Archive | dicembre, 2012

Meno 3, 2, 1… BUON ANNO!!

31 Dic

Ok, ci siamo.
Il 2012 sta per finire.
Com’è stato per noi?
Molto diverso da come me l’ero aspettato.
Avevo una visione idilliaca: finalmente la nostra famiglia al completo, veder crescere le nostre 3 Donnine e invece….
Asma, broncospasmo, malattia perenne della Piccola seguita a ruota da, in odine di frequenza, la Media e la Grande. Terremoto, fuga e isolamento al mare.
Conseguente perdita della pazienza materna (con sgridate apocalittiche eh, mica roba da poco!) e, cosa che sembrava impossibile, anche Paterna (dove andremo a finire?!?).
Avere 3 figli piccoli ravvicinati non è facile, soprattutto se non hai modo di ricaricare le pile.
Ci sono stati bei momenti, ma la stanchezza (e non per il poco sonno) ha avvolto tutto rendendolo meno brillante.
Non fraintendiamo però eh, in realtà se ripenso ai giorni trascorsi sorrido è che a volte voglio troppo e lo voglio a modo mio!

Comunque ho già in mente pochi, ma importanti propositi per il 2013:
– imparare a delegare
– imparare smollare le figlie ai Nonni con prepotenza
– uscire Mamma&Papà Noi soli soletti
– prendere le cose con più relax

Riuscirò a metterli in pratica?!?

Nel frattempo: BUON 2013 TUTTI!!!

PS: scusate la latitanza, vi racconterò (e ci sarà da ridere, per non piangere of course ;-))

Natale sta arrivando e con Lui i saggi Natalizi!

21 Dic

In questi giorni c’è gran fermento: ieri c’era il mini saggio di danza/ginnastica artistica della Grande e oggi ci sarà la recita di Natale di Lei e della Media alla Scuola dell’Infanzia.
Come potete ben immaginare in queste ultime settimane quindi la Grande si aggirava per casa ballando (dove il mio ruolo era ovviamente quello di spettatore/jubox) scimmiottata dalla Media o ripetendo in continuazione le battute della recita di Natale dove rappresenterà Fiocchina, un fiocco di neve che ha due fratelli: Fiocchetta e Fiocchino (fantasy family, peggio di Noi che abbiamo scelto tre nomi tutti con la stessa iniziale!).
“Grande allora tu fai Fiocchetta eh, e la Media?”
“La Media fa un fiocco di neve piccolo” detto con una punta di superiorità
“Ah, e cosa deve dire?”
“Niente!” idem come sopra.
Va beh, è nei Piccoli ed è pure anticipataria
Invece la Grande è nel gruppo dei Grandi, quindi ha più battute; se ne rende conto e le si legge negli occhi l’orgoglio, snobba un po’ il ruolo della Media, come a suo tempo i grandi di allora fecero con Lei.
Alla fine però ieri si è scoperto che la timidissima Media (ebbene sì, in pubblico è super timida) in realtà una battuta la dovrà dire.
“Mamma Mamma, la Media ha una battuta!” esclama la Grande con entusiasmo, quasi come se si trattasse di Lei.
Che bello, l’orgoglio fraterno ha battuto la superiorità.
“Ah Media, che bello! Allora anche tu devi dire qualcosa, cosa devi dire?”
Lei, imbarazzatissima (andiamo bene, siamo solo noi qui in casa ora): “Tiocchina e Tiocchetta, tiete tettittime. Adete la punta losa! Tome adete tatto?”
“…”
“Ha detto: Fiocchina e Fiocchetta siete bellissime avete la punta rosa come avete fatto” interviene la Grande, sciorinando le parole proprio così, senza punteggiatura.
“Ah ok, bella battuta Media! Ma scusa, non hai parlato molto bene sai, prova a dirlo un po’ meglio, così capiscono tutti”
“Tiocchina e Tiottetta, tziete tellittime. Avet”
“Ehm Media aspetta, scusa se ti interrompo, ma non si capisce ancora. Tu sai dirlo meglio bellissime
“Non liecco! Io lo dico codzì!”
“Ma sì che riesci! Dì belle
“Belle”
“Vedi, sai dire perfettamente belle e bellissime è quasi uguale, dai prova, vedrai”
“Tellitzime”
“Eh, dai, già meglio… Ma senti un po’, se dicessi molto belle invece di bellissime?!”

