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“Qui i tornado non arrivano”

4 Mag

Loro conoscono la storia del Mago di Oz, la conoscono bene.
Ne ripetono ogni giorno un pezzettino.
Le Maestre hanno abbinato le scene più salienti ai giorni della settimana per aiutare i bambini a capire il prima-adesso-dopo e il ieri-oggi-domani.

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Il primo giorno in cui era stata Loro narrata la Grande mi aveva raccontato tutta esaltata che Dorothy era arrivata ad Oz perché un tornado aveva sollevato la sua casa con lei ed il cagnolino Toto all’interno trasportandoli nel regno di Oz.
Poi però si era incupita.
Pensierosa e preoccupata, con un tono di voce più basso, quasi temesse la risposta, mi aveva chiesto: “Mamma, ma qui da noi può venire un tornado che solleva le cose?”
La mia risposta era stata sicura e decisa:”Ma no Grande stai tranquilla, qui i tornado non arrivano per fortuna!”

Ecco ieri non volevo crederci.
Ieri, che era pure il compleanno della Cognata; leggendo il nome del fratello sul display del telefono probabilmente si aspettava il solito tanti auguri cantato dalle nostre Donnine e invece…
Maggio, maledetto maggio.
Ieri quando il Marito mi ha chiamato dicendo che correva a casa della sua nonna e dei suoi genitori ad aiutare perché c’era stata una violenta tromba d’aria (alias tornado) non volevo crederci.

Fortunatamente stanno tutti bene, nessun ferito grave, ma il paese…
Osservare il paese e pensare “Sembra un film…”
Tutto intatto, poi, dove è passata la tromba d’aria distruzione.
Case senza più tegole e rivestimento nei tetti (se va bene), vetri scoppiati, auto danneggiate, cassonetti spazzati via, alberi sradicati, roulotte disperse, container sfasciati, vigneti spariti nel nulla…
Poi ancora tutto intatto.
Bastava accadesse 500 metri più a sud, o a nord, e il tornato avrebbe trovato solo aperta campagna, e invece…
Volti senza sorrisi, occhi avviliti che osservano, che si guardano intorno.
Come fare?
Da dove iniziare?
Anche questa?

Case che avevano finito da poco la ristrutturazione post terremoto e ora questo.
Una tromba d’aria.
Un tornado, appunto.

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Maggio

30 Apr

Sto per andare a dormire,
leggo l’ora: mezzanotte in punto…
Maggio, temuto maggio, sei arrivato.
Stupidamente ti temo, riporti alla mente ricordi sopiti.
La paura, razionalizzata, analizzata, in parte superata, torna a bussare.
E se tornasse…?

Passando davanti alla porta noto lo zainetto della fuga; fingo di non guardarlo.
Fingo che non abbia importanza, che non occorra più, ma so che un bluff: sto già pensando a cosa cambiare al suo interno, a cosa aggiungere, a cosa togliere…
Cerco di pensare alle cose belle che porterai: battesimi, saggi, feste, il primo mare!
Ma in un angolino della mia testa una sola parola, cupa, nera,troneggia.
Fingo di non sentirla, ma lei diventa sempre più grande ricoprendo con la sua oscurità tutti gli altri pensieri: TERREMOTO!.

Ammetterlo, scriverne mi consente di razionalizzare gli eventi.
Parlarne qui fa si che io possa dare sfogo alle mie irrazionali paure permettendomi di osservarle dall’alto, di smascherarle e finalmente, ancora una volta, sconfiggerle.

Ode al caro Uccellino

16 Apr

Attenzione, questo post potrebbe causare voltastomaco!

Caro uccellino,
tu che volavi alto e libero nel cielo.
Tu che iniziavi ad assaporare
l’aria di questa tardiva primavera.
Tu che probabilmente in preda agli ormoni
hai perso la giusta via.
Tu che ti sei ritrovato a precipitare
in un oscuro, lungo, stretto buco nero.
Tu che hai provato ad uscire senza riuscirvi
grattando le pareti di quel lungo e stretto tunnel.
Tu che non trovando via d’uscita
ti sei arreso
e il tuo armonioso corpicino si è trasformato:
da vita in un’altra trentina di vite.
Piccole, bianche, striscianti, viscide, elastiche.
Così striscianti ed elastiche
da poter passare sotto ad un battiscopa.
Così bianche da non poter passare inosservate.

Oh mio caro uccellino,

ma proprio nella canna fumaria
dentro al muro del mio salotto dovevi precipitare?!
Nella prossima vita comprati un GPS!

Cioccopere fai la brava!

6 Apr

Attenzione: questo è un post scaramantico del tutto inutile di nessuna reale utilità (perché gli altri invece…!)

