Archive | maggio, 2013

Ieri

30 Mag

Ci sono giorni in cui i tuoi impegni si incastrano tra di loro a mo’ di tetris con uno scarto tra l’uno e l’altro di pochi minuti circa, ma la cosa non ti pesa, anzi ti senti invincibile, super!
Ieri è stata una di quelle giornate.
Sveglia alle ore 7… e va bene, alle 7 si alza il Marito, tu verso le 7:10 quando una mandria di figlie (a quell’ora giuro che sembrano davvero una mandria) ti calpesta e schiaccia fino a farti preferire la posizione verticale a quella orizzontale.
Vestizione Prole con soliti annessi e connessi: “Io voglio le maniche lungheeeee”, “Non voglio i pantaloni di ieli sela!”, “Posso mettere le ballerine senza calze?”, “No, la telpa no, la metto dopo!”.
Si scende, dove ad aspettarvi c’è la colazione preparata dal Marito.
Donnine a tavola, tu fai la lavatrice quotidiana e li raggiungi.
Il resoconto della colazione può essere riassunto con una semplice frase: “Potto latziare l’ultimo gotzino di latte? Non mi piatze: ha le blitzoline.”
Solleciti la colazione perché hai fretta.
Dopo una cinquantina numerosi richiami siete pronti, stai mettendo loro il cappello quando…
“Mamma mi fai le treccine?”
“Ma no Grande dai è tardi!”
“Veloci veloci, dai, è per fare le prove dello spettacolo, lo sai che Dorothy deve avere le treccine”
(Lei, nel caso non si fosse capito, sarà Dorothy, è carichissima)
“Ma Amore puoi provare anche pettinata normale”
“Ma lo ha detto la maestra…” Ti ripete guardandoti con quegli occhi da cerbiattino, sei quasi certa che abbia anche sbattuto le ciglia, ma forse è un’impressione.
Ehselohadettolamaestra…
Fai le treccine alla Grande e già sai ciò che ti aspetta:
“Mamma anche io voglio le tleccine!”
Fai le treccine alla Media e odori un olezzo inconfondibile nell’aria: la Piccola ha fatto la cacca!
Ma porcadiquellamiseria!
Pronte tutte in macchina per accompagnare le Maggiori a Scuola.
Tu e la Piccola salutate le Sorellone e via più veloce della luce verso il mobilificio dove insieme all’arredatore devi definire in 60 minuti gli ultimi dettagli della nuova cameretta delle Donnine e comunicare tutti i colori scelti insieme a casa. Il tutto ovviamente allietato dalla presenza della Piccola modello kamikaze: sulla sedia, giù dalla sedia, sulla sedia, già dalla sedia, BUM! “AAAHHHHHHH”, sulla sedia, giù dalla sedia, sulla sedia…
Stabilite il tutto, ma sei costretta a tramutare il Viola scelto dalla Media in Fuxia perché: Viola non pervenuto.
Saluti, ringrazi e via, devi correre a una 30ina di km più a est perché la Piccola ha l’appuntamento (rimandato 4 volte causa malattia) per il tanto temuto vaccino: il morbillo-parotite-rosolia.
Via più veloce della lu RISERVA
Ok pausa diesel dove ovviamente c’è solo Self e tu hai finito i guantini usa e getta (Sì ok, uso i guantini e me li porto in macchina! Problemi?! Io odio l’odore di diesel sulle mani!).
Fai uno pseudo-guanto con la carta multiuso a disposizione e via che si riparte.
Arrivate in ambulatorio dove l’infermiera vi chiama appena vede la vostra ombra varcare la soglia.
Due belle punturine alla Piccola che esprime tutta la sua gioia e riconoscenza con una serie di mega acuti (ingrata…).
Attendete i 30 minuti in sala d’attesa e dopo un’iniziale e maniacale osservazione della Piccola per notare qualche possibile cambiamento in Lei ti rilassi e attacchi bottone alla mamma araba con decorazioni all’hennè su mani e piedi (Cioè se li è fatti da sola! Da. Sola!).
Allo scoccare del 30esimo minuto carichi la Piccola in auto e andate al supermercato: dovete acquistare la frutta per gli spiedini da portare al saggio di fine anno di danza/ginnastica artistica della Grande del pomeriggio.

