Archivio | giugno, 2013

AAA memoria fotografica cercasi

28 Giu

Visto l’imminente trasloco la sera prima Moglie e Marito hanno inscatolato compulsivamente tutto ciò che era contenuto nei mobili del salotto.
Dove, ovviamente, hanno sta per: la Moglie inscatola, il marito prepara scatoloni e li sigilla…
In tutto ciò c’è qualcosa di molto poco equo, ma che ci volete fare, su certi fronti la mania di controllo della Moglie deve ancora smollarsi “Poi chissà come mi mette via le candele o le bomboniere! E poi come le ritrovo?!?”
Che si sa, candele e bomboniere, inutili durante tutto l’arco dell’anno diventano di vitale importanza nel momento del trasloco.
Buona parte degli scatoloni è stata depositata di fianco alla porta di accesso al salotto dove ogni mattina la Famiglia fa colazione.

20130627-141646.jpg

Nel muro di sinistra l’Expedit piange svuotata.
Libri, riviste, puzzle, e cianfrusaglie soprammobili giacciono ora negli scatoloni di cui sopra.

20130627-141728.jpg

La nuova giornata è ormai iniziata e come ogni mattino la Prole entra nella stanza per consumare la prima colazione.
Entrambe le Figlie passano a fianco del nuovo muro di scatoloni, ma niente.
Vedono, o almeno dovrebbero vedere, l’Expedit svuotata, ma niente.
Poi si accomodano a tavola, esprimono desideri sulla temperatura del latte e finalmente la Maggiore delle tre esclama contrariata:
“Ma avete tolto tutti i DVD!”

20130627-142304.jpg
Tre Sherlock Holmes in erba, a loro non sfugge niente proprio…
O.o

Annunci

La Data

27 Giu

Ti aspetti una sera come le altre, in cui poter temere lo spauracchio del trasloco imminente senza fretta, nè ansie.
Un po’ come si teme la morte: sai che arriverà quel momento, non ti metti in situazioni che potrebbero anticipare la sua venuta, ma nemmeno ci pensi in continuazione.
Una serata in cui mettere via 2 oggetti al giorno (o nessuno) che “Tanto non sappiamo ancora la data esatta, mica posso mettere via tutto, magari poi ci serve!” per poi crollare sul divano chiedendosi “Che cosa guardiamo stasera? Castle?”.

E invece…

Invece il Marito ti comunica che è passato il suo Amico, quello che fa i traslochi, e hanno stabilito una data.
Una data?!
Come?? Quando?? Perché???

E con nonchalance continua dicendoti “Il trasloco sarà il 5 luglio, venerdì prossimo”
Venerdì prossimo?!?!
Ansia, batticuore, e pure un po’ di mal di pancia, di quelli da brezza mattutina senza canottiera o da ansia pre-esame per intenderci.
“Ma come venerdì prossimo?!?! È troppo presto! E come faccio a inscatolare tutto…bla bla bla…. le bimbe sono a casa da scuola…bla bla bla….” rispondi e senti che la tua voce tende a salire di qualche ottava e ha quel tipico retrogusto, pardon retro-tono, acidulo, tipico del preciclo.
“Lui aveva tempo solo quel giorno, poi le camere arrivano il 2, e se tu dall’8 volevi andare al Solitomare con le Bimbe…”
“Ah, già il Solitomare! Ma, ma, ma… allora è troppo tardi!”
….
Ai lettori il compito di immaginare la faccia del malcapitato Marito in questione.

