Archive | aprile, 2013

Maggio

30 Apr

Sto per andare a dormire,
leggo l’ora: mezzanotte in punto…
Maggio, temuto maggio, sei arrivato.
Stupidamente ti temo, riporti alla mente ricordi sopiti.
La paura, razionalizzata, analizzata, in parte superata, torna a bussare.
E se tornasse…?

Passando davanti alla porta noto lo zainetto della fuga; fingo di non guardarlo.
Fingo che non abbia importanza, che non occorra più, ma so che un bluff: sto già pensando a cosa cambiare al suo interno, a cosa aggiungere, a cosa togliere…
Cerco di pensare alle cose belle che porterai: battesimi, saggi, feste, il primo mare!
Ma in un angolino della mia testa una sola parola, cupa, nera,troneggia.
Fingo di non sentirla, ma lei diventa sempre più grande ricoprendo con la sua oscurità tutti gli altri pensieri: TERREMOTO!.

Ammetterlo, scriverne mi consente di razionalizzare gli eventi.
Parlarne qui fa si che io possa dare sfogo alle mie irrazionali paure permettendomi di osservarle dall’alto, di smascherarle e finalmente, ancora una volta, sconfiggerle.

…già ciucciata?!?

29 Apr

25 aprile, le Donnine dormono dopo la giornata intensa trascorsa a Vulandra ed il Marito ed io pensiamo a cosa poter fare nel weekend.
“Che facciamo sabato? Dai, andiamo allo zoo di Bussolengo.”
“Ma ormai ci andiamo tutti gli anni!”
“Andiamo al SolitoMare nella casa dei Nonni?”
“Ancora?! Ma no, sempre là, ci siamo stati anche a Pasqua!”
“Allora andiamo in una città; facciamo Venezia! Mettiamo la Piccola nel marsupio a zainetto e le portiamo là. Deve essere bello per loro.”
“Ma sì dai, una gita a Venezia. Se il tempo lo permette però.”
“Facciamo che sabato ci svegliamo presto che tanto queste Scimmie hanno la sveglia interna puntata alle 7 in punto e a seconda delle previsioni scegliamo dove andare”

Sabato mattina.
Come previsto sveglia alle 7 (e te pareva?!).
Consultiamo il meteo.
Bussolengo: pioggia.
Venezia: pioggia.
SolitoMare: sole con qualche nubi.
Eh va bene, vada per il SolitoMare!
In viaggio spieghiamo alle entusiaste Bambine che no, non si può fare il bagno in piscina e nemmeno in mare. No, niente costume non è ancora estate, è primavera (vogliamo chiamarla così?!) e probabilmente non ci saranno nemmeno le solite Amichette.
La Grande allora riflette:
“Papà, ma ci sono già i Pirati nel mare anche se non è estate?”
“Non ancora, non ci sono ancora abbastanza turisti da derubare o a cui tagliare la gola”
“Tagliano anche la gola?!”
“Certo, ti aprono la pancia e ti rubano anche quello che hai mangiato!”
“…già ciucciata?!”

Riflessioni di una Madre seriale

23 Apr

Molte volte mi sento chiedere dalle persone: “A quando il quarto? Manca il maschietto”
La mia risposta ormai è standard: “Il che?! No, no, stiamo bene così!”
Nelle nostre fantasie abbiamo sempre immaginato 3 figli, ma in effetti, a essere sincera, io stessa credevo che la voglia di neonato non mi sarebbe mai passata.
Da quando è nata l’asmatica Piccola, complici anche il terremoto e l’infinito inverno, però non ho più sentito quel desiderio di maternità, quella voglia di un altro bebè tutto nostro da abbracciare ed annusare.
Di fronte ad una donna panzuta non sento più le farfalle nello stomaco.
Girovagando nei reparti neonati non ammiro con occhi a cuoricino la merce esposta.
Non che questo rappresenti un problema, eh!
Visto come sono fatta gestirne quattro non sarebbe molto semplice.
Non mi piace smollare le mie figlie, fosse una, ma tre…
Insomma tre bimbe tutte insieme non stanno buone buone in un angolo, figurati quattro!
A volte del tempo solo per Noi ci vuole (sia per Noi che per Loro visto la cozza madre che si ritrovano) ma me lo devo imporre, non mi viene spontaneo.
Io me le sono fatte, io me le tengo o hai voluto la bicicletta? Allora pedala! sono frasi che transitano abitualmente per il mio cervello, non mi abbandonano mai (grazie Papà eh, magari farmi un po’ meno complessata… ;-))
Poi mi piace andare in giro sola con Loro, anche solo per fare la spesa, mi fa sentire wonder woman, mi sento libera, forte, capace di affrontare qualsiasi cosa, ma un conto è gestire/vestire/sgridare/sopportare tre testone figlie, un’altro è farlo con quattro!