E se domani… Pensieri sul 21\12\12

20 Dic

Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un po’ più in là…
Questo ritornello della Carrà, complice di mille balli mi risuona in testa oggi più che mai.
Eppure non mi ero mai soffermata su questo passo della canzone, mi focalizzavo su altre parti.

E se domani, il tanto annunciato 21 dicembre 2012, finisse il mondo?
Ho un Amico che gira il mondo e si è documentata e qui ha riassunto ciò che ha appreso.
Le informazioni sono consolanti e positive, fortunatamente, ma comunque mi è capitato di pensarci, mai seriamente intendiamoci, non credo realmente a queste catastrofi annunciate in questi modi bislacchi.
Quello che ho pensato è che comunque la mia esistenza finirebbe felice.
Ciò che volevo di più al mondo da bambina, avere la Mia Famiglia ed essere Mamma, sono riuscita a realizzarlo.
Ho tre bellissime bambine, un marito che Amo (e “odio” a fasi alterne ;-)), il sogno di una casa tutta nostra che si sta realizzando.
Certo, ho anche altri progetti per me però, altre idee da attuare.
Vorrei vivere in quella casetta e provare quel fantastico forno che cuoce 4 pizze contemporaneamente; far suonare l’allarme per errore almeno una 50ina di volte e rigorosamente in orari sconsidarati.
Vorrei un salice piangente con sotto una panchina (anche se mi dicono che il salice sporca parecchio…) dove potermi sedere a leggere in primavera.
Vorrei provare l’ebrezza della consegna a domicilio quando non ho voglia di cucinare (mi sa che capiterà molto spesso…).
Vorrei capire davvero qual è la mia strada a livello professionale, quella che mi permetterà di conciliare al meglio l’essere la Mamma che vorrei e lavorare con soddisfazione e perseguirla (utopia?).
Vorrei riuscire a insegnare a mio marito che dopo aver cucinato la cucina va pulita e alle mie figlie che aiutare la Mamma è cosa buona e giusta.
Vorrei riuscire a fare finalmente quel weekend da morosini solo Lui ed io.
Ma soprattutto vorrei vedere crescere le nostre bimbe.
Vorrei litigarci per il troppo trucco, per la mini troppo mini, per il fidanzato “Quello no ti prego, non fa per te”.
Vorrei sentire le confidenze pur sapendo che una parte del mio cuore di Mamma sarà triste nel vederle diventare Donne, nel vederle mentre ci sfuggono.
Vorrei piangere alla loro laurea e al loro matrimonio se ci saranno, vorrei badare ai nostri nipotini se lo vorranno e tirare un sospiro di sollievo quando se li verranno a riprendere!
Quindi ok, ci sto, se domani finisce tutto pazienza, ma se per favore Mondo puoi andare avanti almeno almeno altri 1000 anni mi fai un favore!
Grazie.

Unità di misura

19 Dic

Sera, ora della Nanna.
Il Papà è chino sulla Media, la coccola, la sbaciucchia e li si sente pronunciare le frasi di rito, quasi sempre le solite, tutte le sere, ma sempre speciali.
Ogni tanto c’è qualche piccola variante e sono proprio queste Loro varianti a farci cogliere come vedono il mondo, uno spiraglio del Loro punto di vista, del Loro Universo.
Media: “Ti volio bene”
Papà: “E da cosa si capisce che mi vuoi bene?”
“Dal mio pantzone!” disse la Media indicando la sua panciotta tonda e piena!
“…”

I love Pizza!