Intestino Svizzero

24 Giu

La Nonna paterna, come vi ho già narrato, è denominata NonnaSvizzera.
Non solo per la precisione e la puntualità che la contraddistinguono e per il ligio rispetto delle regole, ma anche, e soprattutto, perchè Lei è proprio nata là, in Suisse in un cantone francese che rende le sue movenze e la sua parlata tutt’oggi affascinate agli occhi di chi la osserva.
Questa sua origine ha lasciato un impronta nelle donnine.
La Grande infatti grazie ai suoi geni svizzeri ha sviluppato un inspiegabile amore ai limiti dell’ossessione per il burro: mettetele davanti nutella e burro e Lei sceglierà quest’ultimo!
O.o
La Media invece ha sviluppato una caratteristica da tutti associata per eccellenza alla Confederazione Elvetica: la puntualità.
Non che sappia leggere l’orologio ancora, questo no.
Al mattino non si prepara in fretta e furia per poter essere in orario all’appuntamento con la scuola.
Nè dimostra memoria per gli eventi ai quali deve presenziare.
Ha un modo di dimostrare la sua precisione tutto suo, una sorta di puntualità biologica.
Il suo corpo si è programmato quasi come fosse impostato manualmente come uno dei più efficienti impianti di irrigazione: ogni mattina Lei in un orario compreso tra le 6:58 e le 7:02 chiama.
Non importa che la sera prima sia andata a dormire alle 21:30, come d’abitudine in estate, o che sia crollata alle 23 dopo aver fatto baldoria al Luna Park del Solitomare: Lei, il suo corpo, in quel lasso di tempo, in quei 4 minuti, ha una sorta di richiamo interno, deve rispettare un appuntamento.
La Media alle 7 circa ogni mattina apre gli occhi e sussurra (beh sussurrare in realtà è un concetto che le mie figlie non hanno assimilato molto bene) “Mamma….mammaaa….mammaaa”
Dall’oltre tomba la sottoscritta e il Marito mugugnano un “Mmmmmhhhh” proforma, già rassegnati.
Sappiamo già cosa ci aspetta, quale sarà sarà la frase successiva.
Come ogni mattina la Media ci chiama perché il suo corpo la richiama all’ordine, non può proprio sottrarsi, ha un appuntamento ben preciso.
Lei, alle 7 ogni mattina, indipendentemente da ciò che ha mangiato la sera prima, deve fare la cacca!

Stralci di vacanza

20 Giu

E così siamo siamo state al Solitomare.
Solo Noi, le Donne di casa, Gatta inclusa.
E quando dico inclusa intendo anche nel tour al centro commerciale del ritorno ovviamente.
Se ieri in un centro commerciale avete notato ‘na pazza con Gatta in gabbia e tre Figlie al seguito che acquistava costumi da bagno, ciao! Ero io!
Ma tornando alla gestione Prole in spiaggia: mi aspettavo fosse più difficile e invece mi hanno stupita.
Capricci ce ne sono stati eh! Pianti pure, ma tutto sommato è andata bene.

20130620-164724.jpg

La Grande nei suoi 5 anni e quasi mezzo si è dimostrata sempre più una Donnina vera: è bastato guardarla dritto negli occhi e spiegarle bene la situazione.
La Media ha deciso che quest’anno teme il fondale marino e i suoi abitanti, ma credo tema di più la solitudine visto che l’abbiamo convinta a fare ugualmente il bagno.
La Piccola aveva bisogni semplici: bagnarsi, mangiare (anche la merenda delle Sorellone) e ingurgitare sabbia (ma lo scrub intestinale farà bene?!).
Sono anche riuscita a sedermi (non coricarmi, per carità, per quello serviranno ancora 1 annetto o due!) sotto all’ombrellone a parlare con le mie amiche della spiaggia: le Nonne delle Amichette.
Che vi credevate? Mi immaginavate già a bagolare ad orario aperitivo sorseggiando mojto con le mie amiche 30enni?! Ma va!
Poi i miei amici Nonni mi aiutano sempre.
Non ho ancora capito se per stima o per pietà in verità, ma va beh.
La Media vuole uscire prima dal bagno?
“Non preoccuparti, te la guardo io la Grande” mi rassicura la Nonna di A. dall’ombrellone davanti.
La Media non ne vuole sapere di alzarsi dal lettino e seguirci dalle docce?
“Le do’ un occhiata io” propone il Nonno di C dall’ombrellone dietro.
I vantaggi di essere una Mamma socievole!
Sono sicura che se i miei Amici non avessero notato l’appetito famelico della Piccola avremmo rimediato anche un invito a cena!

Ho scordato qualcosina?!

