Archivio | febbraio, 2013

Vi parlo di un libro: “Il diario proibito di Maria Antonietta”

28 Feb

Ebbene sì, lo ammetto, io sono affetta da sindrome da acquisto compulsivo di libri ;-).
Se passo davanti ad una libreria DEVO entrare: adoro camminare tra gli scaffali, guardare le copertine, leggere le trame e puntualmente trovo un libro che mi chiama, che deve essere mio!
Anche il supermercato, da quando ha la zona libri, è pericoloso per le nostre finanze.
E vogliamo parlare dell’autogrill??
Durante il weekend da morosini abbiamo fatto tappa in un’area di servizio e ovviamente non ho resistito: ho acquistato un romanzo storico “Il diario proibito di Maria Atonietta” di Juliet Grey.

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Avevo apprezzato molto il film di Sofia Coppola (colonna sonora strepitosa!) e saperne di più sulla discussa Maria Antonietta (seppur attraverso l’interpretazione di Juliet Grey) mi incuriosiva, inoltre era in versione super economica, non potevo lasciarmelo sfuggire.
Nonostante la curiosità avevo rimandato la lettura ad un momento più opportuno (mica potevo passare leggendo l’unico weekend soli soletti!) e il weekend senza Marito si è dimostrato il momento perfetto!
La scrittrice narra il percorso emotivo della giovane Maria Antonietta da quando a 10 anni scopre che sarà data in sposa al Delfino di Francia Luigi Augusto, futuro Luigi VXI, per suggellare l’alleanza Franco-Austriaca (a patto che perfezioni la sua cultura, la sua disciplina, la sua educazione, il suo portamento e anche il suo aspetto troppo austriaco) fino alla sua ascesa al trono come Regina di Francia.
Sappiamo tutti quale sarà il suo destino, ma la Maria Antonietta che ci viene presentata è diversa da quella che siamo abituati a conoscere: una giovane credente, rispettosa del matrimonio, desiderosa di compiacere la madre, il marito e il popolo francese.
Racconta i timori di una bambina obbligata a diventare donna e lasciare i suoi affetti; un legame vero di amicizia e reciproco rispetto; la voglia, e la necessità, di una maternità negata che la farà sentire inadeguata e incapace.
Ero totalmente immersa nella sua mente, nelle sue emozioni.
Concluso il libro però le mie curiosità non erano state soddisfatte: come poteva questa tenera ragazza diventare la regina più odiata dal popolo francese?
Presto detto: questo romanzo non è che il primo di una trilogia!
E come potevo non proseguire la conoscenza della ormai cara Maria Antonietta?
Fortuna che esistono gli ebook: in meno di un minuto “Maria Antonietta. I segreti di una regina” era mio!
…TO BE CONTINUED

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5 anni

27 Feb

Ricordo, ricordo…
Ricordo una coccinella.
Coccinella, sai era così che il Papà mi chiamava, era il mio nomignolo, il nostro simbolo e per riconquistarmi me ne regalò anche una piccolina luccicante di Swarovski.
5 anni fa, mentre aspettavo che l’induzione facesse il suo dovere facendo partire il travaglio, una piccola coccinella era là con Noi in quella stanza di ospedale e lo trovai di ottimo auspicio.
Farti nascere non è stato facile, è stato lungo, doloroso (l’induzione è davvero una brutta roba!), ma non abbiamo mai perso la carica: presto saresti stata tra le nostre braccia.
Ricordo che ero sveglia da 24 ore, le contrazioni erano forti, ogni 10 minuti, e tra l’una e l’altra mi addormentavo, vaneggiavo con l’ostetrica, sognavo.
Poi finalmente verso le 9:30 era arrivato il momento di spingere; il Papà mi incitava tantissimo, mi sosteneva, faceva il tifo stupito dalla mia forza.
E poi sei nata, erano le 12:56, ti vedevo la più bella bambina del mondo, ma riguardando le foto ora…beh…bella bella non lo eri con quella testa a punta!
Nel momento in cui ti ho stretto sapevo esattamente cosa fare, tu eri mia, ma soprattutto io ero tua. È stato come ritrovarsi, ci conoscevamo già da qualche parte, ci stavamo solo aspettando.

