Archivio | agosto, 2013

Più male

19 Ago

Ultimamente la Media ha un’Amica immaginaria.

Non è una di quelle Amiche con cui fingere di parlare a quattrocchi, no, la Media è nata nel 2010, e da brava nativa digitale ha già compreso che al giorno d’oggi (ahimè) è più probabile comunicare con un Amico attraverso i mezzi di comunicazione moderni che davanti ad un caffè.
Ecco dunque che la si può ascoltare mentre tiene concitate conversazioni con il cellulare giocattolo (ma anche un pezzo di carta all’occorrenza può andare) appoggiato all’orecchio mentre cammina avanti e indietro.
A volte invece apre il suo computer portatile di Winnie the Pooh e finge videochiamare l’Amica, che di nome sembrerebbe far proprio Amica.
Capita che addirittura le intimi di non chiamare più e sbuffando ci dica “Mi chiama semple!”; oppure che richieda il nostro intervento per sedare alcune incomprensioni passandoci il telefono.

L’altro ieri tra le due era in corso un acceso litigio. Una volta agganciato la media aveva il volto tutto corrucciato, così le abbiamo chiesto:
“Media perché litigavate tu e la tua Amica?”
“C’ho un allabbiata con la mia amica pelché le ho chiesso sse ha un flatellino, mi ha detto ssì e allola le ho detto di poltare il ssuo flatellino e non volela, ma poi le ho teletonato più male.”
“Eh?!?” 
“Più male!”
“No, non ho capito perché sei arrabbiata! Poi più male non si dice, si dice peggio.”
“Ah, peggio male!”
O.o

PS: poi ho capito che “Ma poi le ho teletonato più male” stava a significare che la linea del cellulare era disturbata!

Libri, We love you

9 Ago

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Io adoro leggere.
La lettura mi catapulta in mondi speciali, mi fa vivere splendide avventure e viaggiare in posti mai visti.
Con un libro in mano posso vivere mille vite, e non perché la mia non mi piaccia eh, semplicemente per il gusto di conoscere una nuova storia.

Da bambina usavo tutte le mie mance Natalizie per comprare libri: gli Junior, e poi i gaja, della Mondadori erano tra i miei preferiti.
Nel mio paesino non c’era la biblioteca e per comprare libri bisognava andare in città.
Ricordo ancora quei pomeriggi in cui mia madre mi portava alla Feltrinelli e io potevo fare la scorta dei miei adorati libri.
Bianca Piztorno la mia autrice del cuore.
Il Giardino Segreto il primo libro rilegato “da grandi” che ho letto, ero in seconda elementare.

Col tempo ho sviluppato una lettura velocissima, volevo sapere tutto e subito.
Quando leggo non esiste nulla intorno a me, solo io e i protagonisti e questo è un bel problema quando devi insegnare l’amore per i libri alle tue figlie!
Non so leggere lentamente, nè a voce alta: sbadiglio di continuo, troppo lento per i miei gusti!

Come far capire loro che leggere è bello se non si riesce a leggere una pagina senza mille sbadigli?!

Semplice riempendo la casa stanza di libri!

Entrando nella loro nuova cameretta nella Casetta Verde si imbattono subito nella libreria: in basso libri alla portata di tutte, di quelli a prova di terrorista Piccola e salendo libri sempre più “da grandi”.

Funziona!
Ad ogni ingresso corrisponde un libro da sfogliare, da guardare, da sole o con le Sorelle.
La Grande ora vuole quelli senza figure, quelli che le leggo quando siamo sole, un capitolo alla volta (senza finire mai nessuno!) sbadiglio dopo sbadiglio; dice di leggerli e inventa girando le pagine.

La Media la settimana scorsa prima di dormire ha addirittura esclamato: “Io sstanotte non vollio Olssetto, dolmo con un liblo!”
Allora funziona davvero! è Ammmmoooreeeee….