Tornate a casa dove vi godete un pranzetto tête-à-tête perché il Marito oggi non torna.
La pulisci, cambi, pigiami e a nanna.
Lavi la frutta, tagli e fai i benedetti spiedini.
Ti connetti per controllare le ultime cose per la Rubrica di Star TV, invii gli ultimi documenti per le graduatorie scolastiche e sono già le 15:30.
Svegli la Piccola, carichi gli spiedini e la figlia e vai a recuperare le Maggiori a scuola.
Vi fiondate in palestra e vi godete lo spettacolo.
Godete?!? Il Marito non è potuto venire, quindi ti ritrovi a filmare, bloccare la Piccola kamikaze che si arrampica ovunque, controllare la Media che vaga per la tribuna e guardare lo spettacolo della Grande.
Eh ma finalmente arriva il momento del rinfresco!
Ora ti rilassi mangiando qualcosina.
Mangi sì, ma di relax manco l’ombra.
Dopo aver cercato di evitare il calpestamento della Piccola e finto di aiutare aiutato le ultime Mamme rimaste a riordinare andate finalmente a casa cariche di patatine e bibite mezze iniziate.
Eri davvero cotta, ma felice.
Felice di essere riuscita a fare tutto.
Felice di aver definito la cameretta.
Felice perché era una di quelle giornate appunto in cui la stanchezza ti faceva sentire bene.

Ecco dicevo appunto: ieri è stata una di quelle giornate in cui la stanchezza paradossalmente ti carica!
Oggi…
Oggi proprio no!
Scrisse guardando lo schermo con un solo occhio aperto, due borse extra large sotto agli occhi e la fascia della messa in piega in testa.

Fantasticando

29 Mag

Io vi guardo.
Vi osservo mentre giocate insieme e vi invidio.

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Io che desideravo tanto una sorellina.
Talmente tanto che alla scuola materna mi ero convinta che la mia mamma fosse incinta. Lo avevo anche raccontato a tutte le maestre che si erano prontamente congratulate con mia Madre che in tutta risposta disse “Per cosa??”.
Talmente tanto che quando i passanti vedendo me ed il CugiFratello (più giovane di me di 2 anni) ci chiedevano “Siete Fratelli?” io avrei voluto che quel “Sì” che dicevamo per gioco, ridendo, bullandoci della nostra marachella, si avverasse.

Posso solo immaginare come sarà per voi crescere insieme: la ZiaTeen ed io abbiamo troppi anni di differenza, Sorelle, con la S, alla pari, lo siamo da poco ed il CugiFratello ed io non vivevamo insieme, facile amarsi.

Sarete Amiche o Rivali?
Uscirete nella stessa compagnia o separate?
Farete la stessa scuola o le passioni vi divideranno?
I vostri figli cresceranno come fratelli, come me ed il CugiFratello o non si potranno vedere?
Vi osservo, fantastico, immagino.
Scrivo nella mia mente una storia che forse non sarà, o forse sì, e sorrido.

Scherzetti in par condicio

27 Mag

Sera, post doccia.
Noi donne siamo tutte in camera, ci stiamo pigiamando, mentre il Marito va e viene dal bagno.
La Grande ha uno sguardo furbetto, ne sta pensando una, non c’è dubbio!
Infatti si avvicina, sempre ridacchiando, di quel riso incontenibile, che trabocca dagli occhi, tira tutto il viso e lascia la bocca dischiusa lasciando intravedere la sua agenesia dentale.
“Mamma, mamma ho un’idea!” mi dice sottovoce
“Dimmi Grande, che idea?”
“Fai uno scherzo al Papà! Un giorno nel cellulare scrivi Sei bellissima e poi dici davanti a Papà: Ma chi me lo ha scritto, mah? mah? Chi me lo avrà scritto? IH IH IH IH IH”
“Ah, che bello scherzetto, va bene dai, lo faremo!”
Poi zompetta verso il bagno dove c’è il Marito.
Sta ancora ridacchiando e lascia dietro di sè una scia di IH IH IH IH.
Dalla camera la sento bisbigliare:
“Papà, papà, ho un’idea!”
“Che idea Grande?”
“Un giorno scrivi nel cellulare Sei bellissimo e poi dici alla Mamma: Ma chi me lo avrà scritto? Mah? IH IH IH IH IH”
Malefica la Donnina…