Ricordo quando avevi 1 anno e mezzo, il tuo caratterino, la tua vocina, la tua indipendenza.
Avevi un modo bellissimo di riferirti a noi genitori: dicevi sempre “PapàMamma” così, tutto attaccato, pronunciato velocemente, come fossimo un’unica entità impossibile da scindere.
Ricordo la prima volta che mi hai detto ti voglio bene: eri nel lettone a fare il pisolino con me perché io ero incinta della Media e avevo deciso di riposare con te. Di solito non eri molto coccolona, preferivi il tuo letto, ma quel giorno mi abbracciasti e con la tua vocina dicesti “Io bene Mamma”.

E ora guardati, 5 anni!
Mi dici “Mamma, no, no e NO! Ho detto no!”
Balli come una signorina, ma senza malizia.
Ti piace truccarti (leggi scarabocchiarti) e travestirti.
Il prossimo anno andrai a scuola e dici che hai voglia di imparare a leggere così racconterai tu le storie alle tue sorelle, ma so che questa cosa ti piace perché vorrà dire che tu lo saprai fare e loro no.
Vuoi bene ai tuoi amici, ti affezioni, ma non hai ancora Amiche vere, un po’ perché tanto a casa ci sono le tue sorelle un po’ perché se una bimba ti fa un torto non dimentichi in fretta.
Fai la dura, ma hai tanto bisogno di conferme, di sentirti unica e speciale.
Dici che ti piace avere due sorelle, addirittura a volte ne chiedi un’altra, ma non ti piace quando la Media ti copia.
Sei la nostra Grande, sei colei che ci ha fatto scoprire quanto è bello essere genitori e quanto grande può essere l’Amore.
Buon Compleanno A.

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Nascondino

25 Feb

Sabato sera.
In casa il Marito gioca a nascondino con le sue Donnine.
Conta la Media.
“Uno, due, tre, otto, sei, dieci!”
Va beh, magari meglio far contare qualcun’altro eh.
Conta la Grande.
“Uno, due, tre, quattro…dieci!”
La Media si nasconde sotto ad una sedia, il Papà va in garage, la Piccola vagabonda lungo il corridoio.
La Grande tana subito il Papà a causa del rumore causato dalla porta del garage, scova la Media che si lascia scappare una risatina e la Piccola, beh, non era difficile direi!
Conta il Papà.
“Uno, due, tre, quattro…dieci!”
La Grande si nasconde sotto lo stendi panni, la Media dietro di me, la Piccola vedi sopra.
Il Marito non vede la Grande davvero ben nascosta, finge di non vedere la Media dietro di me e le due fanno una bella tana.
Tocca ancora Lui!
“Uno, due, tre…dieci!”
La grande si nasconde dietro ad una porta, la Media dietro all’attaccapanni dei giubbotti.
Il Papà inizia a cercare, passa di fianco all’attaccapanni non vedendo davvero la Media, lo oltrepassa, sta quasi per entrare in cucina quando una vocina, proprio da dietro ai giubbotti alle sue spalle, esclama “Non tz’è nettzuno dietlo ai giubini!”.
Tana per la Media!

Sembra proprio Natale

22 Feb

“Mamma guarda! Sembra Natale!”
Afferma la Grande guardando estasiata i fiocchi di neve che cadono fitti dal cielo.
È da ieri mattina che nevica (anche se qui da noi non ha attaccato molto) e Lei ne è affascinata.
“Grande, ma la neve non vuol dire che è Natale, significa solo che è ancora inverno. È vero a Natale spesso nevica, ma solo perché anche Natale cade nella stagione invernale. La neve c’è perché fa freddo e la pioggia si ghiaccia diventando neve…blablabla…” segue spiegazione scientifica con tanto di musichetta di super quark di sottofondo.
“Mamma! Oh!” mi interrompe Lei con tono parecchio irritato “A me sembra proprio Natale!”
Ok, lascio perdere, ha ragione Lei, a volte la Neve è solo magia e cosa c’è di più magico del Natale?!
Basta che poi non pretendi un doppio turno di Babbo Natale, eh Grande?!