….o sarà colpa degli sbadigli?! O.o

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Scene di ordinaria… gelosia!

7 Ago

Ore 7:20.
La Media chiama.
Stranamente non c’ha pipìììì/cacca (già fatte alle 4:10, stanotte), ma “Non voGLio più sstale a Nanna!”.
La Grande si associa e la Piccola si unisce al coro al suon di “Ppapàààà!”.
Il Marito non c’è, si è dovuto alzare all’alba per lavoro e io speravo di pelandreggiare almeno fino alle 7:45!

Pelandreggiare [pé-lan-drég-gia-re] v. intr. [io pelandreggio, tu pelandreggi ecc. ; aus. avere] 1 (fam.) propensione al riposo, scarsa volontà di agire
2 (fam.) avere poco desiderio di fare qualcosa preferendo dormire ⇒ Dal Maritese, deriv. di pelandra. ■ SIN. oziare, poltrire, poltroneggiare; bighellonare, vagabondare, trastullarsi, ciondolare CONTR. ingegnerizzarsi, lavorare, operare, agire, affannarsi
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2013)

Tento con la solita tecnica: fingo di non sentire.
Non funziona (ma ora che ci penso… ha mai funzionato?!).
Prendo il baby talk, premo Talk e dico Loro: “Ragazze Papà non c’è, venite un po’ qui, ci facciamo un po’ di coccoline”
Mi alzo, vado nella Loro cameretta e tolgo la Piccola, contrariata dalla non presenza paterna, dal lettino.
Torno nel lettone con tre rimorchi al seguito.
La Media si distende per prima e si mette alla mia sinistra, mentra la Piccola si arrampica sul lettone e si butta su di me a peso morto.
Mentre ci sbaciucchiamo e abbracciamo arriva la Grande; per ultima perché stava rassettando il suo letto.
Ci guarda, sale sul lettone e si posiziona nei 15-20 centimetri di distanza tra me e la Media, lamentandosi a più riprese di essere stata schiacciata ora da Una ora dall’Altra sorella.
Mi abbraccia escludendo la Media.
Ricambio l’abbraccio includendo anche la Sorella in seconda fila e la Grande si mostra palesemente infastidita.
Tento di smorzare l’acidità della Primogenita dandole il ruolo di principale coccolatrice dicendole:
“Guarda la Media, vuole proprio le tue coccole. Dalle un bacino…”
“No!” Risponde tutta seria
“Ma guardala, sembra un dolciume!” continuo io.
Lei ora ride, con quel suo sorriso da brighella e risponde:
“Non è un dolciume è un pattume

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La Casetta Verde

2 Ago

Agosto.
Erano 28 anni che i miei agosto li trascorrevo al Solitomare.
Ora di anni ne ho 29.
La Casetta Verde ora ha bisogno di noi e noi di Lei.
Esploriamo la VivaceCittadinaTerremotata sentendoci un po’ ospiti, un po’ a casa.
Passeggiamo per la nostra via elargendo sorrisi amichevoli e ripetendo “Buongiorno”, “Buon pomeriggio” e “Buonasera” a qualsiasi abitante (ahhhh, ecco da chi hanno preso le Donnine!).

Se sei un passante o semplicemente stai aprendo le imposte di casa proprio durante il nostro passaggio se oltre al canonico saluto di risposta temporeggi o ci sorridi, attento!
Rischi l’abbordaggio!

Ripetiamo a estranei, per nulla interessati, “Ci siamo appena trasferiti. Abitiamo là in fondo alla via, nella Casa(etta) Verde“.
E dirlo ha un suono così dolce che è difficile smettere.
Sa di Noi, sa di Casa!

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POLO MOD

La wiki di lavoro per chi opera nel polo bibliotecario modenese

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

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Diario di una trimamma

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Mamma 360

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mamma fatta così

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Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

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La Terremo-mamma, una mamma terremotata

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I Magnifici 20 in Cucina

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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