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Grazie Angeli…

15 Ott

Oggi è il giorno in cui ricordare è davvero inevitabile.
I pensieri ti inondano e la malinconia avvolge tutto.
Come sarebbe stato se? Come sarebbe se fosse cresciuto?
Pensieri irrazionali, probabilmente inutili, ma che ogni tanto affiorano.

Il 15 ottobre è il giorno dedicato al Lutto Perinatale, la Giornata Mondiale della Commemorazione e questa sera dalle 19 alle 20 anche noi parteciperemo all’Onda di Luce accendendo le nostre candele per celebrare, ricordare e ringraziare i Nostri Angeli.
Già, ringraziare, perché non mi stancherò mai di ripetere (e ripetermi) che la Nostra Famiglia, non sarebbe quella che è ora senza la perdita del nostro Primo Angioletto e di Filippo.

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Per scacciare i pensieri tristi voglio condividere un gioco che ci ha proposto ieri la Grande.
Mi ha dato carta e penna e mi ha chiesto di scrivere ciò che mi piaceva, non riguardante le mie Donnine, ma tutta la mia vita.
Terminato io l’ho riproposto a Lei e insieme lo abbiamo domandato anche alla Media e al Marito (per la Piccola dobbiamo attendere un incremento del volcabolario, la sua lista ora sarebbe “PeppaPip, Bibba, Pappa”- Peppa Pig, Bimba la sua bambola del cuore da una settimana a questa parte e la pappa!-).

Ecco il risultato.

MammAlessia
Mi piace quando parlo con le mie Bimbe, quando facciamo cose insieme.
Mi piace leggere e fare delle cose con le mie mani.
Mi piace cucinare dolci con la musica.
Mi piace quando Papà mi guarda e sorride.
Mi piace quando la mia famiglia mi fa le coccoline.
Sono felice.

La Grande
Mi piace andare in montagna poi pattinare sul ghiaccio (“Ma non lo hai mai fatto!” “Eh, però mi piace!”).
Poi mi piace sciare (“Non lo hai mai fattooo” “Eh va beh!”).
Mi piace fare i disegni poi abitare in nuove case.
Poi mi piace giocare con le mie Sorelle, mi piace dormire, mi piace scrivere, mi piace giocare.
Mi piace giocare con nuovi Amici.

La Media
Mi piace fare (inteso come disegnare) le antenne, fare le bimbe che pattinano.
Mi piace giocare, dormire fare i regalini, andare fuori, quando c’è la pioggia che invitiamo i bimbi.
E poi quando hanno finito di preparare la mia casa invitare l’A.
Andare dalla Nonna a giocare col pongo.
fare i quadretti della felicità.
Fare i compiti e tagliare e fare i disegni.
Mettermi le collane, fare le collane con le perline da grande, mangiare tutto così divento grande.
Andare a dormire e vestire le mie bimbe.

Il Marito
Bimbe Famiglia
Casa
Giardino
Mare bello
Montagna
Sciare
Mangiare bene (ehm…urge corso di cucina!)
Inventare cose
Macchine Moto
Regali Mamma e Bimbe

E a voi cosa piace?
Combattete la tristezza insieme a Noi ricordando cosa c’è di bello nella vostra Vita.

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Topi grandi come il comodino

11 Ott

Ore 00:02
Camera padronale
La Moglie sta leggendo attenta nell’ipad il libro di Crepet “L’autorità perduta”: venerdi prossimo l’autore parlerà del suddetto volume proprio qui nella VivaceCittadinaTerremotata e Lei non vuole perderselo e nemmeno arrivare impreparata! (L’avevo gia accennato della sua mania del controllo?!).
Il Marito dorme accanto a Lei quando…
Frush frush sbum tum tum
La Moglie grazie al bagliore dell’ipad nota che il Marito, con un gesto degno di un ninja, dalla posizione prona si mette a sedere, afferra il cuscino e da due vigorose cuscinate al comodino.
Stupita e anche un po’ preoccupata pone la mano sulla spalla del Marito chiedendogli “Tutto bene?”
All’istante il Marito ritrova la posizione del sonno e bofonchia “C’erano due topi grandi come il comodino, ma ora li ho mandati via” e come niente fosse riprende a dormire.
Inutile sottolineare che la Moglie se l’è quasi fatta sotto dalle risate, ha mollato Crepet e si è fiondata qui a condividere…