Loro ascoltano

21 Feb

I bambini sentono, anche quando sembrano occupati a fare altro.
I bambini ascoltano, anche quando sembrano distratti.
I bambini interpretano a loro modo, rielaborano.
I bambini, nel mio caso le bambine, mi affascinano sempre di più!

Abbiamo raccontato alla Grande del meteorite caduto in Russia.
È rimasta molto colpita, l’ha disegnato varie volte, sempre uguale, e questa è una delle sue interpretazioni.
Le cose che ho scritto sono le sue spiegazioni (la storia dell’attrito che sviluppa calore gliel’aveva spiegata il Marito).

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Quando il Papi non c’è…

18 Feb

Questo weekend il Marito è andato a sciare con i suoi vecchi amici.
Non è la prima volta, temevo il peggio, avevo già visioni riguardanti l’apocalisse casalingo che si sarebbe svolto di lì a poco, ma…
Esatto, ma, perché a differenza dell’altra volta le bimbe stavano bene, fuori splendeva il sole ed il clima era sufficientemente caldo.
Insomma, la Primavera sta arrivando e rende tutto più facile.
Domenica sera non ero esaurita, nè distrutta, anzi, nonostante la naturale stanchezza, oltre le occhiaie, sorridevo.
C’è da dire che eravamo partite già bene prima dei saluti: sabato mattina prima che il Marito partisse siamo andati a fare colazione tutti insieme nella Vivace Cittadina Terremotata, il nostro nuovo futuro paese, e siamo stati dalla nostra nuova casetta in costruzione passeggiando nella futura via, salutando i futuri vicini come fossero amici di vecchia data (sono sicura che qualcuno avrà pensato “Ma chi è ‘sta pazza?!”) e impezzando i malcapitati a spasso con i figli.
Durante il pisolino il Marito è partito ed io ho preparato cupcake al cioccolato ricoperti di marshmallows e cocco da portare alla cena organizzata con le altre Mamme smollate rimaste a casa con la prole (i cupcake erano buoni eh, ma la padrona di casa mi ha suggerito minacciandomi di morte di evitarli la prossima volta visto che ha dovuto pulire a mo’ di Cenerentola le briciole di marshmallows ancorate seminate sul pavimento dai nostri Pollicini…ehm Scusa!).
La serata è volata tra un “Non spingerlo!”, “Attenti che lui È PICCOLO!” (detto proprio così, in crescendo a mano a mano che la distanza tra bimbo 1 e bimbo 2 diminuiva), “Basta baciarla, lasciala in pace” (eh eh, abbiamo amichetti latin lover noi!).
Tornate a casa la Grande ha voluto dormire con me nel lettone visto che non c’era Papà; “Vieni anche tu qui con noi Media?” “No, io tzto bene nel mio letto” (confido nel futuro, anche la Grande preferiva il suo letto fino ad 1 anno fa) ed è stato bellissimo perché stava vicina vicina e si è fatta abbracciare tutta notte, cosa assolutamente non da Lei.
Al mattino siamo uscite e la Grande è riuscita ad andare per la prima volta in giro in bici senza ruotine per lunghi tratti, senza timori. Era contentissima, abbiamo anche fatto un filmino da mandare subito al Papà.
Al pomeriggio poi in paese per le Maggiori c’è stato il Carnevale con gonfiabili apprezzato moltissimo dalla Grande che ha rincontrato NiCulo tutta emozionata e un po’ meno dalla Media che dopo aver rischiato a più riprese di essere calpestata e non aver ben compreso il funzionamento dei coriandoli mi ha chiesto varie volte “Quando anniamo a cadza?!”.
E poi, beh qui, insieme ad un’Amica, ho dato il meglio di me, guardare per credere!

