Archivio | novembre, 2012

Innamorata

30 Nov

La Grande è innamorata.
Non più di Ni-culo, nè di Tommaso.
Talmente innamorata che ne parla con gli occhi languidi, lucidi con quello sguardo di felicità mista a vergogna; il tono di voce squillante, ma preoccupato accompagna la paura di non essere ricambiata.
Si strugge per Lui, mi ha chiesto a più riprese se lo troverà, se riuscirà a sposare uno proprio così, anche con lo stesso nome.
Da quando gliel’ho mostrato non fa che accostare aggettivi positivi al suo nome, lo ammira, fa continue domande sul suo passato e lo vuole guardare e riguardare.
Lui è Peter Pan e lei vorrebbe tanto essere la sua Wendy.

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Le funzioni del Sindaco

29 Nov

L’altro ieri il Sindaco e l’Assessore penna (femmina), come dice la Media, si sono recati alla scuola materna (ops, dell’infanzia) delle maggiori in visita.
Dovete sapere che l’Assessore è dotata di favolosi capelli Rapunzeliani, il sogno di ogni bambina, ma anche il nostro Sindaco ha i capelli lunghi (non quanto l’assessore eh!) sempre raccolti in un codino, particolare che colpisce molto i bambini portandoli a fantasticare sul suo ruolo e le sue funzioni.
C’è chi lo vede come una sorta di supereroe e chi, come la Grande, come una autorità vigilante, un punitore (codino in uomo batte rapunzel in donna nell’immaginario delle mie figlie evidentemente).
Appena arrivate a casa la Grande ci ha raccontato orgogliosa cha ha visto il Sindaco ed è rimasto anche a pranzo con loro, Tzì, il Tindaco e una penna! le fa eco la Media.
“Sapete, io lo conosco” e so che in quel momento questa frase causerà in Loro lo stesso effetto che avrebbe sortito su di me “La Cuccarini? Io la conosco” quando a 5 anni volevo essere lei è ballavo e cantavo in giro per casa imitandola.

Ovviamente tra un racconto della giornata, un gioco e una merenda ci scappa un dispetto di gelosia e richiamo la Grande che è colei che scagliato la prima pietra.
Lei ascolta, si lamenta, poi si calma e mi dice con tono preoccupato:
“Mamma, ti prego, non raccontare al Sindaco quello che ho fatto!”
“Perchè Grande?” le chiedo trattenendo una risata
“Perché lui è uno che controlla!”
Altro che Babbo Natale per richiamare all’ordine con super anti educativi ricatti, ora userò lo spauracchio del Sindaco!

Chi sposi da grande Tommy?

27 Nov

Ieri ho assistito alla prima diatriba tra sorelle per un ragazzo: abbiamo invitato Tommy a giocare a casa nostra dopo la scuola.
La Grande mi ha chiesto subito di cercare le loro macchinine per avere a disposizione anche un gioco da maschio ed ecco che il povero Tommy si è trovato in una stanza con passeggini, carrozzine, bambolotti, cucina, pentolini e 5, dico 5, micro macchinine con due bambine che continuano a chiedergli:
“Giochiamo a marito e moglie?”
“Chi pozi (chi sposi)?”
Le due iniziano così a contendersi il compagno di giochi con dispetti reciproci.
In principio è la Media a sentirsi esclusa e simula un tornado quando i due entrano nella tenda ikea (già loro dimora d’amore) non facendola entrare; poi distrugge la loro capanna di sedie e coperte in costruzione con nonchalance, quasi fischiettando, con quel fare da finta ingenua che sembra dire “Oh, ma qui c’era una capanna?! Non l’avevo proprio vista!”.
Successivamente la Grande sostiene con atteggiamento di superiorità, da donna vissuta, che il gioco che lui e la Media intraprendono sia da piccoli e che se Lui giocasse con lei sarebbe meglio perché ha già 5 anni poi lo pone di fronte alla scelta “Allora chi sposi da grande? Me o la Media?”
Lui abbraccia la Media rispondendole “Sposo te Grande!” (hai capito il 5enne…)
La Media fondamentalmente se ne frega, la Grande non abbocca, è offesa e quando arriva la Mamma a riprenderlo lo saluta con un bel “Non ti invito più!”.
Beh dai, tutto sommato non è andata poi così male, penso.
Poi mi giro e guardo il salotto: sommerso!