La Casetta Verde

2 Ago

Agosto.
Erano 28 anni che i miei agosto li trascorrevo al Solitomare.
Ora di anni ne ho 29.
La Casetta Verde ora ha bisogno di noi e noi di Lei.
Esploriamo la VivaceCittadinaTerremotata sentendoci un po’ ospiti, un po’ a casa.
Passeggiamo per la nostra via elargendo sorrisi amichevoli e ripetendo “Buongiorno”, “Buon pomeriggio” e “Buonasera” a qualsiasi abitante (ahhhh, ecco da chi hanno preso le Donnine!).

Se sei un passante o semplicemente stai aprendo le imposte di casa proprio durante il nostro passaggio se oltre al canonico saluto di risposta temporeggi o ci sorridi, attento!
Rischi l’abbordaggio!

Ripetiamo a estranei, per nulla interessati, “Ci siamo appena trasferiti. Abitiamo là in fondo alla via, nella Casa(etta) Verde“.
E dirlo ha un suono così dolce che è difficile smettere.
Sa di Noi, sa di Casa!

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La fine di un’Avventura

25 Lug

Ogni cosa ha un inizio ed una fine.
Ogni viaggio una partenza ed un arrivo.
E così anche ogni avventura.

La speranza è sempre quella che l’avventura, una volta terminata non lasci solamente l’amaro in bocca per la sua fine, ma che questo gusto sia mescolato alla freschezza delle cose nuove che porterà e alla dolcezza dei bei momenti vissuti.

In tutta onestà non so ancora dirvi quale sia il gusto prevalente, ma da domani su Star TV non troverete più lo spazio dedicato alle nostre rubriche.
Rubriche che abbiamo amato, che ci facevano sentire, nel nostro piccolo utili a qualcuno (nello specifico qualcuno maggiore di 5 anni di età).
In questi mesi ho giocato alla giornalista e mi piaceva.
Grazie a una vera Amica, RobyBerta che si è fidata di me e mi ha invitato a salire a bordo aiutandomi prontamente nel momento del bisogno.
Grazie ad Elena e Sara per aver risposto alle domande di questa novellina alle prime armi.
Grazie a quelli di Voi che mi hanno rivolto i loro complimenti e i loro consigli.

Editoria in crisi, cambio gestione, personale incapacità O.O 😉 …
Chiamatela come volete.
Star Tv continuerà ad uscire in edicola e noi continueremo a vederci qui e non temete: troverò altri modi per fare la… maestrina!! ;-P

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La Data

27 Giu

Ti aspetti una sera come le altre, in cui poter temere lo spauracchio del trasloco imminente senza fretta, nè ansie.
Un po’ come si teme la morte: sai che arriverà quel momento, non ti metti in situazioni che potrebbero anticipare la sua venuta, ma nemmeno ci pensi in continuazione.
Una serata in cui mettere via 2 oggetti al giorno (o nessuno) che “Tanto non sappiamo ancora la data esatta, mica posso mettere via tutto, magari poi ci serve!” per poi crollare sul divano chiedendosi “Che cosa guardiamo stasera? Castle?”.

E invece…

Invece il Marito ti comunica che è passato il suo Amico, quello che fa i traslochi, e hanno stabilito una data.
Una data?!
Come?? Quando?? Perché???