Ok Marco, nonostante non riesca a fare davvero bene nessuna delle tue ricette perché, diciamocela tutta, in cucina faccio pietà ti (o mi?!) ho dato ancora fiducia.
Nel tuo libro scrivi che questa torta fa sempre la sua figura (speriamo in bene!), ho seguito le istruzioni alla lettera e stasera la devo portare ad una cena fra amici, quindi per favore, fai che sia mangiabile.
Ah, dimenticavo, niente terremoti per favore!

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La felpa in fuga

23 Gen

Erano settimane, anzi mesi, che cercavo quella felpa.
Una delle preferite della Grande, nera con ricamato un grosso orsetto sulla schiena e uno piccolo davanti. Abbinabile ai jeans, ma anche ad una gonnellina (che, inutile sottolinearlo, va per la maggiore).
Ho guardato ovunque.
Nel loro armadio tirando fuori i vestiti: magari era stata piegata male o in mezzo ad un’altra maglia.
Nell’armadio nella loro ex camera usato per i vestiti fuori stagione e per quelli in transito tra una sorella e l’altra.
Nella sacca dei cambi a scuola.
Nel mio armadio e anche in quello del Marito (non si sa mai!).
Nella sacca del passeggino della Piccola.
Nel baule della macchina.
Niente. Nothing. Rien.
La felpa sembrava sparita.
Poi stamattina scendendo le scale ho notato vicino alla porta questo

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Lo zainetto della fuga.
Posizionato lì pronto per essere afferrato durante un’eventuale nuova evacuazione notturna; contiene lo stretto indispensabile per non far sentire freddo, fame o sete, per non sentirsi del tutto persi. Perché la Paura non si può annientare, ma organizzarsi aiuta.
È lì da così tanto tempo che ormai non lo noto più, fa parte dell’arredo.
“Ma vuoi vedere che…”
E infatti la felpa era lì insieme a quelle delle Sorelle, calzini, una coperta, delle salviette, alcuni pannolini, una mini torcia, una bottiglia d’acqua e dei biscotti secchi.
Beh se non altro questa mia totale dimenticanza sta a significare che il terremoto non mi preoccupa più come prima…
O si tratta di rimozione?! O_o

La Vacanzeide (terza parte)

7 Gen

Non ricordo di aver vissuto così tante situazioni diverse in una sola notte!
Nell’ordine ho flashback di risvegli nel nostro letto, nel letto matrimoniale delle maggiori con la Piccola febbricitante spalmata addormentata addosso e le altre a fianco, nel letto delle bimbe senza la Piccola, nel lettone al posto del Marito.
Fine primo tempo, intervallo, dovuto ad un attacco di tosse con annesso vomito della Media.
La Piccola continua a dormire con una bella tachipirina nel… (beh, ci siamo capiti no?) e i restanti membri della famiglia arzilli é reattivi sistemano le cose: la Grande si lamenta, Papà la lava e riveste e io cambio lenzuolo improvvisando un bucato nella vasca da bagno (che la lavatrice mica c’era, ovvio).
Mentre la Media aspetta seduta in corridoio che l’attacco di tosse svanisca ecco un’altra vomitata e replica del lavala/cambiala.
Decidiamo di farle il letto sul divano accanto al nostro letto (almeno in caso di vomito i danni sarebbero stati meno ingenti) e io vado a coricarmi nel letto delle bimbe senza la Media tenendo per mano la Grande così da avere a portata di orecchio la Piccola.
Finita qui?
Eh no, poi è stato il turno del divano, raggomitolata in uno spazio di 30×100 cm a fianco alla Media, e successivamente ancora del letto delle bimbe con la Grande (dove il Papà ci ha lasciate dormire sorbendosi le minori dalle 8 fino alle 9!).
Ricordo inoltre di aver a più riprese insultato, la tosse, la febbre, il vomito e il suo odore, la lavatrice e la sua assenza, la Svizzera, la genetica e Mendel e di aver giurato al Marito che il giorno dopo saremmo ripartiti!
Non l’abbiamo fatto, ho convinto il Marito a stare in casa con le malate mentre la Grande ed io, con la scusa della spesa (“Dovremo pur comprare qualcosa di sano, dai, mancano i mandarini, i tuoi preferiti…!”) e di un possibile contagio (“Non le vorrai mica tutte e 3 malate?!”), abbiamo passeggiato e al pomeriggio siamo rimasti chiusi in appartamento a guardare programmi in tedesco e in francese (che se no che gusto c’è? Potevamo rimanercene in Italia!).
Complice forse il clima migliore la situazione è migliorata velocemente tanto che la Piccola il giorno successivo era sfebbrata e la notte dopo ci sono stati solo un paio di risvegli per la tosse.
Finalmente la nostra vacanza poteva riprendere!