BAMCO e il sangue del cordone conservato in Italia

26 Nov

Le mie figlie sono nate in provincia di Mantova, a Pieve di Coriano.
Noi abitiamo al confine tra Emilia Romagna e Lombardia e chilometricamente parlando l’ospedale Carlo Poma era il più vicino. La mia ginecologa (santa donna) inoltre lavora là e del reparto di ostetricia e ginecologia si parlava molto bene (le ostetriche sono fantastiche), ma soprattutto il distretto di Mantova attraverso l’Onlus BAMCO (banca autologica/allogenica mantovana del cordone ombelicale) offriva una cosa unica in Italia: la possibilità di conservazione sia autologa (per se stessi) che allogenica (per donarlo) a prezzo di costo (400 euro iniziali e 25 annui per i successivi anni) del sangue del proprio cordone ombelicale.
Cosa significa?
Significa che il sangue del cordone veniva conservato nella sede della BAMCO in Italia, a Mantova per la precisione ed è di proprietà della Mamma e del Bambino a cui è stato prelevato, ma qualora risultasse compatibile con qualcuno che ne ha reale necessità la famiglia proprietaria viene contattata e può decidere di donarlo.
I costi sostenuti, i 400 euro, servono a coprire le spese per i contenitori biologici contenenti l’azoto liquido in cui si conserva la sacca e i 25 euro annui si suddividono in 20 per le spese di mantenimento (come elettricità) e 5 all’onlus (che in quanto tale vive attraverso le donazioni).
Tutto ciò era possibile fino al 18 novembre 2009 quando il ministro di allora con ciò che la Presidente Banco, la dottoressa Giovanna Gamba, definisce il “Decreto Blocca Tutto” stabilì che in Italia non si poteva più fare una raccolta autologa, ma solo dedicata (cioè tenerlo per sè solo nei casi in cui un caso di malattia curabile con le staminali era già in atto) o rivolgendosi a banche di conservazioni estere. Questo decreto va innanzi tutto contro le norme europee di diritto comunitario, va contro al diritto alla salute in esse proclamato.
Molti di voi replicheranno che si può accedere alle staminali donate. È vero, ma il rischio di rigetto è alto. Uno studio italiano di Aiuti e colleghi (New England J Med, 2009) eseguito su 10 bambini affetti da immunodeficienza congenita da carenza di adenosindeminasi (ADA) trattati con staminali autologhe di origine midollare transfettate con DNA producente ADA ha mostrato come queste non causassero rigetto; rigetto che in passato aveva causato il 35-70% di mortalità. Anche per queste procedure si prospetta ottimale l’uso di sangue del cordone.
Inoltre non dimentichiamo l’alta compatibilità tra fratelli.
Le banche di conservazione estere poi non sono onlus, alle spalle hanno interessi economici da salvaguardare, ne derivano costi sostenuti poi non danno garanzie di qualità o non sono nel network europeo! Una sacca mal conservata è inutilizzabile!
Con la Bamco non si poteva parlare di problemi etici: il cordone veniva comunque registrato, possiamo scegliere di donarlo qualora fosse necessario.
Ad oggi le probabilità che il cordone possa esserci utile in fututo sono 1:435, cioè su 435 persone ad 1 di queste serviranno cure con cellule staminali, il doppio rispetto al 2007 ed ogni giorno il numero cresce (dati dal sito bamco).
Le malattie aumentano? No, semplicemente aumentano le scoperte, aumentano le patologie in cui le staminali hanno un ruolo di primo piano nella guarigione.
Ad oggi infatti risultano secondo la Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana, 31/12/2009 indicazioni consolidate all’uso del sangue cordonale per:
– Leucemie e linfomi
– Disordini mielodisplastici/mieloproliferativi
– Disordini della plasmacellula
– Emoglobinopatie
– Istiocitosi
– Disordini congeniti del sistema immunitario
– Osteogenesi imperfecta e Porfiria eritropoietica congenita (malattia di Gunter)
– Altre neoplasie (sarcoma di Ewing, neuroblastoma, carcinoma a cellule chiare del rene, rabdomiosarcoma)
– Altre indicazioni (sindrome linfoproliferativa autoimmune, neoplasie in età pediatrica trattate con chemio/radioterapia, errori congeniti del metabolismo: s. di Hurler, di Sheie, di Sly, Gaucher ecc.)
In questa relazione vengono poi presentati altri progetti di ricerca attuali sull’uso delle staminali che riguardano diabete, sclerosi multipla, Parkinson, sla, lesioni midollo spinale, usi nella medicina rigenerativa (anche in trattamenti oncologici).
Ad una assemblea della Bamco hanno addirittura raccontato di una donna parzialmente cieca incinta che sarebbe andata a partorire all’estero per poter curare con le sue staminali la sua cecità!
Nonostante il decreto del 2009 non sia retroattivo, noi genitori che possediamo una sacca alla BAMCO siamo stati invitati dallo stato, a nostre spese, a trasferire queste sacche all’estero (in caso di necessità ovviamente le cure dovranno poi avvenire nello stato dove sono conservate) o a donarle perdendo ogni diritto su di esse (e buttando i 400 euro iniziali!) perché ora in Italia è vietata la conservazione autologa.
Una scocciatura per noi, ma un enorme passo indietro per il progresso scientifico italiano.
Aiutateci a far ragionare questi ministri, aiutateci a far sì che un’onesta onlus, che non prende fondi dallo stato, che vive grazie a donazioni senza pesare sul bilancio della sanità pubblica, possa segnare un passo avanti e offrire un esempio d’avanguardia.
Aiutateci a far sì che possano magari nascere e crescere altre realtà in Italia dove questo sia possibile, aiutateci a tutelare il diritto alla salute!
Per fare ciò la legge va cambiata. Facciamoci i sentire!
Scrivete all’attuale ministro Balduzzi alla mail segreteriaministro@sanita.it (se non avete voglia di scrivere potete copiare il modello in fondo al post aggiungendo il vostro nome, ovviamente ;-)) mostriamo che i genitori italiani vogliono fare questo passo avanti nel progresso scientifico e facciamo in modo che questo argomento sia rivalutato.