18 Dic

Io adoro la pizza, la mangerei ad ogni ora del giorno, 7 giorni su 7; non mi stancherei mai!
Con questo mio amore ho contagiato il Papà e in casa nostra si mangiava per due sere a settimana sicuro (e ci limitavamo solo per non ingrassare troppo, incinta osavo molto di più!).
Per risparmiare In genere la facciamo in casa: io preparo l’impasto in mattinata (col robot eh!) e il Papà la sera la tira e la inforna.
Beh le nostre figlie saranno felicissime, direte voi.
E invece no!
A causa loro abbiamo diminuito ad 1 sola sera a settimana (sigh) perché quando annunciamo loro “Questa sera pizza ragazze!” loro rispondono:
“Nooooo, io voglio la minestrina in brodo”
“Tzì blodo”
oppure
“Noooo, io vorrei la pasta in bianco”
Cioè l’unica sera in cui dobbiamo cucinare piatti differenti è la sera della pizza!
Queste. Non sono. Figlie. Mie!
Forse in gravidanza ho esagerato, le ho stongate.

stongare [ston-ga-re] v. tr. [io stongo, tu stonghi ecc. ; aus. avere] dialettale nauseare, disgustare dopo un eccessivo consumo (anche in senso figurato): quel cibo mi ha stongato; uno spettacolo stongoso stongarsi v. pron. [aus. essere] non poterne più, sentirsi rivoltare lo stomaco verso un determinato cibo a seguito di un eccessivo consumo dello stesso; disgustarsi, nausearsi (anche in senso figurato): mi sono stongato delle sue lamentele ⇒ Deriv. dal dialetto stungaras. ■ SIN. stomacare, ripugnare, disgustare, nauseare, ributtare, schifare CONTR. piacere.
(da Dizionario Trimamma – Emilia 2012)

Comunque per ovviare a questo increscioso problema il Papà si è ingegnato e ha iniziato a proporre loro delle pizzette speciali: mini calzoni, maxi grissinini con sorpresa interna e, le loro preferite, brioches di pizza.

20121218-144606.jpg
Ora la apprezzano, peccato che il tempo di preparazione sia maggiore e ora che le mini brioches sono pronte e cotte si fa notte…
Pazienza, stasera niente lavaggio capelli!
“Come Papi? Sono un po’ unti e hanno pure un po’ di pomodoro?”
Bah, una bella coda e via! 😉

La Sarda

17 Dic

Ho parlato del misterioso accento Milanese della Grande, abbiamo dato la colpa alla cadenza linguistica percepita dal ventre materno. Ci può stare.
Ma ora qualcuno i deve spiegare com’è che la Media parla Sardo senza che io sia mai stata in Sardegna (effettivamente però avevo le coinquiline sarde…).
Quando per esempio ha bisogno di una mano grida Aiutu! Aiutu!, se deve insultare qualcuno esclama Buttu! (brutto)”.
A tavola, le rare volte ormai in cui vuota il piatto senza fare storie, si vanta dicendoci: “Ho maggiato tuttu.
Al mattino se il Papà le fa pressione per salutarmi al volo, uscire e andare a scuola lei risponde “Apetta che la salutu!”.
Ora poi che è tempo di pandoro abbiamo anche scoperto una nuova chicca:
“Mamma ci metti lo Zucculu?”

Come la Neve

14 Dic

Svegliarsi, sollevare le tapparelle e vedere tutto innevato è fantastico (specie se a scuola le bimbe le porta Lui con le gomme da neve!).
Tutto bianco, tutto ovattato, tutto silenzioso…
Da piccola adoravo la neve e, inutile precisarlo, non veniva mai.
Ora mi piace, ma ci sono momenti in cui la detesto! Perché?
Perché mi blocca in casa, perché cade nel momento sbagliato (e adesso i corrieri mi consegneranno in tempo i regali di Natale?!?), quando magari le figlie sono malate e quindi sono costretta ad ammirarla dalla finestra senza poter correre fuori ad annusarla, assaggiarla, senza sentire i fiocchi cadere sulla pelle.
Nonostante questi pensieri negativi ho scoperto che la neve mantiene ugualmente il suo potere su di me, mi rasserena, mi tranquillizza, basta saperla sfruttare nel modo giusto.
Appena le bimbe sono a letto io scappo davanti a casa, in silenzio vado a calpestare la neve non calpestata, annuso, ascolto quel rumore meraviglioso, un po’ ovattato, inconfondibile, dato dal calpestio, CROCK CROCK, mi tocco i capelli, freddi, li passo tra le dita, come facevo con quelli della mia Mamma quando mi prendeva in braccio, e respiro.
La assaggio, mi guardo intorno e penso, penso, penso.
Penso a come deve essere bello per Loro poter davvero associare il Natale alla neve.
Penso alla Loro faccia quando tiro fuori “le calpe della neie”, alla loro impazienza di indossarle, anche se sarà per poco.
Penso a quanto sarà bello poter condividere pienamente questa cosa con Loro senza paura di broncospasmi o raffreddori.
Penso a che cosa pensano Loro di me, di Noi. Chissà che ricordi conserveranno e cosa andrà perso quando saranno grandi.
Spero dimentichino le urla e le sgridate conservando gli insegnamenti; che magari rimanga loro in mente il mio odore annusato mentre le abbraccio, o perché no, la sensazione dei capelli tra le mani.
Penso che vederle crescere è davvero bello, ma a volte le vorrei già più grandi mentre altre vorrei poter congelare in tempo.
Penso che essere Mamma è davvero imprevedibile, ma davvero davvero bello, proprio come la Neve.