Ecco, durante le scorse settimane però sono accadute varie cose che mi hanno fanno riflettere…

La Grande che insistentemente continuava a chiedere un’altra sorellina…
“Ma Grande ne hai già due e a volte ci litighi pure!”
“Allora un fratellino!”
“A parte che si litiga anche con i fratellini, a volte non vuoi giocare nemmeno con le due sorelle che hai già, come faresti con tre che ti rubano le cose e strappano i disegni?!”
“Ma vi prometto che giocherei con tutte e tre sempre”
“Grande non si può, noi siamo in 5 in famiglia, siamo già abbastanza”

Le temperature di inizio estate che ci permettevano di giocare all’aperto tutto il giorno (lasciando la casa quasi immacolata! Quasi eh)…

La visione di un fantastico documentario sullo sviluppo dell’embrione nel ventre materno sul canale 420 DeaSapere (La guerra dei Sessi, episodio 4)…
“Mamma guarda! Ma è meraviglioso!!”

Cose magari sciocche, inutili analizzate singolarmente, ma che osservate insieme hanno il potere di dare un altro valore alla vita, di farla sembrare più semplice.
Indubbiamente non possediamo il giusto patrimonio genetico per figliare à gogo in questa regione, ogni broncospasmo mi toglie circa 1 giorno di vita, non lo reggerei!
(Quindi cari amici no, non farò un quarto figlio, mettetevi l’anima in pace)
Ma…
Ma se vivessi in un luogo in cui è sempre caldo sarebbe diverso?
Niente “Dai ragazze, mettete il cappotto!” detto almeno 15 minuti prima dell’orario in cui dobbiamo realmente uscire.
Niente “Copri il nasino con la sciarpa o dopo ti viene l’asma!”
Niente “No, oggi non posso uscire fa troppo freddo per la Piccola”
Niente “Marito torna presto da lavoro perché non posso andare a fare la spesa con le bimbe, sono ammalate”
Niente “Mamma, pronto sono io, non è che avresti latte/uova/zucchero/pollo/una cena completa da prestarmi? Non sono riuscita a uscire”
Secondo voi, sarebbe diverso?

Perché a noi piace stare in compagnia

18 Apr

Come sapete lunedì pomeriggio in casa abbiamo avuto ospiti.
Dopo un iniziale voglia di fuggire a gambe levate dal salotto occupato mi sono ricordata di avere una figlia dormiente al piano di sopra mi sono fatta forza e ho combattuto il nemico.
Alle 16 ho affidato la Piccola alla ZiaTeen con il divieto di entrare nella stanza (anche perché la Nanerottola è in piena fase “mangio tutto”…quindi non si sa mai!) per portare le Maggiori in Piscina lasciando un cantiere aperto in salotto.
Al rientro ho smollato gentilmente chiesto alla mia Mamma di tenere la mia progenie a cena e con il Marito abbiamo definitivamente risolto il problema :
“Dai sposta la libreria, oddio eccone un’altro! Ammazzalo ammazzalo!”
“Ma dici che quel prodotto funziona?”
“Beh, serve per le mosche, loro mosche lo saranno tra un po’, proviamoci!”

Il prodotto ha funzionato e martedì i nuovi inquilini non si sono presentati.
Finalment…DRRIIIIINNNN!!!!
“Pronto parla la Scuola dell’Infanzia”
“Buonasera…”Oddio le Donnine si son fatte male! Ah, no, è vero sono già a casa, ma allora che ca.. acciderbolina vogliono?!
“La maestra prima si è dimenticata di avvisarvi, dovete controllare i capelli della Grande e della Media perché oggi c’è stato un caso di pediculosi”
EH NO EH! ANCHE I PIDOCCHI NO!

Aggiornamento: per ora siamo salvi, ma ogni volta che ci penso mi gratto la cute…speriamo sia suggestione!

Ode al caro Uccellino

16 Apr

Attenzione, questo post potrebbe causare voltastomaco!