Modello mail:
Caro Ministro Balduzzi,
sono …………….
Con BAMCO (banca allogenica/autologa mantovana del cordone ombelicale) l’Italia poteva fare un enorme passo avanti nel progresso scientifico attraverso la possibilità di conservare il cordone ombelicale senza gravare sul Sistema Sanitario Nazionale.
Questo era motivo di orgoglio per ogni cittadino italiano perché rendeva liberi e salvaguardati quei genitori che sceglievano di tenere, vicino, per il loro bambino o per altri un bene che potrebbe essere molto prezioso nel prossimo futuro, unico.
Ora sono profondamente deluso dalle normative vigenti, come se il nostro stato non riconoscesse il valore di questa risorsa, risorsa che ha tra l’altro portato Jhon Gurdon e Shynya Yamanaka a vincere il nobel per la medicina proprio quest’anno.
Perché questo? Se la Scienza medica italiana dice che oggi non serve (contraddicendo per altro numerose pubblicazioni scientifiche), perché dobbiamo prestarmi al business delle banche estere per conservare il nostro diritto di domani?
Perché, Ministro, non ci aiuta a difendere questo piccolo patrimonio irripetibile di cellule staminali facendo sì che anche in Italia divenga possibile conservare per uso sia allogenico che autologo come fanno già altri stati all’avanguardia?

AGGIORNAMENTO:
BUONE NOTIZIE!!
Qui potete leggere come la Bamco abbia vinto la sua (nostra) battaglia.
Visto la potenzialità di questo bene sarebbe bello poter riprendere l’attività di bancaggio e realizzare altre situazioni simili in Italia.
Utopia?

Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne

25 Nov

Purtroppo i numeri parlano chiaro: considerando i dati della regione Emilia Romagna provenienti dal loro comunicato stampa sempre più numerose sono le donne che chiedono aiuto ai Centri Antiviolenza.
Il fenomeno è in aumento o semplicemente più donne acquisiscono la consapevolezza e il coraggio necessari per chiedere aiuto?
Il fatto che nelle province in cui sono presenti più sportelli i casi registrati siano maggiori indica che una rete di supporto più fitta, con punti di riferimento più alla portata di tutte può aiutare le donne a chiedere aiuto.
Ancora troppe famiglie vivono questo dramma in silenzio, fingendo che tutto vada bene; troppe donne si sentono imprigionate, condannate a quella violenza.
Aiutiamole a uscire allo scoperto, aiutiamole a trovare un punto di riferimento sicuro, diffondiamo gli indirizzi, i numeri, i siti dei Centri Antiviolenza.
Insegniamo alle nostre Figlie e Figli che meritano sempre e comunque rispetto qualsiasi cosa facciano e che la violenza non è mai una soluzione.
Insegniamo loro a chiedere aiuto.
Insegniamo loro il significato della parola Amare.

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Il bilancio della settimana

23 Nov

La Piccola ieri ha compiuto 1 anno. Ha la febbre e, nonostante da una settimana prenda ogni sera una bustina magica chiamata Montelukast che dovrebbe evitare l’asma, si teme il broncospasmo da un momento all’altro soprattutto visto che è venerdì e ammalarsi quando la pediatra è di turno è troppo facile (uè Montelukast, vedi di fare il tuo dovere).
La Media ha la tosse, ovviamente rigorosamente solo mentre dorme del tipo che tu credi che stia bene e invece no, attacco di tosse notturno con annessa vomitata sul cuscino (che cambiare le lenzuola in piena notte è sempre un piacere, poi se odorano di vomito…mmmm) e successivi mille risvegli a ogni colpo di tosse per bere un po’ d’acqua perché nell’immaginario mediese l’acqua cura la tosse (e magari è anche un po’ vero che la aiuta fluidificando il catarro, ma secondo lei dovrebbe farla sparire all’istante e quando non accade si arrabbia pure).
La Grande fa incubi sonori in cui la gatta le taglia la testa con le unghie e la getta via(!?!?). Forse teme una vendetta felina.
Buon weekend!

1 anno

22 Nov

1 anno.
Wow… non mi sembra vero.
Sembra l’altro ieri e invece è già passato un anno dal momento in cui ho visto per la prima volta il tuo corpicino bagnato in quella vasca, un anno da quando ci siamo guardate negli occhi abbandonandoci l’una nell’altra e ora sei lì in piedi davanti a me che balli con le mani alzate scimmiottando le tue Sorellone.
In questo tempo sono successe tante cose e se devo essere proprio sincera sei davvero la più sfigata sfortunata tra le nostre Donnine: sempre malata con i bronchi sgualciti, malmenata da due Sorelle che ti credono la loro bambola e anche terremotata quando dovevi essere battezzata.
Nonostante tutto ciò tu ridi, ridi sempre, ridi come un grande, imiti le nostre risate e i tuoi occhi sono felici anche mentre fai gli aerosol, anche se è il sesto della giornata.
Ridi con tutti, ma non vai in braccio a nessuno se non ti va e se inizi a piangere…apriti cielo! Hai l’ugola d’ora Piccola Mia!
Ancora non so qual’è il tuo segno zodiacale e non ti abbiamo tutt’ora battezzata.
Ci coccoli buttando la tua testolina su di noi ed emettendo un suono di abbandono “Aaahhhhh“, ci accarezzi prendendoci a mazzate un po’ troppo vigorosamente, mentre ti ho in braccio mi mordi la spalla, già ridendo, e ridi ancora di più quando me ne accorgono e dico “Ahi!”, cerchi le tue sorelle appena ti svegli, corri, a modo tuo, incontro al Papà quando rientra da lavoro e pretendi che ti prenda in braccio subito.
Credo che per ora il tuo gioco preferito sia accarezzare (vedi sopra) la gatta; non credo valga lo stesso per lei.
Sei coccolina come la Media, ma sveglia come la Grande.
Assomigli a entrambe e a nessuna perché tu sei TU e sei speciale così come sei.
Buon Primo Compleanno Piccola.

