Oggi è mercoledì

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Oggi è mercoledì.
Oggi piove.
Embhe???

Diluvia!
Embhe??

Mercoledì si va in piscina.
…Embhe?

“Si va” è riferito a le Donnine ed io, io e le Donnine.
La Grande nuota e noi altre la aspettiamo.
Va beh…

Il problema non è il corso di nuoto in sè, a quello ormai sono abituata, il problema è il tragitto.
Per raggiungere l’entrata della piscina occorre percorrere 100 metri a piedi.
100 metri con 3 piccoli ombrelli e un ombrello grande perché la Piccola vuole il suo personale ombrello e di offrirmi riparo non c’è verso e le altre guai a esser da meno della sorella minore!
100 metri a piedi che parranno 1000 percorsi in ginocchio su ceci.
Anche queste sono avventure.
Tanta solidarietà per me per favore, grazie.

A volte ritornano…

2 Apr

Capita che la vita “vera” ti risucchi.

Il tempo passa risucchiandoti come un vortice.

Tu vorresti fare, scrivere leggere, ma devi scegliere.

O leggi o scrivi. Leggo!

O pulisci casa (che la tanto amata L che passava ogni mercoledì mattina ad aiutarmi qui mica viene!) o scrivi. Pulisco?!?

O vai a prenderle a scuola o scrivi. Ok vado, vado!

La vita nella VivaceCittadinaTerremotata a volte è più semplice che qui, ma altre volte più difficile.

Nuovi vicini, nuove dinamiche, nuove amicizie, nuove scuole, nuovi orari.

Avere le Amiche lontane geograficamente non aiuta e a volte la solitudine bussa; inizia piano, delicatamente, come il grattare sul vetro del gatto che vuole entrare in casa, ma si fa sempre più forte e più che un grattare delicato assomiglia ad uno stridio.

Ho cercato in questi mesi di concentrarmi sulla Vita reale, di conoscere persone.

Non volevo rifugiarmi nel web e così ho trascurato il mio blog.

Ora qualche Amica ce l’ho anche qui, la mia rete si sta espandendo e sono pronta a tornare.

Piano piano, ogni tanto, ma non come rifugio, come espansione di me.

A presto.

 

 

Ricette che fanno casa: i Sugoli

29 Ott

Ci sono odori che sanno di buono, di calore, di nido, di casa.
Ti avvolgono riscaldandoti il cuore e richiamano alla mente vecchi ricordi, stralci di memoria senza un ordine preciso: una luce giallognola che illumina la cucina di legno, il marmo scuro, la tua Nonna col grembiule, la tua Mamma che mescola…

Non avevo intenzione di partecipare all’iniziativa delle Instamamme “Ricette che fanno casa”, non sapevo cosa scrivere, poi la mia Mamma è passata a trovarci e ci ha portato il Mosto.
Ogni autunno nella mia casa natale si preparano i Sugoli, li ho sempre adorati e ogni anno la Mia Mamma me li faceva trovare pronti, ma quest’anno invece delle solite ciotoline già preparate ho ricevuto l’ingrediente principale (complice il fatto che fosse più comodo trasportare una bottiglia contenente il liquido piuttosto che una decina di ciotoline) il Mosto appunto.

Domenica mattina mentre mescolavo l’intruglio magico la nostra casa si è riempita dell’odore dei sugoli e in un attimo…eccomi nella mia vecchia casa!
“Ecco, questa è una ricetta che fa casa!” mi sono detta e così eccomi qua!
testo

I Sugoli

Per prima cosa occorre preparare il Mosto (che fortunatamente io ho ricevuto già pronto).
Per farlo occorre dell’uva da vino nera, “Ua dora” l’ha definita la mia Mamma (Uva d’oro).
Stacchiamo dal grappolo e laviamo molto bene gli acini e mettiamoli in una grossa pentola sul fuoco per farli bollire; non occorre aggiungere acqua, infatti col calore le bucce scoppiano liberando il liquido all’interno.
Una volta che ogni acino è scoppiato lasciamo bollire per 3-5 minuti (si sa, le ricette delle Nonne sono sempre a spanne, o meglio, “a occhio”).
Scoliamo il tutto e conserviamo il liquido ottenuto, il Mosto appunto, in bottiglie di vetro (si possono anche congelare in questo modo).
E con i resti avanzati nel colino?
La mia Mamma li utilizza solo se ha intenzione di fare subito i Sugoli passandoli nel passaverdura e unendoli al Mosto, se invece prepara il Mosto per conservarlo butta i resti poichè si depositano sul fondo e…non le piace!