17 Giu

Venerdì, ore 19 circa.
Il Marito è da poco rientrato dal lavoro e si sta lavando, le Maggiori si stanno vestendo dopo la doccia, la Piccola vaga per la camera e io cerco di fare le valige perché dopo cena si parte per il Solitomare.
2 giorni tutti insieme, 3 solo noi Donne (compresa la Gatta eh)!
“Ragazze per favore, mi devo concentrare su ciò che serve, non chiamatemi ogni 10 secondi”
“Va bene Mamma”
“Okkkkei”
Bene, allora cosa ci serve? Costumi? Già in valigia, ciabatte già là. Poi, vediamo, ci fermiamo solo 5 giorn
“MAMMAAA”
“Sìììì”
“Dov’è la mia maglia?”
“Sul letto Grande!”
Allora dov’ero rimasta?
Ah sì, 5 giorni, quindi meglio portare 6 paia di mutande, beh, per la Media 7 che non si sa mai. Per il Marito due tanto si ferma solo fino a domen

“MAMMMAAAAAA”
“Sììììììì”
“Dove sssono i miei tandali?”
“I saldali Media? Guarda sotto al letto!”
“Non ci ssono!”
“Guarda meglio”
Magliette! Sì allora non devo portarle bianche che se no con la crema solare poi diventano gialline. E le canotte intime? Ma si qualcuna la port
“MAMMAAAAAA”
“Sììììììììì”
“Metti in valigia anche questo mio vestitino carino per favore”
“Va bene Grande, mettilo vicino alla valigia però ora lasciatemi un attimo riflettere Ragazze, se mi chiamate di continuo non riesco a pensare a ciò che ci serve e magari dimentico i pantaloni!”
“Va bene Mamma”
I pantaloni! Poi ha ragione, magari meglio portare qualcosa di carino per tutti, così magari domani sera usciamo a cen
“MAMMAAAAA!”
“EEEHHHH! Che cosa c’è?!?”
“La Piccola sta tirando fuoi tutti i vestiti dalla valigia!”
“NUUOOOO! Piccola non si fa, dobbiamo mettere i vestiti dentro la valigia, non fuori! Vai a giocare in autostrada con i tuoi giochini, dai!”
“UUUAAAAHHHHHHH”
“MARITOOOOOOOO! Vieni a prenderti ‘ste cozze Porta la nostra adorata Prole al piano di sotto o giuro che casualmente scorderò il tuo intimo obbligandoti a indossare i jeans senza mutande!!”

Avrò scordato qualcosina?!

Mal comune…

12 Giu

Domenica mattina.
È il nostro primo vero weekend estiveggiante al Solitomare.
Il primo in cui le ho dovute incremare, in cui poter andare a prendere l’ombrellone al Solitobagno, in cui ritrovare i compagni d’estate.
Insomma è arrivato il momento della prova costume!

Tutti insieme ci stiamo incamminando verso la Spiaggia: io spingo il passeggino con la Piccola e davanti a me ci sono il Marito con due tubetti di crema ambulanti la Grande e la Media.
La loro pelle scintilla per la crema non ancora totalmente assorbita.
La Grande tiene il Marito per mano, la Media si è arresa, non è più abituata a camminare per lunghi tragitti e ha lamentato un dolore alla pancia così il Marito l’ha caricata in groppa.

Mano a mano che ci si avvicina al Solitobagno la tensione per la prova costume inizia a farsi sentire.
Io ormai ostento la mia pancetta abbastanza serenamente: alcuni a volte, specie dopo i pasti, osano chiedermi se aspetto un quarto figlio in verità, ma basta una simpatica occhiataccia occhiata per chiarire ogni dubbio.
Poi ho pur sempre la giustificazione dai: ho tre figlie!
Il Marito a volte tenta di rubarmi la scusa attribuendo la sua pancetta alla tripla paternità: insomma se uno ha un’attività e tre figlie mica ha tempo di andare in palestra!
…o no?
Ma ora la pancetta è bella in evidenza grazie al tipico pallore invernale.
Inoltre aver sistemato il ville petto non ha aiutato: è ancor più accentuata!
Il Marito verbalizza le sue insicurezze, ma niente paura, la Grande prontamente, con tono deciso, lo rassicura:
“Papà non rimanerci male per la tua pancetta! Alla fine tutti i Papà ce l’hanno come te!”
Ah beh, allora…

Sei un ciclista?