Interessanti perle

24 Mag

È un venerdì mattina come tanti.
Beh, non proprio come tanti: stanotte la Media ha bagnato il letto e anche la Piccola nonostante il pannolone.
Maledetta prima anguria della stagione!
Con la Grande abbiamo giocato d’anticipo: l’abbiamo accompagnata dormiente in bagno.
Il tutto è stato accompagnato da un melodioso concerto le cui voci principali erano il COF COF alternato, pressoché continuo della Grande e della Media e il FIUUUUUU del vento fortissimo che soffiava all’esterno.
“Niente scuola oggi, troppa tosse” è stato il verdetto genitoriale stamattina al risveglio.
Data la mancanza di orari da rispettare e la rocambolesca nottata noi Donne di casa ce la siamo presa comoda: salutato il Marito ci siamo concesse una colazione lenta e rilassata, con tanto di musica in sottofondo.
Il clima disteso, la sonnolenza e la musica a cui aimè non siamo abituate (con tre bimbe in casa la miglior musica a volte è il silenzio!) hanno contribuito alla manifestazione di forme di delirio interessanti perle.

La Media.
“Mamma, quetzta canzone è un po’ tliste e un po’ felitze quiddi si fa cotzì”
e utilizzando la mimica facciale ha iniziato a simulare, alternandoli rapidamente, prima un sorriso poi un volto triste, poi ancora un sorriso e un volto triste.
Buffissima!

La Grande
“Grande stai bevendo il tuo latte?”
“No, ma sto ballando il naso” allargando e stringendo le narici a tempo di musica.
O.o

Con un inizio così non si può che ritrovare il sorriso!
Buon venerdì a tutti!

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Tata TV o… Teacher?!

22 Mag

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Lo sai.
Tu che conosci a memoria ogni canzone dei Classici Disney e sei serial tv dipendente, a malincuore, lo sai.
Sai che la televisione non fa bene ai Bambini, specie se molto piccoli.
Lo hai studiato, lo hai letto su numerose riviste.
Mostrare la televisione ad un bambino al di sotto dei 2 anni può causare un ritardo nel linguaggio, poiché l’ascolto passivo non li stimola a ripetere, a comunicare.
Numerosi studi hanno anche dimostrato come l’abuso di TV possa portare i nostri bimbi ad una maggiore aggressività, a scarsi livelli di attenzione e iperattività e a difficoltà ad empatizzare.

Ma tu adori andare al cinema, ti piace guardare un bel film e così ogni tanto con le Maggiori organizzate “il cinema” la filmofila mamma sceglie scegliete un film tutti insieme, preparate i pop-corn, mettete a letto la Piccola e con tanto di copertina vi mettete sul divano (dove voi Genitori sapete già che resterete almeno 30 minuti extra dopo la fine del film per rispondere alle mille mila domande).
In quei casi ti giustifichi pensando che sia cultura cinematografica con dibattito a seguire.
Costruttivo quindi.
Ma durante il giorno?
No.
Lo sai.
Sei convinta che spenga la Loro creatività, piloti la loro fantasia quindi passi luuunghe mattinate invernali a fare lavoretti con Loro: colla, ovatta, brillantini, paiettes, pezzi di cartoncino a fine giornata popolano la tua chioma.

Eppure…

Eppure quando arriva una delle tue Amiche e Loro la riempiono di domande pretendendo tutta la sua attenzione tu quella TV la accendi per fare finalmente quattro chiacchiere in pace.

Quando tu ed il Marito volete preparare insieme la cena (dove insieme sta per: Lui cucina lasciando una scia di distruzione dietro di sè e tu lo osservi, lo insulti e riordini) dici Loro che possono guardare un cartone.
Per sedarle, per lobotomizzarle e non dover percorrere ogni 10 secondi il corridoio che divide la cucina dalla sala da pranzo.

Quando devi sottoporle a plurime sedute di aerosol accendi la televisione per evitare di doverle intrattenere rendere più gradevole la loro attesa.

Poi succede anche che tu abbia passato l’intera giornata a rispondere NO alle loro richieste e ormai l’unica differenza tra te e Grimilde (non ditemi che non sapete chi sia Grimilde!) sia il guardaroba (e non sei tu quella ad essere vestita meglio) e all’ennesima richiesta “Dai Mamma, solo mezzoretta, non l’abbiamo ancora guardata oggi!” il tuo lato tenero cede.
Non ce la fai proprio a dire ancora NO.
Così le accontenti.
Prendi il telecomando.
Accendi.
Illustri Loro il palinsesto e fai scegliere il programma.
Sintonizzi sul canale desiderato e…
“Ok Ragazze, un po’ di televisione ve la lascio vedere. In inglese ovviamente, contente?!
:evil

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Un anno fa

20 Mag

Probabilmente i post celebrativi vi avranno stancato.
Forse non capite il nostro volerne scriverne ancora è ancora.
Ci serve per andare avanti.
Ci serve per esorcizzare.
Ci serve per non avere più paura.
Portate pazienza, sopportateci e al limite… Saltate questo post! 😉

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Venerdì 18 maggio, 21:40.
Il Marito è fuori a cena con gli amici.
La Grande è partita per la prima volta con la NonnaSvizzera.
Hai portato la Media a letto al secondo piano, nella Loro cameretta.
La Piccola dorme nel suo lettino al primo piano. È sistemato ai piedi del tuo letto dove tu coricata guardi qualcosa in tv.
Senti un boato, non forte, non duraturo, ma lo senti.
Scrivi un messaggio al Marito, ma non ti preoccupi.
Qui non vengono terremoti forti.

Domenica 20 maggio, 01:13.
Sei rientrata da poco, eri fuori a festeggiare il compleanno di una tua Amica, una di quelle con la A maiuscola, una di quelle che conosci da quando sei nata.
Una Fics, è così che chiamate il vostro quintetto.
Ti sei struccata e pigiamata e ti siedi a Whozzappare con Loro, con le Fics, a ridere ancora un po’.
Inevitabilmente il tuo sghignazzare sveglia il Marito e vi mettete a parlare quando…
bbbrrrmmmm!
“Ancora?! C’è stato anche l’altro ieri…”
“Era fortino questa volta…”
“Che facciamo?”
“Senti andiamo a prendere la Media e portiamola qui a letto con noi, non si sa mai…”
Non lo avevate mai fatto.
Mai.
La Media odia dormire nel lettone, vuole muoversi liberamente e infatti come previsto non è contenta e chiede di tornare nel suo letto al piano superiore.
La convincete.
Non sapete nemmeno voi il perché, ma lo fate.
Per fortuna lo fate.

Domenica 20 maggio, 04:03.
BBBBBBRRRRRRRRMMMMMMMMM!!!
“IL TERREMOTO! FUORI, FUORI FUORIIII!”
Le grida del Marito vi riecheggiano ancora per la testa.
Con un balzo scendete dal letto, tu hai in braccio la Media e tieni una mano sul corpo della Piccola ancora dormiente per proteggerla.
Lui spinge il lettino contro la parete (portante).
Lui ti dice “Dammela dai!” e ti tira un braccio scambiandolo per quello della Media.
“La Piccola!” gridi.
Allora Lui capisce, prende la Media, tu afferri la Piccola e insieme correte giù per le scale verso quel buio di tomba.
Non inciampate, aprite la porta e siete fuori, lontano dalle pareti.
Scalzi, impauriti.
E trema, trema, trema.
“Finirà mai?!” ti chiedi.
Intanto arrivano anche i Nonni, il Marito ti affida anche la Media e corre a prendere le chiavi dell’auto per avere un riparo, una coperta e i cellulari.
“Perché i cellulari?” domandi al suo ritorno, mentre il battito del tuo cuore è chiaramente percettibile a un metro di distanza.
“Perché abbiamo anche un’altra figlia” risponde il Marito.
La Grande, quella che poteva rimanere maggiormente traumatizzata, è là al sicuro in Svizzera.
La Piccola ha quasi 6 mesi e la Media ha 2 anni e 4 mesi.
Andate in macchina, per proteggervi da quell’umidità che si insinua tra le ossa e che vi fa tremare (O forse non tremate per il freddo…) allatti la Piccola, la Media capisce che qualcosa non va.
Cercate di spiegarle.

Lei ricorda ancora.
A volte riproduce il rumore, quel rumore assordante, raccapricciante che sa di profondità e simula col corpo lo sballottamento del terremoto.
“Il tellemoto” dice.

La terra trema ancora e ancora, fai pipì lì fuori accucciata, ma non ti importa: fa così buio che nessuno ti vedrà.
Contattate gli Amici e i parenti, le linee sono un po’ intasate ma stanno tutti bene.
Arriva la mattina.
L’alba è bella,promette bene, vi fa sentire meglio, ma il meteo non prevede nulla di buono.
Il Marito e il Nonno riescono a trasportare nella corte, con l’aiuto di un muletto, un container abbandonato.
Era di un vecchio inquilino. Forzano la serratura.
La Nonna lo lava, sì, lo lava!
È incredibile come la normalità cerchi di insinuarsi in ogni gesto.
Fate colazione lì fuori con quello che arraffate in casa; è anche un bel momento.
Contattate la Grande, tutto bene, non hanno sentito nulla, stanno per prendere il treno per il rientro, saranno a casa per le 15.
Ogni tanto sentite quel boato e subito dopo arriva una scossa.
È micidiale perché non sai mai se sarà una scossa lieve o forte e in quei microsecondi di distacco tra l’inizio del boato e l’arrivo della scossa l’ansia monta e il cuore batte fortissimo.
Arriva la Grande, le spiegate la situazione e poco dopo, alle 15:18, arriva un’altra bella scossa.
Lei stava andando in monopattino in quel momento.
È pietrificata, non sa cosa fare.
“No, non ce la faccio qui!” sbotti.
Non ce la fai davvero, loro sono 3 e tu hai solo due braccia.
L’ansia ti divora.
“Dobbiamo portarle via!”
Così, con una valigia di fortuna, partite per il SolitoMare dove fortunatamente i Nonni hanno una casa.
Il terremoto continuate a immaginarlo.
Per una settimana ogni notte vi svegliate di continuo credendo di sentirlo.
Nel dormiveglia vi pare di ondeggiare.
I passi della Media sulle scale di legno rimbombano in tutta la casa facendovi sobbalzare.
Così come i camioncini che passano lungo la via.
Siete provati, agitati, tesi.
Rivedrai la vostra camera da letto, quella da cui siete fuggiti, solo 2 mesi e mezzo dopo; le bimbe dopo 4.

Poi passano i mesi, 12, un anno, e succede che un tuono ti fa ancora battere il cuore facendoti pensare “il terremoto!”.
Ma le vibrazioni dei camion non ti fregano più.
Succede che la paura non ti limita più totalmente la vita, ma il ricordo c’è ancora.
Sali persino tranquillamente al secondo piano, in quella stanza che era la Loro cameretta, ma che ora funge da deposito.
Sali, ma mentre lo fai controlli che la scala sia sgombra in caso di fuga e porti solo una figlia per volta con te “Non si sa mai…”.

Un anno.
È passato un anno, ma 3 sabati fa, quando il Marito alle 7 inoltrate del mattino, mentre tutti e 5 vi coccolavate nel lettone, ha detto “C’è stato il terremoto!” la Grande è scattata sotto lo stipite della porta.
Non spaventata, non agitata.
Direi piuttosto diligente e organizzata.
Noi ricordiamo, Loro ricordano.

Un anno.
Un anno e un giorno fa reputavo la caratteristica “antisismica” di una casa inutile, un accessorio, una cosa in più.
Ora è il requisito primario.
Un mese fa ridevo leggendo “trombe d’aria” nella polizza dell’auto tra caratteristiche dell’opzione “Eventi atmosferici”.
Ora il tuono non ti ricorda più solo quel terribile boato, ma può voler dire anche qualcos’altro…
Inizi a temere anche il cielo grigio composto da nuvole strane.
Quel cielo che prima ammiravi e immortalavi con uno scatto del tuo telefonino ora ti spaventa.

Ok, Madre Natura, hai vinto tu, lo abbiamo capito: non siamo invincibili.
Abbiamo imparato che le cose di cui sentivamo parlare esistono davvero.
Lo abbiamo provato sulla nostra pelle e ora sappiamo come agire.
Siamo più attenti, preparati, ora però lascia stare.
Perdonaci e fai in modo che ciò che abbiamo imparato non occorra.
Fai in modo che resti solamente un ricordo per favore, non abbiamo bisogno di ulteriori promemoria, grazie!

PPPrrrt!

18 Mag

La stai cambiando prima del riposino pomeridiano.
La adagi sul fasciatoio, togli il pannolino pieno, la pulisci e stai per metterle quello pulito quando la trovi tutta concentrata che spinge ridendo.
PPrrrt!
“Ehi Piccola” le chiedi ridendo “Hai la cacca?”
Lei in tutta risposta spinge ancora.
La carpisci rapidamente e ti dirigi verso il vasino in bagno, fino a quel momento utilizzato solo come sedia relax.
Là seduta la Piccola se la ride, ma nulla di fatto.
La riporti in camera, la ri-adagi sul fasciatoio e le chiedi:
“Piccola, ma come ha fatto il tuo culetto prima? PPPrrt, vero?”
“Ahah PPPrrt!” replica Lei imitando il suono e ridendosela di brutto.
Poi la ritrovi concentrata, sempre col sorriso, ma intenta.
“Ma cosa fai?? Stai spingend…”
PPPrrrt!
“ahahaha” se la ride ancora!
“Ma dai Piccola, non si fanno le scoreggine così!”
E Lei in tutta risposta, sempre ridendo, spinge ancora e…
PPPrrrt!
“Ma Piccola smettila, stai male, spingi troppo!” le dici mentri richiudi velocemente il pannolino sperando che rivestita non trovi più così esilarante farle a comando!
Ma Lei spinge ancora e senti un suono inconfondibile, attutito dal pannolino, sì, ma è proprio lui:
ppprrrt!

Incredibile 18 mesi mercoledì è Lei se la ride facendo scoreggine a comando!
Non ci sono dubbi: è tutta suo Padre!!
😀

Pie illusioni…

17 Mag

La Grande, dopo i suoi ultimi due amori platonici (qui e qui), ha un nuovo fidanzatino.
Si chiama L, lo ha conosciuto in piscina.
Ha quasi 6 anni ed il prossimo anno inizierà anche Lui la scuola Primaria nella Vivace Cittadina Terremotata.

Prima lezione
“Mamma hai visto quel bimbo, assomiglia un po’ a Nicola…”
“Ma non mi pare ci assomigli molto Grande…”
“Siiii ha gli stessi occhi!!”
Nel frattempo la Media indignata osserva il padre del suddetto bimbo commentando ad alta voce: “Mamma ma pelché quel macchio ha la coda?! è da pemminaaa!”
Il Padre ride e io imbarazzatissima parto con la lezione sull’uguaglianza dei sessi e sui pari diritti applicabili anche alle acconciature.
Iniziamo bene…

Seconda lezione
“Mamma chiedi alla sua mamma come si chiama quel bimbo?”
“Ma Grande non ti devi vergognare, chiediglielo pure tu”
“Nooo, dai domandaglielo”
Fortuna volle che la Madre in questione stesse chiamando proprio in quel momento suo figlio “L, vieni”
L!
Ecco il suo nome.
Accidenti proprio come il mio ex, sarà felice il Marito! 😉

Terza lezione
Fissandolo.
“Mamma vieni qui, ti devo dire una cosa all’orecchio”
“Dimmi Grande”
Sempre fissandolo “Io e L ci stiamo guardando. Io gli ho fatto un sorrisone e anche lui!”
A casa la sera:
“Papà L è il mio moroso!”
“Grande per essere fidanzati bisogna essere d’accordo entrambi. a te piace L, ma non sai se anche tu gli piaci”
“Certo che gli piaccio, mi faceva i sorrisoni!”
“Forse hai ragione, ma forse è solo gentile, per scoprirlo devi parlargli”
“E se gli faccio un disegno con dei cuoricini?”

Quarta lezione
“Mamma dai questo disegno alla mamma di L che lo da a L?”
“Grande ma se lo dai direttamente tu a Lui?”
“Nooo, dai, mi vergogno, mettiglielo nello zaino!”

Quinta lezione
Sorrisoni e finalmente la Grande osa un “Ciao L”.

Sesta lezione
L ricambia con un disegno e la Grande torna a casa felicissima
Io pianifico con la consuocera a casa di chi passeremmo il prossimo Natale.

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Settima lezione
“Mamma come si chiama L di cognome?”
“Non lo so Grande”
“Chiedilo alla sua mamma dai.”

Ottava lezione
“Chiedi il numero di telefono di L.?”

Nona lezione
Si salutano, Lei gli sorride.
La Madre di L. ed io li guardiamo sghignazzanti.
Iniziano i primi dialoghi:
“Lo sai che questa è mia sorella?”
Va beh Grande, ritenta!

Decima lezione
Mentre la Madre di L ed io finiamo di asciugare la Media e la sorella minore di L i due quasi fidanzatini escono dal containatoio e iniziano a parlare.
Lui: “Sai che le lettere che ci sono nel tuo nome fanno il mio nome?”
“Sai che te sembri un cuore?”
“Sai che te sembri un fiore?”
“L, sai che mi piaci?”
“Sì, lo so. Sai che anche tu mi piaci”
Questo dialogo me lo ha raccontato emozionatissima la Grande in auto al ritorno dalla piscina.
Non so ancora quanto ci sia di vero, ma nonostante l’iniziale volubilità mi lascia ben sperare per il futuro: 10 appuntamenti prima di dichiararsi ufficialmente…!
Dite che mi sto illudendo?!
O.o

TOC!

16 Mag

Sei lì in auto.
Sfrecci in autostrada.
Ti senti libera, invincibile.
Stai tornando a casa perfettamente in orario per andare a prendere le Maggiori a scuola.
Incastro perfetto: le hai portate a scuola, sei partita con la Piccola armata di imbarazzanti baby cd musicali alla volta di quel paesino Vicentino e ci hai messo 2 ore invece di 1e mezza.
Hai mangiato nella nuovissima cucina della tua Amica che presto si sposerà (e magari finalmente arriveranno dei cuginetti!!) e poi via che si torna a prendere le Donnine a scuola.
Ah ah, 3 figlie ma riesci lo stesso ad andare a trovare la tua amica e la sua nuova casa. Ah ah tempo oggi ho vinto i…
TOC!
OH MAMMA! Cos’era???
La Piccola dorme ancora serafica, ma il rumore e stato fortissimo.
Tu non hai fatto in tempo a vedere nulla, ma nel parabrezza c’è una scheggiatura a ragnatela che con la moneta da 2 euro di carglass non ha nulla a che vedere.
E l’automobile più vicina a te è a 100metri! O.o
Meteorite, segno divino per riportare a giusta quota la mia autostima?!

“Sì signora è assicurata, ma c’è la franchigia di 50 euro e il massimale è fissato a 300 euro e qui c’è da cambiare tutto il vetro! Ora vediamo quanto deve darci di differenza, ma non si preoccupi, gliela facciamo in 2 ore!”
Accidenti all’autostrada e alla libertà…

PiZZa

11 Mag

Ci sono momenti in cui ti accorgi che la tua Bimba sta crescendo.
Sono momenti magari sciocchi e banali, ma in quegli attimi viaggiare con la mente è inevitabile.
Così ti fermi a ricordare.
La ricordi un anno fa, ancora piccola, ancora bambina…

Per dormire indossavi ancora il pannolino e ti rannicchiavi nel lettino.
Sì, il lettino, quello con le sbarre!
Avevamo appena tolto quella laterale e tu ti sentivi così grande…
Ti coricavi sorridente, felice di ritrovare lì ad aspettarti il tuo Orsetto ed il tuo ciuccio.
Abbracciando Orsetto col ciuccio in bocca, in quegli istanti tra la veglia e il sonno, producevi un suono ritmico, di gola “MMc”, “MMc”.
Sentirti della radiolina era buffissimo.

Eri già una testona, ma non avevi ancora abbastanza forza per impuntarti come fai ora.
Timida lo sei sempre stata.
“Vergognina” ti chiamiamo noi.
Ancora oggi quando una situazione ti imbarazza ti nascondi fra le gambe e vocalizzi suoni da bimba piccola: “Gnegnegne”
Come se il fingerti piccola ti aiuti, ti faccia sentire più protetta.

A volte sembri davvero tu la piccola del gruppo.
Poi arriva l’ora di dormire, vuoi le coccole, ma dopo due minuti reclami il tuo letto.
Sai essere così dipendente, così bisognosa di contatto, e allo stesso tempo indipendente.
A volte mi spiazzi.
Mi fai impazzire con la tua cocciutaggine.
Poi mi guardi con i tuoi occhioni, sorridi, vedo quella fossetta…

E cresci.
Siamo al mare, ti togli il pannolino in 2 giorni e abbandoni il ciuccio.
Per convincerti ti ho mentito (Scusa) dicendoti che non lo trovavo, ma che potevi ugualmente fare il tuo suono.
Non hai fatto storie, sei stata bravissima.
Un mese fa ti ho confessato la verità. Mi hai guardata e mi hai chiesto di darti il ciuccio!

Passa l’inverno arriva la primavera, ti diamo la bici di tua sorella.
Trascorro un pomeriggio intero a spiegarti che movimento devi fare con le gambe.
Tu ti arrabbi sostenendo “Non lietzcooooo”.
Mi arrendo.
Torniamo fuori il giorno successivo e tu salì in sella col tuo zainetto porta bebè in spalla e dal nulla inizi a pedalare.
Una parte di me ti osserva orgogliosa (l’altra ti darebbe una testata, sappilo).

E stasera…
Stasera è stato uno di quei momenti in cui ho pensato “È grande”.
Stasera quando vi abbiamo chiesto “Cosa dite Bimbe, mangiamo la pizza o il pollo?”
tu non hai risposto il tuo solito “Pitzza”.
Con nonchalance, senza nemmeno rendertene conto, tu mia cara Media hai detto “Pizza”.

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POLO MOD

La wiki di lavoro per chi opera nel polo bibliotecario modenese

Nascere a Mirandola, una scelta naturale

Nascere a Mirandola: una scelta naturale

E se mamma…

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

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Liriche, incipit di romanzi, perle di (im)probabile saggezza

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quando la dolcezza incontra la fotografia

VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

E voi? Figli niente?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

smemomamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Ricomincio da quattro

il blog di Adriana

50 sfumature di mamma

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Goligoli.it

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

La Terremo-mamma, una mamma terremotata

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

io imparo con la felicità

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Blog di cucina di Aria

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

mammagari

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

Bendix – Il blog di Lia Celi

Mamme si diventa, ma in fondo al nostro cuore lo siamo sempre state!

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