E ora prepariamo i Sugoli.
Collochiamo il Mosto in una pentola capiente; per ogni mestolo di mosto (mestoli da circa 200 ml) prepariamo a parte un cucchiaio di farina e la metà o poco più di cucchiai di zucchero (dipende dal grado di dolcezza preferito).

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Lo zucchero lo aggiungiamo subito al mosto e accendiamo a fuoco medio-basso, mentre la farina la addizioniamo piano piano, mescolando e aiutandoci con un setaccio (o un colino per chi come me non è dotata di accessori da vera cuoca!) per evitare la formazione di grumi.
Ecco, sentite anche voi l’aroma dolciastro dell’uva diffondersi nella vostra cucina?

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Mescoliamo fino a bollore, togliamo la pentola dal fuoco e disponiamo il preparato in ciotoline di vetro.
Facciamo raffreddare a temperatura ambiente e una volta che hanno smesso “di fumare” ricopriamo i contenitori con la pellicola trasparente e li sistemiamo in frigorifero.
Aspettiamo che siano belli sodi e…voilà gustatevi i Sugoli!

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Grazie Angeli…

15 Ott

Oggi è il giorno in cui ricordare è davvero inevitabile.
I pensieri ti inondano e la malinconia avvolge tutto.
Come sarebbe stato se? Come sarebbe se fosse cresciuto?
Pensieri irrazionali, probabilmente inutili, ma che ogni tanto affiorano.

Il 15 ottobre è il giorno dedicato al Lutto Perinatale, la Giornata Mondiale della Commemorazione e questa sera dalle 19 alle 20 anche noi parteciperemo all’Onda di Luce accendendo le nostre candele per celebrare, ricordare e ringraziare i Nostri Angeli.
Già, ringraziare, perché non mi stancherò mai di ripetere (e ripetermi) che la Nostra Famiglia, non sarebbe quella che è ora senza la perdita del nostro Primo Angioletto e di Filippo.

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Per scacciare i pensieri tristi voglio condividere un gioco che ci ha proposto ieri la Grande.
Mi ha dato carta e penna e mi ha chiesto di scrivere ciò che mi piaceva, non riguardante le mie Donnine, ma tutta la mia vita.
Terminato io l’ho riproposto a Lei e insieme lo abbiamo domandato anche alla Media e al Marito (per la Piccola dobbiamo attendere un incremento del volcabolario, la sua lista ora sarebbe “PeppaPip, Bibba, Pappa”- Peppa Pig, Bimba la sua bambola del cuore da una settimana a questa parte e la pappa!-).

Ecco il risultato.

MammAlessia
Mi piace quando parlo con le mie Bimbe, quando facciamo cose insieme.
Mi piace leggere e fare delle cose con le mie mani.
Mi piace cucinare dolci con la musica.
Mi piace quando Papà mi guarda e sorride.
Mi piace quando la mia famiglia mi fa le coccoline.
Sono felice.

La Grande
Mi piace andare in montagna poi pattinare sul ghiaccio (“Ma non lo hai mai fatto!” “Eh, però mi piace!”).
Poi mi piace sciare (“Non lo hai mai fattooo” “Eh va beh!”).
Mi piace fare i disegni poi abitare in nuove case.
Poi mi piace giocare con le mie Sorelle, mi piace dormire, mi piace scrivere, mi piace giocare.
Mi piace giocare con nuovi Amici.

La Media
Mi piace fare (inteso come disegnare) le antenne, fare le bimbe che pattinano.
Mi piace giocare, dormire fare i regalini, andare fuori, quando c’è la pioggia che invitiamo i bimbi.
E poi quando hanno finito di preparare la mia casa invitare l’A.
Andare dalla Nonna a giocare col pongo.
fare i quadretti della felicità.
Fare i compiti e tagliare e fare i disegni.
Mettermi le collane, fare le collane con le perline da grande, mangiare tutto così divento grande.
Andare a dormire e vestire le mie bimbe.

Il Marito
Bimbe Famiglia
Casa
Giardino
Mare bello
Montagna
Sciare
Mangiare bene (ehm…urge corso di cucina!)
Inventare cose
Macchine Moto
Regali Mamma e Bimbe

E a voi cosa piace?
Combattete la tristezza insieme a Noi ricordando cosa c’è di bello nella vostra Vita.