Caro uccellino,
tu che volavi alto e libero nel cielo.
Tu che iniziavi ad assaporare
l’aria di questa tardiva primavera.
Tu che probabilmente in preda agli ormoni
hai perso la giusta via.
Tu che ti sei ritrovato a precipitare
in un oscuro, lungo, stretto buco nero.
Tu che hai provato ad uscire senza riuscirvi
grattando le pareti di quel lungo e stretto tunnel.
Tu che non trovando via d’uscita
ti sei arreso
e il tuo armonioso corpicino si è trasformato:
da vita in un’altra trentina di vite.
Piccole, bianche, striscianti, viscide, elastiche.
Così striscianti ed elastiche
da poter passare sotto ad un battiscopa.
Così bianche da non poter passare inosservate.

Oh mio caro uccellino,

ma proprio nella canna fumaria
dentro al muro del mio salotto dovevi precipitare?!
Nella prossima vita comprati un GPS!

Comitato di Liberazione Mamma

12 Apr

La settimana scorsa sono stata contattata dalle 50 sfumature di Mamma, tre simpaticissime mamme blogger provenienti da diversi luoghi che si sono conosciute sul web e hanno deciso di avviare un blog divertentissimo!
Provare per credere: leggete le loro fenomenologie di Mamme, fanno piegare in due dal ridere!
Comunque, dov’ero rimasta?
Ah sì, mi hanno contattata per far parte del Comitato di liberazione Mamma, un progetto che vuole dire tutto, ma proprio TUTTO sulla maternità.
20130412-164424.jpg
Non solo gioie, ma anche dolori.
Non solo fiori, ma anche spine.
Va beh, ci siamo capiti, no?
Un modo per non far sentire aliene quelle donne in dolce attesa che di dolce ci trovano ben poco; per non far sentire sbagliate quelle Neomamme che non si sentono propriamente subito Mamme .
Insomma sdoganare quei luoghi comuni legati alla maternità.

Come ogni Mamma che si rispetti ho anche io i miei momenti no, eccome se ne ho, ma dobbiamo parlare di noi, di ciò che ci ha fatto sentire sbagliate, aliene e per me forse è stato un po’ diverso.

Con la Grande, come ho già scritto, io mi sentivo già Mamma, lo sentivo, sapevo esattamente cosa fare quando l’ho avuta tra le braccia, un po’ perché avevo letto mille miliardi di manuali e un po’ perché lo sapevo. Punto!
Ciò che non sapevo lo chiedevo semplicemente alle infermiere.
Ricordo che nonostante ciò il vomito stile esorcista dopo ogni poppata mi aveva spiazzata (giuro, dovevo cambiarla e cambiarmi ogni volta)!
Ma mica lo chiamavano rigurgitino?? Oddio, e se stesse male?!
Elisa, l’infermiera del nido gentilissima (la stessa che mi è stata accanto nei momenti di sconforto del baby blues) mi aveva tranquillizzato “Tranquilla, è solo una golosona, mangia più di quello che le serve e ciò che è in più lo vomita”.
Una volta a casa ciò che ho provato e sentito è un po’ controcorrente con ciò che si legge nei libri di sdoganamento attuali.
Io con la mia bimba stavo benissimo, non mi pesava svegliarmi per darle il latte, non mi pesava fare tutto in sua funzione e desideravo profondamente portarla sempre con me.
Ciò che io però sentivo profondamente normale non veniva visto così dagli altri: “Non puoi separarti da Lei nemmeno per 2 ore?!” “Come? Viene anche lei fuori a cena?? Non la lasciate dai Nonni??” “Non andrete mica in Luna di Miele con Lei?!”.
Leggevo libri (divertentissimi e che consiglierei anche eh!) che parlavano della maternità come di una tortura e io, di fronte alle ovazioni di altre donne e mamme che li leggevano rispecchiandosi in quelle parole, mi sentivo sbagliata!
Tutto mi sembrava affrontabile tranquillamente, i problemi non erano tali, bastava risolverli ed il suo Papà ed io eravamo le persone giuste per farlo.
Bastava guardarla, ascoltarla, cullarla, ma non una volta ogni tanto, un neonato ha bisogno di quantità, non solo di qualità del tempo.
Poi le cose sono cambiate eh!
Con l’arrivo delle altre due Donnine i miei livelli di pazienza sono drasticamente calati e ho iniziato a comprendere il bisogno di avere tempo per me!
Un weekend childrenfree da tabù è diventato stra agognato.
Una cena senza pappa nei capelli (cosa che un tempo mi divertiva molto) un miraggio desiderato.