PS delle 14:30: andando a prendere le Maggiori a scuola sono rovinosamente scivolata a terra… ecco in quel momento la neve era un po’ come il “C’ho agione io!” della Media!

Un premio?! Per noi?? GRAZIE!

13 Dic

Ebbene sì, la settimana scorsa ho vinto attraverso un dolce commento su instagram in una fotografia del gruppo Instamamme il nuovo libro di Ricomincio da quattro sul cake design.
Era la prima volta che ricevevo un premio!

E l’altro ieri anche il mio blog ha ricevuto il suo primo premio da Mammagari

Sono davvero lusingata e felice.
Per renderlo ufficiale devo rispettare il regolamento:
1. Pubblicare un post sul premio. FATTO!
2. Fare riferimento con apposito link al blog che ha scelto di assegnarlo proprio a me (Grazie ancora Mammagari!). FATTO!
3.Scegliere dai 3 ai 5 blog che abbiano meno di 200 followers a cui assegnarlo a mia volta perché li reputo interessanti, mi fanno pensare e anche divertire:
Io imparo con la felicità perché offre sempre idee carine da sperimentare (e giuro che appena le Donnine crescono lo farò!)
Smemomamma perché ha 3 figlie femmine e i suoi post contengono quindi per me dritte utili e poi… abbiamo scoperto così per caso di essere state vicine di letto durante il parto della mia Media e della sua Micrognoma! (Carramba che sorpresa!)
Sognando cupcake perché i suoi cupcake sono talmente belli e carichi di Amore (a me sembrano così) che mi basta guardarli per sentirmi sazia (quindi sei un’ottima dieta! ;-)); date un’occhiata alle foto, non vi sembra di poter sentire il profumo?

Non sono sicura che abbiano meno di 200 followers in verità, ma mi piacciono e ci tengo a segnalarli comunque.

Ecco, FATTO! anche l’ultimo passo, ora il premio è ufficialmente MIOOOOOO!!!
YAHOO!

Dimmi quanti anni hai e ti dirò come ti ammalerai

12 Dic

Ci siamo ancora eh!
I regali di Natale, rigorosamente online, e la prole malata stanno assorbendo tutto il tempo a mia disposizione.
Anche questa volta abbiamo visto come l’età influisca sul livello di malattia.

La Grande
Faccia smunta, colorito cadaverico (ebbene sì, difficile a credersi, ma più del solito) con occhiaie ultra marcate, talmente marcate che se un assistente sociale ci avesse incontrate per strada avrebbe potuto, sulla base di quelle, dedurre che io mia figlia me la portavo in discoteca e mettere in dubbio le mie capacità genitoriali.
“Grande, ma… ti senti bene? Sei stanca?”
“Un po’”
Finita lì.