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Miei, tuei, suei…

21 Nov

Cena, tutti a tavola.
Grande: “Questi sono mii!”
“Ma Grande MII?? Pensaci bene dai, come si dice?”
Lei, ridendo, con faccia da finta stordita: “Si dice mii”
La Media pignoletta quanto la madre con tono da mestrina (chissà da chi avrà preso): “Tzi ditce miei!”
“Brava Media, ma la Grande lo sa, si era sbagliata, ma lo sa”
La Media non è soddisfatta, lei è maestrina inside, deve essere sicura di essersi spiegata bene, deve avere la certezza che la Grande abbia compreso appieno, ci tiene a ribadire il concetto: “Pito? Devi dile miei, pecché tono tuei”
TUEI?!
Ok Media, forse era meglio se lasciavi stare…

Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia

20 Nov

Oggi è la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia (qui spiegati in parole povere), è un’occasione per ricordare ciò che ogni giorno dovremmo avere ben presente.
Ogni giorno dovremmo pensare all’importanza dei bambini, di queste persone in miniatura che rappresentano il nostro futuro, il futuro del nostro pianeta; da ciò che insegniamo loro, dai valori in cui li aiutiamo a rispecchiarsi dipenderà ciò che saremo tutti.
Farli crescere sereni, forti fisicamente ed emotivamente, capaci di affrontare il mondo a testa alta, rispettarli e insegnar loro a rispettare… sono grosse responsabilità e sono nostre, di noi Genitori ed in parte anche di adulti che magari genitori non sono, ma sono fonte di esempio.

Figlie mie, vorrei potervi garantire che sarete sempre felici, sempre sane, che avrete sempre ciò che vorrete dalla vita. Vorrei potervi dire che questi vostri diritti saranno sempre tutelati, ma purtroppo non è così. Soffrirete, a volte per cose futili altre per cose importanti, vi ammalerete, anche se spero mai, mai e poi mai seriamente, a volte non otterrete ciò che speravate, ma una cosa posso garantirvela: noi, Mamma e Papà, saremo qui per aiutarvi a rialzarvi, per coccolarvi, per insegnarvi e anche per sgridarvi all’occorrenza, per voi ci saremo sempre.

PS: oggi alle 17:00 inizia lo Zecchino d’oro e io ho un dubbio: ma se una canzone mi turba posso chiamare in causa l’articolo 13, comma 2 e farla eliminare?! 😉

Quando sei una Mamma giovane

19 Nov

Quando sei una Mamma giovane c’è sempre qualcuno che ti guarda e dice “Ma quanti anni hai?!?” e quando aggiungi che di figlie ne hai 3 continua con “Sei pazza!”.
Quando sei una Mamma giovane molti non capiscono le tue scelte.
Quando sei una Mamma giovane difficilmente le Mamme dei compagni di asilo di tua figlia maggiore avranno la tua età.
Non riesci a vedere le tue amiche. Orari, abitudini e priorità diversi; un figlio ti fa vedere tutto sotto un’altra luce, figuriamoci tre.
Quando sei una Mamma giovane lo status di Mamma, con la maiuscola, non è immediato, te lo devi guadagnare.
Quando sei una mamma giovane cerchi di darti un tono alle prime riunioni dei genitori a scuola: non ci vai con le converse o con le ballerine disegnate.
Poi ti svegli e te ne freghi: io sono così, nel bene e nel male.
Sono una brava mamma ma a volte no, gioco con le mie figlie, ma a volte non ne ho voglia e questo credo valga a tutte le età.
E poi… queste sono le più belle ballerine che io abbia mai avuto mica posso lasciarle nella scarpiera! 😉

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