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Oggi è mercoledì

30 Apr

Oggi è mercoledì.
Oggi piove.
Embhe???

Diluvia!
Embhe??

Mercoledì si va in piscina.
…Embhe?

“Si va” è riferito a le Donnine ed io, io e le Donnine.
La Grande nuota e noi altre la aspettiamo.
Va beh…

Il problema non è il corso di nuoto in sè, a quello ormai sono abituata, il problema è il tragitto.
Per raggiungere l’entrata della piscina occorre percorrere 100 metri a piedi.
100 metri con 3 piccoli ombrelli e un ombrello grande perché la Piccola vuole il suo personale ombrello e di offrirmi riparo non c’è verso e le altre guai a esser da meno della sorella minore!
100 metri a piedi che parranno 1000 percorsi in ginocchio su ceci.
Anche queste sono avventure.
Tanta solidarietà per me per favore, grazie.

Ma ho detto anziana!

22 Set

Ritagliarsi dei momenti per stare soli con ognuna di Loro non è, logisticamente parlando, semplice, specie con la Media che per una ragione o per l’altra si aggrega sempre “tra le grandi” o “tra le piccole”.
L’inizio delle scuole e i diversi orari di inserimentooltre ad averci portato alla completa follia hanno fatto sì che finalmente potessi godere solo della sua compagnia: un’intera ora al giorno per una settimana in cui nessuno la interrompesse, strattonasse o zittisse hanno fatto emergere il meglio di Lei.
Spettacoli di ballo e canto, racconti dettagliati (“Cos’hai fatto a Scuola?” “Niente” “Hai conosciuto qualcuno?” “No”/”Ssì, ma non mi licoldo come ssi chiamava”) e finalmente il seggiolino del carrello della spesa tutto per Lei nonostante i 15 kg siano già stati sforati (ma di poco, dai!).
La sua solita timidezza si è fatta un po’ da parte, sta emergendo la signorina che c’è in Lei e perché non dimostrarlo in ogni dove?
Perché non nel reparto biscotti dell’ipermercato quando passeggiando inizia a fissare una signora?
La guarda intensamente, in modo palese, assumendo una posizione del tutto innaturale, col busto ruotato.
Con lo sguardo segue il suo percorso da lontano, e quando finalmente i nostri carrelli si avvicinano, quando la suddetta Signora è a portata di orecchio, dice ad alta voce : “Mamma quella signora antziana sembla un uomo”
“Ma Media non si dice!” Le bisbiglio rabbiosa e super imbarazzata sottovoce senza farmi sentire e Lei con la faccia più innocente del mondo: “Ma ho detto antziana, mica vecchia!”

Nuovi inizi

20 Set

Lunedì 16 settembre. Ore 6:50.
La sveglia suonerebbe alle 7:00, ma io mi alzo.
Sono talmente eccitata che non riesco nemmeno a pelandreggiare come mio solito!
Oggi la Media inizierà nella nuova scuola d’infanzia e la Grande…. beh, per la Grande sarà il Primo Giorno di Scuola Primaria.
Mi vesto e corro a svegliare le Bimbe.
La Grande scatta seduta sul letto in un lampo, non aspettava altro, e grida con gioia “Sìììììììììì!!!” seguita a ruota dalla Sorella.
Si vestono in un lampo, sono carichissime e corrono giù per la colazione.
La Media è talmente carica (e sbadata come suo solito) che si sporca la maglia accuratamente selezionata per la giornata (prontamente lavata e asciugata col phon!).
La Grande tenta di mettersi il grAmbiulino (“Ma Grande, si dice grEmbiulino!!”) tre volte: prima, durante e subito dopo la colazione.
“No Grande aspetta, devi mangiare/finire/fare pipì prima di mettere il grembiulino!”

Alle 8:00 accompagno la Piccola al nido, torno a casa carico la Media in bici per accompagnarla alla sua scuola.
La Grande inizierà alle 9:00, spero di fare in tempo…
Alle 8:20 siamo dentro e la Media sembra entusiasta della sua nuova scuola e fortunatamente in sezione c’è già la sua amichetta N., conosciuta il giorno prima al parco.
Ci sediamo vicino a N. e la Media vuole che leggo loro un libro: sceglie “Clotilde generosa”, lo abbiamo anche Noi a casa ed è lo stesso che ho letto a Lei e alle sue Sorelle ieri sera prima di dormire.
La maestra sa che voglio partecipare all’ingresso della Grande così alle 8:50 mi fa salutare la Media.