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Della serie: Trova l’intrusa!.

Evoluzioni

15 Feb

La Piccola mi sorprende sempre.
So bene che ha quasi 15 mesi e che quindi buona parte delle cose che scriverò sono del tutto adeguate al suo sviluppo intellettuale, ma che ci volete fare, non sono più abituata, non me lo aspetto.
Aggiungete che il ricordo più recente di bimba 15mesenne è della Media e Lei era principalmente una gran osservatrice, non ci teneva a testare le cose sulla sua pelle nell’immediato, si faceva andar bene qualsiasi cosa senza protestare (poi sono arrivati i terrible two anche per Lei eh), di fronte a Lei potevi mangiare qualsiasi cosa senza che lo pretendesse.
Ecco la Piccola non è così, ricorda più la Grande: vuole testare, sperimentare, arrampicarsi ovunque, non accetta un no, quindi se vuoi che Lei non faccia quella determinata cosa devi far sparire gli strumenti per eseguirla (con le scale risulta difficile farle sparire effettivamente, ma basta chiudere le porte ;-P).
Come la Grande non puoi mangiare niente che Lei non possa assaggiare, perché se ti vede masticare lo vorrà, anzi pretenderà indicandosi la bocca col suo ditino a suon di “Pappa, am, am, pappa, pappa” pronunciati con tono di voce in crescere.
Quando poi apprezza sempre col dito indice si tocca la guancia e ruotandolo, con quel sorriso da birichina, dice “Mmmm”.
Come la Media è molto affettuosa e le piace essere coccolata da noi, cerca gli abbracci, si adagia sulla spalla quando la prendi in braccio, ma mentre la Media era titubante per via della sua timidezza la Piccola osa, si lancia: se ti trova seduta per terra corre ad abbracciarti pronunciando un “Ahhhh” rilassato e distensivo, spesso rincorre le sorelle per baciarle e stringerle, ma soprattutto ci bacia già di sua spontanea iniziativa.
Ti guarda dritto negli occhi in un modo inconfondibile, lo sguardo da bacio, e poi SMACK! ti schiocca il suo bacio seguito da abbraccio!
Intendiamoci anche le Maggiori ci baciano eh, ma a 15 mesi eravamo sempre noi a chiedere i baci, o erano in concomitanza di riconciliazioni, più rituali che spontanei.

Prima mi stavo spalmando il burrocacao e lei mi ha chiamata indicandosi le sue labbra “Piccola, lo vuoi anche tu?” ha annuito in quel suo modo lento, ben scandito che sembra un po’ significare “Te lo faccio piano così tu, stordita, capisci che sto parlando proprio con te e con questo cenno voglio affermare la mia risposta positiva”, si è messa con la bocca in una buffissima posa scimmiottandomi e se lo è fatto spalmare, dopo di che ha indicato la guancia perché lo voleva anche là.
Ora può sembrare che la Piccola non abbia capito una mazza della reale funzione del burrocacao, ma in realtà l’astuta infante lo pretendeva anche in quella zona perché proprio ieri mi aveva visto spalmarlo anche su di una macchia di allergia che ho proprio sulla guancia!

La Grande ha una passione per Peter Pan e a forza di imporlo suggerirlo anche alla Media e riuscita nell’intento di farglielo piacere, quindi durante gli aerosol quale sarà la scelta del film trasmesso è scontata.
La settimana scorsa erano tutte malate, tre aerosol almeno a testa al giorno per tre figlie fanno 9, aggiungiamo che la Piccola non ha ancora potere decisionale sulla scelta avremo 2 pazze figlie che optano a ripetizione per lo stesso.Identico.Film.
Stamane la Piccola ha trovato il libro di Peter Pan per terra lo ha portato dalle fissate sorelle indicando insistentemente il disegno rappresentante il loro eroe dicendo “Ata ata ata” che, visto il caratterino che sta dimostrando, mi piace credere significasse “Guarda, qui c’è il vostro idolo, quello che mi tocca sorbirmi tutte le volte che si attiva l’aerosol, quello che sinceramente ha pure fracassato un po’ le balle! Toh, beccatevelo pure su ‘sto libro e cambiate programma la prossima volta, rompipalle!”.