Credo che una Mamma debba fare ciò che si sente, in ogni caso, senza sentirsi sbagliata: se sta bene con suoi figlio non deve sentirsi in torto, se non prova subito un sentimento travolgente per quel piccolo mostriciattolo nemmeno.
Sono convinta che il segreto sia ascoltarci davvero, mettere da parte la casa, l’ordine, il lavoro, i consigli e tornare ad un livello empatico primitivo.

Nonostante ciò a volte mi arrabbio.
Quando per esempio noto che lo sdoganamento di certe emozioni e comportamenti che vuole essere una cosa positiva porta a volte a una totale legittimazione esasperata degli stessi comportamenti.
No, lì non ci sto, mi dispiace.
Credo che una Mamma sappia davvero risolvere i problemi del suo bimbo, ma se non ci prova davvero non lo saprà mai.
Credo che una Mamma abbia bisogno di rilassarsi di fronte ad un neonato che urla 24 ore su 24, ma se lo smolla ogni giorno alla Nonna non imparerà mai a calmarlo.
Credo che chiedere aiuto sia una cosa da fare assolutamente, ma non la prima opzione da valutare.
Credo che avere tempo per sè sia un diritto di ogni Mamma, ma che la stessa abbia anche dei doveri verso il suo bimbo.
Credo che le cose e il tempo a nostra disposizione, non saranno mai come prima, e che accettarlo col sorriso e cercare di andare avanti a modo nostro basandoci prima di tutte sulle nostre forze possa dare grandi soddisfazioni.

No telo dico!

9 Apr

Ore 20:45.
Le Donnine hanno fatto la doccia, si sono lavate i denti e sono pigiamate, manca solo una cosa:
“Media dai, vai a fare la pipì”
“Non te l’ho”
“Media, lo sai, un goccino c’è sempre e prima di dormire bisogna farla.”
“Noooo, non te l’hoooo”
“Media dai, per favore andiamo, se no poi succede come la settimana scorsa e te la fai addosso bagnando tutto il letto”
“NO TE L’HOOOOO”
“Ma proviamo, non la fai da tanto tempo. Dai, vengo con te e aspettiamo insieme che arrivi”
“Noooooo, aaahhhh”
Controvoglia mi segue verso il bagno, lamentandosi di continuo e ripetendo “Non te l’ho, non te l’ho, non te l’ho!”
Si siede sul water e io sto per sedermi nella sedia di fronte a Lei quando sento un rumore familiare.
PPPPSSSSS!
Fortuna che non c’era!
“Media, allora non c’è? Ma cos’è questo rumore?”
“…”
“Ehi, cos’è stato a far quel rumore?”
“No telo dico cot’è!”
Poco testona eh?!

Cioccopere fai la brava!

6 Apr

Attenzione: questo è un post scaramantico del tutto inutile di nessuna reale utilità (perché gli altri invece…!)

Ok Marco, nonostante non riesca a fare davvero bene nessuna delle tue ricette perché, diciamocela tutta, in cucina faccio pietà ti (o mi?!) ho dato ancora fiducia.
Nel tuo libro scrivi che questa torta fa sempre la sua figura (speriamo in bene!), ho seguito le istruzioni alla lettera e stasera la devo portare ad una cena fra amici, quindi per favore, fai che sia mangiabile.
Ah, dimenticavo, niente terremoti per favore!

20130406-132000.jpg

Relazioni

4 Apr

“Mamma oggi siamo andati alle scuolementari in pulmino, ma la Media no, c’eravamo solo noi grandi”
“Sì Grande, me lo ricordo, però si dice scuola E-lementare o, ancora meglio, Scuola Primaria. Beh, com’è andata?”
“Bene, era bello. C’erano tutti i nostri amici dell’anno scorso, c’era anche Nicola…”
“Dai, Nicola! E cosa ti ha detto?”
“Non è stato tanto gentile sai, diceva sottovoce nell’orecchio di Niccolò La Grande è un culo e rideva, ma io sentivo”
“Ma proprio Ni-culo chiamava te culo?!? che brutto Grande! Non è stato per niente gentile, culo poi non è una bella parola, te lo ricordi cosa vuol dire?”
“È un modo brutto di chiamare il sedere?”
“Sì esatto. Quindi non vuol proprio dire niente quello che ti diceva, come fai a essere un sedere, sei una bimba! Ma tu ci sei rimasta male?”
“Un po’, ma l’Alice V mi ha difeso e poi…a me Nicola non piace più, siamo solo amici, ma se fa così non siamo più neanche amici!”
“Brava Grande, così si fa! E se lo fa ancora tu cosa fai?”
“Se lo fa ancora io lo spezzo in due!”
O_o

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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