È brava la mia Donnina, Lei sa.
Ci abbracciamo e intanto Lei sorridendo fa uno dei suoi suoni della vergogna, quelli che fa quando è in imbarazzo “Gnè”.

Quanti cuori ruberai? Quanti occhi si perderanno nel profondo dei tuoi caldi occhi marroni?
Ogni volta sei una sorpresa.
Timida, ma forte. Così coccolona e allo stesso tempo riservata.

Ci salutiamo e il suo buchino è ancora là, sulla guancia, così profondo che vien voglia di toccarlo.

Fortunatamente le scuole sono praticamente attaccate e in un battibaleno sono davanti alla scuola Primaria.

E la vedo.

La Grande.

Là vicina al suo Papà, emozionata.
Fa ciao con la mano alle bimbe che ha conosciuto in piscina e che fortunatamente saranno in classe con Lei, ma non va da loro.
È tesa, ma felice.
Vuole stare tra me ed il Marito, al sicuro.
Ultimi attimi nel Nido prima di spiccare il volo.
La convinco a fare una foto con le Amichette, poi arriva Lui, L., anche lui suo compagno di classe e pian piano Lei si sta lasciando andare.
Finalmente si apre il cancello, un sorriso le inonda il viso, si può entrare.
Battibecchi tra genitori sconosciuti accompagnano il nostro ingresso (parolacce e polemiche davanti ai bimbi?! ma per favore!), ma Lei per fortuna non sente, la sua testolina è altrove.
Varcando la soglia la osservo: è grande accidenti.
Le lacrime iniziano a sgorgare e fatico a trattenere i singhiozzi, ma Lei non mi vede, perché il Marito mi fulmina con lo sguardo indicandola.
Ha ragione, le renderei il tutto più difficile, ma quanto è faticoso lasciarle andare.
Cerchiamo la classe arancione e lì conosce finalmente le sue Maestre.
Con quella di matematica c’è feeling, la cosa promette bene.
Sceglie il banco: prima fila, vuole imparare in fretta!
Arriva in classe anche L. e si siede nel banco vicino al suo.
Ci guarda contenta.
Ascolta attenta ciò che le dice la maestra.

Sei così bella lì composta, col tuo grembiulino.
Ieri sera hai chiesto se tua Sorella poteva venire a scuola con te, se potevamo domandare alle maestre.
Così indipendente, ma così bisognosa…

Ci guarda e dice “Dai, andate via!”
Fosse facile!
Scambiamo due parole con la Maestra e usciamo.

Ti lasciamo lì, in quel mondo di cui noi non faremo parte.
Avrai i tuoi amici, scherzerai, giocherai, imparerai.
Sarai in ansia, avrai paura e dovrai affrontarlo da sola, senza di Noi.
Saremo pronti ad abbracciarti al tuo rientro, ascolteremo i tuoi dubbi, ma dovrai cavartela da sola.
La corda che ci lega si sta allungando sempre di più e che fatica accettarlo.

Il Negozietto interessante

5 Set

Sono giorni intensi: acquisti per le nuove scuole e riunioni si intrecciano a lavori nella Casetta Verde e acquisti per la casa.
Non c’è molto tempo per sé e purtroppo nemmeno per giocare con le Donnine che si ritrovano due genitori sempre presi da questo o quel lavoro o, quando va bene, stanchi morti.
Le Maggiori in preda alla noia pura, stanche di sentirsi rispondere “Ora non riesco” e “Aspetta un attimo” si sono cimentate in un’attività tutta loro: il Negozietto interessante!
Perdono intere giornate in un banchetto sistemato in fondo al giardino (ancora da sistemare!), al di là della giungla e propongono ai tre passanti in croce di acquistare braccialetti (usati) o di colorare disegni (fatti dalla Grande).

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In realtà i Negozietti sarebbero due, quello della Media ha la sua sede sotto al porticato, ma il più delle volte la Media si assenta per aggregarsi alla Sorellona.

Hanno anche preteso, come ogni attività che si rispetti, un’insegna.
E il Marito, che è uno preciso, ha fatto le cose seriamente: gliel’ha fatta al computer e plastificata.

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Ogni mattina dopo la colazione salutano dicendo “Vado a lavorare” e occupano le loro postazioni.
E che non lo si definisca un gioco, mi raccomando!
La ZiaTeen oggi infatti all’ora di pranzo ha commesso questo errore dicendo “Grande è quasi ora di pranzo, se vuoi vai subito a giocare dal Negozietto Interessante che poi devi mangiare” e la Grande l’ha fulminata con lo sguardo rispondendole: “Zia guarda che non è mica un gioco, è un lavoro vero!”