E con nonchalance continua dicendoti “Il trasloco sarà il 5 luglio, venerdì prossimo”
Venerdì prossimo?!?!
Ansia, batticuore, e pure un po’ di mal di pancia, di quelli da brezza mattutina senza canottiera o da ansia pre-esame per intenderci.
“Ma come venerdì prossimo?!?! È troppo presto! E come faccio a inscatolare tutto…bla bla bla…. le bimbe sono a casa da scuola…bla bla bla….” rispondi e senti che la tua voce tende a salire di qualche ottava e ha quel tipico retrogusto, pardon retro-tono, acidulo, tipico del preciclo.
“Lui aveva tempo solo quel giorno, poi le camere arrivano il 2, e se tu dall’8 volevi andare al Solitomare con le Bimbe…”
“Ah, già il Solitomare! Ma, ma, ma… allora è troppo tardi!”
….
Ai lettori il compito di immaginare la faccia del malcapitato Marito in questione.

Potevo essere io…

5 Giu

Parlarne non è facile.
Il piccolo Luca non è c’è più e dare la colpa al Padre non lo farà tornare indietro.
Immaginare cosa stanno vivendo quei genitori di Piacenza mi è quasi impossibile.
Non per scarsa empatia ma perché è un dolore talmente grande che la mia mente si rifiuta.
In genere quando sento notizie sconvolgenti su bambini ascolto veloce e non indago oltre: immagazzino e chiudo in un comparto stagno.
Fa troppo male.
Fa male pensare a quel Papà.
Fa male pensare agli attimi in cui si è reso conto che no, dall’asilo non era passato quella mattina, e Luca doveva essere ancora in auto.
Attimi in cui il panico cresce insieme alla speranza.
Una parte di te che spera “Dai non sarà successo nulla…”.
L’altra che si dispera “Oddio e se…”

Fa male pensare “E se fosse successo a me?”.

Un po’ di anni fa lessi un libro di Valentina Furlanetto intitolato “Si fa presto a dire Madre”.

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Narra 13 episodi, reali, riguardanti la vita di alcune Madri.
Alcuni danno speranza, parlano di vita.
Altri purtroppo di morte.
Tra questi ce n’è uno che tratta di Anna una madre che che scorda la sua piccola di 2 anni in auto.
Ricordo che più volte durante la lettura di quella particolare storia ho dovuto singhiozzante riporre il libro con gli occhi colmi di lacrime.
Non potevo leggere oltre, dovevo smettere.
Faceva troppo male.
Piangevo per Anna, piangevo come se io fossi Anna.
Le parole dell’autrice mi avevano fatto vivere per un istante con gli occhi di quella Mamma.
Per la prima volta mi sono resa conto dell’importanza di un istante.
Ho condiviso il racconto col Marito, faticosamente, lottando contro l’istinto di chiudere il libro e dimenticare.
Finito il libro l’ho riposto lontano dagli occhi: troppe emozioni.
Fino a ieri.
Fino alla notizia del piccolo Luca Albanese di Piacenza.

Ho letto molti commenti su Facebook.
Commenti crudi, duri, accusatori verso quel Padre vittima della vita frenetica di tutti i giorni, vittima di se stesso.
Certo è stato lui a dimenticare Luca in auto, ma credo che più che di cori che gridano “Assassimo!” avrebbe bisogno di persone accanto.
Credo che non occorrano le voci degli altri a ricordargli cosa è accaduto.
Lui lo ricorderà per sempre e chissà se riuscirà a perdonarsi.

Forse prima di leggere quel libro avrei giudicato anche io quel genitore ascoltando la notizia.
Avrei liquidato la faccenda con un “A me non potrebbe succedere mai!”.
È più semplice negare, voltare la faccia altrove, dimenticare che mettersi nei panni di quel genitore.
Valentina Furlanetto mi ha fatto capire che non è così semplice.
Tutte potremmo essere Anna, basta un istante.
Tutti potremmo essere Andrea.

Un abbraccio speciale a Luca e ai suoi genitori.
Nella speranza che un giorno possano convivere serenamente con questo atroce ricordo alle spalle.

