Potevo essere io…

5 Giu

Parlarne non è facile.
Il piccolo Luca non è c’è più e dare la colpa al Padre non lo farà tornare indietro.
Immaginare cosa stanno vivendo quei genitori di Piacenza mi è quasi impossibile.
Non per scarsa empatia ma perché è un dolore talmente grande che la mia mente si rifiuta.
In genere quando sento notizie sconvolgenti su bambini ascolto veloce e non indago oltre: immagazzino e chiudo in un comparto stagno.
Fa troppo male.
Fa male pensare a quel Papà.
Fa male pensare agli attimi in cui si è reso conto che no, dall’asilo non era passato quella mattina, e Luca doveva essere ancora in auto.
Attimi in cui il panico cresce insieme alla speranza.
Una parte di te che spera “Dai non sarà successo nulla…”.
L’altra che si dispera “Oddio e se…”

Fa male pensare “E se fosse successo a me?”.

Un po’ di anni fa lessi un libro di Valentina Furlanetto intitolato “Si fa presto a dire Madre”.

20130605-144537.jpg

Narra 13 episodi, reali, riguardanti la vita di alcune Madri.
Alcuni danno speranza, parlano di vita.
Altri purtroppo di morte.
Tra questi ce n’è uno che tratta di Anna una madre che che scorda la sua piccola di 2 anni in auto.
Ricordo che più volte durante la lettura di quella particolare storia ho dovuto singhiozzante riporre il libro con gli occhi colmi di lacrime.
Non potevo leggere oltre, dovevo smettere.
Faceva troppo male.
Piangevo per Anna, piangevo come se io fossi Anna.
Le parole dell’autrice mi avevano fatto vivere per un istante con gli occhi di quella Mamma.
Per la prima volta mi sono resa conto dell’importanza di un istante.
Ho condiviso il racconto col Marito, faticosamente, lottando contro l’istinto di chiudere il libro e dimenticare.
Finito il libro l’ho riposto lontano dagli occhi: troppe emozioni.
Fino a ieri.
Fino alla notizia del piccolo Luca Albanese di Piacenza.

Ho letto molti commenti su Facebook.
Commenti crudi, duri, accusatori verso quel Padre vittima della vita frenetica di tutti i giorni, vittima di se stesso.
Certo è stato lui a dimenticare Luca in auto, ma credo che più che di cori che gridano “Assassimo!” avrebbe bisogno di persone accanto.
Credo che non occorrano le voci degli altri a ricordargli cosa è accaduto.
Lui lo ricorderà per sempre e chissà se riuscirà a perdonarsi.

Forse prima di leggere quel libro avrei giudicato anche io quel genitore ascoltando la notizia.
Avrei liquidato la faccenda con un “A me non potrebbe succedere mai!”.
È più semplice negare, voltare la faccia altrove, dimenticare che mettersi nei panni di quel genitore.
Valentina Furlanetto mi ha fatto capire che non è così semplice.
Tutte potremmo essere Anna, basta un istante.
Tutti potremmo essere Andrea.

Un abbraccio speciale a Luca e ai suoi genitori.
Nella speranza che un giorno possano convivere serenamente con questo atroce ricordo alle spalle.

Annunci

11 Risposte to “Potevo essere io…”

  1. or 5 giugno 2013 a 13:59 #

    concordo..

  2. aria 5 giugno 2013 a 14:14 #

    Io non penso che si debba gridare assassino e condannare…ma nemmeno penso sia giusto dire “potevo essere io”…questo non dobbiamo permetterlo, dobbiamo cercare soluzioni, non giustificazioni….

    • MammAlessia 5 giugno 2013 a 14:16 #

      Giustificare per cercare soluzioni! 😉
      Nascondersi dietro ad un “A me non succederà mai” non aiuta a creare qualcosa che permetta di evitare simili tragedie.
      Capire che può succedere a chiunque fa si che ognuno pensi ad una possibile soluzione.
      Io ho la macchina con diversi specchietti, così da vederle sempre, ma non basta.
      Servirebbe un dispositivo sonoro.