10 Giu

Il Marito odia i ciclisti.
Non per lo sport in sè.
Non il ciclista che gironzola solitario.
Odia i ciclisti in gruppo.
Li odia perché occupano l’intera carreggiata e Lui, da Maschio qual è, non sopporta che limitino il suo macchinone.
Odia che non lo lascino superare occupando anche l’altra corsia solo per il gusto di farlo attendere.

Ogni volta la storia è la stessa.
“Maledetti Ciclisti!”
“Perché Papà?”
“Perché occupano tutta la strada, è pericoloso!” è la risposta più sensata, quella che va per la maggiore, ma a volte, in momenti di ira funesta le motivazioni lasciano poco posto alla razionalità:
“Perché indossano quelle tutine aderenti!”
O ancora meglio:
“Perché si depilano le gambe!”

Sabato avevamo deciso di andare al mare, quindi il marito appena sveglio va in bagno e con il rasoio elettrico decide di accorciare la peluria del suo ville petto.
Zzzzzzzzzzzzzzz
Accorcia qui, accorcia lì nel frattempo entra in bagno la Media.
Si siede sul trono, lo osserva pensierosa e domanda:
“Papà, ma tu ssei un ciclissta?”

Festeggiando

7 Giu

Ieri c’è stata la festa di fine anno alla scuola dell’infanzia delle Maggiori.
La prima per la Media che frequenta il primo anno, ma anche la prima per la Grande!
Durante il suo primo anno infatti eravamo in vacanza, e nel secondo… beh, l’anno scorso c’è stato il terremoto.
I Bambini hanno recitato Il Mago di Oz.
La Grande, carica come una mina, era Dorothy Gale (dal Kansas eh!).

20130608-002409.jpg

La Media faceva parte del popolo dei Ghiottoni.
Si deve essere immedesimata davvero molto nel ruolo perché durante il buffet finale continuava ad attingere dal vassoio delle pizzette O.o!

20130608-002053.jpg

A seguire i Bambini si sono cimentati in un percorso atletico a coppie con tanto di telecronaca degna di Bruno Pizzul.
Ma roba seria: slalom veloce tra gli ostacoli, saltelli nei cerchi, rotolate a terra, passaggi a terra di palla, tentativi di passaggi aerei e i temutissimi, raso terra altissimi ostacoli da saltare!

Poi per ultimo il momento tanto atteso. Quello per cui il Marito ed io ci emozionavamo al sol pensiero.
Quello che ogni genitore sogna per il proprio figlio: la consegna del diploma!

20130608-002750.jpg

Ho pianto ragionevolmente poco tutto sommato anche perché avevo già dato a casa.

È grande davvero!
Ricordo il primo giorno, quando la fotografai con i leggins a righe e la giacca a vento viola.
Tre anni di scuola dell’infanzia.
E ora è una signorina e il prossimo anno ci aspetta la Scuola Primaria.

A incrementare il momento lacrimoso tanti pensieri.
Questo è stato l’unico anno in cui sono state nella stessa sezione.

L’unico anno insieme.

Ed il prossimo tutto sarà diverso: il paese, le scuole, gli amichetti, la casa…

Crescono ogni giorno di più, le cose cambiano e con esse i Loro bisogni.
Noi Le osserviamo a volte stremati, a volte affascinati.

È strano essere Genitore.
Vi sono attimi in cui vorresti vederle grandi, sapere cosa diventeranno, chi ameranno.
Altri in cui vorresti congelare il tempo, averle sempre così, bambine.

Potevo essere io…

5 Giu

Parlarne non è facile.
Il piccolo Luca non è c’è più e dare la colpa al Padre non lo farà tornare indietro.
Immaginare cosa stanno vivendo quei genitori di Piacenza mi è quasi impossibile.
Non per scarsa empatia ma perché è un dolore talmente grande che la mia mente si rifiuta.
In genere quando sento notizie sconvolgenti su bambini ascolto veloce e non indago oltre: immagazzino e chiudo in un comparto stagno.
Fa troppo male.
Fa male pensare a quel Papà.
Fa male pensare agli attimi in cui si è reso conto che no, dall’asilo non era passato quella mattina, e Luca doveva essere ancora in auto.
Attimi in cui il panico cresce insieme alla speranza.
Una parte di te che spera “Dai non sarà successo nulla…”.
L’altra che si dispera “Oddio e se…”

Fa male pensare “E se fosse successo a me?”.