La Vacanzeide (seconda parte)

4 Gen

Dopo la nottata rigenerante (non per il Marito) abbiamo beneficiato del favoloso effetto ombra delle Alpi: tramonto ritardato, sveglia bimbe alle 9:15!
Grazie Alpi, grazie!
Piove, quindi optiamo per una visita nei centri commerciali dove ovviamente scazziamo sbagliamo ogni possibile combinazione: parcheggiamo nel sotteraneo così non ci bagnamo, ma andiamo al centro piccolo credendo di essere in quello mega e prendiamo il carrello.
Va beh, qui il carrello è abbastanza inutile visto che ci sono 3 negozi, quindi ne approfittiamo per fare la spesa più stupida della storia (solo il latte alzava la media) e intanto passa la mattinata.
Al pomeriggio non ci facciamo fregare e, per non sbagliare entrata, parcheggiamo fuori.
“Ci bagneremo un po’ per entrare, dai fa niente, mettigli sciarpe e berretto”
“Prendiamo il passeggino o il marsupio?”
“Niente, tanto ci sarà il carrello!”
Il carrello non c’è.
Nel Centro commerciale ci sono circa 30°C (o forse sono quelli che percepisco io con il piumino indosso e la Piccola versione biscia in braccio).
Il Marito, mosso da pietà per la grondante consorte, raccoglie tutti i giubbotti (che messi insieme formano la mole di un altro essere vivente) e li porta per tutta la permanenza.
Salire e scendere le scale mobili sarà l’unica attività del pomeriggio, reiterata à gogo ovviamente.
Passiamo tutto il tempo su e giù, giù e su anche perché siamo troppo imbacuccati per entrare in un negozio (ci abbiamo provato) e al piano 0 dove si trovava un bar carinissimo entra una tremenda puzza di gas di scarico che dà abbastanza fastidio a me e rende difficile la respirazione al resto della famiglia facile al broncospasmo.
“Va beh Papi, da domani hanno messo sole, ci rifaremo.”
Disse la sprovveduta prima di rendersi conto che i colpi di tosse della Media si stavano sempre più intensificando e la fronte della Piccola diventava sempre più caaaalda….
[TO BE CONTINUED…]

La Vacanzeide (prima parte)

3 Gen

In questi giorni siamo stati in Svizzera in un bellissimo posto, dove fino a pochi mesi fa viveva la Nonna del Marito, bisnonna delle Donnine nonché madre della NonnaSvizzera.
Ora la Nonna vive in Italia con una delle sue figlie e l’appartamento era a disposizione fino a fine gennaio, così (ecco spiegata la mia assenza) abbiamo passato là il nostro calvario le nostre vacanze!
Per raggiungerlo ci vogliono 6 ore di automobile (che con le bambine “C’ho pipì”, “C’ho cacca”, “Ho l’acqua -vomito- in bocca” diventano ovviamente 7), un repertorio di canzoncine ripetitive e noiosissime da cantare a mo’ repeat 1 per almeno 5 volte ciascuna per calmare la Piccola tra un pisolino e l’altro e tanta, taaaanta pazienza.
Per l’andata abbiamo optato per la partenza dopo pranzo (gentilmente offerto dai Nonni), “Che così fanno il pisolino e si perdono un po’ del viaggio”; principio a quanto pare ormai valido solo per la numero 3!
La Grande e la Media ovviamente si sono appisolate, garantendo così finalmente il silenzio nell’abitacolo, solamente nell’ultima ora di viaggio…ma va?!
L’andata tutto sommato comunque è andata bene, solo una sosta pipì/caffè, ma nell’area di servizio più inquietante della storia: per andare al bagno si doveva entrare al bar e poi uscire sul retro, all’esterno, percorrere un corridoio buio di un decina di metri e poi ecco i servizi.
Il bagno delle donne, da cui prima di me era uscito ovviamente un uomo, era deserto e dotato, come da cliché, di una simpatica luce sfarfallante (tipica scena da CSI insomma! Sinceramente mi aspettavo di ritrovare un cadavere da un momento all’altro).
Fortunatamente nessun ritrovamento (anche perché è stata la pipì più veloce della storia!) e il viaggio è potuto andare avanti.
Al nostro arrivo abbiamo deciso di pregustare subito i cibi locali da bravi turisti italiani: siamo andati al Mc Donald’s! (scandalosi, lo so)
Le bimbe si sono litigate la sorpresa (solito) e poi finalmente la tanto sognata vasca da bagno a casa della Bisnonna (noi a casa non l’abbiamo e per Loro è un sogno!) mentre il Papà svuotava il tir la macchina dai nostri esigui bagagli.
Le abbiamo immerse tutte e 3 “Che bello, guarda come si divert”
“No, volio talci io qui vitino alla Piccola!”
“Nooooo, Media fatti in là, ci sto io!”
“Maaaammaaaaaaa, ma la Grande mi pinge”
“BAAAASTAAAA! FUORI!”
Ok, durata bagno 3 minuti; la prima vasca non è stata il top (ma poi si sono rifatte, giuro!).
La nottata tutto sommato è andata bene, tranne per il Papà che dormendo nel lato del letto solitamente usato dalla Nonna ha beneficiato della sua forma scolpita nel materasso.
Ah, il giorno dopo ovviamente pioggia!
😉
[TO BE CONTINUED…]

E se domani… Pensieri sul 21\12\12

20 Dic

Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un po’ più in là…
Questo ritornello della Carrà, complice di mille balli mi risuona in testa oggi più che mai.
Eppure non mi ero mai soffermata su questo passo della canzone, mi focalizzavo su altre parti.

E se domani, il tanto annunciato 21 dicembre 2012, finisse il mondo?
Ho un Amico che gira il mondo e si è documentata e qui ha riassunto ciò che ha appreso.
Le informazioni sono consolanti e positive, fortunatamente, ma comunque mi è capitato di pensarci, mai seriamente intendiamoci, non credo realmente a queste catastrofi annunciate in questi modi bislacchi.
Quello che ho pensato è che comunque la mia esistenza finirebbe felice.
Ciò che volevo di più al mondo da bambina, avere la Mia Famiglia ed essere Mamma, sono riuscita a realizzarlo.
Ho tre bellissime bambine, un marito che Amo (e “odio” a fasi alterne ;-)), il sogno di una casa tutta nostra che si sta realizzando.
Certo, ho anche altri progetti per me però, altre idee da attuare.
Vorrei vivere in quella casetta e provare quel fantastico forno che cuoce 4 pizze contemporaneamente; far suonare l’allarme per errore almeno una 50ina di volte e rigorosamente in orari sconsidarati.
Vorrei un salice piangente con sotto una panchina (anche se mi dicono che il salice sporca parecchio…) dove potermi sedere a leggere in primavera.
Vorrei provare l’ebrezza della consegna a domicilio quando non ho voglia di cucinare (mi sa che capiterà molto spesso…).
Vorrei capire davvero qual è la mia strada a livello professionale, quella che mi permetterà di conciliare al meglio l’essere la Mamma che vorrei e lavorare con soddisfazione e perseguirla (utopia?).
Vorrei riuscire a insegnare a mio marito che dopo aver cucinato la cucina va pulita e alle mie figlie che aiutare la Mamma è cosa buona e giusta.
Vorrei riuscire a fare finalmente quel weekend da morosini solo Lui ed io.
Ma soprattutto vorrei vedere crescere le nostre bimbe.
Vorrei litigarci per il troppo trucco, per la mini troppo mini, per il fidanzato “Quello no ti prego, non fa per te”.
Vorrei sentire le confidenze pur sapendo che una parte del mio cuore di Mamma sarà triste nel vederle diventare Donne, nel vederle mentre ci sfuggono.
Vorrei piangere alla loro laurea e al loro matrimonio se ci saranno, vorrei badare ai nostri nipotini se lo vorranno e tirare un sospiro di sollievo quando se li verranno a riprendere!
Quindi ok, ci sto, se domani finisce tutto pazienza, ma se per favore Mondo puoi andare avanti almeno almeno altri 1000 anni mi fai un favore!
Grazie.

CIF CIF!

5 Dic

Ieri siamo state dalla veterinaria per il primo vaccino di Scarli che in realtà avrebbe dovuto essere un mese fa, quando la Piccola ed io eravamo in ospedale, ma rimanda che ti rimanda…
Vaccinata, risverminata, pulite le orecchie, Scarli ha deciso ben bene di rintanarsi nella sua gabbia e tenere un basso profilo durante tutta la giornata, ma ora siamo pronte, non ci fregherà più, la veterinaria ci ha insegnato il trucco!
Lo spruzzino!
Ebbene sì, quando Scarli farà gli agguati al braccio della Piccola o morderà le mani del primo mal capitato che la crede ben disposta alle coccole e tenta di accarezzarla CIF CIF! una bella spruzzatina di acqua sul muso!
Quando Scarli tenterà ancora la scalata all’albero di Natale, acrobazia che ci è già costata un ramo del nostro alberello datato 2008 rigorosamente made in china provocando un buco enorme, CIF CIF!
E quando salirà le Scale tentando di infilarsi in camera da letto? CIF CIF!
Mi sa che dovrò dotare lo spruzzino di un laccio-collana per averlo sempre a portata di mano perché mi stanno venendo in mente altre mille occasioni di spruzzo!
Speriamo non si possa morire di annegamento con acqua nebulizzata…

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A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

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Robyberta Smilemaker

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