Lei non sarà Ginevra

13 Feb

Nostra figlia doveva chiamarsi Ginevra.
Da adolescenti fantasticavamo sui nomi dei nostri figli e Ginevra era il nostro preferito, quello che volevamo, ne eravamo sicuri.
Poi il destino ci ha separati.
Vite diverse, in città diverse con amici diversi.
Ma ci siamo ritrovati, siamo tornati insieme e dopo una gravidanza andata male stavamo diventando 3 finalmente.
Quel bambino, anzi bambina, stava arrivando.
“Allora se femmina sarà Ginevra?”
“Bellissimo, ma….”
“Già, ma…”
Non era il suo nome.
Non lo sentivamo suo, troppo serio, suonava troppo duro, perfettino.
Lei non sarebbe stata così, Lei sarebbe stata un po’ pazza, un po’ fuori dalle righe a volte, ma non Ginevra.
Ginevra non è solo brava a scuola, è la più brava. Ginevra non urla, parla sempre con il giusto tono di voce. Ginevra non pranza con solo mezza chiappa appoggiata alla sedia, sta composta.
Lei, la nostra Lei, non sarebbe stata così, quindi non era il suo nome.
Con la nostra bambina in grembo sentivamo la necessità di un nome che si avvicinasse di più alla nostra idea di ciò che sarebbe diventata, più dolce, che evocasse sentimenti positivi, che portasse con sé un sorriso.
Inizialmente pensavamo a Zoe, dopo l’aborto un nome che significa “vita” ci sembrava perfetto, ma anche Zoe non era il suo: troppo corto e anche questo duro.
E allora abbiamo scelto.
Un nome allegro.
Un nome semplice che fa rima con emozioni positive.
Un nome corto ma non troppo.
Un nome con la stessa iniziale della Mamma, ma con lo stesso numero di lettere di quello del Papà.
Un nome simpatico, un nome che non si prende troppo sul serio.
Un nome che era perfetto per Lei, il Suo nome.

Chi preferisci?

12 Feb

Un po’ di tempo fa tra Mamme su Twitter in seguito ad un post sul sito de Il bambino di Donna Moderna si è parlato di preferenze tra i figli.
Se ne parlava come se dire “Io preferisco Tale piuttosto che Tizio” fosse liberatorio, come se si fosse scardinato finalmente un tabù, ma io invece di sentirmi liberata mi sentivo diversa.
Io non ho una preferenza assoluta per una di Loro e non lo affermo per perbenismo, proprio non ce l’ho.
Diciamo che la mia preferenza è altalenante, dipende dalle loro azioni, dalle reazioni legate al mio stato d’animo, da ciò che mi è successo quella giornata, se ho dormito bene e perché no (sono pure metereopatica!) se fuori c’è il sole.
Può durare pochi attimi o più giorni.
Per esempio amo che la Grande si batta per le sue idee, mi piace che il suo caratterino mi ricordi me stessa da piccola, ma quando esagera e sono esausta me la mangerei.
Se sono un po’ malinconica adoro il modo di abbracciarmi e guardarmi della Media che al contrario se sono di fretta o se l’ho appena sgridata mi irrita.
La Piccola è curiosa e sveglia, è una bimba attenta, mi piace vederla così reattiva, ma in certe situazioni la vorrei più calma.
Se durante una conversazione il mio interlocutore sostiene di preferire una delle mie figlie, io in automatico preferisco le altre 2 e cerco di elencare i loro aspetti positivi come se dovessi offrirgliela in sposa!
Ecco ogni Figlia ha quel nonsoché che mi fa perdere la testa, mi fa innamorare e anche quel nonsoché che mi fa venir voglia di prenderla a testate!
Dipende dai momenti.
Si parlava di preferenze come una cosa naturale, ma io non ci sto, credo che la parola più corretta, più neutrale, sia affinità caratteriali; ci può stare, a volte ci troviamo meglio con una persona piuttosto che con una altra e forse avverrà anche con i figli, non lo so, le mie figlie forse sono ancora troppo piccole.
A mio avviso il problema non è provare una maggiore affinità verso un figlio rispetto ad un altro, ma è adagiarsi, accettare questa cosa, non indagarla.
L’Amore non è in discussione, va bene, ma io dico che a volte l’Amore non basta, che il rispetto e l’ammirazione che si provano verso un figlio li meriti anche l’altro e sta a noi cercare di cogliere quel nonsoché che ai nostri occhi li farà, anche se per un momento soltanto, essere al primo posto.
A volte esistono caratteri più spigolosi, con cui è più difficile entrare naturalmente in sintonia, più difficili da comprendere perché magari molto differenti da noi, ma che comunque una volta capiti si mostrano in tutto il loro splendore.
Non rinunciamo a cogliere tutte le Loro sfumature.
😉