Un anno fa

20 Mag

Probabilmente i post celebrativi vi avranno stancato.
Forse non capite il nostro volerne scriverne ancora è ancora.
Ci serve per andare avanti.
Ci serve per esorcizzare.
Ci serve per non avere più paura.
Portate pazienza, sopportateci e al limite… Saltate questo post! 😉

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Venerdì 18 maggio, 21:40.
Il Marito è fuori a cena con gli amici.
La Grande è partita per la prima volta con la NonnaSvizzera.
Hai portato la Media a letto al secondo piano, nella Loro cameretta.
La Piccola dorme nel suo lettino al primo piano. È sistemato ai piedi del tuo letto dove tu coricata guardi qualcosa in tv.
Senti un boato, non forte, non duraturo, ma lo senti.
Scrivi un messaggio al Marito, ma non ti preoccupi.
Qui non vengono terremoti forti.

Domenica 20 maggio, 01:13.
Sei rientrata da poco, eri fuori a festeggiare il compleanno di una tua Amica, una di quelle con la A maiuscola, una di quelle che conosci da quando sei nata.
Una Fics, è così che chiamate il vostro quintetto.
Ti sei struccata e pigiamata e ti siedi a Whozzappare con Loro, con le Fics, a ridere ancora un po’.
Inevitabilmente il tuo sghignazzare sveglia il Marito e vi mettete a parlare quando…
bbbrrrmmmm!
“Ancora?! C’è stato anche l’altro ieri…”
“Era fortino questa volta…”
“Che facciamo?”
“Senti andiamo a prendere la Media e portiamola qui a letto con noi, non si sa mai…”
Non lo avevate mai fatto.
Mai.
La Media odia dormire nel lettone, vuole muoversi liberamente e infatti come previsto non è contenta e chiede di tornare nel suo letto al piano superiore.
La convincete.
Non sapete nemmeno voi il perché, ma lo fate.
Per fortuna lo fate.

Domenica 20 maggio, 04:03.
BBBBBBRRRRRRRRMMMMMMMMM!!!
“IL TERREMOTO! FUORI, FUORI FUORIIII!”
Le grida del Marito vi riecheggiano ancora per la testa.
Con un balzo scendete dal letto, tu hai in braccio la Media e tieni una mano sul corpo della Piccola ancora dormiente per proteggerla.
Lui spinge il lettino contro la parete (portante).
Lui ti dice “Dammela dai!” e ti tira un braccio scambiandolo per quello della Media.
“La Piccola!” gridi.
Allora Lui capisce, prende la Media, tu afferri la Piccola e insieme correte giù per le scale verso quel buio di tomba.
Non inciampate, aprite la porta e siete fuori, lontano dalle pareti.
Scalzi, impauriti.
E trema, trema, trema.
“Finirà mai?!” ti chiedi.
Intanto arrivano anche i Nonni, il Marito ti affida anche la Media e corre a prendere le chiavi dell’auto per avere un riparo, una coperta e i cellulari.
“Perché i cellulari?” domandi al suo ritorno, mentre il battito del tuo cuore è chiaramente percettibile a un metro di distanza.
“Perché abbiamo anche un’altra figlia” risponde il Marito.
La Grande, quella che poteva rimanere maggiormente traumatizzata, è là al sicuro in Svizzera.
La Piccola ha quasi 6 mesi e la Media ha 2 anni e 4 mesi.
Andate in macchina, per proteggervi da quell’umidità che si insinua tra le ossa e che vi fa tremare (O forse non tremate per il freddo…) allatti la Piccola, la Media capisce che qualcosa non va.
Cercate di spiegarle.

Lei ricorda ancora.
A volte riproduce il rumore, quel rumore assordante, raccapricciante che sa di profondità e simula col corpo lo sballottamento del terremoto.
“Il tellemoto” dice.