Un po’ di anni fa lessi un libro di Valentina Furlanetto intitolato “Si fa presto a dire Madre”.

20130605-144537.jpg

Narra 13 episodi, reali, riguardanti la vita di alcune Madri.
Alcuni danno speranza, parlano di vita.
Altri purtroppo di morte.
Tra questi ce n’è uno che tratta di Anna una madre che che scorda la sua piccola di 2 anni in auto.
Ricordo che più volte durante la lettura di quella particolare storia ho dovuto singhiozzante riporre il libro con gli occhi colmi di lacrime.
Non potevo leggere oltre, dovevo smettere.
Faceva troppo male.
Piangevo per Anna, piangevo come se io fossi Anna.
Le parole dell’autrice mi avevano fatto vivere per un istante con gli occhi di quella Mamma.
Per la prima volta mi sono resa conto dell’importanza di un istante.
Ho condiviso il racconto col Marito, faticosamente, lottando contro l’istinto di chiudere il libro e dimenticare.
Finito il libro l’ho riposto lontano dagli occhi: troppe emozioni.
Fino a ieri.
Fino alla notizia del piccolo Luca Albanese di Piacenza.

Ho letto molti commenti su Facebook.
Commenti crudi, duri, accusatori verso quel Padre vittima della vita frenetica di tutti i giorni, vittima di se stesso.
Certo è stato lui a dimenticare Luca in auto, ma credo che più che di cori che gridano “Assassimo!” avrebbe bisogno di persone accanto.
Credo che non occorrano le voci degli altri a ricordargli cosa è accaduto.
Lui lo ricorderà per sempre e chissà se riuscirà a perdonarsi.

Forse prima di leggere quel libro avrei giudicato anche io quel genitore ascoltando la notizia.
Avrei liquidato la faccenda con un “A me non potrebbe succedere mai!”.
È più semplice negare, voltare la faccia altrove, dimenticare che mettersi nei panni di quel genitore.
Valentina Furlanetto mi ha fatto capire che non è così semplice.
Tutte potremmo essere Anna, basta un istante.
Tutti potremmo essere Andrea.

Un abbraccio speciale a Luca e ai suoi genitori.
Nella speranza che un giorno possano convivere serenamente con questo atroce ricordo alle spalle.

Luca, Gioggia e …

3 Giu

Il Marito e la Media si coccolano post doccia sul letto.
Lui la avvolge tra le sue enormi braccia e si guardano intensamente negli occhi.
Fantasticano insieme.
“Chissà come sarà la Media quando sarà vecchia…”
“Ma tzono io la Mediaaaa!”
“Lo so, chissà come sarai quando sarai vecchia. Avrai dei bambini?”
….”Tzi!”
“E come li chiamerai?”

Lei riflette, si concentra.
Non vuole dare una risposta qualsiasi, ci crede:
“Luca, Gioggia e …Balù!”

POLO MOD

La wiki di lavoro per chi opera nel polo bibliotecario modenese

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Diario di una trimamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

firmatocarla

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

playgroundaroundthecorner

Italy with kids: stop at the playground

Mamma 360

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mamma fatta così

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

Robyberta SmileMaker

MakeUp_Fashion Blog_Life_Obsession

L'angolino di Ale

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Instamamme

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

agriturismocortepalazzina

Just another WordPress.com site

Sognando Cupcake

quando la dolcezza incontra la fotografia

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

E voi? Figli niente?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

smemomamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Ricomincio da quattro

il blog di Adriana

50 sfumature di mamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Goligoli.it

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

La Terremo-mamma, una mamma terremotata

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

io imparo con la felicità

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Blog di cucina di Aria

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mammagari

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Bendix – Il blog di Lia Celi

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: