezione
Si salutano, Lei gli sorride.
La Madre di L. ed io li guardiamo sghignazzanti.
Iniziano i primi dialoghi:
“Lo sai che questa è mia sorella?”
Va beh Grande, ritenta!

Decima lezione
Mentre la Madre di L ed io finiamo di asciugare la Media e la sorella minore di L i due quasi fidanzatini escono dal containatoio e iniziano a parlare.
Lui: “Sai che le lettere che ci sono nel tuo nome fanno il mio nome?”
“Sai che te sembri un cuore?”
“Sai che te sembri un fiore?”
“L, sai che mi piaci?”
“Sì, lo so. Sai che anche tu mi piaci”
Questo dialogo me lo ha raccontato emozionatissima la Grande in auto al ritorno dalla piscina.
Non so ancora quanto ci sia di vero, ma nonostante l’iniziale volubilità mi lascia ben sperare per il futuro: 10 appuntamenti prima di dichiararsi ufficialmente…!
Dite che mi sto illudendo?!
O.o

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LA PROVA DELL'ESISTENZA DI QUESTO

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Robyberta Smilemaker

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