La terra trema ancora e ancora, fai pipì lì fuori accucciata, ma non ti importa: fa così buio che nessuno ti vedrà.
Contattate gli Amici e i parenti, le linee sono un po’ intasate ma stanno tutti bene.
Arriva la mattina.
L’alba è bella,promette bene, vi fa sentire meglio, ma il meteo non prevede nulla di buono.
Il Marito e il Nonno riescono a trasportare nella corte, con l’aiuto di un muletto, un container abbandonato.
Era di un vecchio inquilino. Forzano la serratura.
La Nonna lo lava, sì, lo lava!
È incredibile come la normalità cerchi di insinuarsi in ogni gesto.
Fate colazione lì fuori con quello che arraffate in casa; è anche un bel momento.
Contattate la Grande, tutto bene, non hanno sentito nulla, stanno per prendere il treno per il rientro, saranno a casa per le 15.
Ogni tanto sentite quel boato e subito dopo arriva una scossa.
È micidiale perché non sai mai se sarà una scossa lieve o forte e in quei microsecondi di distacco tra l’inizio del boato e l’arrivo della scossa l’ansia monta e il cuore batte fortissimo.
Arriva la Grande, le spiegate la situazione e poco dopo, alle 15:18, arriva un’altra bella scossa.
Lei stava andando in monopattino in quel momento.
È pietrificata, non sa cosa fare.
“No, non ce la faccio qui!” sbotti.
Non ce la fai davvero, loro sono 3 e tu hai solo due braccia.
L’ansia ti divora.
“Dobbiamo portarle via!”
Così, con una valigia di fortuna, partite per il SolitoMare dove fortunatamente i Nonni hanno una casa.
Il terremoto continuate a immaginarlo.
Per una settimana ogni notte vi svegliate di continuo credendo di sentirlo.
Nel dormiveglia vi pare di ondeggiare.
I passi della Media sulle scale di legno rimbombano in tutta la casa facendovi sobbalzare.
Così come i camioncini che passano lungo la via.
Siete provati, agitati, tesi.
Rivedrai la vostra camera da letto, quella da cui siete fuggiti, solo 2 mesi e mezzo dopo; le bimbe dopo 4.

Poi passano i mesi, 12, un anno, e succede che un tuono ti fa ancora battere il cuore facendoti pensare “il terremoto!”.
Ma le vibrazioni dei camion non ti fregano più.
Succede che la paura non ti limita più totalmente la vita, ma il ricordo c’è ancora.
Sali persino tranquillamente al secondo piano, in quella stanza che era la Loro cameretta, ma che ora funge da deposito.
Sali, ma mentre lo fai controlli che la scala sia sgombra in caso di fuga e porti solo una figlia per volta con te “Non si sa mai…”.

Un anno.
È passato un anno, ma 3 sabati fa, quando il Marito alle 7 inoltrate del mattino, mentre tutti e 5 vi coccolavate nel lettone, ha detto “C’è stato il terremoto!” la Grande è scattata sotto lo stipite della porta.
Non spaventata, non agitata.
Direi piuttosto diligente e organizzata.
Noi ricordiamo, Loro ricordano.

Un anno.
Un anno e un giorno fa reputavo la caratteristica “antisismica” di una casa inutile, un accessorio, una cosa in più.
Ora è il requisito primario.
Un mese fa ridevo leggendo “trombe d’aria” nella polizza dell’auto tra caratteristiche dell’opzione “Eventi atmosferici”.
Ora il tuono non ti ricorda più solo quel terribile boato, ma può voler dire anche qualcos’altro…
Inizi a temere anche il cielo grigio composto da nuvole strane.
Quel cielo che prima ammiravi e immortalavi con uno scatto del tuo telefonino ora ti spaventa.

Ok, Madre Natura, hai vinto tu, lo abbiamo capito: non siamo invincibili.
Abbiamo imparato che le cose di cui sentivamo parlare esistono davvero.
Lo abbiamo provato sulla nostra pelle e ora sappiamo come agire.
Siamo più attenti, preparati, ora però lascia stare.
Perdonaci e fai in modo che ciò che abbiamo imparato non occorra.
Fai in modo che resti solamente un ricordo per favore, non abbiamo bisogno di ulteriori promemoria, grazie!