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Topi grandi come il comodino

11 Ott

Ore 00:02
Camera padronale
La Moglie sta leggendo attenta nell’ipad il libro di Crepet “L’autorità perduta”: venerdi prossimo l’autore parlerà del suddetto volume proprio qui nella VivaceCittadinaTerremotata e Lei non vuole perderselo e nemmeno arrivare impreparata! (L’avevo gia accennato della sua mania del controllo?!).
Il Marito dorme accanto a Lei quando…
Frush frush sbum tum tum
La Moglie grazie al bagliore dell’ipad nota che il Marito, con un gesto degno di un ninja, dalla posizione prona si mette a sedere, afferra il cuscino e da due vigorose cuscinate al comodino.
Stupita e anche un po’ preoccupata pone la mano sulla spalla del Marito chiedendogli “Tutto bene?”
All’istante il Marito ritrova la posizione del sonno e bofonchia “C’erano due topi grandi come il comodino, ma ora li ho mandati via” e come niente fosse riprende a dormire.
Inutile sottolineare che la Moglie se l’è quasi fatta sotto dalle risate, ha mollato Crepet e si è fiondata qui a condividere…

Ma ho detto anziana!

22 Set

Ritagliarsi dei momenti per stare soli con ognuna di Loro non è, logisticamente parlando, semplice, specie con la Media che per una ragione o per l’altra si aggrega sempre “tra le grandi” o “tra le piccole”.
L’inizio delle scuole e i diversi orari di inserimentooltre ad averci portato alla completa follia hanno fatto sì che finalmente potessi godere solo della sua compagnia: un’intera ora al giorno per una settimana in cui nessuno la interrompesse, strattonasse o zittisse hanno fatto emergere il meglio di Lei.
Spettacoli di ballo e canto, racconti dettagliati (“Cos’hai fatto a Scuola?” “Niente” “Hai conosciuto qualcuno?” “No”/”Ssì, ma non mi licoldo come ssi chiamava”) e finalmente il seggiolino del carrello della spesa tutto per Lei nonostante i 15 kg siano già stati sforati (ma di poco, dai!).
La sua solita timidezza si è fatta un po’ da parte, sta emergendo la signorina che c’è in Lei e perché non dimostrarlo in ogni dove?
Perché non nel reparto biscotti dell’ipermercato quando passeggiando inizia a fissare una signora?
La guarda intensamente, in modo palese, assumendo una posizione del tutto innaturale, col busto ruotato.
Con lo sguardo segue il suo percorso da lontano, e quando finalmente i nostri carrelli si avvicinano, quando la suddetta Signora è a portata di orecchio, dice ad alta voce : “Mamma quella signora antziana sembla un uomo”
“Ma Media non si dice!” Le bisbiglio rabbiosa e super imbarazzata sottovoce senza farmi sentire e Lei con la faccia più innocente del mondo: “Ma ho detto antziana, mica vecchia!”

Nuovi inizi

20 Set

Lunedì 16 settembre. Ore 6:50.
La sveglia suonerebbe alle 7:00, ma io mi alzo.
Sono talmente eccitata che non riesco nemmeno a pelandreggiare come mio solito!
Oggi la Media inizierà nella nuova scuola d’infanzia e la Grande…. beh, per la Grande sarà il Primo Giorno di Scuola Primaria.
Mi vesto e corro a svegliare le Bimbe.
La Grande scatta seduta sul letto in un lampo, non aspettava altro, e grida con gioia “Sìììììììììì!!!” seguita a ruota dalla Sorella.
Si vestono in un lampo, sono carichissime e corrono giù per la colazione.
La Media è talmente carica (e sbadata come suo solito) che si sporca la maglia accuratamente selezionata per la giornata (prontamente lavata e asciugata col phon!).
La Grande tenta di mettersi il grAmbiulino (“Ma Grande, si dice grEmbiulino!!”) tre volte: prima, durante e subito dopo la colazione.
“No Grande aspetta, devi mangiare/finire/fare pipì prima di mettere il grembiulino!”

Alle 8:00 accompagno la Piccola al nido, torno a casa carico la Media in bici per accompagnarla alla sua scuola.
La Grande inizierà alle 9:00, spero di fare in tempo…
Alle 8:20 siamo dentro e la Media sembra entusiasta della sua nuova scuola e fortunatamente in sezione c’è già la sua amichetta N., conosciuta il giorno prima al parco.
Ci sediamo vicino a N. e la Media vuole che leggo loro un libro: sceglie “Clotilde generosa”, lo abbiamo anche Noi a casa ed è lo stesso che ho letto a Lei e alle sue Sorelle ieri sera prima di dormire.
La maestra sa che voglio partecipare all’ingresso della Grande così alle 8:50 mi fa salutare la Media.