Sono fermamente convinte che la loro attività sarà un successo e hanno preparato anche piccoli fogli di carta definiti scontrini da rilasciare al momento dell’acquisto.
Così ogni giorno durante i pasti la domanda che rivolgiamo Loro è sempre la stessa: “Allora com’è andata al Negozietto Interessante stamattina? Qualcuno ha comprato?”
Generalmente la risposta è “No, non hanno comprato”, ma oggi all’ora di pranzo c’è stato un cambiamento:
“Sì!” ha esclamato la Grande contenta.
“Davvero?!?! Cosa??” rispondiamo esterrefatti il Marito ed io.
“La Media ha comprato qualcosa da me e io da lei, ma senza soldi eh, solo con gli scontrini.”
🙂

Più male

19 Ago

Ultimamente la Media ha un’Amica immaginaria.

Non è una di quelle Amiche con cui fingere di parlare a quattrocchi, no, la Media è nata nel 2010, e da brava nativa digitale ha già compreso che al giorno d’oggi (ahimè) è più probabile comunicare con un Amico attraverso i mezzi di comunicazione moderni che davanti ad un caffè.
Ecco dunque che la si può ascoltare mentre tiene concitate conversazioni con il cellulare giocattolo (ma anche un pezzo di carta all’occorrenza può andare) appoggiato all’orecchio mentre cammina avanti e indietro.
A volte invece apre il suo computer portatile di Winnie the Pooh e finge videochiamare l’Amica, che di nome sembrerebbe far proprio Amica.
Capita che addirittura le intimi di non chiamare più e sbuffando ci dica “Mi chiama semple!”; oppure che richieda il nostro intervento per sedare alcune incomprensioni passandoci il telefono.

L’altro ieri tra le due era in corso un acceso litigio. Una volta agganciato la media aveva il volto tutto corrucciato, così le abbiamo chiesto:
“Media perché litigavate tu e la tua Amica?”
“C’ho un allabbiata con la mia amica pelché le ho chiesso sse ha un flatellino, mi ha detto ssì e allola le ho detto di poltare il ssuo flatellino e non volela, ma poi le ho teletonato più male.”
“Eh?!?” 
“Più male!”
“No, non ho capito perché sei arrabbiata! Poi più male non si dice, si dice peggio.”
“Ah, peggio male!”
O.o

PS: poi ho capito che “Ma poi le ho teletonato più male” stava a significare che la linea del cellulare era disturbata!

Libri, We love you

9 Ago

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Io adoro leggere.
La lettura mi catapulta in mondi speciali, mi fa vivere splendide avventure e viaggiare in posti mai visti.
Con un libro in mano posso vivere mille vite, e non perché la mia non mi piaccia eh, semplicemente per il gusto di conoscere una nuova storia.

Da bambina usavo tutte le mie mance Natalizie per comprare libri: gli Junior, e poi i gaja, della Mondadori erano tra i miei preferiti.
Nel mio paesino non c’era la biblioteca e per comprare libri bisognava andare in città.
Ricordo ancora quei pomeriggi in cui mia madre mi portava alla Feltrinelli e io potevo fare la scorta dei miei adorati libri.
Bianca Piztorno la mia autrice del cuore.
Il Giardino Segreto il primo libro rilegato “da grandi” che ho letto, ero in seconda elementare.

Col tempo ho sviluppato una lettura velocissima, volevo sapere tutto e subito.
Quando leggo non esiste nulla intorno a me, solo io e i protagonisti e questo è un bel problema quando devi insegnare l’amore per i libri alle tue figlie!
Non so leggere lentamente, nè a voce alta: sbadiglio di continuo, troppo lento per i miei gusti!

Come far capire loro che leggere è bello se non si riesce a leggere una pagina senza mille sbadigli?!

Semplice riempendo la casa stanza di libri!

Entrando nella loro nuova cameretta nella Casetta Verde si imbattono subito nella libreria: in basso libri alla portata di tutte, di quelli a prova di terrorista Piccola e salendo libri sempre più “da grandi”.

Funziona!
Ad ogni ingresso corrisponde un libro da sfogliare, da guardare, da sole o con le Sorelle.
La Grande ora vuole quelli senza figure, quelli che le leggo quando siamo sole, un capitolo alla volta (senza finire mai nessuno!) sbadiglio dopo sbadiglio; dice di leggerli e inventa girando le pagine.