      • aria 5 giugno 2013 a 14:44 #

        Non sono d’accordo. Giustificare non serve a cercare soluzioni. Nascondersi dietro ad un “Non succederà mai a me” è per me grave come il dire “Potevo essere io”, amio avviso 😉 Riflettiamo sulle soluzioni senza cercare giustificazioni a tutti i costi, con tutto il rispetto del dolore di quel padre….

        • MammAlessia 5 giugno 2013 a 14:49 #

          Forse sono stata traviata da psicologia, sono sempre tentata, mi metto nei panni di…
          Non so se sia un giustificarlo, ma di sicuro è un cercare di capirlo.
          Dirmi “Potevo essere io” serve a me, per non abbassare la guardia.
          Sulle soluzioni concordo in pieno, cerchiamone!

          • aria 5 giugno 2013 a 16:07 #

            Anche io mi metto sempre nei panni di, e cerco di immedesimarmi. Non credo sia psicologia, ma sensibilità. E certamente anche tu ne hai molta. Ho chiamato mio figlio Gioele perchè in un certo senso la vicenda della Franzoni mi aveva terribilmente scossa e quell’altro figlio che ha messo al mondo e si chiamava così mi è sembrato un messaggio di speranza, di rinascita. Ma Samuele non c’è più, Luca non c’è più….sono storie diverse ma appartengono alla fragilità della mente umana entrambe. ti chiedi giustamente cosa stanno vivendo quei genitori ma io mi chiedo cos’hanno vissuto loro, piccoli angeli…. ed è per loro che è doveroso dirci che non deve succedere più e che non può succedere a tutti, no, è una disattenzione troppo grande….non riesco a dire una cosa del genere. Riesco solo a pensare che è doveroso pensare a delle soluzioni, ma su questo (e credo anche sul resto) siamo pienamente d’accordo 😉 detto questo, non mi permetterei mai di giudicare quel padre….

          • MammAlessia 5 giugno 2013 a 16:20 #

            È vero, bisogna trovare soluzioni e sinceramente non capisco perché però non sia stato fatto prima..
            Bada bene, io non credo che questi genitori non debbano subire conseguenze, ma credo che la punizione più grande se la infliggano da soli.
            Quegli angeli non oso immaginare quanto abbiano sofferto, ed è vero, dobbiamo fare qualcosa perché non siano scomparsi invano.
            Un abbraccio 😉

  3. smemomamma 6 giugno 2013 a 10:02 #

    Sentivo per radio ieri che una casa produttrice di seggiolini provò qualche anno fa a lanciare sul mercato un modello che emetteva un suono quando un peso rimaneva sul seggiolino con l’auto spenta. Non lo commercializzarono più perchè nessuno lo comperava: tutti i genitori dicevano che era un accessorio inutile…
    E comunque i casi sono numerosi. Purtroppo ci arriva notizia solo di quelli più ecclatanti, come quello di Luca, o di quella bimba lasciata in auto 2 ore dai genitori per andare a giocare alle macchinette…

    • MammAlessia 6 giugno 2013 a 10:06 #

      Hai ragione, l’estate scorsa ricordo 2 tragedie simili narrate dal telegiornale…
      L’errore che noi genitori (mi includo!) spesso commettiamo è dire “A me non succederà mai!” E quindi “È inutile questo accessorio per me!”.

  4. verdeacqua 6 giugno 2013 a 13:12 #

    questo post è bellissimo e concordo con te. Quel padre è morto anche lui. E ho la sensazioni che sono cose con cui non si potrà mai riuscire a convivere.

Ti piace il mio Post? Commentalo!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Diario di una trimamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

firmatocarla

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

playgroundaroundthecorner

Italy with kids: stop at the playground

Mamma 360

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mamma fatta così

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

MakeUp_Fashion Blog_Life_Obsession

L'angolino di Ale

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Instamamme

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

agriturismocortepalazzina

Just another WordPress.com site

Sognando Cupcake

quando la dolcezza incontra la fotografia

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

E voi? Figli niente?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

smemomamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Ricomincio da quattro

il blog di Adriana

50 sfumature di mamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Goligoli.it

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

La Terremo-mamma, una mamma terremotata

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

io imparo con la felicità

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Blog di cucina di Aria

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mammagari

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Bendix – Il blog di Lia Celi

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

1000 Awesome Things

A time-ticking countdown of 1000 awesome things by Neil Pasricha

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: