Comitato di Liberazione Mamma

12 Apr

La settimana scorsa sono stata contattata dalle 50 sfumature di Mamma, tre simpaticissime mamme blogger provenienti da diversi luoghi che si sono conosciute sul web e hanno deciso di avviare un blog divertentissimo!
Provare per credere: leggete le loro fenomenologie di Mamme, fanno piegare in due dal ridere!
Comunque, dov’ero rimasta?
Ah sì, mi hanno contattata per far parte del Comitato di liberazione Mamma, un progetto che vuole dire tutto, ma proprio TUTTO sulla maternità.
20130412-164424.jpg
Non solo gioie, ma anche dolori.
Non solo fiori, ma anche spine.
Va beh, ci siamo capiti, no?
Un modo per non far sentire aliene quelle donne in dolce attesa che di dolce ci trovano ben poco; per non far sentire sbagliate quelle Neomamme che non si sentono propriamente subito Mamme .
Insomma sdoganare quei luoghi comuni legati alla maternità.

Come ogni Mamma che si rispetti ho anche io i miei momenti no, eccome se ne ho, ma dobbiamo parlare di noi, di ciò che ci ha fatto sentire sbagliate, aliene e per me forse è stato un po’ diverso.

Con la Grande, come ho già scritto, io mi sentivo già Mamma, lo sentivo, sapevo esattamente cosa fare quando l’ho avuta tra le braccia, un po’ perché avevo letto mille miliardi di manuali e un po’ perché lo sapevo. Punto!
Ciò che non sapevo lo chiedevo semplicemente alle infermiere.
Ricordo che nonostante ciò il vomito stile esorcista dopo ogni poppata mi aveva spiazzata (giuro, dovevo cambiarla e cambiarmi ogni volta)!
Ma mica lo chiamavano rigurgitino?? Oddio, e se stesse male?!
Elisa, l’infermiera del nido gentilissima (la stessa che mi è stata accanto nei momenti di sconforto del baby blues) mi aveva tranquillizzato “Tranquilla, è solo una golosona, mangia più di quello che le serve e ciò che è in più lo vomita”.
Una volta a casa ciò che ho provato e sentito è un po’ controcorrente con ciò che si legge nei libri di sdoganamento attuali.
Io con la mia bimba stavo benissimo, non mi pesava svegliarmi per darle il latte, non mi pesava fare tutto in sua funzione e desideravo profondamente portarla sempre con me.
Ciò che io però sentivo profondamente normale non veniva visto così dagli altri: “Non puoi separarti da Lei nemmeno per 2 ore?!” “Come? Viene anche lei fuori a cena?? Non la lasciate dai Nonni??” “Non andrete mica in Luna di Miele con Lei?!”.
Leggevo libri (divertentissimi e che consiglierei anche eh!) che parlavano della maternità come di una tortura e io, di fronte alle ovazioni di altre donne e mamme che li leggevano rispecchiandosi in quelle parole, mi sentivo sbagliata!
Tutto mi sembrava affrontabile tranquillamente, i problemi non erano tali, bastava risolverli ed il suo Papà ed io eravamo le persone giuste per farlo.
Bastava guardarla, ascoltarla, cullarla, ma non una volta ogni tanto, un neonato ha bisogno di quantità, non solo di qualità del tempo.
Poi le cose sono cambiate eh!
Con l’arrivo delle altre due Donnine i miei livelli di pazienza sono drasticamente calati e ho iniziato a comprendere il bisogno di avere tempo per me!
Un weekend childrenfree da tabù è diventato stra agognato.
Una cena senza pappa nei capelli (cosa che un tempo mi divertiva molto) un miraggio desiderato.

Credo che una Mamma debba fare ciò che si sente, in ogni caso, senza sentirsi sbagliata: se sta bene con suoi figlio non deve sentirsi in torto, se non prova subito un sentimento travolgente per quel piccolo mostriciattolo nemmeno.
Sono convinta che il segreto sia ascoltarci davvero, mettere da parte la casa, l’ordine, il lavoro, i consigli e tornare ad un livello empatico primitivo.

Nonostante ciò a volte mi arrabbio.
Quando per esempio noto che lo sdoganamento di certe emozioni e comportamenti che vuole essere una cosa positiva porta a volte a una totale legittimazione esasperata degli stessi comportamenti.
No, lì non ci sto, mi dispiace.
Credo che una Mamma sappia davvero risolvere i problemi del suo bimbo, ma se non ci prova davvero non lo saprà mai.
Credo che una Mamma abbia bisogno di rilassarsi di fronte ad un neonato che urla 24 ore su 24, ma se lo smolla ogni giorno alla Nonna non imparerà mai a calmarlo.
Credo che chiedere aiuto sia una cosa da fare assolutamente, ma non la prima opzione da valutare.
Credo che avere tempo per sè sia un diritto di ogni Mamma, ma che la stessa abbia anche dei doveri verso il suo bimbo.
Credo che le cose e il tempo a nostra disposizione, non saranno mai come prima, e che accettarlo col sorriso e cercare di andare avanti a modo nostro basandoci prima di tutte sulle nostre forze possa dare grandi soddisfazioni.

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6 Risposte to “Comitato di Liberazione Mamma”

  1. Mil&isa 12 aprile 2013 a 20:26 #

    Sono pienamente d’accordo con te… Se solo lo capissero anche i nonni e i papà… Tutti pretendono di passare del tempo con tua figlia senza di te e non capiscono che è come toglierti l’aria… Passi pure il papà… Ma gli altri… E se provi a obiettare la risposta è “ma tu ci stai sempre cosa vuoi che siano 4 ore senza di te, così ti aiutiamo… “Il problema è che tu nn lo percepisci cm aiuto perché sai che tua figlia vuole stare con te, ha bisogno di te e tu vuoi solo stare con lei ma non te lo permettono… Perché x il quieto vivere li lasci fare… Ovviamente se poi davvero hai bisogno anche solo di 5 minuti xche te la stai facendo sotto, spariscono tutti…

    • MammAlessia 16 aprile 2013 a 14:42 #

      Vai Mil,
      combattiva, altro che quieto vivere, sviluppa la faccia “guai a te se me la tocchi”.
      Tu per prima devi essere tranquilla e serena, loro captano le nostre ansie e paure e se non ti va di lasciarle con altri non lo devi fare.
      Un abbraccio

  2. smemomamma 13 aprile 2013 a 17:50 #

    Gran bel post! E grande idea quella delle 50 sfumature di mamma!

  3. Starsdancer 3 maggio 2013 a 14:55 #

    Totalmente d’accordo con te, anch’io penso che una mamma debba fare come si sente, però è anche vero come dici tu che se molla il neonato sempre dalla nonna non saprà mai come calmarlo o addormentarlo, abbiamo il diritto di chiedere aiuto e di riceverlo però abbiamo anche dei doveri verso i figli che sono molto importanti soprattutto perchè abbiamo deciso di metterli al mondo e di occuparcene delegare non va mai bene, nè per noi nè per loro 🙂

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