La Media
Inizia col naso colante, di quelli leggeri eh, quelli che se la porti fuori ti dicono “Ma va là, non è niente!”, ma noi lo conosciamo bene e quando vediamo quel muco iniziamo già a prepararci psicologicamente per la notte: sta per iniziare la tosse!
Eh sì, non importa se non ha tossito mezza volta durante tutto l’arco della giornata, sta pur sicuro che appena si coricherà si scatenerà l’inferno.
A volte è pure simpatica: non inizia subito, ti fa credere che “‘stavolta c’è andata bene!” e invece NO! Dopo mezz’ora, o nei casi più fetenti, due ore, ecco che la tosse inizia e con lei i mille risvegli perché “Mammaaaaaaa, COF COF COF, c’ho totze io” seguito da “COF COF mi dai acqua?” e quando proprio non si calma “COF COF COF c’ho vomito!” e il seguito potete immaginarlo…BLEAH!

La Piccola
Credevamo che le bustine di Montelukast anti broncospasmo fossero invincibili: un mese senza aerosol, un vero record eguagliato solo durante il mese di luglio!
Ma il freddo, la neve, la trasferta a trovare i cuginetti sul Lago e la Media che le tossiva in faccia le hanno battute: la Piccola ha preso l’influenza.
Anche per Lei abbiamo iniziato con un bel naso colante, seguito a ruota dalla tosse (finalmente sta imparando a tossire) e da litri e litri di catarro; se in casa c’è silenzio si può pensare che fuori stia passando un trattore o che la pentola sul fuoco stia bollendo “Ehi, ma non ho messo su l’acqua” e infatti no, è SOLO la Piccola che respira.
Le bustine hanno tenuto botta i primi due giorni, ma poi è arrivata la febbre e il fischio è diventato insopportabile: il Broncovaleas è dovuto rientrare nelle nostre vite (e anche l’antibiotico, tiè!).
Per ora niente cortisone (ecco! me la sono tirata!), chissà se il Montelukast riuscirà a vincere almeno questa battaglia…

PS: ovviamente per gli uomini la teoria “Più cresci, meno manifesti” non vale eh, anzi credo che per loro valga il contrario 😉

Paiettes

10 Dic

Natale si sta avvicinando.
L’Albero lo abbiamo fatto domenica scorsa e la simpatica (che ti venisse…) Scarli ha già distrutto la fila B di rami facendola crollare vertiginosamente sulla fila C.
Il Presepe era in progetto per sabato, ma mi sa che finché saremo in face CIF CIF! non si potrà fare, per quest’anno le statuine resteranno nel loro scatolone.
In ogni caso qui non ci disperiamo perché possiamo sempre dedicarci ai lavoretti stile art attack!
La settimana scorsa abbiamo disegnato un pino di 1 metro e 20 circa e ci siamo colorati lo abbiamo colorato con le tempere; poi abbiamo fatto tante palline sempre di carta scarabocchiate disegnate dalle Maggiori per poi incollarle all’albero quando la tempera si è asciugata.
Risultato? Nella zona della Media le palline sono tutte in un punto solo perché per lei devono stare vicine vicine (“Uadda Mamma, tattzo una palina di paline”), la Grande per puro spirito di ribellione ha accartocciato la mia stella cometa/punta, ne ha fatta una tutta sua e l’ha incollata al giusto posto, poi complice il senso di colpa, ha recuperato la mia tutta stropicciata e ce l’ha incollata vicino.
Martedì invece è stata la volta degli alberelli di cartoncino verde con incollate le paillettes da appendere allo stipite della porta.
La Media ha ripetuto lo schema “palina di paline di paiet” (testuali parole) per il primo alberello, poi ha provato la tecnica anneghiamole nel vinavin. La Grande ha deciso di ricoprire gli alberelli tutti di colla “così sono lucidi” e di attaccare le paiettes al contrario per fare la diversa.
Il risultato è carino e se non altro abbiamo scoperto che la Media non saprà dire la C, la F, il GL, la R, la S e inventa parole tutte sue, ma “paiet” lo pronuncia benissimo, proprio da madrelingua, saranno i geni svizzeri (e deve essersene accorta pure Lei visto che continuava a dirlo…).

POLO MOD

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Marco Bianchi

I Magnifici 20 in Cucina

Ma Che Davvero?

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Blog di cucina di Aria

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mammagari

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Bendix – Il blog di Lia Celi

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