È brava la mia Donnina, Lei sa.
Ci abbracciamo e intanto Lei sorridendo fa uno dei suoi suoni della vergogna, quelli che fa quando è in imbarazzo “Gnè”.

Quanti cuori ruberai? Quanti occhi si perderanno nel profondo dei tuoi caldi occhi marroni?
Ogni volta sei una sorpresa.
Timida, ma forte. Così coccolona e allo stesso tempo riservata.

Ci salutiamo e il suo buchino è ancora là, sulla guancia, così profondo che vien voglia di toccarlo.

Fortunatamente le scuole sono praticamente attaccate e in un battibaleno sono davanti alla scuola Primaria.

E la vedo.

La Grande.

Là vicina al suo Papà, emozionata.
Fa ciao con la mano alle bimbe che ha conosciuto in piscina e che fortunatamente saranno in classe con Lei, ma non va da loro.
È tesa, ma felice.
Vuole stare tra me ed il Marito, al sicuro.
Ultimi attimi nel Nido prima di spiccare il volo.
La convinco a fare una foto con le Amichette, poi arriva Lui, L., anche lui suo compagno di classe e pian piano Lei si sta lasciando andare.
Finalmente si apre il cancello, un sorriso le inonda il viso, si può entrare.
Battibecchi tra genitori sconosciuti accompagnano il nostro ingresso (parolacce e polemiche davanti ai bimbi?! ma per favore!), ma Lei per fortuna non sente, la sua testolina è altrove.
Varcando la soglia la osservo: è grande accidenti.
Le lacrime iniziano a sgorgare e fatico a trattenere i singhiozzi, ma Lei non mi vede, perché il Marito mi fulmina con lo sguardo indicandola.
Ha ragione, le renderei il tutto più difficile, ma quanto è faticoso lasciarle andare.
Cerchiamo la classe arancione e lì conosce finalmente le sue Maestre.
Con quella di matematica c’è feeling, la cosa promette bene.
Sceglie il banco: prima fila, vuole imparare in fretta!
Arriva in classe anche L. e si siede nel banco vicino al suo.
Ci guarda contenta.
Ascolta attenta ciò che le dice la maestra.

Sei così bella lì composta, col tuo grembiulino.
Ieri sera hai chiesto se tua Sorella poteva venire a scuola con te, se potevamo domandare alle maestre.
Così indipendente, ma così bisognosa…

Ci guarda e dice “Dai, andate via!”
Fosse facile!
Scambiamo due parole con la Maestra e usciamo.

Ti lasciamo lì, in quel mondo di cui noi non faremo parte.
Avrai i tuoi amici, scherzerai, giocherai, imparerai.
Sarai in ansia, avrai paura e dovrai affrontarlo da sola, senza di Noi.
Saremo pronti ad abbracciarti al tuo rientro, ascolteremo i tuoi dubbi, ma dovrai cavartela da sola.
La corda che ci lega si sta allungando sempre di più e che fatica accettarlo.

Deliri da genitore: la vigilia

19 Set

Domenica 15 settebre. Ore 7:05.

“Marito, sveglia, sveglia è giovedì (ma poi perché ho detto giovedì?!?)! Sono già le 7:05, dobbiamo alzarci o la Grande arriverà tardi a scuola!”
“Ale, è domenica, dormi.”
“Ah…davvero? Sicuro?”
“Sì”
“….ok….”

Dite che ero emozionata?!

Simpatico Burlone

10 Set

Ore 8:05.
Salotto della Casetta Verde.
Colazione.
Guest Star: la ZiaTeen che ormai vive con Noi per fare appunto la Zia mentre la Madre è impegnata nell’inserimento al Nido della Piccola.
“Ciao a TuttE (perché si sa: nella nostra famiglia il Marito può permettersi di usare sempre il femminile!), io vado a lavorare.”
Baci a te, baci a me, baci a Loro.
“Mi raccomando, ricordati, alle 12:10 vieni davanti all’asilo della Piccola che andiamo a prenderla insieme”
“Ricordamelo!”

