La Piscina

5 Mar

La piscina della Vivace Cittadina Terremotata (VCT) ha da poco riaperto i battenti e da vera masochista amante dell’acqua ho deciso di iscrivere la Media e la Grande ad un corso. Due volte a settimana, tanto per occupare i giorni liberi da danza/ginnastica artistica che taaaanto amo.
Dopo settimane di incitamento ed elogi le Maggiori erano cariche come molle e non vedevano l’ora di andare a tuffarsi.
Ovviamente per la mia salute mentale (masochista sì, ma non esageriamo!) ho deciso di non portarmi anche la Piccola e lasciarla con la Nonna “Magari durante la lezione riesco a leggere qualcosa o potrei andare a nuotare nella corsia di nuoto libero…”.
Illusa!
Arrivate là scopriamo cosa significa l’affermazione “Alcuni container sono stati adibiti a spogliatoi”. Per carità, sistemati molto bene, ma all’interno son pur sempre container, diciamo containatoi: stretti, afosi e caldi, tanto tanto tanto caldi.
Cambio le piccole già super accaldata, tra Scusi, Permesso, Fate passare Bimbe e le accompagno dalla vasca.
“Che belle siete! Aspettate che vi faccio una fot… Ehm…dov’è il cellulare?!” Ovviamente l’ho scordato in auto.
Dopo l’appello ecco che possono entrare in acqua; la Grande contentissima non vede l’ora di mostrare ai maestri cosa sa fare, la Media titubante un po’ per la sua iniziale timidezza un po’ perché ha visto che non si tocca dapperttutto.
Una volta entrare iniziano a fare delle gran vasche, ma non a nuoto, e nemmeno di corsa: si devono muovere lungo il perimetro attaccati al bordo con le braccia!
Avanti, indietro.
Avanti, indietro.
Avanti, indietro.
La Media inizia ad essere esausta (e ci credo poverina!), la Grande ogni tanto si molla e segue il perimetro nuotando come riesce.
Così ecco che si effettua una selezione naturale tra principianti e intermedi: chi rimane ancorato al bordo nonostante le braccia esauste è un principiante che non si fida ancora dell’acqua, chi preferisce staccarsi e nuotare sale di grado e viene spostato nella piscina grande!
La Grande orgogliosa va nell’altra piscina entra e… oh oh! L’acqua è fredda!
Le viene mal di pancia, ma nonostante ciò è brava.
Io, che sono seduta tra le due vasche, passo il mio tempo a guardare a destra verso la Grande e dirle che è un vero pesciolino e poi a sinistra verso la Media ripetendole “Wow, ma sei bravissima, hai bagnato la faccina!”.
Ad un certo punto però la Grande non ce la fa più, il dolore è troppo forte, deve andare in bagno.
E non è pipì.
Andiamo nel contaigno (il bagno nel container, che ve lo dico a fare?!), fa quello che deve fare e torniamo in piscina dove i suoi compagni si sono spostati a fare i tuffi nella piscina dei piccoli con l’acqua calda, quindi decide di andare.
E la Media? La Media vedendomi andare in bagno, in un atto di emulazione profonda, si accorge di avere anch’ella la pipì (ma va?!).
Quindi molla la Grande, assisti ad un tuffo per farle i complimenti e torna nel contaigno con la Media!
Pipì, ricostumizza e piscina dove ovviamente la Media non ne vuole sapere di tornare in acqua, così il maestro la prende con sè, la siede sul bordo piscina e usa le sue gambe distese a pelo d’acqua come ponte dove gli altri bimbi devono passare sotto immergendo la testa.
Ottimo metodo per coinvolgerla (e magari farle venir voglia di tornare in acqua…ma no, coinvolta sì, ma acqua per oggi basta grazie).
Il corso finisce, ma i fuori e dentro dall’acqua hanno risvegliato il mal di pancia della Grande!
Torniamo nel contaigno dove mollo la Media sotto la doccia e la Grande sul wc.
Povera è uno straccio e le viene anche un po’ di vomito.
Faccio la spola tra le due e finalmente convinco la Grande ad alzarsi dal wc con l’allettante promessa di una doccia bollente.
Nel frattempo io ovviamente sono bagnata fradicia per aver abbracciato la Grande bagnata e aiutato la Media con la doccia, ma va beh.
Finalmente torniamo nel containatoio e, sempre a suon di Scusi, Permesso, Fate passare Bimbe, riesco a rivestirle e pettinarle.
La Grande ora sta bene e manca solo l’asciugatura capelli, quindi ci spostiamo nella zona phon (sempre all’interno del containatoio ovviamente, perché già i container sono famosi per la loro frescura, aggiungici tre phon quasi sempre in funzione…mmmm, che goduria!) e asciughiamo i capelli.
Tra una phonata e l’altra alzo lo sguardo e mi imbatto nel riflesso di una tizia sconvolta, tutta scapigliata, bagnata e rossissima in volto: ebbene sì, sono io.
Dopo l’iniziale choc mi ricompongo, termino l’asciugatura, sistemo il sistemabile e finalmente usciamo dal containatoio.
Scarpe, giubbini, “Ciao a tutti” e siamo fuori! Ce l’abbiamo fatta!
“Mamma non voglio più andare in piscina”
“Neacche io”
Durante il viaggio di ritorno ho distribuito panini con nutella, compimenti à gogo e stravolto il loro ricordo dell’esperienza insinuando nella loro malleabile mente che andare in piscina è una cosa bellissima, assolutamente da rifare mercoledì (e se non è autoflagellazione questa…).

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6 Risposte to “La Piscina”

  1. smemomamma 5 marzo 2013 a 18:28 #

    Grande ammirazione, fratella!
    Io non le ho mai portate, se non in quelle estive, dove tutto è molto più semplice.
    Nonna Mimi vorrebbe portarle, ma non credo ce la possa fare…

    • MammAlessia 12 marzo 2013 a 14:33 #

      Beh, di sicuro in quelle estive ci incontreremo allora!!
      Poi ti dirò, se Nonna Mimì vuole tentare la via del masochismo perché negargliela… 😉

  2. aria 5 marzo 2013 a 18:43 #

    anche io non li porto perchè mi immaginavo una scena horror….che forse era meno horror della tua 😉 sei troppo brava!

  3. LaVale 6 marzo 2013 a 09:47 #

    Mitica!!

Trackbacks/Pingbacks

  1. Nuovi inizi | Diario di una trimamma - 20 settembre 2013

    […] vicina al suo Papà, emozionata. Fa ciao con la mano alle bimbe che ha conosciuto in piscina e che fortunatamente saranno in classe con Lei, ma non va da loro. È tesa, ma felice. Vuole stare […]

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