La Media la settimana scorsa prima di dormire ha addirittura esclamato: “Io sstanotte non vollio Olssetto, dolmo con un liblo!”
Allora funziona davvero! è Ammmmoooreeeee….

….o sarà colpa degli sbadigli?! O.o

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Scene di ordinaria… gelosia!

7 Ago

Ore 7:20.
La Media chiama.
Stranamente non c’ha pipìììì/cacca (già fatte alle 4:10, stanotte), ma “Non voGLio più sstale a Nanna!”.
La Grande si associa e la Piccola si unisce al coro al suon di “Ppapàààà!”.
Il Marito non c’è, si è dovuto alzare all’alba per lavoro e io speravo di pelandreggiare almeno fino alle 7:45!

Pelandreggiare [pé-lan-drég-gia-re] v. intr. [io pelandreggio, tu pelandreggi ecc. ; aus. avere] 1 (fam.) propensione al riposo, scarsa volontà di agire
2 (fam.) avere poco desiderio di fare qualcosa preferendo dormire ⇒ Dal Maritese, deriv. di pelandra. ■ SIN. oziare, poltrire, poltroneggiare; bighellonare, vagabondare, trastullarsi, ciondolare CONTR. ingegnerizzarsi, lavorare, operare, agire, affannarsi
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2013)

Tento con la solita tecnica: fingo di non sentire.
Non funziona (ma ora che ci penso… ha mai funzionato?!).
Prendo il baby talk, premo Talk e dico Loro: “Ragazze Papà non c’è, venite un po’ qui, ci facciamo un po’ di coccoline”
Mi alzo, vado nella Loro cameretta e tolgo la Piccola, contrariata dalla non presenza paterna, dal lettino.
Torno nel lettone con tre rimorchi al seguito.
La Media si distende per prima e si mette alla mia sinistra, mentra la Piccola si arrampica sul lettone e si butta su di me a peso morto.
Mentre ci sbaciucchiamo e abbracciamo arriva la Grande; per ultima perché stava rassettando il suo letto.
Ci guarda, sale sul lettone e si posiziona nei 15-20 centimetri di distanza tra me e la Media, lamentandosi a più riprese di essere stata schiacciata ora da Una ora dall’Altra sorella.
Mi abbraccia escludendo la Media.
Ricambio l’abbraccio includendo anche la Sorella in seconda fila e la Grande si mostra palesemente infastidita.
Tento di smorzare l’acidità della Primogenita dandole il ruolo di principale coccolatrice dicendole:
“Guarda la Media, vuole proprio le tue coccole. Dalle un bacino…”
“No!” Risponde tutta seria
“Ma guardala, sembra un dolciume!” continuo io.
Lei ora ride, con quel suo sorriso da brighella e risponde:
“Non è un dolciume è un pattume

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Gli strani effetti della “bua”

16 Lug

Solitomare, ore 20:00 circa.
Le Donne di casa si stanno godendo un weekend lungo aprofittando della cucina presente (dettaglio non da poco vista la sua assenza nella Casetta Verde!) nella casa marittima dei Nonni delle calde temperature.
Sono sedute a tavola a cenare.
Sedute dalle 19:15.
La Madre, mentre cerca di spegnere l’entusiasmo della Piccola che ha deciso di pulire tuuuutto il tavolo con l’acqua del suo bicchiere, osserva i piatti delle Figlie Maggiori: ancora praticamente colmi!
Inizia a manifestare una evidente leggera irritazione ed esorta i bradipi le Figlie sedute (senza alcun ordine di simmetria, nè di logica di età) al suo fianco:
“Dai Ragazze, su! Per favore, possiamo fare più in fretta?! Media prendi in mano la forchetta almeno! E tu Grande, guarda, hai ancora il piatto quasi pieno!”
“Oh Mamma, non riesco ad andare veloce eh!” le risponde con quel piglio che sa sempre meno di bambina e sempre più di avvocato ragazzina (5 anni e mezzo… ma l’adolescenza?! O.O)
“Mi fanno male ai denti perché c’ho la bua qui sotto al mento dove sono caduta!” esclama indicando l’enorme livido che le si è formanto sotto al mento.

La notte scorsa alle 2 circa infatti un enorme urlo ha squarciato il silenzio.
Era la Grande che piangeva disperata perché cadendo dal letto aveva pesantemente sbattuto il mento.
La prova la si poteva chiaramente notare anche nella penombra della camera: sotto il mento stava prendendo forma un enorme bernoccolo!
“Ah già, scusa Grande, mi ero scordata! Vai pure con la tua velocità, ma mangia tutto.”

