Un senso di te

16 Nov

Ho trovato una lettera oggi tra le foto da sistemare.
É datata 19 aprile 2007 e non parla delle nostre tre Donnine, ma parla del nostro primo Angioletto, il nostro Gamberetto, quello che il 21 dello stesso mese, due giorni dopo quella lettera, ci ha lasciati.
È una lettera che trasuda felicità, ma anche paura di non essere all’altezza.
Ricordo che ascoltavo una canzone Eppure Sentire (un senso di te) di Elisa.

A un passo dal possibile
a un passo da te
paura di decidere
paura di me
di tutto quello che non so
di tutto quello che non ho
eppure sentire nei fiori tra l’asfalto
nei cieli di cobalto c’è
eppure sentire i sogni in fondo a un pianto
nei giorni di silezio c’è
un senso di te
c’è un senso di te

La ascoltavo pensando che quel te della canzone si riferisse al nostro Gamberetto, la paura di me, di volere una cosa che non conoscevo fino in fondo, di non potergli dare quello di cui aveva bisogno al di là del mio desiderio. Il senso di te era la voglia che avevamo di averlo con noi, di conoscerlo, era quel senso che giustificava tutto, che annullava le paure.
Dissipata infatti quella nebbia di paure ci sembrava che finalmente ogni cosa fosse andata al suo posto, che tutto fosse perfetto.

Non ce lo aspettavamo, avevo qualche perdita marrone e la sera prima, 7 settimane esatte, a causa di quelle perdite avevamo fatto un controllo: la ginecologa di allora mi aveva detto che potevano capitare, potevano essere normali quelle perdite, anche se… che dovevamo controllare che si fosse attaccato bene perché per l’epoca gestazionale era molto piccolo, il battito c’era ma… “Ma sì poi siete giovani…”
Un turbinio di frasi non terminate, di cose non dette.
Non mi aveva messo a riposo, non mi aveva mostrato le cose come stavano, con chiarezza: il nostro Gamberetto non si era attaccato bene e per questo probabilmente lo avrei perso.
Io non lo sapevo, non lo immaginavo, sapevo che i primi tre mesi di gravidanza sono delicati, ma continuavo a ripetermi che ero giovane, 22 anni, “Figurati se succede qualcosa!”
Ce lo ha detto dopo, quando l’ho chiamata per disdire l’appuntamento successivo “Lo immaginavo sai che non sarebbe andata avanti la gravidanza, si capiva che qualcosa non andava”, ma non prima.

E poi le perdite sono diventate rosse. Tante.
Non mi aveva preparata. Non ero pronta.
Eravamo al mare, siamo corsi al pronto soccorso. Mi hanno fatto un’ecografia e di quel cerchio con all’interno quella lineetta pulsante non c’era più traccia. La ginecologa di turno triste ha detto “Mi dispiace non c’è più nulla” e per me è stato come uno schiaffo, ha parlato di aborto spontaneo, di raschiamento; io annuivo e intanto piangevo.
Ricordo la sensazione dopo, mi sentivo vuota, inutile, rotta, non capivo perché era successo a me.
Tutto era insulso, niente aveva più senso, la mia via com’era prima di aspettare il nostro Gamberetto mi sembrava insignificante.
Volevamo la Nostra famiglia, la volevamo anche se eravamo giovani con un futuro incerto perché era la cosa che più ci aveva reso felici in tutta la nostra vita.
Quell’embrioncino ci aveva fatto capire quale strada volevamo percorrere, ci aveva fatto trovare la via della felicità, ora toccava a noi percorrerla.
Due mesi dopo il test di gravidanza era ancora positivo, stava arrivando la Grande.

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8 Risposte to “Un senso di te”

  1. serena 17 novembre 2012 a 19:11 #

    mi dispiace molto leggere questa tua esperienza, che come madre mi mette immediatamente in sintonia con te, e nello stesso tempo, non conoscendoti ancora, mi sembra strano poter partecipare. ma penso che se ne hai scritto qui posso permettermi di entrare…. non ho mai provato questo dolore per fortuna, ma dalle tue parole esce fuori benissimo, il senso di perdita e di vuoto che solo un figlio può lasciare. per fortuna la vita va avanti, nascono nuovi amori e il primo continua a non scordarsi mai….. un abbraccio

    • MammAlessia 17 novembre 2012 a 19:22 #

      Grazie Serena per le tue parole.
      È come hai detto tu: non si dimentica, ma si va avanti, il dolore diventa sempre più piccolo per fortuna e fortunatamente nel nostro caso sono arrivati nuovi Amori.
      Ho scritto questo post per le “mamme mancate” come me, io dopo la perdita mi sentivo sola, credevo di essere sbagliata io e parlare con qualcuno che aveva vissuto il mio stesso dolore mi avrebbe aiutata, mi avrebbe fatto sentire meno inadeguata. Spero di essere quella persona per qualcuna, spero di dare una speranza a quelle mamme, far loro capire che sembra impossibile, ma torneranno a sorridere e saranno ancora felici.
      Grazie ancora

      • serena 17 novembre 2012 a 21:28 #

        è vero che condividere è sempre una grande risorsa!

    • anna chiarelli 18 marzo 2014 a 20:15 #

      Ciao, sono Anna e una settimana fa il mio fagiolino se n’è andato ad appena 9 settimane… la mia fortuna più grande è quella di avere accanto un marito fantastico che mi supporta e di non essere al primo figlio ( ho un bimbo di 3 anni) che mi aiuta ad essere forte.Ma come dici tu il senso di vuoto si fa sentire… non potrò mai dimenticare quello che è stato in questi 2 mesi, dal test positivo fino al momento in cui l’ho perso… ma spero come te che presto arrivi un nuovo Amore che riempirà il mio cuore di gioia,con la consapevolezza che il piccolo che non potrò mai stringere tra le mie braccia avrà sempre un posto speciale nel mio cuore!!!

  2. aria 21 novembre 2012 a 07:21 #

    un groppo alla gola. ho trascorso 9 lunghissimi mesi nel terrore di perdere Anais. dal primo giorno della mia gravidanza (la vigilia di natale) sono stata ricoverata d’urgenza e non ho visto altro, per 3 mesi, che donne che abortivano. sei una supermamma.

    • MammAlessia 21 novembre 2012 a 09:35 #

      Grazie Aria per essere passata.
      Avevo letto un tuo post sui primi mesi di Anais, che brutto vedere tutta quella tristezza intorno a voi è quasi aspettarsi che possa succederti da un momento all’altro.
      Per fortuna ora tutto va bene e quelli sono solo ricordi.
      Un abbraccio

  3. Sara 24 ottobre 2013 a 15:57 #

    Ti capisco… Sono cose che segnano e non si cancellano. Un abbraccio e complimenti per la tua bella famiglia. Ho scoperto oggi il tuo blog.

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