TOC!

16 Mag

Sei lì in auto.
Sfrecci in autostrada.
Ti senti libera, invincibile.
Stai tornando a casa perfettamente in orario per andare a prendere le Maggiori a scuola.
Incastro perfetto: le hai portate a scuola, sei partita con la Piccola armata di imbarazzanti baby cd musicali alla volta di quel paesino Vicentino e ci hai messo 2 ore invece di 1e mezza.
Hai mangiato nella nuovissima cucina della tua Amica che presto si sposerà (e magari finalmente arriveranno dei cuginetti!!) e poi via che si torna a prendere le Donnine a scuola.
Ah ah, 3 figlie ma riesci lo stesso ad andare a trovare la tua amica e la sua nuova casa. Ah ah tempo oggi ho vinto i…
TOC!
OH MAMMA! Cos’era???
La Piccola dorme ancora serafica, ma il rumore e stato fortissimo.
Tu non hai fatto in tempo a vedere nulla, ma nel parabrezza c’è una scheggiatura a ragnatela che con la moneta da 2 euro di carglass non ha nulla a che vedere.
E l’automobile più vicina a te è a 100metri! O.o
Meteorite, segno divino per riportare a giusta quota la mia autostima?!

“Sì signora è assicurata, ma c’è la franchigia di 50 euro e il massimale è fissato a 300 euro e qui c’è da cambiare tutto il vetro! Ora vediamo quanto deve darci di differenza, ma non si preoccupi, gliela facciamo in 2 ore!”
Accidenti all’autostrada e alla libertà…

E domani…

9 Mag

Sono emozionata!!
Beh, perchè?!
Come perche?!? Domani è il gran giorno!
è cosa succede di così bello scusa??
Domani esce StarTV con le sue nuove rubriche!

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È va beh, che rubriche saranno mai…
Sono rubriche in cui 4 ragazze risponderanno (o almeno ci proveranno ;-)) alle domande che saranno loro inviate.
E di che cosa tratterebbero queste rubriche?

Ci sarà la rubrica dedicata al BEAUTY curata da RobyBerta SmileMaker.
Quella riguardante il FASHION di Elena Schiavon.
La rubrica dedicata ai VIAGGI di Sara Paolucci.
E quella per le MAMME tenuta da una certa MammAlessia…

MAMMALESSIA?!?!

Esatto! Sono io!!!

Quindi per favore, correte in edicola e twittatemi qualche domanda a @mammalessia e a @starsettimanale con l’hasthag #mummystar (o scrivetemi qui nella sezione CONTATTAMI!).
Domande facili però eh!!
😉
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Se invece avete curiosità sugli altri argomenti ecco come contattare le mie compagne d’avventura:
BEAUTY @robyberta con l’hasthag #beautystar
FASHION @elenaschiavon con l’hasthag #fashionstar
VIAGGI @sarapepper con l’hasthag #travelstar

Allora???
SCRIVETECI!!!

E finalmente il Battesimo!

8 Mag

Maggio 2012
Una neo Trimamma ricamava a tutt’andare 55 sacchettini porta confetti in onore del Battesimo della Terzogenita che si sarebbe tenuto di lì a poco: il 27 maggio.

Poi il 20 maggio:
BBBBBRRRRRRRUUUUUU
BBBBRRRRUUUUU
bbbrrrrruuuu
BBBBRRRUUUUU
La terra trema, trema e ritrema.
Scappano fuori casa spaventati e successivamente Lei, insieme ad una torta che non piace a nessuno, trae in salvo anche i famosi sacchettini (gliene mancavano ancora 7, mica può lasciare 7 invitati senza sacchettino!) e, forse per cercare una sorta di normalità, un filo che la legasse alla sua vita preterremoto, continua a ricamare tra una scossa e l’altra.