La Media ovviamente deve dire la sua (è capricorno, lo avevo già detto?!):
“Anche a me mi fanno un pochino male i denti perché c’ho una bua qui” sbirciando sotto alla tovaglia e indicando un punto imprecisato “sotto al piede!
-.-

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Buonatelaaaaaaa

15 Lug

Ci siamo, è ufficiale.
Siamo ufficialmente abitanti della VivaceCittadinaTerremotata.
La Casetta Verde è la nostra nuova residenza.

La casa è ancora piena di scatoloni, la cucina è in ritardo, ma in fondo è estate, w le insalatone, i pranzi a scrocco dai Nonni e le cene da asporto!
In più abbiamo un fatiscente fornello da campeggio prestatoci sotto minaccia gentilmente dal mobilificio in ritardo con la cucina.

Dietro alla nostra Casetta Verde, per la gioia delle nostre moleste Donnine, passa una pista pedonale.
Quale gioia: passanti da importunare salutare a ripetizione fino alla loro scomparsa dietro la linea dell’orizzonte (e abitiamo in pianura!) come nella vecchia abitazione!
Come da tradizione ecco quindi che dopo cena le Sorelle si appostano nel campo arato giardino ad attendere le prime ignare vittime fortunate persone.
Ecco, all’orizzonte una signora con cane.
No, no, ha curvato prima di casa nostra.
Pazienza, Loro non si arrendono e attendono.
Non è che la suddetta pista sia frequentatissima, ma la loro pazienza viene premiata!
Eccolo, eccolo!
Un signore!
“TZAOOOO!
“TAOOOO!”
“BUONASERAAAA!” e bisbigliando “Media, non lo conosci, si dice buonasera!”
“Ehhh, mi ssono bagliata! BUONASELAAAA!”
Nulla, il signore non coglie.
Nel vecchio paesino tutti le conoscevano, e ormai erano preparati a questo rito serale, ma qui no.
La Grande si arrende, la Piccola pure, ma la Media no, non ci sta!
Mi guarda e domanda stupita “Perché non litzponde?!”
“Forse non ti ha sentita.”
BUONATELAAAAAAAA!!
Niente.
“Forse non ha capito che dici con lui, non ti conosce.”
“Ma dico buonatela!” mi dice delusa e ritenta, ancora più forte “BUONATELAAAAA
Niente.
La Media si gira e sul suo volto la delusione lascia spazio ad un altra emozione: l’indignazione.
“Fotze è maleducato! Gli ho detto buonatela!”

(Pas) secret

7 Lug

Tra le doti della Grande non figura di sicuro la riservatezza.
Acquistando un regalo in sua compagnia si può tranquillamente evitare di incartarlo tanto il diretto interessato avrà il piacere di scoprire cosa contiene molto prima di scartarlo.
Fino ad oggi i vari tentativi atti a eliminare l’inconveniente sono stati vani.

Abbiamo tentato con la spiegazione base: “Non si dice cosa contiene il regalo, deve scoprirlo il festeggiato!”

Con la semplice promessa: “Ok, ti dico cosa abbiamo comprato per Papà, ma prometti che questa volta non glielo dici?”

In ultimo abbiamo giocato anche la subdola carta del bluff per metterla alla prova: “Gli abbiamo regalato un bel profumo” (indicando un pacco contenente palesemente un maglione…)

Questa volta il Marito ha deciso di ritentare, in fondo ormai ha 5 anni e mezzo:
“Ho preso il regalo alla Mamma, ti dico cos’è, ma ricordati: se lo spifferi togli il bello della sorpresa che rende il regalo ancora più bello!”

Sembrava funzionasse.
Mancava un giorno solamente.
Poi…
Poi ieri sera gli occhietti si fanno furbetti, ride, si guarda intorno.
Il Marito e le Sorelle minori sono fuori, si avvicina.
“Sai cosa c’è?” mi svela tutto d’un fiato bisbigliando “È una macchina che attacca le cose al fogli!”
“Cosa?!”
Si guarda le spalle e ripete:
“Il tuo regalo, é una macchina che attacca le figure ai fogli! Ih ih ih”
Poi scappa fuori verso il Marito e, forse per liberarsi la coscienza, gli confida:
“Ho detto il regalo alla Mamma IH IH IH!”

Niente da fare, sarà anche Svizzerotta inside per l’Ammmmmore verso il burro, ma dai suoi avi Elvetici non ha certamente ereditato la discrezione!

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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