Ore 11:40.
Bagno al Primo Piano della Casetta Verde.
Madre con capelli arruffati, scalza, grondante di sudore è dentro la vasca/doccia.
Vestita.
Potrebbe sembrare pazza, ma in realtà sta approfittando dell’assenza della Piccola kamikaze e della presenza della televisiva ZiaTeen che intrattiene le Maggiori a suon di film Disney e/o Classici e/o HarryPotteriani “Che è tutta cultura cinematografica!” per immergersi in uno dei suoi raptus puliscituttopuliscituttopuliscitutto.
“Che ore sonooooooooo?” urla la pazza Madre dal piano superiore.
I guanti da razdora le coprono l’orologio.
“Mezzogiorno meno ventiiiiiii!” risponde la ZiaTeen
“Manda un messaggio al Marito e scrivi 12:10 asilo!”
“Cheeeee?”
“”Manda un messaggio al Marito e scrivi 12:10 asiloooooooo!”
“Ah, okkeiiiiiiii”

Ore 11:57
Tanananana Tanananana Tanananana suona il telefono della Madre, è il Marito.
“Ma senti sono davanti alla scuola marrone, quella della Media, perché il Nido è qui dietro vero? Ma non c’è nessuno!”
La Madre conosce i suoi polli, il Marito la sta prendendo per il culo sta scherzando “Dai, piantala di fare l’asino! Sei in anticipo! Aspettami, arrivo anche io, entriamo insieme.”
La Madre cerca di ricomporsi e si fionda in macchina quando Tanananana Tanananana Tanananana.
È sempre il Marito.
“Cosa c’è?”
“Ma dov’è l’entrata, non vedo nessuno!”
“Dai, piantala!”
“No davvero, dov’è?”
“Ma dove sei??”
“Dalla scuola gialla di via G., il Nido mica è qui dietro?!”

Certo, il Nido è là dietro, ma la Moglie aveva già spiegato al Marito passando davanti alla struttura due settimane or sono che nonostante la Scuola della Piccola si potesse scorgere da via G. l’entrata del Nido era sul retro, mentre quella che dava su via G. era della scuola d’Infanzia.
Aveva anche costretto il Marito a passare nella via giusta e richiamando la sua attenzione aveva detto “Stai attento ora che se la devi andare a prendere tu… Ecco, la scuola è là, visto?” ottenendo anche un “sì sì” come risposta.

“Sì, la scuola è lì, ma devi fare il giro! Si entra dall’altra via, ricordi?? Te l’ho mostrato…ci siamo passati davanti…”
“Ahhhhhhhh! Ora ricordo…Volevo scherzare e alla fine ho sbagliato davvero!”
-_-

A te che stai crescendo

6 Set

A te che dopo 5 giorni di inserimento al Nido entri felice in Sezione, ma che quando mi devi salutare fai lo spappolino e piangi.
A te che ti lasci coccolare dalle tue Tate e giochi con gli Amichetti.
A te che oggi hai mangiato all’Asilo Nido per la prima volta.
A te che mi stringi forte quando torno a prenderti quasi a non volermi far andare più via mentre il tuo mento torna a tremare.
A te che ti sei addormentata di un sonno profondissimo da far invidia alla Bella Addormentata a pochi metri da casa.
A te che ti sei risvegliata urlando “Caccaaaaaaa” e hai preteso di essere portata sul water pur portando ancora il pannolino.
A te che avevi ragione a urlare “Caccaaaaaa” ed eri raggiante di gioia mentre mi mostravi le galleggianti prove (ma non ce n’era bisogno, erano già nell’aria).
A te che con il tuo faccino convinto gesticolando a suon di gutturali “Mmmmmm mm mmmm M!” cerchi di raccontarci quello che pensi.
A te che parli poco (o nulla), ma quando non ti accontento ti lamenti dicendo “Oio Papà!” e quello si capisce benissimo.
A te che sei gelosa quando le tue Sorelle abbracciano me ed il Marito e le spingi via con forza a suon di schiaffoni urlando “NoOooOo!”.
A te che non porti rancore e dopo averle malmenate elargisci baci a tutta la Famiglia, gatta inclusa se è nella stanza.
A te che pretendi di fare “Tzin tzin” con ogni commensale ad ogni pasto.
A te che sei spericolata e le prove sono ben visibili sul tuo corpo: dal dente scheggiato al bernoccolo in fronte.
A te che nel bel mezzo dell’ipermercato inizi ad urlare e ti corichi sul pavimento perché il carrello vuoi spingerlo tu!
A te con quei capelli dritti come spaghetti.
A te Nanetta kamikaze e cocciuta voglio dire che vederti crescere è bellissimo, ma anche bruttissimo.
Che quando vedo quello spappolino con mento tremolante e ti dico “Gioca qui con la Tata e gli Amichetti, la Mamma torna a prenderti dopo” sorrido, ma in realtà vorrei fare lo spappolino proprio come te e stringerti forte forte.
Ti voglio bene Piccola mia.

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