Ma non ce la fa, quel terremoto le fa tremare l’anima, fa vacillare le sue sicurezze così col Marito siedono le Figliolette in auto, caricano l’indispensabile (ok, visto le cose che ho tratto in salvo ammetto che la mia visione di “indispensabile” possa non essere poi così universale) rimandano il Battesimo a data da destinarsi e partono alla volta del Solitomare, da cui ormai allo stremo la fortunata Trimamma tornerà esaurita abbronzata (ok, vista la sua carnagione… diciamo sbiavda eterea “abbronzata” è una parola grossa, facciamo… non più cadaverica!) 4 mesi più tardi.

Maggio 2013
Finalmente la data è stata scelta: il battesimo sarà il 5 maggio.
Va beh, non sarà in Chiesa, ma tanto ci sarà bel tempo dai e all’interno del tendone adibito a chiesa si starà benissimo!
Poi il suo Parroco l’ha caldamente rassicurata dicendole:
“Speriamo che non piova o ci sarà un Battesimo anche da sotto!”
“…Perché Don?”
“Eh, quando piove l’acqua filtra sotto le assi, si formano di quelle chiazze di fango… Poi se i bambini ci saltano sopra schizzano ovunque!”
“Ah…che bello…!”

Poi il 3 maggio: un tornado danneggia la casa dei suoceri.
“Marito che facciamo lo spostiamo ancora il Battesimo?!”
“Boh…ma a quando? Ormai ha 17 mesi!”
“Marito… ma non è che è la Piccola che… come dire… se le tira le sfortune?! Facciamo la cerimonia, al massimo salta il rinfresco. Questa ci conviene Battezzarla, se rimandiamo ancora qui ci scappa anche l’alluvione!”

Così il Battesimo è stato fatto e anche il rinfresco!
Alle 17 sono arrivati nel tendone, un po’ tesi, un po’ sorridenti e un po’ no: il cielo era grigio, di un grigio sospetto e tirava un po’ di vento…
Il vento non gli piace più molto, specie abbinato al grigiume…
Una volta dentro ha iniziato a piovere, a piovere e a piovere.
Durante la cerimonia il Marito e la Trimamma si guardavamo preoccupati: entrambi stavano sicuramente elaborando mentalmente un piano di salvataggio in caso di tornado: Allora, lo spingo verso le Maggiori e ci buttiamo su di loro! ok, ma…il nostro peso basterà a non farle volare via? Ma una persona può volare via con un tornado? Oh mamma speriamo smetta…..
L’acqua penetrava come preannunciato, ma fortunatamente nessun bambino ha avuto la splendida idea di saltare.
La Piccola è stata bravissima e forse ha stabilito un record personale: stare ferma per 45 minuti di fila!
Poi verso la fine della cerimonia l’acqua ha smesso di scendere.
Tutti si sono tranquillizzati e sono riusciti a recarsi al luogo del rinfresco perfettamente asciutti!
Hanno mangiato in compagnia, hanno sorriso e si sono anche dimenticati per un po’ dei problemi.
Finalmente, alla veneranda età di 17 mesi anche la Piccola ha avuto il suo battesimo.

Ora che la sua Anima è purificata il pericolo esondazione del Po dovremmo averlo scansato, no?!
😉

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POLO MOD

La wiki di lavoro per chi opera nel polo bibliotecario modenese

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Diario di una trimamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

firmatocarla

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

playgroundaroundthecorner

Italy with kids: stop at the playground

Mamma 360

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mamma fatta così

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

MakeUp_Fashion Blog_Life_Obsession

L'angolino di Ale

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Instamamme

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

agriturismocortepalazzina

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Sognando Cupcake

quando la dolcezza incontra la fotografia

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

E voi? Figli niente?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

smemomamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Ricomincio da quattro

il blog di Adriana

50 sfumature di mamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Goligoli.it

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

La Terremo-mamma, una mamma terremotata

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

io imparo con la felicità

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Blog di cucina di Aria

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mammagari

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Bendix – Il blog di Lia Celi

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

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