La mia dose

6 Feb

Tutte malate.
La Media sta guarendo, non ha più la febbre, ma la tosse non la molla facilmente.
La Grande tossisce e tossisce, ma ora solo quando si corica (simpaticamente!) e oggi la febbe è solo 37,3°C.
La Piccola odora talmente tanto di catarro che la sentiresti arrivare anche ad occhi chiusi, solo con l’olfatto; bombardata di bentelan e broncovaleas e, visti gli scarsissimi miglioramenti, ora anche di antibiotico.
Fuori ovviamente c’è il sole e io dovrei fare mille cose: andare in banca, in posta, scegliere il mobile del bagno della casa nuova, comprare il regalo della Grande…
Ma non posso.
Sono qui a curare le Maggiori e a controllare ogni minima variazione di respiro della Piccola.
In queste giornate cariche di ansia e di noia, in cui devi riuscire nonostante le preoccupazioni a giocare con loro e a fare le tue cose facendo i conti con 3 malatine (e si sa i malati hanno voglia della mamma vicina).
In queste giornate in cui la montagna di panni da piegare si moltiplica a vista d’occhio, ma non è mai più alta di quelli ancora da lavare.
In queste giornate in cui quando apri la porta per prendere la posta ti rendi conto di divorare letteralmente l’aria esterna, come un drogato farebbe con la sua dose.
Ecco, in queste giornate fai certi pensieri.
Fantastichi, ti fai dei viaggi, stacchi con la fantasia e pensi “Cosa potrei fare se fossi solo io?”
Potrei poltrire sul divano leggendo un libro dall’inizio alla fine, tutto d’un soffio, ricercandone poi una volta terminato le parti salienti per assaporarlo fino in fondo e ritrovare nuove sfumature, nuovi punti di vista.
Potrei guardarmi in streaming tutte le puntate di Once Upon a Time o Grey’s Anatomy o perché no, riguardare Lost!
Potrei uscire , farmi una passeggiata e godermi queste giornate di sole.
Potrei chiamare un’Amica e andare con lei in giro a cercare quella cosa a cui penso da un po’.
Potrei riprendere in mano l’uncinetto e provare, creare, disfare.
Potrei pensare al progetto della cameretta nuova.

In questi momenti di clausura forzata mi manca poter fare ciò che voglio del mio tempo senza render conto a nessuno, senza dover organizzare una task force che mi sostituisca.
Ma tanto poi mi rendo conto che il progetto è per la Loro cameretta, con l’uncinetto avevo in mente di provare a costruire peluches per Loro, quella cosa che volevo acquistare è per Loro.
Insomma sono sempre in me, mi hanno ammaliata, stregata ed e si infilano anche nelle fantasie di fuga!
È inutile mentire, altro che aria aperta, la mia dose sono Loro.

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